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LA FUGGITIVA: VITTORIA PUCCINI COME HARRISON FORD. UNA SERIE AMERICANA CON MENO BUDGET

Vi ricordate “Il Fuggitivo”, uno dei film cult di Harrison Ford? Su Rai1, da lunedì 5 aprile, arriva “La Fuggitiva” con Vittoria Puccini. La prima puntata è disponibile in anteprima su RaiPlay e chi l’ha vista si è detto soddisfatto. Una donna dall’oscuro passato si ritrova vedova all’improvviso ed è costretta alla fuga per scagionarsi. Non è stata lei ad uccidere il marito.

Il regista della nuova serie di Rai1 è Carlo Carlei. Portano la sua firma Padre Pio e Ferrari, entrambi interpretati da Sergio Castellitto, Il Giudice Meschino, recentemente riproposto con successo, e la prima stagione dei Bastardi di Pizzofalcone. Carlei presenta La Fuggitiva: “C’è molta azione, c’è una protagonista che è perennamene in fuga e che si deve guardare sia dai nemici che l’hanno incastrata sia dalla polizia che le dà la caccia. Da un punto di vista del linguaggio visivo ho cercato di fare una serie moderna, rendendola più “internazionale” possibile nella luce, nelle ambientazioni e soprattutto nella scelta delle locations”.

La Fuggitiva nasce come un thriller finanziario. Carlo Carlei non era convinto del progetto. Ha chiesto carta bianca ed è stata riscritta. “Quando mi hanno proposto questa serie, la sceneggiatura era molto diversa da quella finale. Era essenzialmente un thriller finanziario“. Dopo l’ok della Rai, si è ricominciato daccapo “cambiando completamente la premessa e l’ambientazione, in modo da espandere in maniera più universale alcune tematiche già affrontate nel Giudice Meschino, e cioè la connivenza fra criminalità organizzata e una parte della politica corrotta e ovviamente avvezza al malaffare”.

Ci sono rimandi ad altri precedenti lavori di Carlei. “Per esempio i Bastardi di Pizzofalcone era il tentativo, credo riuscito a giudicare dal gradimento del pubblico, di reinventare il genere poliziesco di squadra, cercando anche di elevarlo in termini di qualità, dando un peso al vissuto di ognuno dei personaggi. Qui ho seguito un paradigma simile, ma se nei Bastardi l’andamento era a volte più compassato e contemplativo, questa serie invece ha dei ritmi frenetici che sono più riconducibili a film ad alto tasso di spettacolarità fatti per il grande schermo. Un modello di riferimento, fin dal titolo, è Il Fuggitivo con Harrison Ford“.

“La Fuggitiva si svolge in un contesto socio-economico completamente diverso. Qualcuno ha detto che nel cinema o nella televisione non si dice mai nulla veramente di nuovo, ma esistono degli stilemi che si possono continuamente aggiornare, reinventare, dando luogo a qualcosa di completamente nuovo ed originale”. Il regista si dice “strafelice per i risultati artistici” de La Fuggitiva perché sia a livello di linguaggio che di tematiche “lo giudico un lavoro non meno personale di un film d’autore”.

La vera sfida per Carlo Carlei? “Realizzare, all’interno di quelli che sono i limiti di una produzione televisiva italiana, che non ha i budget o i tempi di lavorazione di una serie televisiva americana, un prodotto spettacolare, ricco di suspense, che potesse sedurre il pubblico e tenerlo incollato alla poltrona fino alla fine”. E pare esserci davvero riuscito. “La mia esperienza e le prime reazioni di chi ha visto La Fuggitiva mi dicono che ci sono riuscito e questo per me è motivo di grande soddisfazione”.

Carlei è regista di film per il grande schermo e di fiction, due mondi che spesso sono visti come distanti ma il livello attuale della serialità italiana ha abbattuto molte barriere. “Io credo che si possano dirigere serie televisive approcciando il lavoro come si farebbe con un film d’autore, senza cioè rinunciare al proprio stile personale e alla propria creatività. Non c’è differenza fra Padre Pio e Romeo & Juliet, fra I Bastardi di Pizzofalcone e La Corsa dell’Innocente. Essere un regista di serie televisive di successo non è che sia una soddisfazione meno gratificante dall’essere un regista di film di successo per il grande schermo”.

Ne La Fuggitiva le protagoniste sono due donne, Vittoria Puccini e Pina Turco. “È la prima volta che faccio un lavoro con una protagonista e una co-protagonista femminile. C’è una vera e propria caccia fra Vittoria Puccini che è la Fuggitiva e Pina Turco che è la poliziotta che la insegue e che si stupisce per il comportamento atipico dell’indiziata. Per essere una madre casalinga Arianna si difende bene con mosse da esperta di arti marziali, sa usare bene le armi ed è dotata di forza e agilità fisica non comuni. Insomma, una guerriera. Come mai? La risposta è nel passato di Arianna”. Il finale? “Inaspettato e super-spettacolare”.

Fonte: Il Lametino