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LA RAI PUNTA SULLE DONNE: LILLI GRUBER, SERENA BORTONE, TINNY ANDREATTA E MONICA MAGGIONI NEI NUOVI VERTICI DI VIALE MAZZINI?

Tra i dossier del governo Draghi c’è il dossier Rai. Nomine in scadenza, c’è da scegliere chi guiderà l’azienda, le direzioni di rete e dei telegiornali. Ecco il punto della situazione in un ampio reportage, con nomi e indiscrezioni, pubblicato da La Stampa.

Entro l’estate scadrà il cda Rai, amministratore delegato e presidente. Subito dopo toccherà ai direttori. “Sul tavolo c’è un buco da 50 milioni, a cui si aggiungeranno altri 30-40 milioni di mancati incassi per i canoni speciali (da alberghi e palestre, chiusi col lockdown). Ma l’era Salini sta per terminare con un altro nulla di fatto: il piano industriale. Mai partito”.

Veniamo però ai nomi. La Stampa riferisce di un incontro tra Luigi Gubitosi, ex dg Rai e attuale numero uno Tim, e il ministro Giorgetti, “per discutere di rete unica, i due hanno parlato anche di Rai. L’ex dg avrebbe sponsorizzato la candidatura di Paolo Del Brocco, da sempre considerato vicino a Pd e Italia Viva, ma apprezzato anche dalla Lega”.

Col cambio al vertice del Pd, si rafforzano invece le quotazioni di Eleonora Andreatta, detta Tinny, figlia di Beniamino , maestro politico di Enrico Letta. “È la donna di cui tutti parlano, anche perché è nel cuore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che la considera un’assicurazione di equilibrio per tutti”. Tinny Andreatta è l’artefice dei successi di Rai Fiction.

“In quota Letta è considerata anche Serena Bortone, che conduce il fortunato “Oggi è un altro giorno”. Tre giorni fa è stata vista al Nazareno, e non è escluso che per lei possano aprirsi nuovi orizzonti”. Per Serena Bortone si aprirebbero le porta di una direzione di peso? Intanto, fa notare il quotidiano, “partiti di maggioranza sono troppi per i posti a disposizione”.

Il Movimento 5 Stelle punta a mantenere il Tg1 con Giuseppe Carboni, e la terza rete, dove è arrivato Franco Di Mare. Carboni ha fatto crescere gli ascolti di due 2 punti e mezzo ma “non è amato e contro di lui si è scatenata l’offensiva della Lega”. Matteo Salvini, riferisce un virgolettato della Stampa, ripete che «non si può usare un telegiornale come un’arma politica per colpire solo un partito».

Al Tg1 potrebbe arrivare “una figura di garanzia”. Ci attende un anno politico intenso tra elezioni locali e il nuovo Presidente della Repubblica. “Tra i nomi più accreditati ci sono Lilli Gruber e Antonio Di Bella“. Per Di Bella si potrebbero aprire le porte del Tg3, con Mario Orfeo pronto a prendere il posto di Coletta a Rai1. Sempre che non la spunti Monica Maggioni. Data anche come possibile direttrice del Tg1.