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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1984 – 34° EDIZIONE. LE NUOVE PROPOSTE. LA SCALINATA. IL TOTIP

    scalinata A cura di Sante Longo – Il 1983 ha regalato a Sanremo una bellissima edizione. Molte delle canzoni che hanno partecipato sono entrate, e rimaste, nell’immaginario collettivo e impresse indelebilmente nella memoria, anche di chi all’epoca nemmeno era nato, o era troppo giovane per ricordarsi di averle ascoltate da qualche parte: semplicemente quei brani adesso fanno parte della nostra cultura. Però è da dire che l’esito del Festival ha scontentato tutti. Le case discografiche in primis.

La vittoria di due cantanti partite dal nulla e che nel nulla sono poi ricadute, quasi subito, ha acceso un segnale d’allarme per chi investe denaro per cantanti ben più affermati, e una certificazione come la vittoria al Festival di Sanremo (cosa che accade anche oggi), permette di aumentare i cachet per le serate, aumentare i prezzi dei biglietti, e soprattutto permette una promozione battente senza troppi sforzi.

Anche la RAI e il Comune di Sanremo hanno ritenuto che questa situazione potesse ledere l’immagine della manifestazione e farle perdere l’appeal che si era riguadagnata sul campo.

Proprio per ovviare alla situazione difficile ed evitare di ricadere nell’oblico, come un decennio prima, l’organizzazione corre ai ripari. Le case discografiche hanno vinto: avrebbero rinunciato ad inviare nomi noti e di maggiore successo se non fosse stata assicurata loro la “bella figura”. Il Festival viene visto da loro, e anche dai cantanti in gara, come una passerella televisiva, un ulteriore modo per promuovere il loro lavoro, e deve quindi essere a prova di errore.

Diventa così obbligatorio il playback, senza distinzione tra cantanti in gara e ospiti, senza possibilità di scelta, come fu nel 1983, e si inaugura l’era del “far finta di cantare”. Già da qualche anno si erano debellate le orchestre a favore delle basi musicali, che in più occasioni hanno creato scompiglio e favorito l’eliminazione di canzoni date come sicure finaliste (vedi Sibilla e Daniela Goggi nel 1983).

Il motivo per cui si opta verso il mimare le canzoni sta nel fatto che le case discografiche non vogliono rischiare e vogliono presentare al pubblico il prodotto finito, senza che ci possano essere sorprese. Inoltre, come già accennato prima, il regolamento si trasforma e nascono due concorsi separati. Già in passato si era provato a mantenere due sezioni separate nella gara festivaliera, con due vincitori, ma nel 1957 ad essere divisi erano gli autori, e dunque le canzoni.

Secondo il nuovo regolamento, invece, dal 1984 nasceranno due concorsi paralleli per i cantanti in gara.

Negli anni passati ci sono state polemiche per la presenza nella parte alta della classifica di giovani artisti che oscuravano quindi il nome di cantanti più affermati, fino all’esplosione del caso scoppiato nel 1983 con l’affermazione al primo e al secondo posto di due sconosciute. Questa situazione ha fatto correre l’organizzazione ai ripari, evitando che potesse succedere ancora un exploit di questo tipo.

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Nasce così la sezione NUOVE PROPOSTE che raccoglie gli aspiranti cantanti che intendono affermarsi sulla scena nazionale. Nel 1984 troviamo tra loro Eros Ramazzotti, giovane debuttante che si era fatto notare a castrocaro; Marco Armani, Giorgia Fiorio e Flavia Fortunato, già tra gli aspiranti nel 1983, raggiunsero la serata finale ma non il successo sul mercato; Canton; Valentino; Ivano Calcagno; Fabio Vanni; Dhuo; Giampiero Artegiani; Luigi Sutera; Santandrea; Rodolfo Bacchelli; Richter, Venturi e Murru; Trilli; Collage, ingiustamente retrocessi tra le nuove proposte, dopo il secondo posto ottenuto nel 1977, un quarto posto nel 1980 e l’ottimo riscontro ottenuto sul mercato dalla metà degli anni settanta, e per giunta eliminati;

Naturalmente nel corso degli anni si proverà ancora a unire nuovamente le categorie nel 1998, ritrovandosi come nel 1983; nel 2004 anno di transizione come fu il 1975; e nel 2005 e 2006 ma solo formalmente, oltre che a riabilitare la categoria degli aspiranti, tra i cantanti presenti nelle nuove proposte l’anno prima, ripresentando però poi la stessa situazione del 1983, con Giorgia che supera Gianni Morandi nel 1995 e i Jalisse che superano Anna Oxa nel 1997.

Il padrone di casa della XXXIV edizione del Festival di Sanremo è Pippo Baudo, alla sua seconda presenza sanremese dopo il 1968, ma volto di punta della RAI.
Accanto a lui chiama 4 vallette: 2 modelle e 2 attrici. Si tratta di Elisabetta Gardini, che aveva debuttato l’anno prima a Domenica In, Iris Peynado, modella e attrice di origine dominicane, Tiziana Pini, già a sanremo nel 1976 e Edy Angelillo attrice che ha debuttato nel 1979 e che si sta facendo conoscere e apprezzare in quel periodo sotto più aspetti. A loro inoltre saranno affiancate anche due bambine già note al pubblico per essere testimonial in alcuni spot: Isabella Rocchietta e Viola Simoncioni. Dal teatro del Casinò ci sarà ancora Daniele Piombi per presentare gli ospiti che si esibiranno da quel palco.

MINA TORNA A SANREMO, anche se solo come interprete della sigla d’apertura. La sua ultima partecipazione a Sanremo risale al 1961, mentre alcune volte è stata presente tra il pubblico. Non ha mai smesso di attingere dal Festival per prendere dei brani che con lei diventeranno classici della musica italiana, quindi non ha mai chiuso la porta al Festival, ma l’ha sempre tenuto in considerazione. Ma la sua voce non allietava il pubblico del Festival da 23 anni e questa sigla rappresenta un po’ un evento, anche perchè qualcuno sperava nel fatto che si presentasse come ospite per cantare sul palco come di rito negli anni precedenti.

Il brano sigla d’apertura del Festival sarà ROSE SU ROSE. La sigla finale invece è affidata ai francesi ROCKETS che cantano “Under the Sun” che viene mandata accompagnata da un video in pieno stile apocalittico, un po’ come i film catastrofici attuali.

Il settimanale TV SORRISI E CANZONI è partner ufficiale della manifestazione canora e promuove la nuova modalità di voto attraverso le sue pagine. La voce passa al popolo grazie alla gara del Totip che l’anno prima aveva portato oltre 4 milioni e mezzo di voti, non ufficiali però.

Il vincitore sarà quindi decretato esclusivamente dai voti che perverranno grazie al TOTIP, come già successe nel 1961 e nel 1962 con l’enalotto. Naturalmente questo metodo di voto porta delle polemiche già note alle gare canore (famosi i casi di accuse di gara truccata a canzonissima) poichè si ritiene che chi ha il budget più alto possa votare per il cantante della propria casa discografica, e anche i cantanti stessi possono investire su loro stessi, come Al Bano che dichiara di aver giocato al Totip per inviarsi 100mila voti degli oltre 2 milioni che ha ricevuto.

Per la sezione NUOVE PROPOSTE invece le giurie sono composte da 300 giovani selezionati e contattati telefonicamente che possono dare tre preferenze. Con la creazione di due diverse sezioni di gara, non solo i premi per i primi tre classificati si doppiano, ma anche il premio della critica, nato per riconoscere il talento senza precedenti di Mia Martini e diventato un marchio imprescindibile del Festival di Sanremo.

Per la sezione NUOVE PROPOSTE a vincere sarà SANTANDREA con LA FENICE, mentre per la gare principale, per la sezione Big italiani e stranieri, a vincere è PATTY PRAVO con PER UNA BAMBOLA.

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Ieratica ed eterea, Patty Pravo ha conquistato tutti con la sua eleganza, con un’interpretazione impeccabile e con la padronanza scenica che nessun altro può vantare.
Torna a Sanremo dopo 14 anni da quando proprio per lei fu istituito il premio di “miglior interpretazione” che non sarà più attribuito (a parte nel 1997 per premiare Alex Baroni e Domino), e a volerla in gara è anche Caterina Caselli.

La serata finale non vede molto movimento, a parte una carrellata di ospiti che promuovono i loro successi televisivi o discografici e l’inizio con i metalmeccanici, che svilupperò meglio tra gli aneddoti.

La scaletta della serata finale prevede che ad esibirsi per primi siano gli 8 cantanti della categoria Nuove Proposte, che vedranno il vincitore prima dell’esibizione dei Big, come è giusto che sia e come Carlo Conti sta facendo in questi 3 anni da lui organizzati, per evitare di relegare i giovani oltre la mezzanotte, come è successo per molto tempo, impedendo dunque a chi non riesce ad arrivare in finale, o anche a vincere, di ritagliarsi una fetta di mercato.

Dopo di che tocca ai 20 cantanti in finale di diritto essendo parte del gruppo Big.
A vincere, grazie ai voti del Totip, resi noti solo il giorno dopo durante Domenica In, saranno AL BANO E ROMINA POWER, seguiti da TOTO CUTUGNO e da CHRISTIAN.

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Il trionfo del populismo fa anche pensare che i timori della gara truccata (investimenti si chiamavano allora) fossero fondati, dato che i primi due classificati appartengono alla BabyRecord, che investe miliardi ogni anno per la promozione dei suoi cantanti.

A trionfare facile tra le Nuove Proposte è EROS RAMAZZOTTI che viene votato da 1/3 dei giovani che fanno parte delle giurie. Durante le eliminatorie queste giurie potevano scegliere tre brani, ma in finale erano obbligati a dare il nome del loro preferito. Così sarà Terra Promessa ad avere la meglio su brani scritti da Ron, Luca Carboni, Enrico Ruggeri o Riccardo Cocciante, oltre che su nomi già noti come Giorgia Fiorio o i Collage.

Dopo il Festival per Ramazzotti è il trionfo anche sui mercati che si fanno conquistare facilmente sia in Italia che nei paesi ispanici.

Importante comincia ad essere anche la scenografia, che rende il Festival sempre più un evento televisivo.

La scenografia del Festival comincia ad avere in sè degli elementi che diventano distintivi per quasi tutte le successive edizioni, come la SCALINATA che occupa quasi la metà del palcoscenico, che a volte viene usata solo come elemento di decoro, altre volte per accedere al palco.

Nel 1984 alcuni artisti in gara sfruttano la scenografia al meglio, come PATTY PRAVO che avanza a piccoli passi sfruttanto la scalinata, oltre che il genio di Gianni Versace e di Marcello Casoni che hanno creato un personaggio indimenticabile.

Grazie alla separazione delle gare e quindi all’allontanamento del rischio per qualcuno di essere superato in graduatoria da sconosciuti, sono in molti i cantanti che tornano in gara, alcuni dopo pochi anni, altri invece dopo decenni.

È il caso di RICCARDO DEL TURCO, assente dal Festival da ben 15 anni, di PATTY PRAVO, che mancava da 14 anni, MARISA SANNIA, assente da 13 anni e di IVA ZANICCHI, assente dal Festival da ben 10 anni.

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Al Festival di Sanremo viene sdoganata definitivamente la starsystemizzazione del Festival e della scena musicale italiana. Più che alle canzoni si comincia a prestare attenzione a chi è lo stilista che veste le cantanti in gara, da chi si fanno accompagnare, cosa dicono le star più in vista.

Nasce quindi il divismo strumentale anche in Italia, quello che alimenta solo il gossip e che soddisfa la voglia di spettegolare e il voyerismo che abbiamo visto esplodere anche in alcuni salotti televisivi. Questo però si sviluppa togliendo spazio alla qualità, che spesso viene dimenticata a favore della meno importante immagine del divo da promuovere e su cui puntare per un periodo spesso breve.

Il Festival 1984 offre delle buone cose dal punto di vista musicale, anche se con il ritorno di alcune vecchie glorie si paga lo scotto dei nomi di richiamo che tanto si aspettavano, e anche i giovani votano in base al “sanremismo”, che prevede che ad andare avanti non sia certo l’originalità. Nel corso della serata finale si esibiranno 28 cantanti, oltre che numerosi ospiti, senza dimenticare però quelli che si sono esibiti nel corso delle due serate eliminatorie.

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Tra gli ospiti, saliranno sul palco PIERRE COSSO e BONNIE BIANCO, BONNIE TYLER, CLAUDIO VILLA che canterà dal vivo sopra la base registrata giusto per far vedere che lo sa ancora fare, i CULTURE CLUB, JOSE LUIS RODRIGUEZ detto EL PUMA, GILBERT MONTAGNÈ, DAVID KNOPFLER accompagnato da suo fratello Mark, MARIO MEROLA, PAUL YOUNG, PIPPO FRANCO, i QUEEN che si esibiranno scandalosamente in playback per decisione dell’organizzazione e del direttore artistico con Freddy Mercury che abbandona stizzito il palco per protesta a fine esibizione e lascia Pippo da solo, RANDY CRAWFORD e JAIR RODRIGUES con suo figlio JAIRZINHO.

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È vero che con loro il Festival si fa un certo lustro, tranne qualche nome buttato lì in mezzo come inevitabile marchetta, ma a fare davvero grande la manifestazione sono i cantanti in gara.

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AL BANO e ROMINA POWER sono sposati ormai da quasi 14 anni, e da qualche anno girano il mondo in coppia offrendo al pubblico entusiasta concerti che li vede duettare e proporre insieme anche il repertorio singolo di entrambi. Dopo il secondo posto ottenuto nel 1982 ci riprovano e riescono a sbaragliare la concorrenza ottenendo oltre 2 milioni e 100 mila voti Totip e doppiando il secondo classificato. Ormai hanno centrato una cifra stilistica che riesce a mettere in evidenza le doti vocali di entrambi e a conquistare il pubblico più popolare in Italia come nel resto d’Europa. Grazie a questa vittoria saranno scelti dalla RAI per rappresentare l’Italia all’Eurofestival nel 1985.

ALBERTO CAMERINI ha esordito a metà degli anni settanta cominciando ad imporre il suo personaggio a metà strada tra i centro sociali e il folklore legato alla commedia dell’arte. Riesce ad ottenere uno strepitoso successo grazie alle sue avanguardistiche produzioni anche se la sua fama si affievolisce fino ad esaurirsi con il giro di boa degli anni ottanta.

MARIO CASTELNUOVO ha conosciuto il grande successo dopo la sua partecipazione a Sanremo del 1982 grazie ad una presenza scenica attraente e alla voce calda e sensuale. Ma naturalmente a favorire il successo c’è l’eleganza e la raffinatezza compositiva e una padronanza melodica che lo porta a crearsi un repertorio raffinato e ricercato, impreziosito dalla sua teatralità.

CHRISTIAN riesce a raggiungere, grazie al voto popolare, il terzo posto a Sanremo con questa che a mio parere è l’unica canzone ascoltabile del suo repertorio.

TOTO CUTUGNO, dopo i trionfi sui mercati esteri (soprattutto dell’est) e italiani, grazie alla canzone che ha presentato a Sanremo nel 1983, spera in una sua seconda vittoria e rimane deluso per il secondo posto, attribuendo alla casa discografica un mancato interesse a farlo affermare. Sarà per lui la prima di ben 6 volte al secondo posto come interprete.

RICCARDO DEL TURCO torna a Sanremo interrompendo la fortunata esperienza con Jimmy Fontana, Nico Fidenco e Gianni Meccia temporaneamente. Dopo la partecipazione a Sanremo, l’ultima, si rituffa nel revival e nella sua nuova missione di talent scout e produttore.

DRUPI torna a Sanremo dopo il terzo posto del 1982 e soprattutto dopo aver sbancato il mercato dell’est Europa dove, proprio in quegli anni, è diventato popolarissimo.

Al suo terzo Festival consecutivo e dopo il successo personale che questi anni le hanno regalato, FIORDALISO partecipa finalmente alla gara inserita tra i big della canzone, presentando quello che sarà il suo più grande successo e che segnerà anche la sua carriera, restandole incollato indelebilmente, anche a distanza di oltre 30 anni da quando l’ha cantato la prima volta.

GARBO arriva a Sanremo dopo la decisione dell’anno precedente di ritirarsi dalla competizione per non essere stato ammesso tra i big, al contrario di una quasi sconosciuta Barbara Boncompagni. È il primo cantautore italiano che utilizza sonorità elettroniche riuscendo ad arricchirle con testi importanti e di spessore. Tornerà a Sanremo nel 1985.

Il GRUPPO ITALIANO arriva a Sanremo sulla scia del grande successo di Tropicana, in cui riuscivano ben a unire le sonorità tipiche degli anni quaranta e cinquanta, non italiane si intende, con testi apocalittici. Il gruppo, formato da Patrizia di Malta (accomunata a Isa Miranda), Raffaella Riva, Chicco Santulli, Gigi Folino e Bozo del Bo, si forma nel 1980, si fa conoscere dal pubblico nel 1981 e si scioglie nel 1985.. un po’ come le Lollipop.

Dopo il successo personale ottenuto nel 1981 con “Caffè nero bollente”, FIORELLA MANNOIA torna a Sanremo con uno dei brani più significativi della sua produzione, tutta di ottimo livello, che le procura un plauso unanime da parte della critica, ma non si distanzia dai gusti del pubblico risultando anche un grandissimo successo commerciale. Ed è qui che comincia a prendere forma la Mannoia attenta e calibrata, interprete raffinata e di qualità, che oggi conosciamo e apprezziamo.

Alla sua seconda e ultima partecipazione sanremese, DONATELLA MILANI non riesce a bissare il successo dell’anno precedente e comincia a dedicarsi solo marginalmente di musica, prima come conduttrice radiofonica e poi come assistente di produzione, continuando però a scrivere testi per altri interpreti.

ANNA OXA è alla sua terza partecipazione sanremese e al suo terzo cambio di look, sembre ben centrato ed efficace. Il genere musicale che propone si fa più melodico anche se mantiene un’originalità che lo rende più avanguardistico rispetto al pop italiano di quel periodo, e soprattutto riesce a farle centrare ogni obiettivo preposto sia sul mercato che con i favori della stampa specializzata e della critica.

PATTY PRAVO torna in gara a Sanremo dopo essere stata ospite nel 1978 e a distanza di 14 anni dalla sua unica presenza precedente. Si presenta eterea ed elegantissima, con un brano raffinato e che segna una nuova virata nella sua produzione musicale. PER UNA BAMBOLA riuscirà ad ottenere il premio della critica e riuscirà a dare a Patty Pravo un nuovo inizio nel panorama musicale degli anni ottanta. La sua performance è stata impreziosita dal genio creativo di MARCELLO CASONI che ha creato le acconciature per lei e di GIANNI VERSACE che ha creato gli abiti e gli accessori per lei.

PUPO arriva a Sanremo in corsa per sostituire Loretta Goggi che decise di ritirarsi dalla gara poco prima dell’inizio della manifestazione, tanto che erano già state stampate le schedine. Questo vuol dire che per votare per Pupo bisognava segnare Loretta Goggi. Arriverà quarto, ma durante una trasmissione del 1992 ha dichiarato di aver investito 75 milioni di lire per raggiungere il quarto posto.. in pratica si è votato da solo.

ENRICO RUGGERI torna a Sanremo dopo l’esperienza entusiasmante dei Decibel che lo vide raggiungere la finale nel 1980. Solo qualche mese prima ha inaugurato la sua carriera solista ottenendo da subito un grande successo e con questo suo nuovo inizio si ritroverà a percorrere una strada costellata di successi, affermazioni e premi.

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MARISA SANNIA torna a Sanremo dopo 13 anni dalla sua ultima partecipazione per provare a sfruttare l’era del revival e rilanciare la sua carriera che purtroppo non è mai esplosa. Il tentativo non riuscì, però le permise di poter contare su numerose ospitate televisive nel corso degli anni ottanta e dei primi anni novanta.

Ormai totalmente rilanciato, anche grazie alle 4 partecipazioni sanremesi dall’inizio degli anni ottanta, BOBBY SOLO presenta un nuovo brano che lo vede superare in classifica tanti giovani che stanno conquistando il mercato. È l’effetto del revival che lo sta vedendo protagonista in televisione da qualche anno e che ancora lo terrà esposto per almeno un altro decennio.

Gaetano Curreri, Ricky Portera, Giovanni Pezzoli, Marco Nanni e Fabio Liberatori sono gli STADIO. Nati in occasione del Banana Republic Tour per accompagnare Dalla e De Gregori, mantengono la formazione anche dopo la conclusione dell’esperienza live. Firmano qualche colonna sonora ed esplodono nel 1982 raggiungendo un grande successo. Gli anni ottanta sono per loro ricchi di soddisfazioni e in questo periodo cominceranno a collaborare anche con altri grandi nomi della musica italiana, come ad esempio Vasco Rossi.

IVA ZANICCHI torna in gara, dopo aver partecipato come ospite per due edizioni di fila nel 1978 e nel 1979, a distanza di 10 anni dalla sua ultima presenza, con vittoria. Ammette di aver gestito male la sua carriera musicale, ma ormai si appresta a diventare un personaggio televisivo dando priorità all’aspetto della conduzione a quello della musica.

Anche le nuove proposte hanno qualcosa di buono in serbo:

MARCO ARMANI partecipa a Sanremo già nel 1983, superando le eliminatorie e piazzandosi decimo nella classifica finale, ma non avendo sfondato sul mercato è retrocesso tra le nuove proposte, dove arriva secondo grazie ad una canzone scritta da Ron e Luca Carboni che si occupano del suo repertorio. Tante carte ottime da giocare, e poi? Bella presenza (nonostante non riesca a tenere i capelli in maniera normale), ottimo repertorio, sa cantare. Ma non sfonda… mah…

GIAMPIERO ARTEGIANI si fa conoscere dal pubblico già negli anni settanta nella formazione in cui militava anche Michele Zarrillo, i Semiramis, e una volta intrapresa la carriera solista ha subito vinto Un disco per l’estate. A Sanremo nel 1984 non riesce a raggiungere la finale con un bel pezzo, ma ci riprova nel 1986 questa volta arrivando terzo.

RODOLFO BANCHELLI ha una carriera da ballerino ben avviata essendo campione del mondo di rock acrobatico, ma decide di puntare sulla musica sperando che la bella presenza lo possa aiutare a sfondare. È a Sanremo come ballerino e corista al seguito del gruppo Ayx nel 1979 e non raggiunge la finale. Ci riprova da solista nel 1984 e non raggiunge la finale. Tornerà a Sanremo anche nel 1985 e accompagnerà Petra Magoni nel 1997, quando tenta di arrivare tra i Big, e non raggiunge la finale.

IVANO CALCAGNO, ventenne savonese cerca di imporsi nel panorama musicale degli anni ottanta provando a ibridare il cantautorato genovese con il minimalismo e l’essenzialismo delle sue composizioni, ma senza convincere nè la critica nè il pubblico.

Marcello Semeraro, Francesco Marchetti e Stefano Valdo sono i CANTON, gruppo trentino che unisce la canzone d’autore con l’elettronica, riuscendo a raggiungere una buona notorietà dal 1983 al 1986, ma alcune scelte infelici li hanno portati a interrompere la loro carriera musicale.

I COLLAGE sono stranamente retrocessi tra le nuove proposte nonostante abbiano vinto il secondo premio a Sanremo del 1977 e abbiano venduto milioni di dischi in Italia e in Europa dal loro esordio fino a solo qualche anno prima. All’epoca bastava non essere in classifica per un paio d’anni per precipitare nuovamente nel limbo. Sarebbe come dire che adesso Marco Carta se volesse tornare a Sanremo dovrebbe ripartire dalle nuove proposte.

Bruno Bergonzi e Mike Logan sono i DHUO. Il duo formato da uno dei principali arrangiatori e polistrumentisti italiani e da uno dei componendi della band dei Motowns, di spicco nel periodo beat, tenta la strada della italo disco funky e presenta a Sanremo l’ultimo brano non in lingua italiana che segnerà per loro l’inizio di una brevissima, ma ricca carriera europea, durata solo un paio di stagioni.

GIORGIA FIORIO torna a Sanremo, anche lei retrocessa tra le nuove proposte come Marco Armani e Flavia Fortunato, nonostante il grande successo ottenuto nel 1983. al contrario degli altri due citati lei non raggiunge la serata finale. Perccato.

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FLAVIA FORTUNATO torna a Sanremo dopo il fortunato debutto del 1983. Diventata un volto noto sia nella musica che in televisione, riesce facilmente a raggiungere la finale delle nuove proposte, categoria in cui è stata retrocessa, raggiungendo il terzo posto.

EROS RAMAZZOTTI esordisce a Castrocaro nel 1981 e dopo un paio d’anno interlocutori arriva a Sanremo dove stravince e si afferma come scommessa vinta da parte di Gianni Ravera che sin da Castrocaro ha puntato su di lui. Con il brano che gli ha fatto vincere la sezione nuove proposte comincia a conquistare il mercato spagnolo e sudamericano e le partecipazioni sanremesi successive lo aiutano a consolidare il ruolo di spicco che da subito si è ritagliato nella scena mondiale.

LILIANA RITTERI, detta RITCHER, VARO VENTURI e MARCELLO MURRU creano un terzetto, inizialmente nato per l’occasione, che si caratterizza per l’utilizzo della musica elettronica associata a poesia d’avanguardia, mimica scenica sperimentale e una tendenza verso la musica leggera. Nonostante la canzone non passi alla serata finale, rappresenta per loro un successo e decidono così di concretizzare la loro esperienza fondando un gruppo che prenderà in nome della canzone che li ha visti esordire.

SANTANDREA tenta di fare un mash-up di generi unendo la lirica al rock e quasi ci riesce, anche se l’epoca del playback non favorisce le sue performance. La critica però lo premia attribuendogli il premio della critica per le nuove proposte nel 1984.

LUIGI SUTERA debutta nel 1983 a Castrocaro e nel 1984 raggiunge il festival di Sanremo dove però non accede alla serata finale. A metà strada tra la new wave inglese e la italo dance cerca di conquistare il pubblico ma qualcosa non funziona. Dopo alcuni tentativi si dedica alla musica tradizionale siciliana di cui diventa uno dei maggiori esperti ed interpreti.

Pippo Zullo e Pucci Deliperi sono i TRILLI. Molto noti in Liguria già dai primi anni settanta come duo comico, cercano di farsi conoscere anche nel resto del territorio nazionale, ma a parte l’effetto comico dato dai due non riescono ad essere immediati a causa del playback. Ma per fortuna per loro la partecipazione a Sanremo non ha tolto nulla alla loro carriera di star regionali anche se non hanno raggiunto la finale. Inoltre sono a Sanremo in sostituzione di Silvia Conti, quindi hanno avuto solo un paio di settimane per decidere il brano da presentare e registrarlo.

VALENTINO è un giovane casertano che gestisce un negozio di antiquariato quando conosce Vasco Rossi che punta su di lui. Nel 1982 riesce a raggiungere la finale del Festival della canzone latina di Vina del mar e nel 1984 arriva a Sanremo dove interpreta il brano che ha vinto il concorso “una canzone per Sanremo”. Dotato di una bellezza palese e di buone doti musicali, non si capisce perchè non abbia mai sfondato.

FABIO VANNI arriva alla musica leggera dopo il diploma di conservatorio come chitarrista classico. La formazione musicale e una bella presenza riescono a fargli conoscere un buon successo che lo porta a Sanremo. La canzone che presenta raggiungerà la finale e otterrà successo soprattutto all’estero, mentre in Italia vivrà un secondo momento alla fine degli anni novanta.

Una lunga lista di cantanti ospiti o in gara, che non può non portare anche ad una lunga lista di curiosità su cui il gossip si va a tuffare.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

La categoria Nuove Proposte va dunque a sostituire il Gruppo aspiranti permettendo anche ai primi tre classificati di questa sezione di ricevere una menzione e un premio. Se anche negli anni precedenti si fosse pensato ad una separazione ufficiale delle categorie, tenendo conto che la separazione di fatto c’era eccome (i big in finale di diritto e meglio considerati sia dalla stampa che dalla televisione), ci sarebbero state delle sorprese.

1980

gruppo A:
1 – enzo malepasso, che dunque sarebbe passato di diritto tra i big l’anno successivo)
2 – paolo riviera
3 – decibel

gruppo B:
1 – Toto Cutugno
2 – pupo
3 – Gianni Morandi, al suo primo podio sanremese

1981

gruppo A:
1 – Luca Barbarossa
2 – Paolo Barabani
3 – marinella

gruppo B:
1 – Alice
2 – Loretta Goggi
3 – Dario Baldan Bembo

1982

gruppo A:
1 – Giuseppe Cionfoli
2 – Milk & coffee
3 – Elisabetta Viviani

gruppo B:
1 – Riccardo Fogli
2 – Al Bano e Romina Power
3 – Drupi

1983

gruppo A:
1 – Tiziana Rivale
2 – Donatella Milani
3 – Fioraliso

gruppo B:
1 – Dori Ghezzi
2 – Matia Bazar
3 – Toto Cutugno

metalmeccanici

Durante la serata finale del 34.mo Festival della Canzone Italiana nel 1984, Pippo Baudo invita sul palco una delegazione dei metalmeccanici dell’Italsider di Genova che manifestavano davanti al Teatro Ariston di Sanremo contro la minaccia della chiusura dello stabilimento e che nei giorni precedenti hanno tenuto la situazione tesa in tutta Italia.

 

Anna Oxa avrà sul palco 2 manichini che rappresentano i suoi vecchi look.

Nella serata finale Patty Pravo si muove con 20 kg tra abito e acconciatura. Un peso eccessivo per la sua stazza, che la porta a muoversi come fosse lei stessa una bambola.

Arriveranno 6.566.020 voti e di questi un terzo saranno appannaggio dei vincitori,
oltre 3.650.000 voti saranno divisi tra i primi tre classificati, mentre gli altri 17 cantanti in gara si divideranno i restanti 2 milioni e 900 mila voti.

La XXIX edizione dell’Eurovision Song Contest si tiene a Lussemburgo, capitale dello stato omonimo, e vede 19 nazioni in gara. L’Italia si fa rappresentare ancora una volta da cantanti che non hanno partecipato a Sanremo, come già l’anno prima per Riccardo Fogli. Quest’anno a difendere i colori dell’Italia saranno ALICE E FRANCO BATTIATO con “I Treni di Tozeur” che si faranno trasportare dall’orchestra che dalle manifestazioni italiane mancano da alcuni anni. A vincere sarà la Svezia.

Le case discografiche hanno vinto: ci sarà il playback per tutti! Dopo l’esperimento dell’anno prima la classifica finale sarà decisa dal totip per scegliere il vincitore della categoria “big italiani e stranieri”, mentre la nuova categoria delle “nuove proposte” sarà ancora giudicata dalle giurie esterne. Due concorsi differenti con due vincitori distinti per tenere contenti tutti senza scontentare nessuno.

Pippo Baudo è già padrone di casa, ma sotto ogni aspetto.

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Le classifiche finali sono queste.

Per la sezione BIG ITALIANI E STRANIERI

1 – Ci sarà, (Cristiano Minellono e Dario Farina), Al Bano e Romina Power – 2.122.616 voti
2 – Serenata, (Toto Cutugno e Vito Pallavicini), Toto Cutugno – 1.042.864 voti
3 – Cara (Mario Balducci) Christian – 486.102 voti
4 – Un amore grande (Totò Savio, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi) Pupo – 409.954 voti
5 – Non voglio mica la luna (Enzo Malepasso, Luigi Albertelli, Zucchero Fornaciari) Fiordaliso – 358.626 voti
6 – Nina (Mario Castelnuovo) Mario Castelnuovo – 266.020 voti
7 – Non scendo (Oscar Avogadro e Mario Lavezzi) Anna Oxa – 238.960 voti
8 – Regalami un sorriso (Adelio Cogliati, Drupi e Franco Fasano) Drupi – 232.536 voti
9 – Chi Mi darà (Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio) Iva Zanicchi – 221.908 voti
10 – Per una bambola (Maurizio Monti) Patty Pravo – 175.414 voti
11 – Anni ruggenti (Patrizia Di Malta, Raffaella Riva, Gigi Folino e Chicco Santulli) Gruppo Italiano – 167.620 voti
12 – Ancora ti vorrei (Roberto Satti, Susuki e Mologni) Bobby Solo – 153.210 voti
13 – Libera (Donatella Milani, A. Filistrucchi e Putzolu) Donatella Milani – 129.896 voti
14 – Come si cambia (Maurizio Piccoli e Renato Pareti) Fiorella Mannoia – 110.040 voti
15 – Amore amore (Daniele Pace, Corrado Conti e Daniele Pace) Marisa Sannia – 109.514 voti
16 – La bottega del caffè (Alberto Camerini) Alberto Camerini – 78.940 voti
17 – Serena alienazione (Mogol e Riccardo Del Turco) Riccardo Del Turco – 75.308 voti
18 – Radioclima (Renato Abate) Garbo – 66.626 voti
19 – Nuovo swing (Enrico Ruggeri) Enrico Ruggeri – 65.706 voti
20 – Allo stadio (Luca Carboni e Gaetano Curreri) Stadio – 54.760 voti

NUOVE PROPOSTE ITALIANE

1 – Terra promessa (Eros Ramazzotti, Alberto Salerno, Eros Ramazzotti e Renato Brioschi) Eros Ramazzotti – 99 voti
2 – Solo con l’anima mia (Rosalino Cellamare e Luca Carboni) Marco Armani – 58 voti
3 – Aspettami ogni sera (Elio Palumbo, Magelli, Lazzari e Sebastiani) Flavia Fortunato – 43 voti
4 – Sonnambulismo (Luigi Schiavone e Enrico Ruggeri) Canton – 25 voti
5 – Notte di luna (Sergio Basile) Valentino – 22 voti
6 – Principessa delle rose (Ivano Calcagno) Ivano Calcagno – 22 voti
7 – Lei balla sola (Poli e Paselli) Fabio Vanni – 16 voti
8 – Walkin’ (Loghan e Bergonzi) Dhuo – 15 voti

Non finaliste

– Acqua alta in piazza San Marco (Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi) Giampiero Artegiani
– La Fenice (Riccardo Cocciante e Santandrea) Santandrea
– I’m in Love With You (Luigi Sutera) Luigi Sutera
– Madame (R. Banchelli, Angelo Valsiglio e D’Apruzzo) Rodolfo Banchelli
– Mondorhama (Marcello Murru, Liliana Ritteri e Varo Venturi) Richter, Venturi e Murru
– Pomeriggio a Marrakech (Gian Piero Reverberi, Giuseppe Zullo, Michele Maisano, Roberto Della Casa) I Trilli
– Quanto ti amo (Paolo Amerigo Cassella e Dario Farina) Collage
– Se ti spogli (Sergio Menegale e Renato Pareti) Giorgia Fiorio

16 Risposte

  1. lucio voreno ha detto:

    Aladino, per me quello del 1983 è superiore musicalmente.

  2. Sante Longo ha detto:

    A me ne piacciono 16 su 36

  3. Aladino ha detto:

    Uno dei Sanremo più belle di sempre a livello musicale, ci sono canzoni fantastiche anche tra quelle scartate delle nuove proposte

  4. lucio voreno ha detto:

    Inizia l’era di Pippo Baudo, trionfo del nazional popolare con Albano Cutugno Cristian e Pupo nella classifica.
    In politica Craxi presidente del consiglio e l’Italia supera l’inghilterra come potenza economica, ma l’euforia durerà solo un lustro.

  5. Sante Longo ha detto:

    Comunque oggi la fretta mi ha fatto dimenticare molti aneddoti uno l’ho scritto a Bubino via mail e lo ha aggiunto. adesso me ne è venuto in mente un altro relativo agli autori perché c’era un concorso di Totip che dava la possibilità ad un autore non professionista di scrivere il testo di una canzone. fu scelto il testo che poi è stato cantato da Valentino, notte di luna è stato scritto in pratica da un fruttivendolo

  6. Sante Longo ha detto:

    Non ti so dire se fosse di Castelli, anche se ricordo che quando ha cominciato lui a curare la scenografia mantenne la scalinata, quindi c’era già.. e poi ne ha allestite 19 di scenografie sanremesi

  7. Beppe ha detto:

    “Come si cambia” e “Non voglio mica la luna”, due capolavori e meritatamente due grandi successi!

  8. Beppe ha detto:

    Scenografia pazzesca quella del Sanremo ’84: Sante che tu sappia, si tratta della prima di Gaetano Castelli? Il tratto mi sembra il suo.

    Comunque un Sanremo pazzesco (anche perché è l’anno in cui sono nato io!) con la vittoria annunciata di Albano e Romina che venivano da un successo mondiale; e poi l’eterno secondo Cutugno e la meritata vittoria fra i giovani di Ramazzotti che di lì a poco diverrà una superstar!

  9. Sante Longo ha detto:

    Le migliori per me sono come si cambia e per una bambola

  10. zeus ha detto:

    Mia Top 10 Big:

    1-Come si cambia (Maurizio Piccoli e Renato Pareti) Fiorella Mannoia
    2-Non voglio mica la luna (Enzo Malepasso, Luigi Albertelli, Zucchero Fornaciari) Fiordaliso
    3-Regalami un sorriso (Adelio Cogliati, Drupi e Franco Fasano) Drupi
    4-Ci sarà, (Cristiano Minellono e Dario Farina), Al Bano e Romina Power
    5-Serenata, (Toto Cutugno e Vito Pallavicini), Toto Cutugno
    6-Non scendo (Oscar Avogadro e Mario Lavezzi) Anna Oxa
    7-Un amore grande (Totò Savio, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi) Pupo
    8-Per una bambola (Maurizio Monti) Patty Pravo
    9-Nuovo swing (Enrico Ruggeri) Enrico Ruggeri
    10-Libera (Donatella Milani, A. Filistrucchi e Putzolu) Donatella Milani

  11. Sante Longo ha detto:

    Ma diventa evento quasi unicamente televisivo dopo 20 anni da qui.. prima ancora ancora la musica la pensavano

  12. Sante Longo ha detto:

    La scalinata è in must!

  13. bubinoblog ha detto:

    Inizia quindi l’era di Sanremo sempre più eventizzato, finalmente una signora scenografia, gli altri anni c’erano delle soluzioni minimaliste / “horror”… per gli standard a cui siamo abituati oggi per un evento del genere.

    E poi il playback obbligatorio!

  14. Sante Longo ha detto:

    Credo anche io.. ma lei on Europa non va 🙂

  15. zeus ha detto:

    Bel Festival questo del 84,la Mannoia non ha mai vinto Sanremo e nemmeno un podio ,un pò come gli Stadio fino all’anno scorso, il 2017 sarà il suo festival io ci scommetterei

  16. Sante Longo ha detto:

    E già nel 1984 ci sono cantanti in gara anche nel 2017