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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1957 – 7° EDIZIONE. UNA DOPPIA GARA, RITORNO AL PASSATO, LA PRIMA SQUALIFICA (a cura di Sante Longo)

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/3a/Allasio_Mari.jpgLe sperimentazioni dell’anno precedente hanno regalato una bella edizione musicalmente parlando, ma non ha soddisfatto le esigenze delle case discografiche e della RAI che ha ritenuto che la sua immagine non ne fosse uscita rafforzata positivamente e non aveva acquistato nessuna voce sfruttabile nelle sue trasmissioni televisive. Questo però non fece demordere chi vedeva in Sanremo il luogo giusto per nuovi nomi, nuovi volti, nuove voci e nuove “penne”.

Durante la selezione dei brani la commissione designata per scegliere i 20 brani che avrebbero dovuto prendere parte alla gara canora (su oltre 4000 brani ricevuti) nota che la maggior parte dei brani ricevuti fossero stati inviati dalle messaggerie musicali, dalle major che spingevano sui nomi già noti. Tanto che dopo la prima scrematura, su 150 brani rimasti, solo 26 erano scritti da autori liberi. Per questa ragione si decide di scindere la gara in due diversi concorsi: il Festival propriamente detto, con 20 canzoni in gara, con le due serate eliminatorie e la finalissima per decretare il vincitore, e il concorso per il “Premio Sanremo per gli Autori Indipendenti” a cui vengono iscritte 10 canzoni, interpretate dagli stessi interpreti della gara principale, che avrà luogo, come la serata evento revival del ’56, la domenica dopo la finale.

Questa divisione diventa fondamentale per fare in modo che gli errori della precedente edizione vengano evitati. Per salvaguardare la sua immagine ed evitare il conflitto di interesse, la RAI dichiara che sarà l’ultima edizione organizzata direttamente dalla società pubblica e che dalla prossima edizione l’organizzatore diretto sarebbe stato l’ATA.

Come già detto, il Festival del 1956 è stato musicalmente interessante, regalando al pubblico un nuovo autore fondamentale per le sorti della musica italiana e nuove voci a cui potersi legare e affezionare. Però, a parte la promessa dell’autore, così non è stato. Ad esempio tutti i brani finalisti, messi insieme, vendono meno della vincitrice dell’edizione del ’55, che tra l’altro segnò un record per quei tempi con oltre 500 mila copie del 45 giri (cifra inaudita per le abitudini dell’epoca).

La sola voce che ha un seguito, tra le 6 presenti nella sesta edizione del festival, è quella di Tonina Torrielli, la caramellaia, che rappresenta l’italia umile e in ascesa, in linea con la scelta che sta facendo la televisione. Tra i cantanti in gara dunque troviamo solo volti noti, a parte un tenorino che si fa notare prima negli USA che in patria, ma ne parleremo dopo.

Dopo il passo falso dell’edizione del 1956 (mamma come la stiamo bacchettando!) si abbassano anche i costi del biglietto della serata. Con 22500 lire si ha l’abbonamento per tutte le 4 serate, senza sconti sui prezzi da botteghino, che prevedono 9000 lire per la serata finale e 4500 per le altre serate.

Per non deludere il pubblico, che da Sanremo si aspetta una parata di stelle, anche se a prezzo scontato, c’è un netto ritorno al passato. Una regressione se vogliamo, e nel 1957 il Festival sembrò voler partire dalla serata revival piuttosto che alle novità testate, cancellando la ricerca verso la modernità e puntando sull’usato sicuro, che sveglia i ricordi e non dispiace nemmeno al pubblico giovane.

Ad interessare quindi non sono le canzoni o gli autori delle stesse, com’era fino a poco prima e come si voleva restasse, ma i nomi, i volti, le storie e i gossip costruiti sui cantanti. La presenza tra il pubblico di un già famosissiomo Teddy Reno, in compagnia della sua fresca sposa, desta più interesse e clamore di molti dei partecipanti; Claudio Villa e Gino Latilla vengono inseguiti da orde di fan urlanti; le cantanti si fanno fotografare mentre depongono fiori ai piedi delle statue religiose in giro per Sanremo. Si assiste a ciò che si voleva evitare, ma che è conseguenza della diffusione dei mezzi di comunicazione che entra in ogni casa, portando volti che diventano sempre più familiari: È DEFINITIVAMENTE SDOGANATO IL DIVISMO.

I veri detentori del titolo di più amati sono Caudio Villa, in gara, e Nilla Pizzi che ormai è assente dal ’53 ma che può contare su uno stuolo di fan adoranti che subissano la RAI di richieste di partecipazione della loro idola, con una manifestazione d’affetto rarissima e che sottolinea quanto sia legata al suo pubblico. Nei giornali dell’epoca si parla delle “CartoNille” tanto hanno rappresentato un evento. È proprio questo legame verso l’interprete che fa già parlare di Festival della tradizione, che per alcuni è da salvaguardare, mentre per altri è da rinnovare.

Proprio in questa diatriba si pone la scelta dei conduttori: torna Nunzio Filogamo, che si farà accompagnare da una giovanissima e talentuosa Nicoletta Orsomando, che pochi mesi dopo coprirà il ruolo di “signorina Buonasera”, vera professionista in questa occasione, capace di co-condurre e non solo di fare da valletta, ruolo che spetta a Marisa Allasio, burrosa bellezza del nostro cinema, e a Fiorella Mari, altro volto del grande schermo, nota soprattutto per i suoi ruoli accanto ad un Villa o a un Bongiorno Attori. Le due attrici rappresentano la versione antesignana delle vallette che riempiono gli spazi senza avere un vero ruolo, mentre la Orsomando si scosta dal ruolo della spalla e diventa, grazie alla sua professionalità, la vera conduttrice del Festival, oltre che il volto più familiare dell’intera televisione italiana, accompagnando le trasmissioni fino ai primi anni novanta.

Rientra nella tradizione anche il ruolo delle orchestre, che pian piano stanno però diminuendo in tutta Italia, e a Sanremo si vede il ritorno di Cinico Angelini e del suo modo classico di arrangiare brani a volte scritti con un intento più moderno. Come già detto, nel 1957 si torna un po’ indietro, sia dal punto di vista musicale che per il ritorno di facce note.

A smuovere la monotonia festivaliera arriva anche la prima squalifica: il brano LA COSA PIÙ BELLA non risultò essere inedita, in quanto è già disponibile una versione del brano interpretato da Cristina Jorio, e per questo motivo non rispondeaiva ai parametri dettati d regolamenti festivalieri. Un regolamento che resta fermo ormai da qualche anno, se si esclude l’edizione del 56 che vede meno la doppia orchestra.

casetta in canadà

Alle 20 canzoni ammesse alla gara, che poi si ridurranno a 19 per via dell’eliminazione del brano “La cosa più bella”, vengono aggiunte altre 10 che gareggiano separatamente, nel corso di una serata aggiuntiva, che precederà di circa trent’anni l’avvento del concorso per le nuove proposte. Ormai il festival è un fenomeno economico di discussione nazionale, tanto che anche l’allora ministro delle finanze, Giulio Andreotti, ne dedicò una ricca inchiesta.

Come già detto, questa edizione rappresenta una regressione, e mentre a primeggiare nelle vendite sono le moderne ONLY YOU o la prima vera esplosione di Rock ‘n’ Roll di ROCK AROUND THE CLOCK, le canzoni festivaliere sono parola morta, tanto da non restare nella memoria in quasi nessun caso.

I testi sanremesi parlano di ogni fase della relazione amorosa, dal primo enfatico sguardo, fino allo sfiorire del sentimento, che porta al ricoro struggente, a volte ricuorato dal gioioso ritorno della persona amata. Diventano rare le sottigliezze e le preziosità poetiche, anche se resta spazio per le ludiche apparizioni di brani allegri e surrealisti.

Abbiamo già abbondantemente ricordato che tornano le due orchestre, una diretta da Cinico Angelini, con 18 elementi a sua disposizione, sempre legato all’aspetto melodico che nel 1957 dirige le esibizioni di:

CLAUDIO VILLA, che a poco pochi mesi dal suo 30esimo compleanno, partecipa e vince ancora una volta. Per la prima volta a fine kermesse c’è la conferenza stampa dei vincitori e lui con fare autoritario e sbruffone, monopolizza la conferenza stampa atteggiandosi da divo e paragonandosi a mostri sacri come Yves Montand per la sua discesa nel campo dei film musicali, dichiarando tra l’altro che grazie a lui si potrà ridare linfa al cinema fortemente in crisi, ponendosi su un piedistallo come a evidenziare che ritiene di essere decisamente migliore del suo pubblico (discorso chiamato “del piedistallo” sui giornali del tempo). A Sanremo interpreta: CORDE DELLA MIA CHITARRA, USIGNOLO, CANCELLO TRA LE ROSE e IL PERICOLO NUMERO UNO (con Gino Latilla e il Poker di Voci), per il concorso principale, e ONDAMARINA e CHIESETTA SOLITARIA per il concorso autori indipendenti.

GINO LATILLA, nel 1957 si acuisce la rivalità con Claudio Villa. Fanno parte entrambi della squadra diretta dal Maestro Angelini e si vede scippare dal reuccio alcuni brani adattissimi alla sua voce, ma almeno sarà lui il vero artefice del mancato “en plein” di Villa, prendendo il terzo posto sul podio. Canta SCUSAMI, CASETTA IN CANADÀ, IL PERIOCOLO NUMERO UNO, UN FILO DI SPERANZA, A POCO A POCO e NON TI RICORDI PIÙ? nella porzione principale della manifestazione, e LA PIÙ BELLA CANZONE DEL MONDO e SONO UN SOGNATORE durante la quarta serata dedicata agli autori indipendenti.

CARLA BONI, trentaduenne torna al Festival dopo un buon successo riscontrato anche all’estero e offre la sua voce sia per rendere più profondi brani densi, che per dare la giusta leggerezza a brani ritmati e frivoli. Porta a sanremo, nel concorso principale, PER UNA VOLTA ANCORA, UN SOGNO DI CRISTALLO, CASETTA IN CANADÀ (con Gino Latilla e Poker di Voci), LE TROTE BLU (col Duo Fasano e il Poker di Voci), mentre per il concorso autori indipendenti canta IL MIO CIELO.

TINA ALLORI, a 18 anni diventa maestra elementare, ma ne 1944 vince un concorso per voci nuove e intraprende la carriera di cantante, che le porterà un certa notorietà soprattutto all’estero, dove raggiunge un enorme successo. L’affermazione commerciale più eclatante la ottiene in Unione Sovietica dove vende milioni di dischi, di cui 5 milioni con la sola “Arrivederci Roma”, continuando poi ad esibirsi in Canada e negli Stati Uniti. Alla sua unica partecipazione sanremese, dove accede a seguito di pressioni dall’alto, porta ERA L’EPOCA DEL CUORE durante la quarta serata e INTORNO A TE (è sempre primavera) e ANCORA CI CREDO, nel concorso principale.

DUO FASANO, torna al Festival dopo 3 anni di assenza e si ritrovano ad offrire la propria voce sempre come supporto dell’esibizione di artisti che ormai hanno più successo di loro. Nel concorso principale si esibiscono in UN FILO DI SPERANZA, LE TROTE BLU e in RAGGIO NELLE NEBBIA, mentre nel concorso dedicato agli autori indipendenti cantano VENEZIA MIA e da sole LA CREMAGLIERA DELLE DOLOMITI.

FIORELLA BINI, appena ventitrenne, non intraprende una vera carriera da cantante solista, ma è parte integrante dell’orchestra Angelini, con cui lavora nelle radio nazionali. La sua unica partecipazione sanremese è quella del 1957 durante la quale si esibisce nei brani ESTASI e RAGGIO NELLA NEBBIA nel categoria principale del concorso e in SORRISI E LACRIME per il concorso dedicato agli autori indipendenti.

GINO BALDI, comincia la sua carriera come cantante di operetta negli Stati Uniti e, dopo una buona prova popolare nel varietà Primo Applauso, viene invitato a partecipare al Festival di Sanremo, che resterà l’unico della sua carriera, rappresentando per lui un episodio nemmeno troppo significante. Interpreta FINALMENTE e NEL GIARDINO DEL MIO CUORE per la gara principale e IL NOSTRO SÌ nell’ambito del concorso autori indipendenti.

GIANNI RAVERA, la cui carrier sanremese, almeno in qualità di cantante, non è stata certo prodiga di successi. nonostante le sue capacità vocali non ha mai raggiunto la finale, ma questo di certo non rappresenta un deterrente per quello che rappresenterà per il Festival di Sanremo! Entro pochi anni da questa della sua ultima apparizione festivaliera tornerà protagonista come organizzatore della kermesse, e coprirà questo ruolo per ben 18 volte con la sua Publispei. Sarà merito suo se molti nomi che fanno parte della storia della musica italiana sono arrivati alla ribalta. Canta UN CERTO SORRISO nella categoria principale e VENEZIA MIA, con il Duo Fasano, nella fase del festival dedicata agli autori indipendenti.

POKER DI VOCI, quartetto composto da PIERO FERMONTI (pugliese), KURT WEHOWISKY (tedesco), GIORGIO CALDANA e PIERO TRAPANI (torinesi), nascono come cantanti solisti alla fine degli anni quaranta e vengono uniti in quartetto dal Maestro Piero Pasero. Nel 1957 fanno parte dell’organico del Maestro Armando Trovajoli, ma coadiuvano anche alcune esibizioni dirette dal Maestro Angelini. Prestano la loro voce, con ottimi risultati, in CASETTA IN CANADÀ, IL PERICOLO NUMERO UNO, UN FILO DI SPERANZA e LE TROTE BLU, con il maestro angelini, RAGGIO NELLA NEBBIA come voce fuori orchestra diretti dal maestro Trovajoli (mentre per gli altri brani fanno cori interni all’orchestra), durante il concorso principale, mentre durante la quarta serata interpretano VENEZIA MIA e LA CREMAGLIERA DELLE DOLOMITI.

L’altra orchestra è quella diretta da Armando Trovajoli, ricca e fornita, costituita da quaranta elementi e rivolta ad una modernizzazione della musica, ancora lungi dall’arrivare e che però rischia di oscurare l’aspetto melodico. A farsi dirigere da Trovajoli sono:

nunzio gallo NUNZIO GALLO, dopo il diploma al conservatorio si dedica alla tradizione musicale melodica italiana e per alcuni anni rappresenta la vera alternativa allo strapotere di Claudio Villa. Sarà lui a rappresentare l’Italia all’Eurofestival del 1957, raccogliendo il più lungo applauso in sala sia a Sanremo che a Francoforte dove si tiene la manifestazione europea. Pporta a Sanremo CORDE DELLA MIA CHITARRA, PER UNA VOLTA ANCORA, NON TI RICORDI PIÙ? e, per il concorso autori indipendenti, LA PIÙ BELLA CANZONE DEL MONDO.

GIORGIO CONSOLINI, da qualche anno sulla cresta dell’onda del suo successo, al festival del 1957 canta: USIGNOLO e CANCELLO TRA LE ROSE, per il concorso principale, e ONDAMARINA e CHIESETTA SOLITARIA per il concorso autori indipendenti.

TONINA TORRIELLI, unica tra le partecipanti al festival del ’56 a tornare in gara, dopo un discreto successo, quasi 23enne canta SCUSAMI e INTORNO A TE (è sempre primavera) nel concorso principale e IL NOSTRO SÌ nel concorso dedicato agli autori indipendenti.

GLORIA CHRISTIAN, è la più giovane partecipante in gara al Festival, ventiduenne bolognese, cresciuta professionalmente a Napoli tra jazz e tradizione napoletana. Durante il Festival canta CASETTA IN CANADÀ e LE TROTE BLU, mentre per il concorso autori indipendenti interpreta LA CREMAGLIERA DELLE DOLOMITI.

NATALINO OTTO, è il più anziano partecipante al Festival di Sanremo. Partecipa nella stessa “squadra” (neanche fossimo ad amici) di sua moglie Flo Sandon’s, ma senza cantare nessun pezzo in coppia con lei. Interpreta IL PERICOLO NUMERO UNO, UN FILO DI SPERANZA, LE TROTE BLU, UN CERTO SORRISO e, per il concorso della quarta serata, SONO UN SOGNATORE.

LUCIANO VIRGILI, non ancora trentenne approda al Festival di Sanremo con alle spalle una lunga serie di successi anche internazionali e una decisione forzata che lo porta a rinunciare alla musica lirica per via di un problema alle corde vocali. Non ottiene un buon risultato al Festival, non arrivando in finale nella gara vera e propria con i brani A POCO A POCO e FINALMENTE, mentre ottiene un buon risultato nella gara dedicata gli autori indipendenti con VENEZIA MIA e IL MIO CIELO.

FLO SANDON’S, torna a sanremo a due anni dal matrimonio con Natalino Otto e dopo tre anni di assenza. Non riscuote successi in questo festival, durante il quale nessun brano a lei affidato raggiunge la serata finale. Interpreta ANCORA CI CREDO ed ESTASI per il concorso principale e ERA L’EPOCA DEL CUORE per il concorso dedicato agli autori indipendenti.

JULA DE PALMA, superato il momento di “scandalizzazione” del pubblico italiano verso la sua sensualità, torna a Sanremo e propone interpretazioni cariche di pathos ed emozione. Porta sul palco del salone delle feste NEL GIARDINO DEL MIO CUORE, RAGGIO NELLA NEBBIA, UN SOGNO DI CRISTALLO e, per il concorso autori indipendenti, SORRISI E LACRIME.

Durante la serata finale è stata fortemente messa in discussione la vittoria di Claudio Villa, fischiato dal pubblico in sala a causa del fatto che durante la prima esibizione, durante le eliminatorie, ha finto di inciampare, e criticato da una stampa che vede in lui il modo di cantare che deve essere superato. Tanta è la tensione in sala durante la sua esibizione di “Cancello tra le rose” che gli riesce persino di stonare in eurovisione, con il clamore del pubblico che in quel momento grida un “Viva Consolini”, secondo interprete del brano.

La classifica dalla gara principale è la seguente:

1. Corde della mia chitarra (testo di Giuseppe Fiorelli; musica di Mario Ruccione) Claudio Villa – Nunzio Gallo
2. Usignolo (testo di Castellani; musica di Luigi Luciano Martelli-Carlo Concina) Claudio Villa – Giorgio Consolini
3. Scusami (Biri-Walter Malgoni-Mario Perrone) Gino Latilla – Tonina Torrielli, nella versione della Torrielli porta una nuova sensibilità dato che è una donna a scusarsi per un tradimento;
4. Casetta in Canadà (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Carla Boni, Gino Latilla e Duo Fasano – Gloria Christian e Poker di Voci,
5. Cancello tra le rose (testo di Umberto Bertini; musica di Marino De Paolis) Claudio Villa – Giorgio Consolini
6. Il pericolo numero uno (testo di Enzo Bonagura; musica di Michele Cozzoli) Claudio Villa e Gino Latilla – Natalino Otto e Poker di Voci, emblema del vitellonismo;
7. Intorno a te è sempre primavera (M. De Angelis) Tina Allori – Tonina Torrielli
8. Per una volta ancora (Umberto Bertini-Giovanni D’Anzi) Carla Boni – Nunzio Gallo
9. Un filo di speranza (testo di Gian Carlo Testoni; musica di Saverio Seracini) Gino Baldi e Duo Fasano – Natalino Otto e Poker di Voci
10. Le trote blu (Calcagno-Gelmini) Carla Boni e Duo Fasano – Gloria Christian, Natalino Otto e Poker di Voci
Non finaliste sono:
A poco a poco (Rivi-Innocenzi) Gino Latilla – Luciano Virgili
Ancora ci credo (Fecchi-Campanozzi) Tina Allori – Flo Sandon’s
Estasi (Da Vinci-Lucci) Fiorella Bini – Flo Sandon’s
Finalmente (Bonavolontà-Rivi) Gino Baldi – Luciano Virgili
Nel giardino del mio cuore (testo di Gian Carlo Testoni; musica di Gorni Kramer) Gino Baldi – Jula De Palma
Non ti ricordi più? (Da Vinci-Poggiali) Gino Latilla – Nunzio Gallo
Raggio nella nebbia (Salina-Pagano) Fiorella Bini e Duo Fasano – Jula De Palma e Poker di Voci
Un certo sorriso (Ruccione-Fiorelli) Gianni Ravera – Natalino Otto
Un sogno di cristallo (testo di Alberto Testa; musica di Pino Calvi) Carla Boni – Jula De Palma

La classifica del CONCORSO DI AUTORI INDIPENDENTI è la seguente:

1 – Ondamarina (Bernazza-Lops) Claudio Villa – Giorgio Consolini
2 – Venezia mia (Peragallo) Gianni Ravera e Duo Fasano – Luciano Virgili e Poker di Voci
3 – La più bella canzone del mondo (Astro Mari;Gino Filippini) Gino Latilla – Nunzio Gallo
4 – Chiesetta solitaria (Bezzi;Pintaldi) Claudio Villa – Giorgio Consolini
5 – La cremagliera delle Dolomiti (Perretta-Fedri) Duo Fasano – Gloria Christian e Poker di Voci
6 – Era l’epoca del cuore (Segurini-Franco Cassano) Tina Allori – Flo Sandon’s
7 – Il nostro sì (Mainardi-Lodigiani) Gino Baldi – Tonina Torrielli
8 – Sorrisi e lacrime (De Giusti-Cassano) Fiorella Bini – Jula De Palma
9 – Il mio cielo (De Leitenburg-Beretta) Carla Boni – Luciano Virgili
10 – Sono un sognatore (Piero Umiliani) Gino Latilla – Natalino Otto

Proviamo ad analizzare alcuni brani:

CORDE DELLA MIA CHITARRA, un bolero che sa essere adattato da tango, vince spinto dalla acclamata esibizione di Nunzio Gallo. Ha un inciso prettamente recitativo e vede un richiamo ideologico alla precedente canzone vincitrice del reuccio. Allora era la tristezza l’interlocutore, adesso sono le corde della chitarra, a cui viene chiesta la consolazione per l’addio senza spiegazione da parte dell’amata.

ONDAMARINA, racconta dei capricci di una amata un po’ bipolare che va e torna secondo i suoi momenti.

LE TROTE BLU è un insieme di citazioni letterarie, dal classico Esopo al romanticismo di Manzoni, trasformando una favoletta in un noir. È la storia di un anello gettato in acqua durante un litigio tra gli innamorati, inghiottito da un pesce che lo rivela durante un banchetto, di cui lui è portata principale, mentre nel laghetto si domandando dove sia finito il pesce mancante.

sandon's

5 Risposte

  1. zeus ha detto:

    Bella anche questa specie di sanremo giovani di circa trent’anni prima.

    Ecco anche di questa la mia Top 10

    1 – Ondamarina (Bernazza-Lops) Claudio Villa – Giorgio Consolini
    2-La più bella canzone del mondo (Astro Mari;Gino Filippini) Gino Latilla – Nunzio Gallo
    3-Il mio cielo (De Leitenburg-Beretta) Carla Boni – Luciano Virgili
    4-Sorrisi e lacrime (De Giusti-Cassano) Fiorella Bini – Jula De Palma
    5 – Chiesetta solitaria (Bezzi;Pintaldi) Claudio Villa – Giorgio Consolini
    6 – La cremagliera delle Dolomiti (Perretta-Fedri) Duo Fasano – Gloria Christian e Poker di Voci
    7-Era l’epoca del cuore (Segurini-Franco Cassano) Tina Allori – Flo Sandon’s
    8 – Il nostro sì (Mainardi-Lodigiani) Gino Baldi – Tonina Torrielli
    9- Venezia mia (Peragallo) Gianni Ravera e Duo Fasano – Luciano Virgili e Poker di Voci
    10 – Sono un sognatore (Piero Umiliani) Gino Latilla – Natalino Otto

  2. zeus ha detto:

    9. Per una volta ancora (Umberto Bertini-Giovanni D’Anzi) Carla Boni – Nunzio Gallo
    10.Un filo di speranza (testo di Gian Carlo Testoni; musica di Saverio Seracini) Gino Baldi e Duo Fasano – Natalino Otto e Poker di Voci

  3. zeus ha detto:

    Bravo come sempre Sante!!

    Mia Top 10

    1. Corde della mia chitarra (testo di Giuseppe Fiorelli; musica di Mario Ruccione) Claudio Villa – Nunzio Gallo
    2.Casetta in Canadà (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Carla Boni, Gino Latilla e Duo Fasano – Gloria Christian e Poker di Voci,
    3.Il pericolo numero uno (testo di Enzo Bonagura; musica di Michele Cozzoli) Claudio Villa e Gino Latilla – Natalino Otto e Poker di Voci, emblema del vitellonismo;
    4.Cancello tra le rose (testo di Umberto Bertini; musica di Marino De Paolis) Claudio Villa – Giorgio Consolini
    5.Scusami (Biri-Walter Malgoni-Mario Perrone) Gino Latilla – Tonina Torrielli, nella versione della Torrielli porta una nuova sensibilità dato che è una donna a scusarsi per un tradimento;
    6.Un sogno di cristallo (testo di Alberto Testa; musica di Pino Calvi) Carla Boni – Jula De Palma
    7.Estasi (Da Vinci-Lucci) Fiorella Bini – Flo Sandon’s
    8.Non ti ricordi più? (Da Vinci-Poggiali) Gino Latilla – Nunzio Gallo
    9.Per una volta…

  4. Sante Longo ha detto:

    Più tardi ti invio una loro immagine nell’abito richiesto ai cantanti nel 58.

  5. bubinoblog ha detto:

    Gran signora la Orsomando!

    L’immagine di Claudio Villa e Latilla inseguiti dalle fan urlanti è… trashissima 😛