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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1965 – 15° EDIZIONE. I PRIMI SCONTRI CON LE CASE DISCOGRAFICHE. IL GENDER. IL FESTIVAL AL RIBASSO (a cura di Sante Longo)

374432_297217177048789_384086001_nGianni Ravera per il 1965 ha in mente una copia dell’edizione precedente che ha superato ogni record di vendite di dischi e di apprezzamento per la manifestazione e per i cantanti in gara. Complici di questo boom sono in realtà stati i cantanti stranieri, delle vere e proprie star del panorama musicale mondiale, che purtroppo non torneranno in questa edizione. L’accoppiata di cantante italiano con cantante straniero serve per dare lustro ed evidenziare quanta importanza il Festival di Sanremo ha cominciato ad avere nel mondo nonostante fosse nato come una manifestazione da pub solamente poco più di 10 anni prima.

Un’altra importante conferma è data dall’orchestra che l’anno precedente vantava tra i direttori nomi come Louis Bacalov ed Ennio Morricone, che ormai sono richiestissimi dal cinema e snobbano quest’impegno.

La direzione artistica e organizzativa del Festival pone un limite per le case discografiche di un massimo di 3 pezzi in gara per ognuna, ma la RCA vorrebbe non sottostare a questa regola e così rifiuta di entrare in gara ritirando i brani che erano già stati ammessi e negando la partecipazione in concorso degli artisti sotto contratto con la casa discografica romana.

La RCA non invia i suoi artisti, tra cui un favorito Gino Paoli. Della RCA sono anche Paul Anka, Neil Sedaka, Dalida, Riccardo Del Turco, Dino, Dionne Warwick. Però si prende una rivincita organizzando a Roma, al Teatro Sistina, una sorta di manifestazione che va a surclassare, dal punto di vista dei nomi, il cartellone sanremese. La televisione manda in differita questo festival della RCA.

Molti sono gli esordienti e mancano i grandi nomi, quelli che hanno maggiore seguito tra il pubblico, a favore della promozione di voci nuove che per lo più vivranno una carriera parabolica in tempi molto brevi.

Le novità apportate nell’edizione del 64 restano tutte confermate anche per la quindicesima edizione del Festival di Sanremo.

Le canzoni che le case editrici hanno inviato, associate naturalmente ai propri interpreti, alla Commissione di Selezione sono 242 tra cui la Commissione ne sceglie 35. Quindi 35 brani scelti dalla commissione selezionatrice, ma si arriva a 24, quindi con 11 escluse ad opera dell’organizzazione (in pratica a scegliere quale delle 35 dovessi andare a Sanremo è Gianni Ravera).

Un elemento di cui non abbiamo parlato la volta scorsa sta nel fatto che la commissione di selezione è passata dall’essere doppia (una per il brano e una per il cantante da associare al brano) ad essere una singola dato che ormai le case discografiche hanno già dal 64 presenta brani eseguiti direttamente dagli interpreti che la porteranno sul palco.

È la prima volta che sul palco salgono dei complessi che fino a poco prima non esistevano neanche. Arrivano direttamente dagli Stati Uniti, per esempio, i New Christy Minstrels sono i primi durante la storia del Festival che si esibiscono non soltanto come cantanti, ma anche come musicisti portando la sul palco gli strumenti che poi suoneranno durante l’esibizione .
Grande è la polemica relativa alla presenza in gara di complessi musicali, anche se dopo questa apertura, non ci sarà più nessuna edizione a farne a meno.

Durante questa edizione, la commissione selezionatrice fa un lavoro di esclusione che scontenta in molti. Già in passato era capitato di vedere escluse delle canzoni che poi avrebbero raggiunto un grande successo, ma in quest’edizione non vengono escluse le canzoni, ma gli interpreti. Così ci ritroviamo con nomi importanti fuori dal Festival, come ad esempio Tony Renis, Sergio Bruni, Fausto Cigliano, Johnny Dorelli, Gianni Meccia e NICO FIDENCO che è stato ai vertici delle classifiche fin dai primi anni sessanta.

Esclusi dal Festival anche CLAUDIO VILLA, a seguito di dissapori che diventano man mano più evidenti nei confronti dell’organizzatore dell’evento, e DOMENICO MODUGNO, vittima dei capricco della RAI che ritiene inviso per le sue trasmissioni musicali il nome di Modugno che ha avuto l’ardire di passare dalla Cetra, casa discografica associata alla RAI, alla Carosello.

Inoltre entrambi stentano a vedere rinverdire i fasti discografici a cui si erano abituati.
Riescono finalmente ad esordire sul palco sanremese nomi che da qualche anno si vedono nelle trasmissioni musicali e nei juke box italiani.

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La grande diva di quest’edizione è ORNELLA VANONI che dopo il suo esordio, circa 10 anni prima, e la collaborazione redditizia con Gino Paoli, è il personaggio più in vista della kermesse.

Altri esordienti eccellenti sono IVA ZANICCHI, Ricky Gianco, Fred Bongusto e BRUNO LAUZI che hanno ottenuto negli ultimi 2 anni importanti consacrazioni sul mercato e presso il pubblico, mentre a invadere letteralmente il palco del Festival, escludendo qualche ritorno per confermare l’andamento presso il pubblico o per salutarlo dignitosamente, saranno i giovani provenienti dal Festival di Castrocaro.

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Gli interpreti stranieri non sono all’altezza dei loro predecessori. A parte alcuni nomi che sono già molto importanti, come PETULA CLARK, CONNIE FRANCIS, DUSTY SPRINGFIELD o ANITA HARRIS, gli altri nomi sono poco conosciuti e di loro si sa molto spesso ben poco.
I NEW CHRISTY MINSTRELS, complesso americano di qualità, anche se non propriamente campione di vendite, è il primo a cui è permesso di suonare i propri strumenti a Sanremo, cosa che porterà a dure polemiche.

La vittoria di Bobby Solo è vista come una sorta di risarcimento della la squalifica dell’anno precedente. Oltre che interprete, Bobby Solo è anche autore del brano. Ormai, a parte l’eccezione di NON HO L’ETÀ, è dal ’58 che a vincere sono brani scritti dallo stesso interprete. I più smaliziati nel vedere il rimmel intorno agli occhi di Bobby Solo, cominciano ad avere dei dubbi su quello che è il suo orientamento sessuale.

Secondo la stampa la più bella canzone del di questa edizione è ùIL TUO AMORE di Bruno Lauzi, che però non riesce ad imporsi e rimane in semifinale, mentre il brano di maggior successo risulta essere IO CHE NON VIVO (SENZA TE) di Pino Donaggio che dopo lo slancio dell’anno precedente, ha un successo planetario aiutato anche dalla voce di Dusty Springfield.

Vengono eliminate le due più grandi interpreti presenti in gara: proprio Dusty Springfield e Timi Yuro. Tornano anche i temi sociali raccontati sul palco del Festival di Sanremo.
Torna ad esempio l’emigrazione, però non più da parte di chi è all’estero e prova nostalgia, ma da parte di chi è rimasto in Italia e di solito sono le fidanzati o le mogli (che poi spesso sono vedove) che raccontano la loro tristezza nel dover attendere.

Da Castrocaro arriva il vincitore Vittorio Inzaina e Mike Bongiorno lo presenta come se stesse parlando di un poveraccio delle miniere dicendo che viene dalla Sardegna, che faceva il muratore e che, grazie alla Vittoria a Castrocaro, ha cominciato a capire che cosa sia il benessere.

surfs

Ancora peggio vengono presentati i Les surfs a causa di un provincialismo molto evidente, i sei fratelli malgasci vengono visti un po’ come dei gingilli perché hanno l’aspetto infantile, per quanto siano comunque già quasi adulti, e a causa di una statura molto bassa, la stampa ne scrive come di uomini e donne in miniatura.

La loro esibizione sul palco viene vista in maniera un po’ stramba perché Inzaina è molto grezzo mentre i fratelli del Madagascar portano un modo di esibirsi molto allegro, cancellando quindi la visione imbolsita della manifestazione, tanto che sulla stampa c’è qualcuno che si chiede se siamo in presenza di una controriforma.

Erano annunciati l’arrivo di Rita Pavone, Celentano e Modugno che però vengono bloccati.
Modugno aveva presentato UN PAGLIACCIO IN PARADISO che viene definita troppo difficile per il mercato sanremese, mentre Claudio Villa, altro grande assente, aveva presentato LA BANDIERA DELL’AMORE.

I numeri delle vendite relative ai brani che hanno partecipato al Festival dell’anno precedente sono esorbitanti. UNA LACRIMA SUL VISO da sola ha venduto oltre un milione e mezzo di copie e sono molti i brani che hanno ottenuto un grande successo sia in italia che all’estero. Il maggiore successo del 1965 si mantiene molto sotto quelle cifre ma per IO CHE NON VIVO e per PINO DONAGGIO è il trionfo internazionale.

Il regolamento è sempre lo stesso: quindi 12 brani per ogni serata eliminatoria, di questi la metà arriva in finale e quindi nella finale ci troviamo i 6 selezionati durante la prima serata e 6 durante la seconda per un totale di 12 brani che si contendono la vittoria e anche questa volta abbiamo solamente il vincitore.

La classifica finale non viene resa nota, ma Ravera dice che seconda si piazza “ho bisogno di vederti”, terza “le colline sino in fiore”, quarta “l’amore ha i tuoi occhi”, quinta “amici miei”.
I cantanti saranno 24 italiani uno per ogni brano mentre al logo saranno associati 19 cantanti o gruppi internazionali di cui quindi solamente pochi avranno due brani in concorso.

La Rai torna in pieno regime mandano in onda in diretta tutte le serate sia in radio che in televisione. La diretta televisiva però si divide in due parti: le serate eliminatorie sul secondo canale, mentre la serata finale sul canale nazionale.

Ancora una volta a condurre il Festival è chiamato MIKE BONGIORNO, questa volta con l’attrice MARIA GRAZIA SPINA a cui promette di dare spazio, al contrario di quanto fatto con le precedenti assistenti. La Spina è stata protagonista di alcuni PEPLUM e avrebbe dovuto essere affiancata dalla bionda (la bionda e la bruna già dall’epoca) ELKE SOMMER che però ha dovuto dare forfait poichè il gossip paventava una liaison con Piero Focaccia e lei non voleva alimentare le voci gossipare.

Le giurie saranno 20 anche quest’anno, tutte esterne, senza dare più possiilità al pubblico presente in sala di votare. Ogni regione ne vede predisposte e pronte almeno 10, per poi procedere a sorteggio per una città diversa per ognuna delle serate.

Per entrare nel cuore dell’edizione, guardiamo chi sono i protagonisti della gara:

AUDREY nasce in Germania ma ha origini italiane e fa parte di una nota famiglia di circensi, ed è lì che comincia la sua carriera artistica. Come cantante non ha mai spiccato il salto verso il vero successo, ma a Sanremo, con PRIMA O POI raggiunge la finale.

FRED BONGUSTO arriva a Sanremo dopo il grande successo di “Una rotonda sul mare”, raggiungendo la finale con ASPETTA DOMANI.

BEPPE CARDILE è uno di quei giovani che vedono nel lavori di cantante più che altro un modo per fare soldi. Con la partecipazione a Sanremo, che pure non si è rivelata un successo, raggiunge una stabilità economica tale da permettergli di trasferirsi a Milano dove intraprende la carriera di impresario e di gestore di locali notturni, ottenendo successo, ma abbandonando totalmente la carriera musicale. A Sanremo raggiunge la finale con L’AMORE È PARTITO.

GIGLIOLA CINQUETTI nel 1965 cerca di rinnovare e consolidare il successo ottenuto nel 1964, tornando a sanremo con HO BISOGNO DI VEDERTI col quale dimostra ormai di avere l’età. Dopo il Festival partirà per un tour che la porterà ad esibirsi in Giappone dove conoscerà un grandissimo successo.

PETULA CLARK è tra le interpreti più rappresentative del XX° secolo con oltre settanta milioni di copie vendute e ben 40 anni di carriera alle spalle. Quando arriva a Sanremo ha già 15 anni di carriera e ha raggiunto i primi, grandi successi, nel 1953. Arriva in finale con INVECE NO

GIORDANO COLOMBO ha rappresentato la nuova promessa della musica italiana per 3 anni e dopo il mancato accesso alla finale di Sanremo con IO NON VOLEVO lascia le scene musicali.

BETTY CURTIS è, con Milva, la veterana di questa edizione del Festival di Sanremo e nonostante sia passato davvero poco tempo dai suoi trionfi festivalieri, la sua stella pare destinata a spegnersi presto. Durante questa edizione viene affiancata da Petula Clark e INVECE NO raggiunge la finale.

JOE DAMIANO è un cantante americano di origini italiane che riscuote successo soprattutto in Italia grazie alla sua partecipazione a trasmissioni televisive RAI. Raggiunge i vertici delle classifiche italiane nel 1959 e quando arriva a Sanremo la sua stella sta già tramontando. Non raggiunge la finale con COMINCIAMO AD AMARCI.

KIKI DEE arriva nemmeno diciottenne a Sanremo, ma senza nessun successo personale alle spalle, a parte quello di essere riuscita a smettere di fare la parrucchiera per cantare. A Sanremo canta ASPETTA DOMANI che raggiunge la finale, ma per conoscere il successo deve aspettare i primi anni settanta.

NICOLA DI BARI arriva a Sanremo “sottovoce” per poi diventarne uno dei protagonisti negli anni a seguire. Pugliese, della provincia di Foggia, riesce a personalizzare lo stile melodico italiano e con AMICI MIEI riesce a farsi notare dal grande pubblico accedendo alla serata finale. Prima di intraprendere la carriera musicale faceva il muratore e, arrivato a lavorare in una casa discografica, parte dal magazzino prima di farsi notare.

PINO DONAGGIO vede nel 1965 il raggiungimento dell’apice della sua carriera con IO CHE NON VIVO, che anche a distanza di quasi 50 anni resta ancora tra le più note canzoni italiane.

DON MIKO, nonostante la voce da veterano e la capacità di stare sul palco, non riesce ad imporsi e dopo la partecipazione sanremese del 1965 si f da parte per poi tornare a riproporsi negli anni settanta. La sua bellissima E POI VERRÀ L’AUTUNNO non raggiunge la serata finale.

FABRIZIO FERRETTI è uno di quei giovani lanciati dal Festival di Castrocaro che hanno visto il successo per una stagione per poi essere costretti a ritirarsi dall’ambiente musicale. Dopo Sanremo 1965, dove non raggiunge la finale con TU CHE NE SAI?, si dedica all’imprenditoria.

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BRUNO FILIPPINI, complice la sua giovane età e la bella, bellissima, presenza, sta riscuotendo un grande successo di pubblico, anche se sarà un successo relativamente breve che lo porterà ad esibirsi prevalentemente nei piano bar dopo aver messo da parte la carriera professionista. Ma prima di lasciare la musica a livello professionale nazionale, contende la vittoria a SE PIANGI SE RIDI con la sua L’AMORE HA I TUOI OCCHI, e prende parte come menetrello al ROMEO E GIULIETTA zeffirelliano.

JOHN FOSTER è un giornalista che si diletta anche come cantante riuscendo a riscuotere un buon successo incidendo in italiano i brani di Ray Charles, prima, e offrendo un’interpretazione melodica senza aggiunte melense o gorgheggi inutili. Con COMINCIAMO AD AMARCI non raggiunge la finale.

CONNIE FRANCIS è tra le dive di quest’edizione sanremese poichè è tra coloro che stanno raggiungendo il più alto livello di successo. Raggiunge la finale interpretando HO BISOGNO DI VEDERTI.

PEPPINO GAGLIARDI comincia a dedicarsi alla musica già a 8 anni e a 22 anni comincia la sua carriera da solista che lo porta a partecipare al Festival, senza raggiungere la finale con TI CREDO, nel 1965. Ha un modo concitato e teatrale di interpretare i suoi pezzi e a volte si rende ridicolo rasentando piccoli svenimenti prima di entrare in scena.

DANYEL GERARD è un giovane cantautore ironico scoperto da Dalida che ottiene la fama internazionale grazie al brano che conosciamo soprattutto nella versione inglese intitolata “Speedy Gonzales”. A Sanremo non raggiunge la finale con MIA CARA.

REMO GERMANI cavalca ancora il leggero successo dovuto alla sua capacità interprepativa rock, portando a Sanremo PRIMA O POI, che raggiunge la finale.

RICKY GIANCO, diciassettenne, è già un richiestissimo autore ed entra nel clan Celentano. Ricerca il successo personale e comincia ad esibirsi anche come cantante non riuscendo a sfondare, anche se alcuni dei suoi brani hanno contribuito alla storia della musica italiana. A Sanremo del 1965 partecipa con DEVI ESSERE TU che non raggiunge la finale.

WILMA GOICH debutta diciannovenne e subito si impone ad un Festival internazionale, vincendo il Festival di Barcellona con “Ho capito che ti amo” di Luigi Tenco, che però non è inedita e dunque il premio le viene ritirato. Arriva a Sanremo nel 1965 con LE COLLINE SONO IN FIORE, centrando la finale.

ANITA HARRIS comincia ad esibirsi come cantante già da bambina e a vent’anni, dopo tour americani ed europei, entra a far parte dell’entourage di uno dei più importanti compositori della scena dell’epoca. Arriva a Sanremo con una carriera internazionale ancora agli esordi, ma pronta ad esplodere poco dopo. Raggiunge la finale con L’AMORE È PARTITO.

VINCENZO INZAINA arriva a Sanremo continuando a fare il muratore, anche se in aspettativa, e non conosce la tecnica musicale (stonando per tutta la canzone secondo i critici, che l’accusano di non cantare nella stessa tonalità dell’orchestra). Dopo il Festival in cui raggiunge la finale con SI VEDRÀ, il successo lo abbandona e torna a lavorare come muratore fin quando nei primi anni settanta si rimette a cantare nele sale da ballo.

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YUKATI ITO è una bambina prodigio quando nel 1957, a 10 anni, ottiene un successo mondiale con il brano centrale del film “Il ponte sul fiume Kwai”. Non è mai uscita dal territorio giapponese qando arriva a Sanremo raggiungendo la finale e sfiorando la vittoria con L’AMORE HA I TUOI OCCHI.

UDO JURGENS debutta appena sedicenne e sviluppa la sua carriera prima come autore e poi come interprete. Celeberrimo in Austria e Germania, si fa conoscere nel resto d’Europa partecipando all’Eurofestival nel 1964, e nel 1965 dopo aver partecipato a Sanremo con ABBRACCIAMI FORTE. Al terzo tentativo europeo, nel 1966, vince.

HOAGY LANDS è uno dei massimi esponenti mondiali della scena gospel e spirituals ma a Sanremo viene messo a confronto con un brano melodico molto lontano dal blues a cui è abituato, non raggiungendo la finale con IO NON VOLEVO.

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BRUNO LAUZI ha raggiunto il grande pubblico con Ritornerai poco prima della partecipazione al Festival dove con la bellissima IL TUO AMORE non raggiunge la serata finale. Il contributo che Lauzi dà alla musica italiana è notevole e anche per il Festival compone alcune delle più importanti canzoni in concorso come ad esempio “Almeno tu nell’universo” per Mia Martini, per la quale ha scritto già prima alcuni brani indimenticabili.

GIANNI MASCOLO arriva a Sanremo dopo essere stato anche voce solista del coro del teatro alla Scala, ma non otterrà il successo sperato non vedendo la finale con DI FRONTE ALL’AMORE. Ma continuerà a cantare e nel 1968 rappresenterà la Svizzera all’Eurofestival, per poi darsi al piano bar.

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JODY MILLER è una nota interprete country, tra le prime a mischiare questo genere con il pop, e conosce un grande successo fino agli anni ottanta, vincendo anche un Grammy come miglior interprete femminile. A Snremo nel 1965 canta DEVI ESSERE TU e IO CHE NON VIVO (senza te), che raggiunge la finale.

MILVA, al suo quinto festival consecutivo, si presenta con un brano campestre dal sapore bucolico, che ricorda una sagra di paese, ma che non si allontana dalla qualità tecnica e intellettuale a cui si sta avvicinando la rossa interprete. VIENI CON NOI è un brano apparentemente leggero ma che con la sua interpretazione riesce a toccare livelli emotivi interessanti.

I NEW CHRISTY MINSTRELS arrivano a Sanremo senza aver ancora conosciuto i grandi numeri delle vendite a cui altri americani ci hanno abituati, ma ottengono i favori della critica e soprattutto sono il gruppo prediletto del presidente americano Johnson. A Sanremo portano LE COLLINE SONO IN FIORE in finale e SE PIANGI SE RIDI alla vittoria.

GENE PITNEY, al suo secondo festival, si ritrova nuovamente con due brani in gara, di cui uno (I TUOI ANNI PIÚ BELLI) non raggiunge la finale, mentre l’altro (AMICI MIEI) si fa apprezzare nella serata finale.

KENNY RANKIN è un cantante jazz poco conosciuto in Italia e che si esibisce soprattutto in Nevada, a Las Vegas. Dopo l’apparizione a Sanremo, dove sostituisce l’annunciata Dionne Warwick, conosce anche il successo nazionale negli Stati Uniti, diventando ospite fisso in una nota trasmissione musicale.

ROBERTINO ha ottenuto un buon successo durante l’anno precedente e con la sua estetica ancora infantile riesce a cantare, rendendosi credibile, pezzi adolescenziali e leggeri. A Sanremo del 1965 non raggiunge la finale con MIA CARA.

BOBBY SOLO è stato l’artista che più ha goduto del successo che il Festival 1964 ha regalato ad alcuni protagonisti, avendo venduto oltre un milione e mezzo di copie del suo brano. Con la vittoria di SE PIANGI, SE RIDI, di cui è anche autore, inaugura un periodo durante il quale è protagonista incontrastato della scena musicale italiana.

BERND SPIER ottiene un grande successo in Germania con un genere che riprende la tradizione popolare tedesca e sulla scia di questo successo arriva anche in Italia. A Sanremo interpreta una canzone dallo stile campestre raggiungendo la finale in coppia con Milva.

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DUSTY SPRINGFIELD è una delle poche a cui sono affidati due brani che però non raggiungono la finale. Già famosa e di successo negli Stati Uniti, raggiunge il successo internazionale a metà degli anni sessanta e con una carriera pluritrentennale.

LES SURFS sono un gruppo vocale malgascio, formato da sei fratelli di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Si fanno notare quando si esibiscono durante la cerimonia di indipendenza del Madagascar per arrivare in Europa dove interpretano i brani dei Platters prima di incidere brani inediti. A Sanremo raggiungono la finale con SI VEDRÀ.

JOHNNY TILLOTSON ha un passato recente di tutto rispetto avendo raggiunto i vertici delle classifiche inglesi e americane e avendo vinto anche due Grammy Award grazie alla sua versatilità tra il country e il pop. Ma quando arriva al Festival di Sanremo, la sua carriera è in declino, mentre in Italia non era mai decollata. Con NON A CASO IL DESTINO (ci ha fatto incontrare) non raggiunge la finale.

FRANCO TOZZI, fratello del più famoso Umberto, foggiano trasferito a Torino, arriva a Sanremo dopo aver vinto Castrocaro e non raggiunge la finale con NON A CASO IL DESTINO (ci ha fatto incontrare), ma nello stesso anno, a Un disco per l’estate, presenta un brano che arriverà a vendere quasi un milione di copie e assicurandogli la partecipazione a Sanremo anche nell’anno successivo.

ORNELLA VANONI arriva a Sanremo dopo un inizio carriera come attrice, grazie all’appoggio del grande Giorgio Strehler (che poi guiderà anche Milva), e grazie anche alle sue capacità interpretative si propone come interprete delle canzoni della mala, di canti dialettali e del repertorio sofisticato che prende spunto da Brel e Brecht. Nel 1961 si lega in un sodalizio con Gino Paoli e ottiene un grandissimo successo. A Sanremo porta ABBRACCIAMI FORTE, uno dei brani più conosciuti di tutto il repertorio festivaliero.

TIMI YURO ha all’attivo lo strepitoso successo di HURTS, versione originale di “A chi”, che l’ha fatta apprezzare pubblicamente da grandi nomi della scena mondiale tra cui Frank Sinatra. Le aspettative su di lei sono tangibili e rappresenta la grande sconfitta della quindicesima edizione del festival. Le sono affidate TI CREDO ed E POI VERRÀ L’AUTUNNO, ma entrambe restano fuori dalla finale.

IVA ZANICCHI arriva a Sanremo dopo due rinvii e non riesce a centrare la finale con I TUOI ANNI PIÚ BELLI che resterà comunque nel suo repertorio. Consolida il suo successo tra il pubblico quando le viene affidato un nomignolo che la rende un volto familiare.

E dopo aver dato uno sguardo ai protagonisti, tuffiamoci nel gossip con i nostri aneddoti.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ.

Grazie ad una collaborazione con il settimanale Amica, viene organizzata una sfilata associata al Festival di Sanremo. Insieme ai cantanti in gara, sia durante le semifinali che durante la finale, scendono delle indossatrici con abiti di alta moda. Nel corso delle 3 serate ne vengono presentati al pubblico 74.

Ricky Gianco prima del Festival subisce un incidente. Gli vogliono vietare di salire sul palco con i segni dell’incidente, però riesce comunque ad esibirsi semplicemente con una bendatura e il braccio appeso al collo.

Connie Francis è bloccata in Canada per via di una forte tempesta di neve e qualcuno comincia a far circolare la voce che sia addirittura incinta. Per fortuna riesce però ad arrivare in tempo per l’esibizione durante la seconda serata.

I New Christy minstrels ricevono un biglietto d’auguri direttamente dal presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson poiché è il il suo gruppo preferito.

L’amore ai tuoi occhi fu composta da Gorni Kramer per fare in modo che rientrasse nella colonna sonora del film “I tre volti” dedicati alla regina Soraya, ex imperatrice di Persia. Non riuscendo nell’intento la invia al Festival per lanciare comunque un suo tributo verso la bellissima regina e Bruno Filippini riceve dalla regina Soraya un telegramma di auguri e congratulazioni.

Bobby Solo si presenta con il rimmel intorno agli occhi per uno sguardo più convincente e seducente secondo i consigli di una parrucchiera.

A vincere sarà Bobby Solo con nonostante la canzone durante la serata finale fosse stata estratta per prima.

Giordano Bruno e Augusto Martelli, due dei direttori d’orchestra, sono padre e figlio.

Anita Harris si porta dietro sempre un levriero afgano bianco e per partecipare al Festival di Sanremo ha rinunciato un film con David Niven.

A pochi giorni dall’arrivo dei cantanti, in pretura a Sanremo c’è una sparatoria ad opera di un generale in pensione, che provoca anche morti. Si scatena il terrore anche tra i lavoratori al Festival.

Abbracciami forte parla del divorzio anche se in realtà ne nega la fattibilità 5 anni prima dell’approvazione della legge.

La Vanoni è stata la voce di Strehler per le canzoni della mala che il grande regista aveva scritto appositamente per la sua voce. La Vanoni era completamente diversa rispetto alla tipologia di cantante presente sulla scena italiana era emancipata colta e raffinata totalmente differente quindi rispetto anche ad una Milva, che è arrivata anche a questi risultati però partendo dall’essere la ragazza di provincia e sempliciotta.

L’acqua di Sanremo è imbevibile e durante tutto il periodo del festival da tutti i rubinetti viene fuori un liquido salato giallastro e non potabile

Franco Tozzi fratello ha un problema di pronuncia, identico alla zeppola di Jovanotti (pronuncia la “S” come fosse una “F”) e quindi chiede al paroliere di modificare il suo testo per inseguire meno esse possibile.

Nasce come concorrente del Festiva di Sanremo, il Festival delle Rose di Roma, e la prima Edizione viene vinta da Gianni Morandi.

Per arrivare a Sanremo la Vanoni vive una specie di odissea della durata di 30 ore: parte da Catania, fa tappa a Roma, prosegue per Genova ma una bufera non permettere l’atterraggio e quindi viene dirottata su Milano; sale su un taxi arrivando fino a Novi Ligure dove viene bloccata dalla neve ed è costretta a raggiungere a piedi una stazione per salire su un treno rapido, un pendolino, per Genova e arriva quindi poi a Sanremo.

Il vero protagonista è Vito Pallavicini che ha 7 brani in gara e sei lì porta in finale.

Mogol vince per la terza volta in 5 anni.

La stampa dice che tra melodia e urlatori, ha vinto il singhiozzo.

Vincenzo Inzaina canta tutto in SI bemolle mentre l’orchestra suona in LA.

Adesso che abbiamo proprio visto tutto, siamo pronti a guardare la CLASSIFICA FINALE DEL 1965. Molti sono i brani che si sono affermati nella memoria collettiva tra quelli che partecipano a questa edizione del Festival, mentre le giurie escludono dalla finale brani che poi otterranno il successo, come E POI VERRÀ L’AUTUNNO che sarà interpretata con successo da Mina, I TUOI ANNI PIÚ BELLI che sarà tra i grandi successi di Iva Zanicchi, che, ricordiamolo, è la donna che ha vinto di più a Sanremo, e IL TUO AMORE. A contendere la vittoria fino alla fine è L’AMORE HA I TUOI OCCHI, mentre Invece no, Io che non vivo e Le colline sono in fiore, pur non vincendo, risulteranno i successi maggiori di questa edizione.

La classifica finale risulta essere questa:

1 – Se piangi, se ridi (Mogol, Gianni Marchetti e Roberto Satti) Bobby Solo – New Christy Minstrels

– Abbracciami forte (Mogol-Carlo Donida) Ornella Vanoni – Udo Jürgens
– Amici miei (Vito Pallavicini; Gene Colonnello) Nicola Di Bari – Gene Pitney
– Aspetta domani (Pallavicini-Bongusto) Fred Bongusto – Kiki Dee
– Ho bisogno di vederti (Piero Ciampi-Roberto Ciampi) Gigliola Cinquetti – Connie Francis
– Invece no (Pallavicini-Ezio Leoni) Betty Curtis – Petula Clark
– Io che non vivo (senza te) (Vito Pallavicini e Pino Donaggio) Pino Donaggio – Jody Miller
– L’amore ha i tuoi occhi (Pallavicini-Gorni Kramer) Bruno Filippini – Yukari Ito
– Le colline sono in fiore (Mogol, Calibi, Donida, Renato Angiolini) Wilma Goich – New Christy Minstrels
– Prima o poi (Vito Pallavicini e Antonio Amurri; Alfredo Ferrari) Remo Germani e Le Amiche – Audrey
– Si vedrà (Gentile-Lentini) Vittorio Inzaina – Les Surfs
– Vieni con noi (Franco Maresca-Mario Pagano) Milva – Bernd Spier

Non finaliste

Cominciamo ad amarci (Vito Pallavicini; Gino Mescoli) John Foster – Joe Damiano
Devi essere tu (D’Acquisto-Gianco) Ricky Gianco – Jody Miller
Di fronte all’amore (Simoni-Umberto Bindi) Gianni Mascolo – Dusty Springfield
E poi verrà l’autunno (Antonio Amurri-Bascerano) Don Miko – Timi Yuro
I tuoi anni più belli (Mogol-Gaspari-Enrico Polito) Iva Zanicchi – Gene Pitney
Il tuo amore (Bruno Lauzi) Bruno Lauzi – Kenny Rankin
Io non volevo (Rosario Leva-Reverberi) Giordano Colombo – Hoagy Lands
L’amore è partito (Beppe Cardile) Beppe Cardile – Anita Harris
Mia cara (Mogol-Pino Massara) Robertino – Danyel Gérard
Non a caso il destino (ci ha fatto incontrare) (Antartide-Carlo Alberto Rossi) Franco Tozzi – Johnny Tillotson
Ti credo (Amendola-Gagliardi) Peppino Gagliardi – Timi Yuro
Tu che ne sai? (Antonio Amurri-Franco Pisano) Fabrizio Ferretti – Dusty Springfield

4 Risposte

  1. zeus ha detto:

    Sempre complimenti Sante Longo!!
    Mia TOP 10
    1-Io che non vivo (senza te) (Vito Pallavicini e Pino Donaggio) Pino Donaggio – Jody Miller
    2-Le colline sono in fiore (Mogol, Calibi, Donida, Renato Angiolini) Wilma Goich – New Christy Minstrels
    3-Abbracciami forte (Mogol-Carlo Donida) Ornella Vanoni – Udo Jürgens
    4-Se piangi, se ridi (Mogol, Gianni Marchetti e Roberto Satti) Bobby Solo – New Christy Minstrels
    5-I tuoi anni più belli (Mogol-Gaspari-Enrico Polito) Iva Zanicchi – Gene Pitney
    6-L’amore è partito (Beppe Cardile) Beppe Cardile – Anita Harris
    7-Amici miei (Vito Pallavicini; Gene Colonnello) Nicola Di Bari – Gene Pitney
    8- Invece no (Pallavicini-Ezio Leoni) Betty Curtis – Petula Clark
    9-Ti credo (Amendola-Gagliardi) Peppino Gagliardi – Timi Yuro
    10-Mia cara (Mogol-Pino Massara) Robertino – Danyel Gérard

  2. Modica ha detto:

    I miei complimenti sante Longo 😉 quanti anedotti interessanti e cantanti che sconoscevo, ottimo lavoro 😉

  3. Fyvry ha detto:

    Io che non vivo autentico pezzo di storia della musica italiana. Mentre Le colline sono in fiore è un pezzo della mia storia, viste tutte le volte che me l’ha cantata mia mamma in questi quasi 25 anni…

  4. Sante Longo ha detto:

    A metà di un’epoca, molto vicini alla crisi..