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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1969 – 19° EDIZIONE. LA CONTESTAZIONE E IL CONTROFESTIVAL. BATTISTI E STEVIE WONDER. I BEATLES COME PRODUTTORI DI UN CANTANTE IN GARA (a cura di Sante Longo)

14204_298332403603933_1948462279_nIl Festival di Sanremo del 1969 non nasce certo sotto una buona stella. Le contestazioni giovanili e della sinistra extraparlamentare imperversa ormai da mesi e si teme possa colpire anche la maggiore manifestazione dello spettacolo italiano.

Molti sono i motivi che lasciano intendere che il Festival possa essere sotto “attacco”, come già nelle ultime 2 edizioni precedenti. Però nel gennaio ’69 ci sono movimenti organizzati che si radunano a Sanremo o che prevedono che le loro manifestazioni di contestazione abbiano luogo proprio a Sanremo.

A permettere il regolare svolgimento vengono stanziati dal Ministero dell’Interno ben 5000 agenti nella cittadina rivierasca, un dispiegamento immotivato, nemmeno durante il G8 ne stanziarono tanti!

La protesta che prima era possibile vedere nelle canzoni di protesta e a carattere sociale (dal 1966 sono state frequenti) sono pressochè scomparse dalla scena musicale nazionale e di certo non se ne trova traccia sul palco del Festival.

Questa situazione va a dare riprova certa di quanto sosteneva Luigi Tenco nel 1967 in merito alle proteste in musica (più per moda che per contestazione effettiva, tanto che protestavano solo per cose che non toccavano il nostro Paese) e infatti tanto più prendeva forma la contestazione reale, tanto meno si producevano brani di protesta, che sarebbero stati facilemte attaccati.

La contestazione dunque la vediamo per le strade, nelle piazze, anche a Sanremo.
Tale è il timore che la contestazione possa colpire direttamente la manifestazione, simbolo di uno Status Quo che si vuole sovvertire, e al centro dell’attenzione mediatica, non solo nazionale, al momento, che la prima serata viene registrata al mattino, e si pensa che sia proprio la registrazione mattutina quella che va in onda, come trasmissione in diretta, alle 21.15.

A farlo pensare sono i continui lapsus della Farinon che alle 10 del mattino augura la buona sera, parla di cena e saluta con la buona notte.

La contestazione, colpisce anche direttamente il Festival di Sanremo che viene visto come oppio per i giovani che si lasciano offuscare dalle canzonette e che in questo modo non riescono a dare importanza a ciò che sta accadendo in Italia.

Il PCI organizza, coadiuvato dalla coppia formata da Dario Fo e Franca Rame, una manifestazione durante la quale evidenzierà i problemi della società e come provare a risolverli, la manifestazione prenderà il nome di ControFestival, e avrà sede a Villa Ormond, importantissima villa storica sanremese, con il patrocinio del Comune di Sanremo che vuole evitare polemiche e ulteriori contestazioni per una presa di posizione.

Il controfestival segue pienamente le intenzioni del Segretario del PCI, Luigi Longo, di non spezzare il dialogo con i nuovi movimenti giovanili. Per riuscire ad instaurare un dialogo virtuale con la gioventù impegnata socialmente e politicamnete, quindi, parlava con il linguaggio che i contestatori si aspettavano e con il ControFestival si prendevano due nette prese di posizione: contro le manifestazioni di piazza che si stavano rivelando controproducenti, cercando l’appoccio anche della sinistra parlamentare e contro la manifestazione canora sanremese (ma davvero la politica nazionale non aveva di meglio a cui pensare?) perché, come Dario Fo dice nel corso della manifestazione, le canzoni hanno senso di esistere solamente da un punto di vista culturale, quindi se la fanno in modo che gli uomini possano prendere coscienza di sé e di ciò che hanno intorno, per fare in modo che riconoscano di vivere in un mondo di sfruttati e di sfruttatori.

Le sezioni giovanili dei partiti della sinistra italiana attaccano il Festival dichiarando che ritengono si tratti di un prodotto della borghesia che addormenta le coscienze dei lavoratori e dei giovani che ancora lavoratori non sono.

Proprio a partire da questo primo vero movimento di protesta contro quello che è il ruolo della manifestazione sanremese, il Festival di Sanremo viene messo in discussione, non più solo per via della solite polemiche che già allora si levavano frequenti.

Persino Pier Paolo Pasolini si esprime in merito, discendo laconico che “il Festival di Sanremo con le sue canzonette è qualcosa che deturpa una società civile”.

Oltre a questa contestazione, troviamo il notissimo cantastorie milanese Franco Trincale, che fuori dal Casinò, proprio sotto la scalinata di accesso, canta la storia di Luigi Tenco.
Una contestazione verso lo spirito agonistico che una gara musicale non dovrebbe avere e data l’importanza del cantastorie, questa sua protesta assume un’importanza nazionale.
Bisogna però riconoscere che se queste contestazioni si fanno così forti è perché il Festival non è mai stato così forte, e allo stesso tempo, se riescono a colpire è perché il Festival stesso sta entrando in un periodo di crisi profonda che ancora non è evidente.

Ma andiamo ad occuparci proprio del Festival.

L’organizzazione non è più nelle mani di Gianni Ravera, ma torna Ezio Radaelli, ormai padrone dell’ATA, ad occuparsi direttamente dell’organizzazione. Un elemento di netto contrasto, seppure non evidente da subito, è la quasi totale assenza di debutti assoluti (se si esclude Rosanna Fratello – foto sotto – che non ha alcun disco alle spalle), anche se ci saranno dei debutti sanremesi di notevole peso.

fratello

Il regolamento non si discosta molto dal precedente. Le canzoni in gara sono 24, scelte dall’apposita commissione. Come al solito si ascoltano le canzoni divise in due serate eliminatorie a termine di ognuna delle quali 7 brani accedono alla serata finale.

Le giurie sono 21 sparse in Italia, composte da 25 giurati, sorteggiati tra i lettori che inviano i moduli di partecipazione presenti sui quotidiani impegnati. Le giurie sono composte da 13 uomini e 12 donne, e ben 19 dei componenti hanno meno di 25 anni.

10 sono studenti o studentesse, un militare, 4 operai/ie, due impiegati, due commesse. A loro si aggiungono 6 giurati hanno più di 25 anni: un commerciante, una casalinga, un lavoratore con contratto statale, un’impiegata e due liberi professionisti.

I brani in concorso prevedono anche una visione metaforica della situazione che si va a vivere.

Il tempo presente è visto come un lungo inverno e già da Canzonissima troviamo il primo brano che vede la metafora del presente come inverno (Scende la Pioggia). A Sanremo troviamo LA PIOGGIA e MA CHE FREDDO FA che vedono l’inverno come metafora di un presente minaccioso. Anche in LONTANO DAGLI OCCHI abbiamo la stessa metafora anche se si tratta di un freddo che inverno non è, o UN’AVVENTURA in cui si parla della necessità di provare anche se non è ancora.

Nonostante i testi si rivolgano al presente, a vincere è un brano che risulta musicalmente anacronistico e che secondo la stampa dell’epoca non avrebbe sfigurato nemmeno 10 anni prima, senza tra l’altro apparire troppo moderno.

A vincere è la melodia, anche se a Sanremo arriva l’R&B.

In gara troviamo Stevie Wonder, che aveva già cantato in italiano durante l’estate precedente, le Sweet Inspiration in cui è presente anche la mamma di Whitney Houston.
Il fatto che i cantanti stranieri fossero per lo più poco presenti in questa edizione, rappresenta anche la concretizzazione di una fase di esaurimento di quello che è il Festival.
A spingere maggiormente per questa decisione è il sindacato dei cantanti, guidato da Edoardo Vianello, che preme per l’esclusione dei cantanti stranieri già dall’anno precedente e vincono la loro causa morale nell’edizione del ’70 durante la quale ci sarà solamente una straniera (senza contare quindi chi nasce all’estero ma si italianizza per un successo costruito esclusivamente nel nostro Paese) in gara.

Al contrario delle premesse, la contestazione è stata molto lieve e anche all’interno della gara spariscono le canzoni di protesta. Solo UNA FAMIGLIA non parla d’amore nel senso stretto del termine e, come facilmente prevedibile, non raggiunge la finale.

La polemica più grande si vede solo relativamente alla scelta di chi deve esibirsi in Eurovisione, anche se poi la decisione è presa dalle case discografiche.

Come al solito dell’Eurovisione spetta solamente alle prime esibizioni della serata finale e, tenendo conto che si tratta di 50 milioni di spettatori e potenziali acquirenti, saranno le case discografiche a scegliere i 14 interpreti che si esibiranno per primi.

Solo Iva Zanicchi contesta la decisione che favorisce Bobby Solo e chiede che venga effettuato un sorteggio, che vede comunque lui favorito.

pavoni

Il 1969 con i contemporanei debutti di Rita Pavone, che rappresentava gli anni ’60 senza più i grandi successi che l’avevano caratterizzata, e di Lucio Battisti, simbolo del cantautorato moderno e quindi della voce italiana degli anni ’70, si ha la definitiva conferma che Sanremo è capace di rappresentare e omogeneizzare ogni tendenza.

Le Fifth Dimension, 10 giorni prima rispetto alle prove generali, comunicano che non saranno presenti in gara. Avrebbero dovuto cantare COS’HAI MESSO NEL CAFFÈ, in coppia con Riccardo Del Turco, e vengono sostituite da Antoine.

hopkin

Non viene accettata neanche la canzone presentata direttamente da Mary Hopkin (foto sopra), che si intitola “la mela” E verrà dirottata su LONTANO DAGLI OCCHI di Sergio Endrigo, anche se lui avrebbe preferito una seconda voce maschile.

Mary Hopkin che viene prodotta da Paul McCartney e che sotto il contratto con i Beatles da qualche mese avendo già avuto l’occasione di cantare in Italia di ottenere grandissimo successo con il suo primo disco.

Anna Identici tenta il suicidio pochi giorni prima rispetto al Festival di Sanremo con 20 pastiglie di barbiturici per sedare agli animali e viene sostituita da Rosanna Fratello, bellissima diciottenne che in pratica si trova al suo debutto assoluto.

È orgogliosa di essere tornata a scuola e di frequentare la terza media dopo averla abbandonata per impossibilità economiche negli anni in cui avrebbe dovuto frequentarla, si dichiara inoltre orgogliosa della sua famiglia composta da 8 persone.

Anche il cantante Michele chiede di poter essere sostituito poiché non si sente pronto per una manifestazione come quella di Sanremo.

A prendere il suo posto sono i Primitives capitanati da Mal.

Il Festival di Sanremo ha la sua prima sigla e viene scelta “la canzone portafortuna” cantata in coppia da Tony Renis e Lara Saint Paul.

Naturalmente questo porta ad una protesta anche da parte dei discografici che contestano la presenza di due cantanti italiani fuori gara in una sigla. Per fermare le polemiche viene deciso che loro due non si esibiranno dal vivo come previsto, ma ci sarà una ragazza scandinava a mostrare le varietà dei fiori e delle bellezze sanremesi con, di fondo, la canzone della discordia, altro che porta fortuna.

La più grande delusione della serata finale è rappresentata da ZUCCHERO, una canzone leggera che è ufficialmente la prima “bubblegum song” italiana, che nonostante i buoni propositi iniziali non riesce a ben figurare nella classifica finale.

La vittoria è fino alle ultime battute attribuita per la seconda volta a Sergio Endrigo, ma la giovane Mary Hopkin, molto debole dal punto di vista della popolarità, non raccoglie abbastanza voti e si lascia superare da ZINGARA, lasciando a LONTANO DAGLI OCCHI il secondo posto, mentre terzi saranno Milva e Don Backy.

Durante questa edizione si comincia a porsi per la prima volta il dubbio che a vincere non sia la canzone, ma il personaggio più popolare, come in una sorta di sottomissione psicologia verso chi ha già popolarità.

A condurre il Festival, dopo l’eccellente prova di Pippo Baudo nel 1968, sono Nuccio Costa e Gabriella Farinon. Entrambi volti noti della RAI in primis, hanno già una certa familiarità con le trasmissioni musicali, il primo grazie a Canzonissima, mentre la seconda poichè è la padrona di casa di Un disco per l’estate.

Il vero spettacolo però arriva alla fine del Festival ed è dato quando, in un locale sanremese, Stevie Wonder, Wilson Pickett, Demetrio Stratos e gli Showmen, organizzano una jam session senza precedenti.

Dopo aver guardato alla storia, non solo sanremese, dedichiamoci ai protagonisti di questa settimana di musica e sorrisi. Come sempre ormai l’orchestra è unica, diretta da 23 differenti maestri, scelti dalle case discografiche, che dirigeranno i 48 cantanti in gara.
Guardiamo un po’ a loro.

ANTOINE torna a Sanremo dopo aver definitivamente abbandonato l’immagine di cantante di protesta. Partecipa con COSA HAI MESSO NEL CAFFÈ, che raggiunge la finale.

LUCIO BATTISTI in una delle sue prime prove come interprete, dopo aver partecipato nelle due edizioni precedenti come autore. Esordisce come chitarrista, e si impone come autore in coppia con Mogol. A Sanremo partecipa cantando UN’AVVENTURA in coppia con Wilson Pickett, raggiungendo la finale. Non tornerà mai più a Sanremo, nemmeno come autore o ospite, ma la sua carriera esploderà regalando alla musica italiana 40 anni di qualità, di capolavori assoluti. La sua voce delicata e calibrata è il mezzo tra i più noti della musica italiana, e i suoi duetti con Mina fanno parte della storia dello spettacolo italiano.

ORIETTA BERTI torna a Sanremo con un bellissimo pezzo che raggiunge la finale, ma QUANDO L’AMORE DIVENTA POESIA è più nelle corde nel suo partner, Massimo Ranieri.

ALESSANDRA CASACCIA arriva appena 18enne a Sanremo con PICCOLA PICCOLA, che raggiunge la finale, ma non si lascia ricordare dai più. È presente grazie alla vittoria del Festival di Castrocaro, durante il quale ha messo in evidenza tutte le sue qualità vocali. Cavalca la carriera di cantante per qualche anno, ma già dopo una decina d’anni dal suo debutto si dedica alla pittura, ottenendo anche un buon successo.

CATERINA CASELLI, nota come casco d’oro, cambia look presentandosi a Sanremo con i capelli più scuri e un repertorio meno protestatario. Con IL GIOCO DELL’AMORE raggiunge la serata finale, ma i maggiori successi comincia ad averli partecipando alle altre manifestazioni musicali italiane.

THE CASUALS è un gruppo inglese che, sulla scia dei Rokes e dei Primitives, decide di puntare sul mercato italiano. Raggiungono il successo nel 1965, e a Sanremo parteciperanno solo nel 1969 con ALLA FINE DELLA STRADA, senza peraltro raggiungere la finale. Il gruppo, composto da Howard Newcomb, Plug Taylor, Bob O’Brian e John Tebb, si scioglierà nel 1970 per le velleità senza futuro di Tebb.

CHECCO è uno dei componenti del gruppo de I GIGANTI, il più dotato vocalmente per estensione, e prova a intraprendere una carriera solista che però non gli regala alcuna soddisfazione, facendolo rientrare a coda bassa nel gruppo d’origine. A Sanremo partecipa con IL SOLE È TRAMONTATO senza raggiungere la finale.

GIGLIOLA CINQUETTI è la cantante italiana di maggiore successo nel mondo, ha raccolto clamori in Oriente e in America Latina, per non parlare del grande successo riscontrato in Europa. A Sanremo canta LA PIOGGIA, che dal punto di vista commerciale sarà il suo più grande successo di vendita.

TONY DEL MONACO torna a Sanremo con un brano che entrerà a far parte della storia della musica italiana e sfiora il podio. UN’ORA FA gli regala una notorietà che negli anni non ha raggiunto nonostante la sua capacità interpretativa.

RICCARDO DEL TURCO arriva a Sanremo dopo lo strepitoso successo ottenuto con LUGLIO nel 1968. Personaggio schivo e timido non ama troppo esibirsi in pubblico e continua la sua carriera principalmente come autore, per tornare a Sanremo solo negli anni ottanta, con due brani qualitativamente interessanti. Nel 1969 porta al Festival COSA HAI MESSO NEL CAFFÈ raggiungendo la finale.

DIK DIK, sulla scena italiana da dieci anni, prima con il nome GLI SQUALI, poi, dal 1965, con il nome che porteranno per tutta la loro carriera. Costantemente al vertice della classifiche, il gruppo, composto da Pietruccio Montalberti, Sergio Panno, Mario Todaro, Lallo Sbriziolo e Pepe Salvadori, porta a Sanremo ZUCCHERO, che pur raggiungendo la finale non si rivelerà un vero successo.

DON BACKY torna a Sanremo dopo il caso che lo vede contrapposto a Celentano solo l’anno prima. Nel 1968 come autore salì sul podio con 2 brani, e nel 1969 porta al Festival UN SORRISO, in coppia con Milva, che riesce a raggiungere ancora una volta il podio.

JOHNNY DORELLI torna a Sanremo per l’ultima volta nel 1969, per tornare solo nel 2007, e raggiunge la finale con IL GIOCO DELL’AMORE. La carriera di Johnny Dorelli gli regala un successo dopo l’altro, al cinema, in televisione e soprattutto in teatro, dove calca i palcoscenici d’Italia con successo come pratagonista di molti spettacoli musicali, tra cui il più importante è “Aggiungi un posto a tavola” che raggiunge il record di spettatori e repliche per uno spettacolo teatrale italiano.

SERGIO ENDRIGO torna a Sanremo dopo il trionfo l’anno precedente e dopo il buon riscontro europeo. Con LONTANO DAGLI OCCHI è ad un passo dal bissare il successo dell’anno precedente, fermato solo dalla poca notorietà della sua gregaria e relegato ad una pur ottima seconda posizione.

GABRIELLA FERRI si fa notare dal pubblico nel 1963 con “La società dei magnaccioni”. Arriva a Sanremo con SE TU RAGAZZO MIO, che nonostante la presenza di Stevie Wonder non raggiunge la finale. La sua carriera si sviluppa soprattutto in teatro, essendo per anni in cartellone al bagaglino, e rivisitando filologicamente i brani della tradizione romanesca. Negli anni ottanta si allontana dal pubblico per poi tornare a metà degli anni novanta nei salotti televisivi.

ROSANNA FRATELLO arriva a Sanremo non ancora diciottenne in sostituzione di Anna Identici, e senza avere esperienze alle spalle, ma con una presenza scenica invidiabile e una dotazione vocale molto interessante. Non raggiunge la finale per due soli punti di distacco con IL TRENO, ma riesce ad imporsi grazie alla vittoria della Gondola d’Oro dello stesso anno.

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FRANCE GALL è figlia d’arte. Suo padre infatti è uno dei maggiori autori francesi, e inoltre è reduce di una vittoria all’Eurofestival in rappresentanza del Lussemburgo. A Sanremo canta in coppia con un’altra vincitrice eurofestivaliera LA PIOGGIA, che raggiunge la finale. In Francia si rivelerà interprete di notevole successo per tutti gli anni settanta e ottanta, mantenendosi ancora in attività.

ELIO GANDOLFI, ancora 17enne, si presenta per la seconda volta al Festival di Sanremo, ma con IL SOLE È TRAMONTATO resta ancora fuori dalla finale e le case discografiche non lo supportano più, facendo in modo che continui la sua attività di cantante solo nelle sale da ballo e in giro per le piazze d’Italia.

WILMA GOICH, al suo ultimo Festival di Sanremo, non raggiunge la finale con BACI BACI BACI. Dall’anno successivo creerà un sodalizio professionale con suo marito dando vita ai Vianella che diventeranno un punto di riferimento per la tradizione romanesca, insieme a Gabriella Ferri.

MARY HOPKIN è una scoperta di Paul McCartney e raggiunge da subito il successo in patria. A Sanremo però sconta la poca notorietà da noi e purtroppo è causa della non affermazione di LONTANO DAGLI OCCHI che si ferma al secondo posto.

ISABELLA JANNETTI si fa notare già durante il Cantagiro del 1963 e viene nuovamente lanciata da un Disco per l’estate del 1967. Partecipa al Festival di Sanremo con UNA FAMIGLIA, unico brano in gara a non parlare d’amore, ma non raggiunge la finale. Continuerà a cantare ancora per qualche anno prima di decidere di fermare la sua carriera di cantante, che l’ha vista per un decennio come promessa della musica, ma mai mantenuta.

FAUSTO LEALI al suo secondo Festival, sfiora nuovamente il podio con UN’ORA FA rinnovando il successo degli anni precedenti. Chiude gli anni sessanta in salita, con successi sempre crescenti e facendolo diventare una conferma di quello che la musica italiana può offrire di buono.

LEONARDO arriva a Sanremo dopo un percorso musicale legato al bìtt. Dopo la partecipazione sanremese con IO CHE HO TE che non gli vale la finale, si dedica alle produzioni teatrali collaborando con Tony Cucchiara nei suoi musical e lavorando per il teatro stabile di Catania.

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LITTLE TONY ancora una volta in coppia con Mario Zelinotti, unisce la svolta romantica all’anima rock ‘n roll che ha contribuito a renderlo celebre. BADA BAMBINA raggiunge la finale e ottiene un ottimo riscontro tra il pubblico.

JUNIOR MAGLI si fa notare vincendo la Gondola d’Oro al Festival di Venezia e forte di uno stile che lo avvicina a Tom Jones partecipa al Festival di Sanremo con ALLA FINE DELLA STRADA con cui però non raggiunge la finale. Dopo una serie di partecipazioni ad eventi minori decide di intraprendere un viaggio di un paio d’anni negli States dove entra in contatto con nuove culture e forme musicali con cui tornerà poi sulla scena italiana.

MILVA è al debutto del grande palco teatrale. Prima di dedicarsi esclusivamente alla recitazione guidata da Strehler, si affaccia ancora una volta interpretando a Sanremo UN SORRISO che le vale il terzo posto. A teatro otterrà un clamoroso successo che la proietterà tra le più grandi stelle del panorama italiano ed europeo.

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NADA debutta appena 15enne al Festival di Sanremo con un brano che resterà indelebile nella memoria collettiva. MA CHE FREDDO FA arriva quinta, ma per Nada è un trionfo. Dotata di una voce possente e particolare, e di una capacità interpretativa già matura, viene chiamata “il pulcino di Rosignano” ma questo soprannome non le si attaccherà troppo e la vedremo ancora protagonista l’anno successivo.

NEW TROLLS sono Vittorio de Scalzi, Nico de Palo, Gianni Belleno, Giorgio D’adamo e Pino Scarpettini e arrivano al successo con un concept album nel 1968. A Sanremo con IO CHE HO TE non raggiungono la finale ma si fanno notare riuscendo ad affermarsi tra il pubblico.

RITA PAVONE, scoperta da Teddy Reno nel 1962 ottiene un successo stravolgente che la vede in prima linea sulla scena musicale, televisiva e anche cinematografica. Per tutti gli anni sessanta ha rappresentato i giovanissimi, ma una svolta l’ha portata da essere la Lolita, la Giamburrasca, della canzone a una consacrazione tra le signore della musica italiana. Questa “promozione” non è gradita dal pubblico che la segue adesso solo a tratti. Nel 1969 a Sanremo porta ZUCCHERO che pur raggiungendo la finale è la grande delusione della manifestazione.

WILSON PICKETT torna a Sanremo dopo il successo clamoroso di Deborah, con un brano che richiede meno utilizzo della voce, ma più personalità. Con UN’AVVENTURA raggiunge la finale contribuendo a lanciare come stella di prima grandezza Lucio Battisti. La sua carriera gli regala un successo dietro l’altro e lo consacra come vero e proprio caposaldo della musica afroamericana.

MAL E I PRIMITIVES è un gruppo di origi inglesi che riesce a trovare il successo in Italia. Composto da Mal, Dave Summer, Jay Roberts, Pick Withers. Il gruppo si afferma grazie soprattutto agli ormoni delle ragazzine che sono smossi dalle pronunce improponibili e dal bel faccino del leader. A Sanremo partecipano con TU SEI BELLA COME SEI raggiungendo la finale, ma MAL deciderà di lasciare il gruppo per proseguire la carriera da solo. Il batterista Withers fonderà il gruppo dei Dire Straits insieme ai fratelli Mark e David Knopfler e a John Illsley.. e a quel punto quanto avrà pianto Mal per la sua idiozia?

MASSIMO RANIERI torna per la seconda volta a Sanremo. Il suo personaggio ha ottenuto un successo strepitoso, e nonostante abbia solo 18 anni è ormai una stella di prima grandezza sulla scena nazionale. Oltre a partecipare al Festival di Sanremo con QUANDO L’AMORE DIVENTA POESIA, nel 1969 vince Canzonissima con Rose Rosse e inanella una serie di successi importanti prima di decidere di dare una svolta alla sua carriera. Dai primi anni settanta si dedica al cinema e al teatro dove riesce a maturare una capacità interpretativa vincente che lo portano a calcare i teatri più importanti d’Italia e a girare film con registi di alto calibro. Tornerà a Sanremo vent’anni dopo questa sua ultima partecipazione della sua prima fase di carriera.

MINO REITANO cerca di calcare il successo che ha ottenuto in Germania e gli apprezzamenti pubblici ricevuti da artisti come Frank Sinatra. Ma ancora una volta Sanremo lo vede fuori dalla finale con MEGLIO UNA SERA PIANGERE DA SOLO.

MEMO REMIGI si conferma autore ispirato e raffinato e firma l’unico brano che non parla d’amore tra quelli in gara al Festival di Sanremo del 1969. UNA FAMIGLIA però non raggiunge la serata finale.

ROBERTINO, al suo ultimo Festival di Sanremo, non raggiunge la finale interpretando LE BELLE DONNE. il suo personaggio legato alla giovane età ormai non ha più senso, sia perchè è crescito, sia perchè ormai la scena italiana è ricchissima di cantanti ancora più che minorenni. La sua carriera in fase di declino è destinata a concludersi mestamente dopo questa ultima partecipazione ad una competizione nazionale.

ROCKY ROBERTS è un americano che si trasferisce in Italia dopo aver ottenuto successo in Francia. Una storia musicale travagliata quella di Rocky Roberts che però si conclude con il successo ottenuto senza se e senza ma al Festivalbar del 1967. Da quel momento deciderà di restare stabilmente in Italia. A Sanremo del 1969 canterà in coppia con robertino LE BELLE DONNE, che resterà fuori dalla finale.

THE ROKES all’ultima partecipazione alla manifestazione festivaliera. Con CHE FREDDO FA contribuiscono al lancio sulla scena nazionale di Nada, ma si sciolgono nel 1970, dopo 10 anni di attività, di cui 7 in Italia. Il loro repertorio è composto principalmente di covere e questo non giova loro, ma saranno ricordati nella storia della musica italiana come il primo gruppo bìtt italiano, anche grazie al genio del loro leader Shel Shapiro.

ARMANDO SAVINI raggiunge il grande pubblico interpretando la sigla di Settevoci e soprattutto vincendo il Cantagiro del 1968. A Sanremo partecipa con NON C’È CHE LEI ma non raggiunge la finale. La sua carriera si svilupperà soprattutto a capo della sua orchestra da ballo con cui teneva oltre 300 serate l’anno nei locali e nelle feste in tutta Italia.

THE SHOWMEN, nella composizione formata da Gaetano Senese, Franco del Prete, Mario Musella, Pepè Botta, Luciano Maglioccola ed Elio d’Anna sono un gruppo vcale e strumentale di chiara formazione jazz, soul e R&B. Partecipano a Sanremo con TU SEI BELLA COME SEI raggiungendo la finale, dopo aver vinto la sezione B del Cantagiro nel 1968. Alla fine della kermesse regalano lo spettacolo più bello del Sanremo 1969, suonando in un locale con Wilson Pickett e Stevie Wonder.

BOBBY SOLO torna a Sanremo e vince con ZINGARA. Ha ripulito la sua immagina ed è nuovamente rientrato nelle grazie del pubblico ma la RAI sceglie Iva Zanicchi come rappresentante italiana all’Eurofestival del 1969.

SONIA debutta in un gruppo formato da lei e dalle sorelle quando è ancora dodicenne e a non ancora 18 anni, dopo una serie di buone prestazioni sul mercato e soprattutto a Settevoci, arriva a Sanremo con NON C’È CHE LEI senza però raggiungere la finale, nonostante il tentativo di mostrarsi matura al grande pubblico.

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THE SWEET INSPIRATIONS iniziano la loro carriera con un repertorio gospel già nella prima metà degli anni cinquanta. Nel 1968 sono in tour in tutto il mondo affiancando Elvis prima e Aretha Franklin dopo. In Italia a Sanremo cantano BACI BACI BACI senza raggiungere la finale. Il gruppo è composto da Cissy Houston, madre di Whitney Houston e zia di Dionne Warwick, Estelle Brown, Myrna Smith e Sylvia Shemwell.

CLAUDIO VILLA segna il record di partecipazioni al Festival con questa sua presenza, la decima, che però non lo vede arrivare in finale. MEGLIO UNA SERA PIANGERE DA SOLO, cantata in coppia con Reitano, non raggiunge il pubblico che la boccia e lui reagisce al limite del cattivo gusto alla bocciatura dicendo “non è mica un funerale… non sono Luigi Tenco io”. Ma io lo dico che non lo sopporto e queste uscite avvalorano la mia antipatia.

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CARMEN VILLANI è al suo secondo Festival e sta già sperimentando la conduzione televisiva. Con PICCOLA PICCOLA raggiunge la finale ma il brano non resterà celebre.

STEVIE WONDER a Sanremo arriva ancora 18enne , ma per lui non è un debutto, dato che a 4 anni era un enfant prodige del pianoforte e a 12 anni ha visto per la prima, di tante, volta il numero uno della classifica americana. Non vedente dalla nascita, a Sanremo interpreta il brano in coppia con Gabriella Ferri, ma SE TU RAGAZZO MIO non raggiunge la serata finale.

BRENTON WOOD raggiunge il successo nel 1967 senza però esplodere. A Sanremo canta in un italiano biascicato il brano IL TRENO e si autoinfligge la responsabilità della bocciatura del pezzo. Dopo qualche anno in cui tenta di calcare l’onda, ha cominciato ad esibirsi durante feste, congressi e matrimoni.

IVA ZANICCHI è alla sua quinta presenza sanremese e alla seconda affermazione. ZINGARA riesce a vincere di un soffio sulla favorita “Lontano dagli occhi” ma per lei non rappresenta il successo. Contestata dalle associazioni di Zingari d’Italia per un po’ sarà anche costretta a non interpretare il brano durante uscite pubbliche.

MARIO ZELINOTTI torna a Sanremo ancora una volta al fianco di Little Tony di cui rappresenta la controfigura in Europa. Dopo questa nuova esperienza sanremese con BADA BAMBINA si trasferisce in Svezia dove si esibisce come interprete italiano, e tornato in Italia lascia la musica per dedicarsi a lavori umili fino al raggiungimento della pensione.

E come al solito, dopo aver guardato tutti gli aspetti seri del Festival, dedichiamoci al Gossip!

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

A Sanremo si pensa di istituire una Walk of Fame in stile Hollywood in un giardino in cui lasciare le impronte dei maggiori cantanti e autori italiani.

Pochi giorni prima del Festival il 27 gennaio al Teatro Ariston si tiene un concorso per voci nuove, creato da Rita Pavone con Teddy Reno, in cui si afferma Claudio Baglioni.

Claudio Villa poco prima del Festival di Sanremo si ritrova a dover difendersi durante una causa di paternità. La ballerina Noemi Garofalo sostiene che i suoi due figli siano in realtà figli del cantante.

Rita Pavone e in gara incinta e il pubblico non le perdona di essersi legata sentimentalmente ad un uomo molto più grande di lei che tra l’altro aveva già avuto molte esperienze con altre donne.

Mal porta a Sanremo un anacronistico beat, ma nonostante questo diventa l’idolo incontrastato delle giovani ragazze italiane a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70.

Claudio Villa viene bocciato a causa della sovraesposizione televisiva del suo personaggio.

Delle 24 canzoni in gara, 6 parlano di amore eterno, 9 invece parlano della sofferenza e del dolore del distacco.

UNA FAMIGLIA parla dell’incomunicabilità proprio tra persone della stessa famiglia e anticipa ciò che poi diventerà la causa principale dei divorzi che diventeranno legge poco più di un anno dopo.

Orietta Berti sviene prima di salire sul palco, ma si riprende subito, in tempo per esibirsi.

Un giovanissimo Osvaldo di Ceglie fugge di casa da Trinitapoli per andare ad assistere al Festival di Sanremo.

Lontano dagli occhi arriva seconda per pochi voti e a negare la vittoria è la giuria lombarda che non attribuisce nessun voto alla canzone di Endrigo anche a causa del fatto che poco prima del voto a cantare è Mary Hopkin poco gradita al pubblico italiano.

Dopo la vittoria di Zingara, circolano voci secondo cui l’autore reale del brano sarebbe Gianni Morandi che non ha potuto firmarla perché non è ancora abilitato dalla SIAE come autore. L smentisce dichiarando che il vero autore è Enrico Rccardi, uno dei suoi musicisti, e che ha contribuito solo per l’armionizzazione e alcune correzioni dell’inciso per valorizzarlo nella linea melodica.

CLASSIFICA FINALE DEL FESTIVAL DI SANREMO 1969

1 – Zingara (Luigi Albertelli; Enrico Riccardi) Bobby Solo – Iva Zanicchi
2 – Lontano dagli occhi (Sergio Bardotti; Sergio Endrigo) Sergio Endrigo – Mary Hopkin
3 – Un sorriso (Don Backy; Detto Mariano) Don Backy – Milva
4 – Un’ora fa (Luciano Beretta ed Ermanno Parazzini; Gianfranco Intra) Fausto Leali – Tony Del Monaco
5 . Ma che freddo fa (Franco Migliacci; Claudio Mattone) Nada – The Rokes
6 – La pioggia (Daniele Pace e Gianni Argenio; Corrado Conti, Daniele Pace e Mario Panzeri) Gigliola Cinquetti – France Gall
7 – Tu sei bella come sei (Giuseppe Cassia e Sergio Bardotti; Marcello Marrocchi e Mario Vicari) Mal e i Primitives – The Showmen
8 – Il gioco dell’amore (Franco Migliacci; Ivo Callegari) Caterina Caselli – Johnny Dorelli
9 – Un’avventura (Mogol; Lucio Battisti) Lucio Battisti – Wilson Pickett
10 – Quando l’amore diventa poesia (Mogol; Piero Soffici) Orietta Berti – Massimo Ranieri
11 – Piccola piccola (Vincenzo Buonassisi, Giorgio Bertero, Marino Marini e Aldo Valleroni) Carmen Villani – Alessandra Casaccia
12 – Bada bambina (Franco Migliacci; Bruno Zambrini) Little Tony – Mario Zelinotti
13 – Zucchero (Mogol e Luigi Clausetti; Soffici e Guscelli) Rita Pavone – Dik Dik
14 – Cosa hai messo nel caffè (Giancarlo Bigazzi; Riccardo Del Turco) Riccardo Del Turco – Antoine

Non finaliste

– Alla fine della strada (Daniele Pace e Mario Panzeri; Lorenzo Pilat) Junior Magli – The Casuals
– Baci baci baci (Sergio Bardotti; Franco Bracardi) Wilma Goich – The Sweet Inspirations
– Il sole è tramontato (Riccardo Pradella e Checco Marsella; Rosa Nisi e Giuseppe Moschini) Checco – Elio Gandolfi
– Il treno (Vito Pallavicini; Elio Isola) Rosanna Fratello – Brenton Wood
– Io che ho te (Giorgio D’Adamo; Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo) New Trolls – Leonardo
– Le belle donne (Vito Pallavicini e Giorgio Conte; Michele Virano) Robertino – Rocky Roberts
– Meglio una sera (piangere da solo) (Nicola Salerno e Alberto Salerno; Franco e Mino Reitano) Mino Reitano – Claudio Villa
– Non c’è che lei (Marisa Terzi; Carlo Alberto Rossi)Armando Savini – Sonia
– Se tu ragazzo mio (Vittorio Ferri e Gabriella Ferri; Piero Pintucci) Gabriella Ferri – Stevie Wonder
– Una famiglia ( Alberto Testa; Memo Remigi) Memo Remigi – Isabella Iannetti

7 Risposte

  1. Sante Longo ha detto:

    Saranno poche le edizioni senza brani importanti.. e purtroppo arriveranno a breve

  2. lucio voreno ha detto:

    un’altra grande edizione di sanremo con canzoni destinate a rimanere indelebili.
    Mi era partito un commento come anonimo

  3. Anonimo ha detto:

    un’altra grande edizione di sanremo con canzoni destinate a rimanere indelebili.

  4. Sante Longo ha detto:

    Zeus, sicuro? Ti assicuro che c’è una sigla che conosci anche meglio.. aspetta un po’ e tra qualche anno (tra un paio di settimane) ne parlo anche qui

  5. zeus ha detto:

    Mia Top 10:

    1- Ma che freddo fa (Franco Migliacci; Claudio Mattone) Nada – The Rokes
    2-Quando l’amore diventa poesia (Mogol; Piero Soffici) Orietta Berti – Massimo Ranieri
    3-Un’avventura (Mogol; Lucio Battisti) Lucio Battisti – Wilson Pickett
    4-Zingara (Luigi Albertelli; Enrico Riccardi) Bobby Solo – Iva Zanicchi
    5-La pioggia (Daniele Pace e Gianni Argenio; Corrado Conti, Daniele Pace e Mario Panzeri) Gigliola Cinquetti – France Gall
    6-Se tu ragazzo mio (Vittorio Ferri e Gabriella Ferri; Piero Pintucci) Gabriella Ferri – Stevie Wonder
    7-Cosa hai messo nel caffè (Giancarlo Bigazzi; Riccardo Del Turco) Riccardo Del
    Turco – Antoine
    8- Lontano dagli occhi (Sergio Bardotti; Sergio Endrigo) Sergio Endrigo – Mary Hopkin
    9-Bada bambina (Franco Migliacci; Bruno Zambrini) Little Tony – Mario Zelinotti
    10-Il gioco dell’amore (Franco Migliacci; Ivo Callegari) Caterina Caselli – Johnny Dorelli

  6. zeus ha detto:

    Anni di contestazione quelli ,peccato che Sanremo non abbia dato spazio alle canzoni di protesta .Alla conduzione Nuccio Costa confesso che non lo conoscevo,abbiamo anche la prima sigla ,anche se per me la sigla che mi rimarrà per sempre nel cuore è Perchè Sanremo è Sanremo

  7. Sante Longo ha detto:

    E quando la contestazione si fa concreta, scendendo in piazza, Sanremo si nasconde quasi vietando le canzoni di protesta..