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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1975 – 25° EDIZIONE. LA CRISI NERA. L’ANTIFEMMINISMO. IL RISCHIO CANCELLAZIONE (a cura di Sante Longo)

   gilda Il 1975 rappresenta per l’Italia una pagina davvero buia della sua storia. Durante tutto il corso dell’anno si avvicendano scontri e immagini da guerriglia urbana, assalti e attentati. Già prima del Festival un importante evento mette a rischio la sicurezza nazionale: viene assaltato il carcere di Casal Monferrato per permettere l’evasione di Renato Curcio, capo delle Brigate Rosse, poi colpevoli di uno dei delitti politici più gravi della nostra storia, al pari dell’omicidio Matteotti avvenuto durante il ventennio.

Questi scontri hanno un forte sapore politico e, come sempre avviene quando a guidare il Paese ci sono destre Populiste, vengono fatte tacere le controparti, scatenando manifestazioni di piazza che si trasformano in scontri anche armati.

Solo pochi giorni dopo il Festival si è richiato il colpo di stato con l’esercito che entra in Parlamento, ma per fortuna si era trattato solo di una questione di sicurezza. Una situazione drammatica che andava ad esasperare ogni evento, anche di minima portata, caricandolo di un’importanza prettamente politica, argomento rovente per noi italiani.

Questa pagina nera si concluderà a novembre con l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, unica voce critica e realmente pericolosa per lo status quo governativo e partitico, in maniera bipartisan. Ma per fortuna si riesce anche a guardare oltre, per quanto tutto si vedrà appesantito da questa coltre di deriva violenta.

Lo sport riempie le argomentazioni di molti cittadini, ma cominciano anche a formarsi le tifoserie violente e proprio in quest’anno si arriva ad uno scontro pesantissimo tra le tifoserie del Milan e della Juventus, primo caso di molti che la nostra cronaca conterà, ma che porterà ad un primo daspo.

La riforma scolastica rischia di rovinare e disperdere le conquiste ottenute solo pochi anni prima, a partire dalle Università e così si comincia a votare per eleggere anche nelle scuole elementari, medie e superiori, i collegi di rappresentanza, uno per ogni organo scolastico, creando quindi il collegio docente, studentesco, dei rappresentanti dei genitori, ecc… ma tutto si carica di una valenza politica poiché saranno tutti rappresentati da gruppi di appartenenza, che si identificano anche con i maggiori partiti politici, e solo il simbolo viene votato, per poi scegliere tra loro chi sarà il rappresentante.

Valenza sociale viene data anche alla scelta di Maria Schneider, nota attrice, protagonista ad esempio di Ultimo Tango a Parigi, di farsi ricoverare in maniera coatta in un centro psichiatrico nonostante priva di patologie, per poter restare vicina ad una sua cara amica che ha cominciato a vivere turbe psichiche anche gravi. A creare scompiglio e scandalo sono alcune foto che sono poi circolate, che vedono le due seminude in atteggiamenti intimi, di impatto saffico, tanto da far nascere uno dei prima casi di omofobia pubblica e condivisa in Italia.

Una situazione davvero drammatica per l’Italia che sembra non riuscire più ad alleggerirsi nemmeno con il Varietà. In questo quadro va ad inserirsi anche un’altra pagina nera, questa volta per il Festival di Sanremo.

L’edizione del 1975 è quella che maggiormente fa paventare la chiusura del Festival di Sanremo. Nessuno è più interessato alla manifestazione, a partire dai discografici, che non mandano nessun grande nome e quei pochi nomi già noti sono presenti a titolo personale, come Rosanna Fratello che ha il contratto in scadenza e non ha ancora firmato con la nuova casa discografica.

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Anche gli organizzatori storici e i direttori artistici che hanno guidato la crescita del Festival negli anni precedenti si defilano, lasciando quindi tutto in mano al Comune di Sanremo e a Bruno Pallesi, già in gara negli anni ’50, che però avrà un ruolo marginale, sovrastato in tutto dall’Assessore al turismo di Sanremo, Napoleone Cavaliere, che ha atteggiamenti di totale manipolazione e accentramento dei “poteri”.

Sulla carta questa dovrebbe essere l’edizione più importante fino a quel momento, l’edizione del venticinquennale, l’anniversario d’argento della manifestazione, mentre sembra piuttosto che si vada incontro ad un funerale, nemmeno in grande stile.

Il declino è senza freni, non si ritiene importante nemmeno selezionare delle vere giurie e infatti si decide di organizzarne solo 4, una interna al Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, e poi 3 giurie, composte da 20 giurati, in rappresentanza del Nord, del Centro e del Sud.

Inizialmente la composizione di queste giurie parrebbe selezionata tra gli abbonati alla linea telefonica, mentre al termine della manifestazione, a seguito della vittoria di Gilda che dalla sala ha ricevuto un solo voto, nascono forti dubbi, di cui parleremo più avanti.

Il 1975 per Sanremo quindi rappresenta l’Anno Zero e da tutti viene presentata la possibilità, se non proprio la necessità, di porre fine al Festival.

E dopo il Festival della Mutua e il Festival dei tempi nefasti, arriva il Festival del Quarto Mondo. saranno pochi i nomi noti in gara tra cui Rosanna Fratello, che ormai avuto già 6 anni di successi anche se praticamente mai al Festival di Sanremo, che ha un contratto in scadenza e approfitta di questo per partecipare a quella che resta comunque una vetrina, e Angela Luce (foto sotto), cantante e attrice napoletana, sostenuta da Luciano Rondinella, molto nota non solo a Napoli, da quasi un ventennio nome importantissimo della scena partenopea.

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Dopo due anni che preannunciavano la crisi, ecco che questa si è manifestata più grave del previsto. Il Festival di Sanremo non ha più estimatori da nessuna parte: il pubblico preferisce altre manifestazioni musicali, perchè rappresentano la garanzia di canzoni note che piaceranno di sicuro e soprattutto perchè il Festival sembra fermo a 20 anni prima;
la RAI non vuole rischiare di tradire il suo intento aziendalista dedicandosi ad eventi musicali non organizzati di prima persona; la discografia non ottiene più i riscontri sul mercato di pochi anni prima; i cantanti già affermati non lo vedono più utile per le loro carriere e lo vedono addirittura come una macchia sul loro curriculum; i cantanti esordienti non lo vedono più come punto d’arrivo, come il massimo raggiungimento di una carriera, ma come punto di partenza.

Anche il regolamento torna indietro portando a iscriversi alla gara non i cantanti, ma i brani e gli spartiti, anche perchè non c’erano cantanti interessati a partecipare e a addossarsi la responsabilità di un’eliminazione.

Le case discografiche, inizialmente dubbiose sul partecipare o meno alla gara, chiedono inascoltate che venga istituito un girone, come nell’edizione precedente, che preveda la finale di diritto per alcuni cantanti, ma quando questo viene negato decidono in blocco di non partecipare, negando anche la partecipazione a nomi noti, lasciando di fatto la gara in mano a sconosciuti.

Spariscono le molteplici direzioni d’orchestra, lasciando tutto in mano ad Enrico Simonetti che, oltre ad essere un ottimo musicista, è in quel momento molto popolare grazie alle apparizioni televisive in cui ha conquistato le simpatie del pubblico..

L’intenzione in realtà è nobile, perché si intende dimostrare che come succedeva negli anni ’50 e nei primi anni Sessanta, non è necessario che sia il cantante a lanciare la canzone, ma che anzi poteva ancora essere la canzone a lanciare la notorietà di un cantante.
In pratica Bruno Pallesi, memore di quella che fu la sua esperienza negli anni Cinquanta, ribadisce che vuole nuovamente portare il Festival intorno alle canzoni e non più intorno ai cantanti.

Nonostante il totale disinteresse, la RAI impone i personaggi chiamati alla conduzione e per giustificare la diretta della finale vorrebbe un nome noto a tutti coloro che guardano la televisione, anche per rispettare i termini della vendita dei diritti in Eurovisione, che come l’anno prima trasmetterà a colori.

Dopo il rifiuto di Corrado, che pure ha fatto bene nel 1974, e dopo una indiscrezioni si sole 3 settimane prima dell’inizio che voleva protagonisti Renzo Arbore con Gianni Boncompagni e Monica Vitti, la scelta cade sulla coppia MIKE BONGIORNO – SABINA CIUFFINI, già collaudata grazie a due edizioni di grande successo di Rischiatutto, con lei prima vera valletta parlante.

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Si ritrovano davanti ad una sala completamente vuota quando aprono per la radio la prima semifinale. I posti verrano riempiti a fatica, anche offrendo ai passanti di assistere allo spettacolo, ma il risultato è talmente grottesco che forse dimostra che sarebbe stato meglio lasciare posti vuoti per una serata radiofonica. Infatti il pubblico non è affatto interessato alla manifestazione e non perde occasione di dimostrarlo, passeggiando tra le poltrone o chiacchierando rumorosamente.

Il Festival di Sanremo arriva in televisione come controvoglia, pieno di gaffe e di errori, e solo nell’esibizione dei cantanti ammessi alla finale, senza ricollegarsi nemmeno per la premiazione delle canzoni vincitrici, anzi a causa di una richiesta esplicita da parte della RAI si decide di dividere anche la serata finale, per ridurre i cantanti che si giocheranno la vittoria, e ridurre quindi il numero di esibizioni, e il tempo da dedicare alle stesse. È proprio a questo che segue il crollo drastico delle vendite e nessuno dei brani riesce ad ottenere successo sul mercato, molti non sono nemmeno distribuiti sul mercato, non trovando nessuna casa discografica disposta a pubblicarli.

Le canzoni in gara saranno 30, di cui solo 12 arriveranno alla serata finale. Durante le semifinali saranno raggruppate in 3 blocchi di esibizioni, intervallati dalle belle esibizioni riepilogative di Johnny Sax e Piergiorgio Farina, che saranno presenti per tutte le serate. Molti cantanti rifiutano la partecipazione al Festival, Orietta Berti, Gianni Nazzaro e Massimo Ranieri su tutti, e a causa dei vari tira e molla con le case discografiche e ai problemi legati alle attribuzioni dei brani, il cartellone degli artisti viene reso noto solo 10 giorni prima della manifestazione, vedendo tra l’altro tre riserve (Ornella Deos, Alberto Feri e Angela Bazzi), che sono tenuti ad imparare tutti i brani in concorso perché dovrebbero prendere loro il posto dei cantanti qualora ci dovessero essere delle defezioni.

Anche la censura diventa quasi ridicola.

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Viene cambiata nella canzone di Laura, il verso “toccare i nostri corpi”, facendolo diventare “toccare i nostri volti”; oppure viene cambiato una frase intera della canzone Scarafaggi, cantata da Goffredo Canarini, tra l’altro chitarrista che segue Iva Zanicchi da oltre 10 anni, trasformando “mi hanno preso a pugni, mi hanno fatto confessare” in “mi hanno preso al laccio, mi hanno fatto confessare”. Una censuri al limite (ampiamente superato secondo me) del ridicolo.

Molte delle canzoni migliori, quelle meglio costruite e più interessanti, restano comunque fuori dalla finale.

È una nota positiva il fatto che per la prima volta a vincere è una canzone scritta da una cantautrice, che però è il personaggio più controverso della storia del Festival di Sanremo, come vedremo nel breve spazio dedicato a lei tra i cantanti.

Nonostante lo scarso, quasi nullo, successo di questa edizione (tutte le canzoni in gara, sommando ogni vendita, raggiungono meno di 50.000 copie), i brani in concorso rappresentano però uno spaccato realistico della musica degli anni settanta, cosa che edizioni di maggiore successo non hanno offerto… almeno questo.

L’edizione del 1975 è stata povera di nomi da ricordare, ma ricca di musica di qualità èd è un peccato che su 30 brani ben 18 siano stati eliminati prima della serata finale.

Guardiamo quindi chi si è caricato dell’onere di partecipare ad una manifestazione ormai defunta.

EUGENIO ALBERTI arriva a Sanremo dopo aver partecipato senza successo a decine di concorsi musicali minori. riesce a raggiungere la finale con DECIDI TU PER ME, ma sarà costretto a non proseguire la carriera di cantante per problemi di salute.

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In gara senza mai vincere, ma facendosi ben notare, in numerosi concorsi musicali nazionali, ANNAGLORIA conclude la sua carriera presentando senza successo LA PAURA DI MORIRE al Festival di Sanremo.

ANTONELLA BELLAN si fa notare già nel 1970, a 11 anni, vincendo un importante concorso torinese. Viene selezionata a non ancora 16 anni per partecipare al Festival di Sanremo, dove con LETTERA non raggiune la finale, ma fa un’ottima figura riuscendo a mantenere una discreta notorietà fino agli ani 80, quando si dedica al teatro con successo, mentre adesso è comunque attiva nell’ambito audiovisivo.

Chitarrista e autore per il Clan di Celentano, GOFFREDO CANARINI porta a Sanremo un brano coraggioso, sui generis, ambientata in un carcere, parla del delitto d’onore, ma, complice anche l’assenza delle telecamere, non accede alla finale con SCARAFAGGI.

EMY CESARONI si fa conoscere attraverso la partecipazione a numerose manifestazioni musicali di media e grande importanza, con Settevoci su tutte, ma non riesce a raggiungere il successo. Ci riprova andando a Sanremo, dove c’è il rischio che venga esclusa per mancato rispetto del regolamento, in quanto già eseguita in pubblico. Il rischio rientra, ma 1975…AMORE MIO resta fuori dalla finale. Lascerà la carriera di cantante, mai decollata, dopo il matrimonio.

PIERO COTTO debutta come cantante e leader di varie formazioni già nei primi anni sessanta. Continua a passare da un gruppo all’altro, alternando anche momenti di relativo successo, fin quando decide di intraprendere una carriera solista che lo vede sul palco della finale di Sanremo con IL TELEGRAMMA. Negli anni ottanta alterna la musica al nuovo ruolo di spalla comica e ottiene il più grande successo nel 1990 con l’affermazione al Festival della Musica Latina di Viña del Mar.

DANIELA fa la gavetta in Festival locali di musica leggera e ha la grande occasione quando viene scelta per salire sul palco del Festival con DOLCE ABITUDINE, che rimane fuori dalla finale. Dopo l’esclusione la madre, che l’accompagna a Sanremo, dichiara di aver pagato 8 milioni di lire per assicurare la finale alla figlia, essendo stata dunque truffata. Per Daniela non ci saranno altre occasioni.

PAOLA FOLZINI si fa conoscere vincendo la manifestazione musicale legata alla 6 giorni di Milano e continua a partecipare ad altri concorsi fino ad essere invitata a prendere parte al Festival del 1975 con IL RAGIONIERE che resta fuori dalla finale.

Gli EVA 2000 (Teresa Gorla, Laura Manfredi, Marco Rancati, Franco Benatti, Giorgio Bassanetti e Sandro Azzini), formati solo nel 1974, grazie alle apparizioni nei locali da ballo, riescono a raggiungere una notorietà sufficiente per salire sul palco del Festival con IN AMORE NON SI PUÒ MENTIRE, non raggiungendo la finale.

FRANCO RAELI è la figura attorno a cui si va a costruire il gruppo vocale fittizio delle piccole donne, rappresentate da due coriste e due ballerine che lo accompagnano durante le sue esibizioni nei locali da ballo, in cui si esibisce da oltre 8 anni e in cui tornerà dopo essere arrivato sesto con COME HUMPHREY BOGART a Sanremo.

GILDA, nome d’arte di Rosangela Scalabrino, è una studentessa di medicina che canta per pagarsi gli studi. È la prima autrice a vincere Sanremo, ma la sua canzone è talmente antifemminista che non fa notizia. Lascerà la canzone per aprire una catena di ristoranti.
Gilda appresenta un caso molto controverso di cui si è molto parlato durante la settimana successiva rispetto alla sua vittoria.

“VINCE GILDA, PERDIAMO NOI. LA SAPEVAMO VINCITRICE CON LARGO ANTICIPO DA DIETRO LE QUINTE, E ABBIAMO PERSO, SOPRAFFATTI PER NON ESSERE RIUSCITI AD IMPEDIRLO, SCONFITTI DAL SUO MODO DI PENSARE, DI VIVERE, DI SPIEGARE LE COSE, DI PENSARLE E CANTARLE”. Questa è la reazione della stampa alla vittoria del brano di Gilda, ritenuta un personaggio pericoloso per “la maggioranza silenziona” che sprizza da tutti i pori.

Antifemminista che ritiene la lotta per la parificazione dei sessi inutile e dannosa, ribadisce orgogliosamente il suo punto di vista dicendo che se portassero avanti tesi valide, non ci sarebbe bisogno di esagerazioni e di mettersi addosso delle etichette.

A causa di questa vittoria anche il direttore artistico disconosce la sua creatura ammettendo di aver tradito i giovani che ha portato in gara perchè non gli sembra più che sia così pulita. Non ebbe per nessun successo dopo la manifestazione, anzi già all’epoca fu ridicolizzata per una canzone piena pregna di pregiudizi per quanto riguarda il modo di vedere le ragazze meridionali riportando indietro l’immagine nella metà dell’Ottocento.

Rappresenta per tutta la stampa italiana un anti-personaggio pericoloso. La Stampa per esempio dichiara nel suo editoriale dedicato a Sanremo, che ha fatto di tutto per evitare che la vittoria posse andare a lei, con quel pensiero così pericoloso per una società in formazione come la nostra. Nonostante si dica che le giurie selezionate vengono scelte con sorteggio dei numeri telefonici, dopo la vittoria di Gilda nasce il sospetto che in realtà fossero state dislocate in 3 caserme, per volere dell’assessore al Turismo del Comune di Sanremo, vero manipolatore per questa edizione.

Gilda aveva appena concluso un tour tra le caserme, in cui ha dichiarato di essere stata molto libera (e sinceramnete a me non sembra si debba avere un modo di pensare smaliziato per leggerci qualcosa di poco puro) ed avendo ricevuto in sala un solo voto, proprio quello di Napoleone Cavaliere, si ha il forte dubbio che la sua vittoria sia stata decisa a tavolino proprio nella creazione di queste giurie. Tutto questo interesse da parte di Cavaliere sta nel fatto che Gilda è la sua fidanzata, almeno secondo i beninformati.
Intorno a lei dunque troviamo il gossip basso dell’uomo di Potere che valica le regole per accontentare chi lo fa godere, la corruzione, l’antifemminismo, il libertinismo, dichiarazioni politically uncorrect.

ROSANNA FRATELLO è l’unico nome tra quelli presenti a Sanremo del 1975 ad essere nota su tutto il territorio nazionale da 6 anni buoni. Reduce della presenza al Festival della musica popolare di Tokyo, dove ha rappresentato l’Italia, si trova a Sanremo poichè approfitta del periodo che la vede senza un contratto discografico, essendo in procinto di firmarne uno nuovo con la Fonit-Cetra. Grazie alla notorietà, la sua VA’ SPERANZA VA’ sarà seconda.

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Gilberto Casali, Tino Cavalli, Gilberto Guardini e Gabriele Guardigli sono i G.MEN che coniminciano ad esibirsi nei locali romagnoli alla fine degli anni sessanta, ma raggiungono una certa notorietà con il Girovacanza del 1974. A Sanremo portano OGGI che non raggiunge la finale.

Il 1974 è un anno importante per VALENTINA GRECO, essendosi fatta notare in molteplici Festival musicali in tutta Italia. Dopo aver raggiunto la finale nel 1974, riesce nell’intento anche nel 1975 con UN GRANDE ADDIO, a cui segue il suo unico album che è un insieme di sonorità e tematiche tipiche della musica degli anni settanta.

Ferruccio Franceschini, detto KRISS è il leader del gruppo dei SARATOGA composto da Beppe Cascini, Nando Benigni, Bruno Gubbiani e Gianni Ranchini e si fa notare soprattutto dal punto di vista del costume, dato che magrissimo com’è, con lunghi capelli biondi e un abbigliamento da nazareno richiama alla mente l’immagine del Gesù zeffirelliano. Noti soprattutto nel centro Italia, portano a Sanremo un brano moderno e orecchiabile, ma PICCOLA BAMBINA CARA non raggiunge la finale.

Dopo il boom degli anni Cinquante e primi anni Sessanta, per i cantanti napoletani risulta difficile salire alla ribalta nazionale, e ANGELA LUCE rappresenta una delle rare eccezioni. La sua carriera è ricca di successi, soprattutto a teatro, dove calca i palcoscenici nella compagnia di Eduardo de Filippo, e al cinema dove è diretta, tra gli altri, anche da Pasolini, Visconti, Patroni Griffi e Risi. È interprete di spessore della tradizione napoletana, ma anche una delle promotrici del neomelodico riuscendo a dare nuova vita alla produzione napoletana di qualità. A Sanremo porta IPOCRISIA che arriva seconda, ma Angela Luce si dichiarerà da sola la vincitrice morale del Festival.

JEAN-FRANÇOIS MICHAEL raggiunge la popolarità a livello europeo nel 1968 e continua ad essere molto popolare e amato nella sua Francia. A Sanremo porta INNAMORARSI che non raggiunge la finale e che rappresenta la fine della sua carriera di cantante poiché per problemi di salute è costretto a smettere di cantare. Si mantiene però attivo nell’ambito musicale come arrangiatore e produttore. Per una nota di costume è bello ricordare che, come la gattara dei simpson, vive circondato da oltre dieci gatti, oltre che da numerosissimi pappagalli di ogni specie.. che tenero il ragazzo senza una vita..

Tipico cantante di piazza neomelodico, GIANNI MIGLIARDI si fa notare vincendo il concorso canoro legato al carnevale di Viareggio nel 1974, a cui segue la partecipazione al Festival di Napoli. Arriva a Sanremo con SEI STATA TU, brano col quale raggiunge la finale, ma non arriva sui mercati e continua per qualche anno ad esibirsi nelle piazze del napoletano.

LAURA sogna da sempre di diventare una showgirl e a 17 anni arriva a Sanremo piazzandosi quinta con E POI E POI. Prima dell’esperienza sanremese si era fatta notare a Castrocaro e in altri Festival minori, senza mai vedere concretizzato il suo sogno.

Esponente della tradizione degli stornellatori, NANNARELLA debutta a livello nazionale nel 1971, ma dopo Sanremo, dove resta fuori dalla finale con SOTTO LE STELLE, torna ad esibirsi soprattutto nei circuiti locali romaneschi.

ELY NERI è uno dei migliori sassofonisti europei, oltre che direttore d’orchestra, ma utilizza queste sue grandissime doti artistiche prevalentemente nelle sale da ballo, grazie alle quali tiene oltre 300 concerti all’anno in tutta Italia. A Sanremo partecipa come concorrente con TANGO DI CASA MIA, che resta fuori dalla finale, ma viene invitato a prendere parte nel 1976 del quartetto chiamato a ripetere i motivi in gara. Nel quartetto oltre a lui ci sono Hengel Gualdi, Glauco Masetti e Bruno Martino

PAOLA MUSIANI è nell’ambiente musicale da quasi 10 anni e il punto massimo della sua carriera l’ha raggiunto nel 1968 vincendo la Gondola d’Oro a Venezia. A Sanremo è presente negli anni di maggiore crisi, nel 1974 e nel 1975 e in entrambe le occasioni è fuori dalla finale. Dopo l’esclusione dalla finale di SE NASCO UN’ALTRA VOLTA decide di lasciare la musica leggera per dedicarsi con successo all’operetta. Morirà nel 1985 vittima di un incidente stradale.

Le gemelle diciottenni Francesca e Anna Maria Giampaolo sono LE NUOVE ERBE. Già molto note in Jugoslavia per aver preso parte al Festival di Spalato ed essere state apprezzate dal maresciallo Tito, cercano di estendere la loro popolarità anche in Italia, ma TOPOLINO PICCOLO, per quanto raggiunga la finale, non riesce nell’intento di farle apprezzare dal pubblico, che per via della loro scarsa telegenia le chiama malignamente “sorelle fantozzi”. Continueranno ad esibirsi per un po’ soprattutto dall’altra parte dell’Adriatico.

NICO è il leader dei GABBIANI, band nata intorno a lui e morta quando decide di intraprendere la carriera solista. Raggiunge una buona notorietà nel 1967 e la mantiene per qualche anno, ma al Festival del 1975, dove pure raggiunge la finale, si parla di lui quasi esclusivamente perchè IO CREDO è stata scritta da Francesco Turnaturi, onorevole parlamentare della DC, noto dal 1948 per essere il firmatario del permesso ad assistere alla seduta parlamentare del civile che attenta alla vita di Palmiro Togliatti.

LA QUINTA FACCIA è un quintetto formato da Roberto Malerba, Claudio Careggio, Nando Catalano, Cesare San Martino e Roberto Palisca, insieme dal 1970. Raggiungono una buona popolarità nel 1974 per partecipare poi a Sanremo nel 1975 con QUATTRO STAGIONI, senza però raggiungere la finale. Nel 1979, dopo un cambio di formazione, si sciolgono.

LORENZO PILAT, sul palco del Festival già nel 1966, come parte del trio del clan e nel 1968 con il nome di Pilade, torna a Sanremo dopo aver ottenuto un grandissimo successo come autore, ruolo a cui tornerà dopo aver portato MADONNA D’AMORE a Sanremo, senza alcun successo. Negli anni ottanta si dedicherà al recupero della musica tradizionale giuliana e friulana in genere.

Nemmeno diciasettenne arriva a Sanremo, spinta da Gianni Meccia che crede molto in lei. GABRIELLA SANNA porta a Sanremo ADESSO BASTI TU, che non raggiunge la finale e che rappresenterà l’unico suo passaggio nella musica leggera, per poi affermarsi come pianista.

Diplomata al conservatorio di Pesaro, STEFANIA Tozzi accede al Festival di Sanremo grazie alla bella prova data al Festival di Castrocaro. Vittima dell’emozione, riesce a stonare la sua canzone durante la serata finale restando fuori dai sei brani che si contendono la vittoria finale. L’INCERTEZZA DI UNA VITA si prende i commenti ironici dei giornalisti e persino l’orchestra si prende gioco di lei, tanto da portarla a decidere di non partecipare più a gare canore, ma di continuare a cantare nelle sale da ballo e nelle feste di piazza.

Prorompente ed esuberante LEILA SELLI si mette in luce negli ambienti teatrali e televisivi come la Marylin italiana quando è ancora adolescente, ma è negli anni settanta che comincia una vera carriera facendosi notare da Bruno Pallesi che la fa partecipare al progetto “Gruppo L” prima, per poi farla esordire come solista nel 1974 a Castrocaro. A Sanremo porta SOLA IN DUE senza raggiungere la finale. Continua a cantare solo per un altro anno, lasciando la musica dopo l’estate del 1976.

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Franco Delfino, Luigi Mosello, Riccardo Dagna ed Enrico Cazzante formano LE VOLPI BLU nella metà degli anni sessanta, come gruppo beat ottenendo un discreto successo, ma poi virano verso il pop partecipando a Sanremo con SENZA IMPEGNO, fuori dalla finale solo a causa di un sorteggio sfortunato, dato che erano parimerito per l’ultimo posto disponibile in finale. Continuano a suonare ed esibirsi ancora per qualche anno, ma si scioglieranno definitivamente nel 1979.

Come è stato facile notare, pochi sono i guizzi di interesse in questa manifestazione, spenta e sottotono sotto ogni punto di vista. Pochi saranno anche gli elementi gossipari, ma proviamo a trovare qualche curiosità, o aneddoto, che riescono a colorire anche questa annata grigia.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

Daniela partecipa al Festival di Sanremo dopo aver pagato l’impresario Sergio Rams ben 8 milioni. L’accordo prevedeva che fosse anche presente in finale, ma restandone fuori la madre della cantante adisce vie legali.

Anche le nuove erbe vengono accusate di aver comprato il loro posto in finale; magari hanno pagato di più rispetto a Daniela.

Giuseppe Turnaturi dice di aver scritto le sue più belle canzoni sui banchi di Montecitorio.

La RAI interrompe le trasmissioni prima della fine delle esibizioni e non ricollega più con Sanremo, mentre l’eurovisione mostra anche la premiazione.

La serata finale del venticinquennale è aperta da Nunzio Filogamo e Cinico Angelini, mentre si rifiuta di partecipare Nilla Pizzi che aveva già dimostrato in passato di non gradire il questo tipo di manifestazioni.

Nasce il logo del Festival di Sanremo, per la prima volta presente sui dischi dei brani presentati a Sanremo.

L’assessore al Turismo del Comune di Sanremo, Napoleone Cavaliere, offre a tutti i giornalisti presenti una colazione a base di aragosta, regalando portachiavi d’argento, chiedendo di non essere cattivi nei confronti della manifestazione.

Gli Eva 2000 vorrebbero esibirsi con la base che loro stessi avevano registrato però rischiano in questo modo l’esclusione. Quindi salgono sul palcoscenico con i loro strumenti, ma solamente a fini scenici.

Stefania, presa dall’entusiasmo e dall’emozione, stona in maniera talmente evidente che i Musicals, impegnati come coristi di supporto per tutti i cantanti in gara, non trattengono una risatina sul palco.

Alla fine della prima serata ci sono canzoni arrivate quinte, portando ad una necessità di sorteggio tra Le volpi blu, Franco e le piccole donne e Stefania. Sarà l’unico sorteggio in tutta la storia del Festival.

Bruno Pallesi vorrebbe aumentare il numero delle canzoni in finale a 14 per far rientrare i casi che sono stati eclatanti per evitare polemiche o vie legali. Vorrebbe che fossero riammessi Le volpe blu e Daniela (della speranza che venga ritirata la denuncia nei confronti dell’organizzazione.

Gli autori del brano “Chiaro”, prima tra gli esclusi, vorrebbe agire per vie legali, contro 1975… Amore mio, in quanto è stata eseguita in pubblico più volte a partire da 2 mesi prima, ma i dipendenti del comune di Sanremo sono in sciopero e non viene registrato l’atto di protocollo formale per portare avanti la denuncia.

Il Festival di Sanremo ha una sigla, cantata da Alberto Feri, e si intitola Sanremo.

Sanremo viene definito dalla stampa: “Scuola di avviamento professionale”, “fiera dei saldi per la svendita di cessata attività” e dal settimanale Gente, addirittura “Festival del Quarto Mondo”.

Delle 12 canzoni in gara durante la finale, solo le prime 6 gareggeranno per la vittoria finale e saranno trasmesse in diretta dalla RAI.

Il Festival del 1975 ha rappresentato l’anno zero, il punto minimo mai raggiunto dalla manifestazione che rischia la chiusura per palese disinteresse da parte di pubblico, discografia e televisione.

Anche il regolamento è pessimo, mettendo la kermesse nelle mani di sole 90 persone per le eliminatorie e arrivati ai primi sei saranno in 80 a decretare il vincitore tra gli utenti contattati telefonicamente.

CLASSIFICA FINALE

1 – Ragazza del sud (Rosangela Scalabrino) Gilda
2 – Ipocrisia (Pino Giordano; Eduardo Alfieri) Angela Luce
2 – Va speranza va (Giuliano Taddei; Franco Graniero) Rosanna Fratello
4 – Un grande addio (Giuseppe Puzzo, Bruno Broglia e Paolo Limiti; Edilio Capotosti e Maria Cecilia Lacamera) Valentina Greco
5 – E poi e poi (Nunzio La Mantia) Laura
6 – Come Humphrey Bogart (Luciano Raggi; Bruno Pallini) Franco e le Piccole Donne
F – Topolino piccolo (Francesco Specchia; Paolo Prencipe) Le Nuove Erbe
F – Io credo (ci son cose più grandi di te) (Cadam; Francesco Turnaturi) Nico dei Gabbiani
F – Decidi tu per me (Piero Montanaro ed Enzo Ronda; Alfredo Gallo e Mario Mellier) Eugenio Alberti
F – Sei stata tu (Sergio Piccioli, Aldo Valleroni, Franco Tessandori) Gianni Migliardi
F – Il telegramma (Vito Pallavicini; Pino Donaggio) Piero Cotto
F – L’incertezza di una vita (Sciannamea e Specchia) Stefania

NON FINALISTE

– 1975…amore mio (Francesco Specchia; Paolo Prencipe) Emy Cesaroni
– Adesso basti tu (Gianni Meccia; Bruno Zambrini) Gabriella Sanna
– Dolce abitudine (Piero Montanaro ed Enzo Ronda; Giuliano Rigo e Albino Mammoliti) Daniela
– In amore non si può mentire (Cenci e Capello) Eva 2000
– Innamorarsi (Olivares, Sarti e De Lorenzo) Jean François Michael
– La paura di morire (Ballotta, Pino Calvi e Giorgio Calabrese) Annagloria
– Lettera (Renato Scala e Luciana Medini; Pier Benito Greco e Mario Mellier) Antonella Bellan
– Madonna d’amore (Lorenzo Pilat) Lorenzo Pilat
– Oggi (Tino Cavalli) G.Men
– Piccola bambina cara (Francesco Specchia e Sabino Sciannamea) Kriss and Saratoga
– Quattro stagioni (Ilter Pelosi e Vitaliano Caruso) La Quinta Faccia
– Il ragioniere (Buonocore e Celli) Paola Folzini
– Scarafaggi (Goffredo Canarini) Goffredo Canarini
– Se nasco un’altra volta (Alberto Testa; Pino Donaggio) Paola Musiani
– Senza impegno (Michele Motta, Silvio Bordoni, Franco Delfino e Giuseppe Damele) Le Volpi Blu
– Sola in due (Michele Francesio, Goffredo Canarini e Nicolina Roccabruna) Leila Selli
– Sotto le stelle (Romolo Balzani) Nannarella
– Tango di casa mia (Ely Neri) Ely Neri e la sua Orchestra

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19 Risposte

  1. Sante Longo ha detto:

    E la paura di morire non ti è piaciuta?

  2. zeus ha detto:

    Mia Top 10

    1- Ipocrisia (Pino Giordano; Eduardo Alfieri) Angela Luce
    2-Se nasco un’altra volta (Alberto Testa; Pino Donaggio) Paola Musiani
    3-L’incertezza di una vita (Sciannamea e Specchia) Stefania
    4-Un grande addio (Giuseppe Puzzo, Bruno Broglia e Paolo Limiti; Edilio Capotosti e Maria Cecilia Lacamera) Valentina Greco
    5-Va speranza va (Giuliano Taddei; Franco Graniero) Rosanna Fratello
    6-E poi e poi (Nunzio La Mantia) Laura
    7-Ragazza del sud (Rosangela Scalabrino) Gilda
    8-Adesso basti tu (Gianni Meccia; Bruno Zambrini) Gabriella Sanna
    9-Sei stata tu (Sergio Piccioli, Aldo Valleroni, Franco Tessandori) Gianni Migliardi
    10-Io credo (ci son cose più grandi di te) (Cadam; Francesco Turnaturi) Nico dei Gabbiani

  3. zeus ha detto:

    il festival dei sconosciuti in pratica questa edizione ma a livello musicale sempre interessante

  4. Sante Longo ha detto:

    Parmensi.. e per un po’ hanno tentato la strada della disco music

  5. _MissFairy_ ha detto:

    ahhh un gruppo ma emiliano-romagnolo?

  6. Sante Longo ha detto:

    Gli Eva 2000 erano un gruppo di musicisti e cantanti da balera. Formati con questo intento, hanno continuato su quella scia come orchestra da liscio. E hanno tenuto tantissime serate ogni anno

  7. _MissFairy_ ha detto:

    oh mamma

    leggo Eva 2000 tra i partecipanti che perdonatemi fa molto porno star per il 1975 e me la immagino futruristica stile Lady Gaga in Poker Face 😆

    che fine ha fatto lei?

  8. Sante Longo ha detto:

    Addirittura! Io mi sono fermato a quando ha lasciato la musica per ingrassare allegramente nei suoi ristoranti.. non immaginavo fosse arrivata a tanto.

  9. Sante Longo ha detto:

    . a

  10. Andrea ha detto:

    miss

    Gilda è occupata a fare prestiti…
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/11/08/da-stella-di-sanremo-usuraia-scatta-la.html

    Bubino, scopri qual’è l’hotel torinese di Gilda!

  11. Sante Longo ha detto:

    No, ha aperto subito una catena di ristorazione.. non ha avuto nessun successo.. credo non abbia nemmeno mai inciso un secondo disco. Ma soprattutto ascoltare la canzone.. capirete subito che non sarà mai riproposta

  12. _MissFairy_ ha detto:

    ma Gilda che fine ha fatto? è mai stata chiamata in show di revival tipo I Migliori Anni

  13. Andrea ha detto:

    la mitica Gildona

  14. Sante Longo ha detto:

    Miss, molti non erano nemmeno meteore. Stavano lì senza né arte né parte

  15. Sante Longo ha detto:

    Effettivamente Bubino, è assurdo che dopo queste 3 edizioni al disinteresse, si sia ripreso diventando l’evento è restando sempre presente superando le chiusure di canzonissima, disco per l’estate e Festivalbar..

  16. Sante Longo ha detto:

    Io non lo definirei il più brutto perché ci sono brani interessanti. Ma sicuramente è anonimissimo.
    All’epoca poi doveva apparire come the voice, schiacciato tra amici e x favore.. se non proprio star academy

  17. _MissFairy_ ha detto:

    tra i nomi credo che solo Angela Luce, Rosanna Fratello e forse la Musiani sono noti – gli altri neanche meteore

  18. bubinoblog ha detto:

    Incredibile come un evento che i più giovani ricordano sempre come l’evento per eccellenza, si fosse ridotto in questo stato….

  19. _MissFairy_ ha detto:

    possiamo definirlo il festival più brutto o il più anonimo di sempre?