Crea sito

LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO: 1978 – 28° EDIZIONE. ANNA OXA E RINO GAETANO. IL GALA’ DELLE NAZIONI CON OSPITI DI LUSSO. IL PLAYBACK PER GLI OSPITI
(a cura di Sante Longo)

jones

  La scandalosa Grace Jones non passa inosservata
tra gli ospiti stranieri del Festival di Sanremo…

La situazione politica e sociale in Italia è a livelli decisamente allarmanti, portando ad una deriva che spingerebbe ben oltre i livelli di democrazia. Attentati di matrice terroristica sono all’ordine del giorno, esplodendo con l’omicidio di Aldo Moro, trovato morto il 9 maggio, dopo 2 mesi di tensione legata al suo rapimento.

Un evento fondamentale per la nostra storia, in quanto vede il percorso democratico in atto, di cui era promotore, fermarsi per un lungo e inspiegabile stop. In questo periodo diventano evidenti scandali nascosti negli anni precedenti e solo pochi giorni prima della scadenza del suo mandato settennale, Giovanni Leone, Presidente della Repubblica, è costretto alle dimissioni.

Nella seconda metà dell’anno però si intravedono momenti di lucidità e il “dopo-Moro” si presenta meno buio come periodo, tanto che riprenderanno i dialoghi tra la Democrazia Cristiana e le minoranze extra partitiche, ma è soprattutto il “dopo-Leone” che lascia sperare, per quanto sulla carta rappresenti una scelta interlocutrice, con l’elezione a Prima carica della Repubblica di Sandro Pertini.

Ma a smuovere la stabilità italiana, sono anche i numerosi atti di omicidi di matrice mafiosa, sempre più frequenti e sempre più gravi.

Il 9 maggio, a scuotere il già instabile equilibrio sociale, c’è anche l’omicidio di Peppino Impastato, volto simbolo della lotta alle mafie, che parte dal basso. Passato in secondo piano rispetto all’attentato al Paese, che inizialmente appariva essere solo la morte di Moro, ma che con il tempo ha assurto la stessa valenza.

Inoltre, il 1978 è l’anno dei 3 Papi. Dopo la morte di Paolo VI, si ha la necessità di un nuovo Pontefice che rappresenti una continuità, ma Giovanni Paolo I si rivela essere completamente distante da ciò che ci si aspettava e, dopo alcuni interventi ficcanti e “pericolosi”, dopo 33 giorni dalla sua elezione, fu trovato morto, portando alla nuova elezione di Giovanni Paolo II, primo Papa non italiano da quasi 500 anni, e primo proveniente da un Paese del Blocco Sovietico.

La situazione tesa e drammatica, è quindi praticamente tutta concentrata nella prima parte dell’anno, ed è in questo periodo che, come adesso, si tiene il Festival di Sanremo, che si ritrova dunque a dover svolgere il ruolo difficile dell’intrattenimento di una popolazione sempre meno propensa al varietà.

Anche Mina, colonna portante del varietà italiano, annuncia il suo ritiro dalle scene, continuando ad Incidere dischi (vivaddio), ma non apparendo più in video e centellinando anche le sue apparizioni in pubblico.

Ormai il Festival è risorto, ma nonostante questo sono in pochi che aspettano davvero che venga ufficializzata una nuova edizione della kermesse.

Se sono state chiuse le trasmissioni che avevano maggiore successo e che permettevano ai partecipanti di sfondare sul mercato, nessuno trova la ragione per cui invece Sanremo, più volte dato per finito, sia ancora lì, salvato in extremis ogni volta per una ragione, piuttosto che per un’altra.

Vittorio Salvetti però, forte dei tre anni di contratto firmati nel 1976, organizza la XXVIII edizione in maniera impeccabile, regalando al pubblico esordi importanti per la scena musicale italiana e dei piccoli gioielli, oltre ad uno spettacolo invidiabile.

Il ruolo del Festival torna dunque molto vicino a quello che ricompriva negli anni Sessanta, suo periodo d’oro, e saranno anche le accoglienze sul mercato a metterlo in evidenza, con un numero di copie vendute per i primi tre classificati, ben oltre i 2 milioni di copie.

Anche in questa edizione i brani in concorso sono pochi, per permettere loro di esibirsi tutti nel corso della serata finale.

Dei 15 brani ammessi alla fase finale della gara però, solo 14 possono salire sul palco poiché il brano dei Chrisma viene escluso dalla manifestazione in quanto la cantante rifiuta di cantarlo in italiano e decide così di inciderlo, prima della gara, in lingua inglese.
Secondo il regolamento i brani ammessi sono divisi in tre categorie: solisti, gruppi e cantautori.

La gara si concentrerà nella serata finale, dopo una prima serata di presentazione durante la quale tutti i cantanti presentano i loro brani senza però essere votati, ed una seconda serata dedicata invece agli ospiti italiani e stranieri, di grande appeal, abbiamo una serata finale in cui si deciderà tutto.

La gara si divide in una prima fase, durante la quale, come già avvenne nel 1976, saranno i cantanti appartenenti alla stessa categoria a gareggiare tra loro, esattamente come accadrà anche nel 2005 e nel 2006, di cui solo i primi tre arriveranno alla vera e proprio fase finale e si contenderanno la vittoria.

Saranno quindi 9 i cantanti che si disputeranno la vittoria. Solo il caso vorrà che sul podio ci siano un esponente di ognuna delle categorie.

La RAI fa ancora i capricci, mentre la discografia ha smesso di dubitare usando l’evento come palco per il lancio o il rilancio dei cantanti su cui intendono puntare.

La prima serata, non viene ripresa e non va nemmeno in radio, perché non si ritiene che ci siano nomi di richiamo e non si ha intenzione di “sprecare” un conduttore importante per un evento che si trasmette ancora controvoglia, e solo ed esclusivamente per rispettare gli accordi dell’eurovisione, che è tornata a vedere numerose nazioni collegate.

Nel corso del venerdì la RAI manda in onda uno speciale in cui Salvetti intervista i 14 cantanti in gara, e la radio manda in onda le canzoni per farle conoscere al pubblico. Questa seconda serata è rappresentata da un gala dedicato esclusivamente agli ospiti chiamati da Salvetti e verrà trasmessa solo 2 settimane dopo la chiusura della manifestazione musicale, separandola dalla kermesse, come a giustificare il disinteresse dimostrato fino a quel momento.

Nonostante questo, Sanremo è arrivato al giro di boa e si appresta a tornare quello che era, e anche più forte di prima negli anni a venire.

A condurre il Festival è annunciata STEFANIA CASINI, affiancata da BEPPE GRILLO, con l’aiuto di Maria Giovanna Elmi che, all’inizio di ogni serata, presenta la manifestazione e ne ricorda il regolamento.

In realtà il vero conduttore è Vittorio Salvetti che, seduto al lato del palcoscenico, accanto allo schermo contatore voti, presenta i cantanti e tutto quello che avviene sul palco, proprio come adesso conduce la De Filippi, in maniera discreta e defilata, lasciando alla Casini solo il ruolo di intervistatrice dei VIP presenti in sala, mentre Beppe Grillo ricopre il ruolo che fu di Paolo Villaggio nel 1972.

Con la sua comicità iperbolica e dissacrante riesce ad essere un ottimo guastatore e sarà sul palco di sanremo ben altre 4 volte nel corso degli anni Ottanta. Come comico aveva tanto da offrire.

Oltre a Beppe Grillo, personaggio televisivo dell’anno, la vera rivelazione è ANNA OXA, barese di origini albanesi, che si presenta con un look esuberante e un atteggiamento a volte timido.

oxa2

A guidarla nel look e nella scelta musicale è Ivan Cattaneo, cantautore sopra le righe, ma originale e di successo, mentre il brano che presenta è scritto da Ivano Fossati che nel corso di questi anni, dopo l’esordio nei Delirium, ha dimostrato le sue indubbie qualità di autore, venendo riconosciuto tra le penne di maggior importanza dalla critica e dal pubblico stesso.

Di lei però non interessano le capacità vocali e interpretative.

Ad interessare i cronisti e la stampa è soprattutto il suo look. La definiscono PUNK ma lei rifiuta quest’etichetta, nonostante i cronisti che la intervistano ci tengano a sottolineare la differenza che intercorre tra lei e i punk veri come i Sex Pistols e i Ramones.

In pochi si rendono conto del potenziale che la Oxa rappresenta e le affibbiano l’appellativo di “Milva degli anni ’80“. Una scommessa, per lei, che riuscirà a vincere.

Oltre ad Anna Oxa, altro importante personaggio in gara a Sanremo 1978 è RINO GAETANO, che in questa edizione ottiene una conferma del favore del pubblico, ottenendo un meritato terzo posto sul podio.

gaetano

In Italia la musica non viene ritenuta arte come nel resto del mondo. L’innovazione, la novità, la sperimentazione, non vengono accolte positivamente dalle case discografiche che puntano quasi esclusivamente a quello che sanno già avere successo. Ed è effettivamente questa la causa, ancora oggi, della crisi della musica Italiana, buona solo per il mercato interno.

Rino Gaetano accusa il sistema dicendo “da noi si continua a fabbricare musica come si fabbricano le saponette“, e anche la stampa e la RAI si oppongono all’industria musicale come mera fonte di guadagno, negando le telecamere e lunghi speciali alle manifestazioni esclusivamente musicali.

Come già detto, la seconda serata del Festival di Sanremo ha la denominazione particolare di GALÀ DELLE NAZIONI e non vede nessuno dei cantanti in gara esibirsi o salire sul palco in quella serata, a parte le interviste ad opera di Vittorio Salvetti, che però avvengono ai bordi del palcoscenico, con i cantanti in gara occupare le prime file del Teatro Ariston.

Venerdì 27 gennaio 1978 va quindi in scena uno spettacolo musicale, ricco di personaggi stranieri e divi della musica italiana, che rappresenta una serata importante anche per la RAI che non si lascia scappare l’opportunità di registrarla e mandarla in onda, seppure 2 settimane dopo la registrazione.

Tra gli ospiti abbiamo un’eterea Patty Pravo che presenta al pubblico italiano un brano di Ivano Fossati (grande protagonista in quegli anni) che segna il suo cambio di stile e di immagine.

pravo

PATTY PRAVO ha rivoluzionato la sua immagine e il suo repertorio, si è fatta trasgressiva e sperimenta come in Italia non si riesce a fare. A Sanremo si presenta eterea, magrissima, dissociata dalla realtà. Questo è il look (foto che invio) che Patty Pravo presenta sul palco del Festival di Sanremo, tra il punk e lo spiritato, ma comunque associato alla sua sensibilità interpretativa. Sul palco è accompagnata da un cane di grandi dimensioni, a cui paragona il Festival di Sanremo. E il brano che presenta è PENSIERO STUPENDO, che segna per lei l’inizio di una terza fase della carriera, dopo il beat degli anni sessanta e l’interpretazione classica e teatrale degli anni settanta, arriva la sperimentazione che porterà avanti fino a metà degli anni Ottanta.

Tra gli ospiti italiani troviamo anche FRED BONGUSTO, RICCARDO COCCIANTE e soprattutto LOREDANA BERTÈ, sempre restia a questo tipo di partecipazioni, seppure come ospite, poiché non riconosce l’utilità della gara. Ricordiamo che il suo grande successo è esploso proprio mentre quello del Festival veniva meno, facendo sì che vedesse nella manifestazione lo spauracchio di una macchia in quello che è il curriculum artistico che si sta construendo con ottime scelte.

Quando le viene chiesto come mai abbia preso parte al Festival, anche se solo in qualità di ospite, lei risponde sprezzante che non è andata al Festival di Sanremo, ma ad una festa della musica, anche se ad esso associata, e che a Sanremo vede cose invedibili come una punk che si fa accompagnare dalla madre. La scelta della RAI di dissociare anche le messe in onda delle due serata non farà che dare ragione alle sue titubanze.

Tra gli ospiti stranieri invece abbiamo ASHA PUTHLI, cantante e attrice indiana che nel corso di quasi un decennio è riuscita ad affermarsi a livello mondiale grazie ad importantissime collaborazioni, BONNIE TYLER che presenta sul palco dell’Ariston “It’s A Heartache”, MAGGIE MACNEAL, e soprattutto la scandalosa GRACE JONES (foto sotto), la quale si esibisce durante la prima serata per una impossibilità a presenziare durante la serata dedicata agli ospiti. Sarà l’unico momento in cui la RAI userà le telecamere durante la serata del giovedì, per registrare la sua partecipazione e montarla poi tra quelle che saranno presentate nel corso della serata evento che andrà in onda sabato 11 febbraio.jones-con-divine

 

Come già detto, il Festival di Sanremo ha ormai doppiato la boa della crisi. Grazie all’avvento dei colori e al fatto di essere rimasta l’unica trasmissione dedicata alla musica leggera in Italia, ha ormai buttato alle spalle il rischio di chiusura e questa edizione non solo vede i brani presentati in classifica, come è comunque sempre avvenuto, tranne che per il 1975, ma li vede nei primi posti e torna ad assicurare alle case discografiche il pieno di vendite, come dimostrano i tre brani premiati che, insieme, vendono oltre i 2 milioni di dischi.

Come per l’anno precedente, anche dopo questa edizione del Festival i cantanti prenderanno parte ad un tour promozionale, ma questa volta non in Italia, con 13 tappe, bensì in Canada e negli Stati Uniti. Per la durata di 2 mesi.

La serata finale si svolge più o meno come nell’edizione precedente, per quanto presenti delle differenze nel regolamento. Non ci sono scontri diretti, ma esibizioni di categorie da cui vengono scelti i primi tre che accedono alla fase successiva.

I primi ad esibirsi sono i SOLISTI, esclusivamente interpreti, che si esibiscono senza gruppi, cosa ormai diventata rara tra gli esordienti che puntano a condividere gli sforzi del raggiungimento del successo.

LAURA LUCA – Domani Domani
DONATO CILETTI – Anna Anna
DORA MORONI – Ora
SANTINO ROCCHETTI – Armonia e poesia
ANNA OXA – Un’emozione da poco

DONATO CILETTI si presenta a Sanremo dopo il lungo periodo in cui è stato il bassista dei Profeti, ma la sua ANNA ANNA non riscuote il successo sperato e resta fuori dalla competizione.

LAURA LUCA è una delle esordienti assolute in questa edizione del Festival e riesce ad ottenere un buon successo di critica e di pubblico. Negli anni ottanta cambia genere e look e si propone più aggressiva riuscendo a conquistare anche il mercato estero, diventando popolarissima in Giappone, dove sicuramente avevano dei problemi gravi se fanno diventare ricche delle cantanti che in patria nessuno si caga.

DORA MORONI che nasce soubrette televisiva, una delle più complete al pari anche della Carrà che ha spopolato per tutti gli anni Settanta. Il successo ottenuto a Domenica In, di cui è padrona di casa da qualche anno, la porta sul palco del Festival con una canzone scritta da Donatella Rettore, che ricorda “TI AMO” di Umberto Tozzi, ma non riesce a raggiungere la fase finale.

ANNA OXA è il personaggio simbolo di questa edizione del Festival di Sanremo, rivolta già agli anni ottanta, unisce voce, interpretazione e talento ad un’immagine che fa discutere diventando in breve uno dei casi della musica italiana. La canzone che porta in concorso è scritta da Ivano Fossati che crede in lei. Tornerà a Sanremo nel 1982.

oxa-e-gaetano

SANTINO ROCCHETTI ha intrapreso con altalenante successo la strada da solista e al suo terzo tentativo sanremese riesce anche a raggiungere la fase finale. Con il progetto successivo cambia totalmente genere passando dal melodico romantico alla discomusic. Dagli anni ottanta torna ad esibirsi nei locali da ballo fino agli anni novanta.

A passare il turno sono Anna Oxa, Santino Rocchetti e Laura Luca.

Dopo l’esibizione è la volta del guastatore che funge da intermezzo tra il primo blocco musicale ed il secondo rappresentato dai COMPLESSI, alcuni dei quali vedono, all’interno della formazione, anche gli autori dei brani in gara. Questa categoria è ridotta rispetto alle altre 2 a causa dell’esclusione dei Chrisma (che poi diventeranno famosi come Khrisma) che non volendo sottostare alla regola che vede i brani in concorso cantati in italiano, incidono il brano in inglese un mese prima. La causa è da imputare esclusivamente alla voce femminile, quella Lola che poi porterà allo scioglimento del duo.

SCHOLA CANTORUM – Un amore
BEANS – Soli
DANIEL SENTACRUZ ENSEMBLE – 1/2 notte
MATIA BAZAR – …e dirsi ciao

Franco Morgia, Franco Panascia, Pippo Grillo, Gino Finocchiaro, Tony Ranno e Pierpaolo Cristaldi sono i BEANS che raggiungono il successo nel 1976 e che dopo la partecipazione al Festival, in cui sono l’unico gruppo a non contendersi la vittoria, vedono uno speciale televisivo dedicato esclusivamente a loro. Dopo un paio di anni però i successi scarseggiano e così decidono di sciogliersi nel 1980.

Ormai il fenomeno dei DANIEL SENTACRUZ ENSEMBLE è in fase calante e nonostante riescano ad entrare in classifica, non riescono ad andare oltre le posizioni di rincalzo. Il loro repertorio negli ultimi anni settanta si banalizza, portandoli a sciogliersi nel 1980, permettendo la carriera solista ad alcuni componenti del gruppo, tra cui Linda Lee, che rivedremo a Sanremo.

matia-bazar1

I MATIA BAZAR tornano a Sanremo dopo l’ottima prestazione dell’anno precedente e riescono a sbancare giurie e mercato con il primo brano elettronico della manifestazione. Il punto di maggiore presa è dato dal ritornello senza versi in cui la voce di Antonella Ruggiero porta in un mondo differente.

Alberto Cheli, Aldo Donati, Kico Fusco, Annie Tobert, Luisella Lazzari, Marina Arcangeli, Edoardo de Angelis e Mimì Gates sono la SCHOLA CANTORUM. Si formano nella prima metà degli anni settanta e raggiungono una certa notorietà grazie ad un repertorio raffinato ed elegante. A Sanremo del 1978 raggiungono la finale, ma la strada del complesso è già indirizzata verso l’esaurimento della proposta musicale, fino a portarli allo scioglimento nel 1980. Nel corso degli anni successivi allo scioglimento, dopo attente valutazioni, portano avanti una reunion che avverrà ufficialmente nella metà degli anni ottanta, concretizzata con un ritorno al Festival di Sanremo nel 1986, seppure tra le nuove proposte.

Solo i Beans resteranno fuori dalla fase finale.

A separare questo secondo momento musicale dal terzo è l’intervista che Stefania Casini fa a Mike Bongiorno e a Gigliola Cinquetti, presenti in sala tra il pubblico.

La terza fase della gara è dedicata alla categoria dei CANTAUTORI, categoria sdoganata quasi 20 anni prima, ma che raggiunge una valenza di alta qualità, confrontata con il resto della proposta musicale nostrana, tra gli anni sessanta e settanta.
In gara abbiamo:

ANSELMO GENOVESE – Tu sola
ROBERTO CARRINO – ‘N’ addore ‘e castagne
MARCO FERRADINI – Quando Teresa verrà
RINO GAETANO – Gianna
CIRO SEBASTIANELLI – Il buio e tu

carrino

ROBERTO CARRINO fonda un complesso già nel 1969 con cui si esibisce ne locali in Italia, Germania e Danimarca. Tenta la strada del successo in Italia portando a Sanremo del 1978, per la prima volta, un brano completamente in napoletano, cosa strana se si pensa che lui, bel ragazzo mediterraneo, è invece leccese. La sua canzone viene eliminata nella fase iniziale della gara portandolo nuovamente ad incidere solo cover e a girare i locali col suo gruppo.

MARCO FERRADINI, dopo una parentesi come cantante in un gruppo senza successo nè velleità, tenta la carriera solista arrivando sul palco di Sanremo nel 1978, ma essendo eliminato nella prima fase della gara. Dovrà aspettare qualche anno prima di esplodere con TEOREMA. Tornerà a Sanremo nel 1983.

RINO GAETANO si esibisce a Roma sin dai primi anni settanta e raggiunge il grande successo nel 1975. Il suo repertorio ironico, ricco di nonsense e di citazioni, oltre che di sagacia e di originalità, gli regala l’affetto del grande pubblico che viene confermato con il terzo posto a Sanremo. Morirà nel 1981 lasciando un vuoto nella musica italiana.

ANSELMO GENOVESE si presenta con un look “che spacca” al Festival di Sanremo: baffetto alla Gengis Khan, occhiali da figo, capelli alla chicazzosenefrega e la sua canzone raggiunge anche la fase finale, arrivando al quinto posto in classifica. Ma è maggiormante conosciuto come autore avendo scritto per grandi nomi come Julio Iglesias, Ornella Vanoni e Mina.

CIRO SEBASTIANELLI diplomato cantante lirico, si fa conoscere sulla scena della musica leggera come autore, per poi provare ad interpretare da solo le sue canzoni e riuscendo ad avere successo nel 1976. A Sanremo del 1978 sfiora il podio. Tornerà a Sanremo nel 1979.

A superare l’ostacolo eliminatorio saranno Ciro Sebastianelli, Rino Gaetano e Anselmo Genovese.

Dopo questa prima parte della gara, chi ha superato il turno si riesibisce per dare vita alla classifica finale che vede un’affermazione definitiva dei MATIA BAZAR, seguiti dalla novità ANNA OXA e dalla conferma dell’ottimo periodo di RINO GAETANO.

A decretare il vincitore saranno 5 giurie dislocate sul territorio italiano, in 5 contesti completamente differenti, come vedremo tra poco, che daranno 3 voti per ogni categoria nella prima fase, decretando i 9 finalisti, e poi solo un voto per categoria, modalità di votazione che permette di avere sul podio 3 brani appartenenti a categorie differenti, per quanto non fosse effettivamente così scontato.

Questa edizione è ricca di eventi curiosi, a partire da chi, nonostante il successo che si sta nuovamente delineando, ne decreta nuovamente la morte.
Ma guardiamo un po’ quali sono i momenti da ricordare.

ANEDDOTI E CURIOSITÀ

Le giurie vengono formate in luoghi anomali:

– l’Ospedale Psichiatrico di Genova, dove a votare saranno medici ed Infermieri del settore;
– la Federazione Italiana Giuoco Calcio di Venezia, dove a votare saranno esponenti dei lavoratori del mare;
– lo Sporting Club di Bologna, che Salvetti continua a chiamare balera, in cui voteranno i soci;
– una Discoteca di Firenze, in cui voteranno gli avventori;
– il Grand Hotel Ambasciatori di Bari, in cui voteranno operatori turistici e Portieri d’albergo.
Ogni giuria è composta da 9 giurati.

Renzo Arbore dichiara: “Il Festival è il più duro a morire, ma ha il fiato sempre più corto”. A lui risponde Vittorio Salvetti che dichiara invece: “Ogni anno dite che è morto, ma eccolo qui, vivo e vegeto, dopo aver seppellito tutti gli altri”.

Solamente grazie al parere positivo dei sindacati, con cui l’accordo siglato nel 1970 è messo in discussione, la RAI accetta di inviare le telecamere.

Alla commissione selezionatrice vengono presentate solo 29 canzoni tra cui scegliere.

I sindacati rinunciano a vedersi rappresentati nella commissione di selezione, lasciandosi sostituire da esperti nel campo della cultura musicale.

Solamente le canzoni di Anselmo Genovese e di Marco Ferradini sono votate all’unanimità.

L’orchestra torna ad essere affidata ad un solo direttore: Paolo Zavallone, ospite fisso della trasmissione musicale Non Stop, condotta da Enzo Trapani.

Le prove generali si terranno nello stesso Sporting Club in cui poi sarà presente la giuria, a Bologna.

Una telefonata anonima prova a boicottare il Festival annunciando la presenza di una Bomba all’interno del teatro.

L’Eurovisione diventa sempre più Mondovisione, dato che i diritti sulla manifestazione vengono venduti soprattutto in America Latine e in Giappone, senza contare le nazioni del blocco sovietico.

I giornali presentano il festival come “Festival in Jeans“, in contrapposizione al Baby Festival dell’anno precedente.

Vittorio Salvetti importa i fiori da Padova a causa dei prezzi troppo alti che i Floricoltori sanremesi chiedono all’organizzazione.

Ivan Cattaneo smonta le voci della stampa che vorrebbero la Oxa una Punk. Dichiarando: “Macché Punk! Lei è una parastatale!”.

Ivan Cattaneo parlando con la stampa dichiara di essere il ragazzo della Oxa, dicendo: “Nella nostra coppia, lei è il maschio, io la femmina“. Questa ambiguità costruita intorno ad Anna Oxa sarà cavalcata anche dal film che vedrà protagonista dal titolo “Maschio, femmina, fiore, frutto”.

Anna Oxa è nipote del dittatore albanese Enver Hoxha, da cui però la Famiglia di Anna si dissocia fuggendo in Italia.

Prima dell’esibizione Anna Oxa dà le spalle al pubblico, come fece Celentano nel 1961, dimostrando come questo gesto si riveli ancora scandaloso per i benpensanti.

L’Unità dedica a Sanremo meno spazio di quanto ne dedichi ad una retrospettiva del teatro cecoslovacco.

Patty Pravo canta in playback.

Oltre agli ospiti musicali durante il Gala delle Nazioni abbiamo i Magical Music Circus, Julio e Paolo Abraira e Shiyuku.

Per la prima volta in una canzone presentata a Sanremo compare la parola SESSO (in Gianna).

Dora Moroni è eletta Lady Festival.

La XXIII edizione dell’Eurovision Song Contest si tiene il 22 aprile a Parigi e vede la presenza di 20 nazioni in gara, un record fino a quel momento. La vittoria va al rappresentante Israeliano e a causa di questo le nazioni arabe che trasmettono la manifestazione oscurano la fase finale del voting per non dover dare conto della vittoria di Israele, colpevole di aver invaso territori arabi con la forza militare. La Giordania, vittima dell’invasione, dichiara la vittoria del Belgio non ritenendo Israele nemmeno in concorso. In Italia non c’è nessuna selezione pubblica e ancora una volta è una commissione interna alla RAI a decidere chi debba rappresentare l’Italia, facendo ricadere la scelta sui RICCHI E POVERI che cominciano così il loro lancio verso il mercato estero.

LOLA dei CHRISMA (che diventeranno poco dopo Krisma), viene esclusa dalla gara perchè la cantante dopo il rifiuto di interpretarla in italiano, la diede alle stampe 1 mese prima del Festival, rendendo il brano non più inedito e quindi fuori dal regolamento.

La sigla del Festival è Jeans Flower, eseguita dal direttore d’orchestra con i suoi coristi.

Rino Gaetano si fa accompagnare sul palcoscenico dal gruppo dei Pandemonium, che saranno in gara l’anno successivo.

Per la prima volta Domenica In dedica la puntata successiva al Festival ad uno speciale su Sanremo, e presenta tutte le 14 proposte sanremesi.

Nel 1977 Sanremo ha definitivamente dato l’addio alle voci che ne dichiaravano la chiusura, e nel 1978, la conferma arriva grazie a dei piccoli gioielli che hanno preso di diritto posto nei classici della musica italiana.

CLASSIFICA FINALE

1. …E dirsi ciao (Giancarlo Golzi, Aldo Stellita, Piero Cassano, Carlo Marrale e Antonella Ruggiero) Matia Bazar
2. Un’emozione da poco (Ivano Fossati e Guido Guglielminetti) Anna Oxa
3. Gianna (Rino Gaetano) Rino Gaetano
4. Il buio e tu (Ciro Sebastianelli, Daniele Pace e Oscar Avogadro) Ciro Sebastianelli
5. Tu sola (Anselmo Genovese e Luigi Capello) Anselmo Genovese
6. Armonia e poesia (Santino Rocchetti e Andrea Lo Vecchio) Santino Rocchetti
7. Il mio amore (Marco Luberti e Enrico Fusco) Schola Cantorum
8. Domani domani (Gian Pieretti e A. Nicorelli) Laura Luca
9. 1/2 notte (Zacar, Savino Grieco, Ciro Dammicco e Sentacruz) Daniel Sentacruz Ensemble

F – Anna Anna (Daniele Pace, Oscar Avogadro, Donato Ciletti e Claudio Cavallaro) Donato Ciletti
F – ’N ‘addore ‘e castagne (Roberto Carrino e Mario Coppola) Roberto Carrino
F – Ora (Marino, Enrico Intra, Claudio Rego e Donatella Rettore) Dora Moroni
F – Quando Teresa verrà (Simon Luca e Marco Ferradini) Marco Ferradini
F – Soli (A. Bella e Gianni Bella) Beans

oxa

8 Risposte

  1. Sante Longo ha detto:

    L’esordio boom di Anna Oxa! Look da punk, ma modo di fare da figlia di papà

  2. Sante Longo ha detto:

    Il galà delle nazioni era un vero spettacolo! Avrei voluto esserci…

  3. Sante Longo ha detto:

    E meno male che c’è domenica in (forse dovremmo dire che c’era) per le canzoni escluse che non si sarebbero mai ascoltate

  4. lucio voreno ha detto:

    Un altro bel festival firmato da Salvetti, con un ottimo podio.
    Certo le canzoni della Oxa e di Rino Gaetano sono forse più conosciute, ma i matia baar raccolgono i frutti degli anni precedenti.
    canzone con la voce predominante di Cassano ma sono i gorgheggi della Ruggiero nel ritornello a far la differenza

  5. lucio voreno ha detto:

    Matia Bazar in quel periodo veramente internazionali sapendo cogliere il meglio dell’epoca proveniente dal mondo anglossasone(il rock progressive pink floyd e genesis) e influenze sudamericane ( peraltro Battisti già aveva pubblicato il suo Anima latina).
    Purtroppo i vari cambiamenti (defezioni di Cassano, poi ritornato, Ruggiero e Marrale) e sopratutto la morte di Stellita hanno inaridito la loro creatività a partire dagli anni novanta

  6. Sante Longo ha detto:

    Negli anni 90 a me piacevano ancora con la valente..

  7. zeus ha detto:

    Grande Rino Gaetano artista immenso.
    Mia top 10:

    1-Gianna (Rino Gaetano) Rino Gaetano
    2-Un’emozione da poco (Ivano Fossati e Guido Guglielminetti) Anna Oxa
    3-E dirsi ciao (Giancarlo Golzi, Aldo Stellita, Piero Cassano, Carlo Marrale e Antonella Ruggiero) Matia Bazar
    4- Armonia e poesia (Santino Rocchetti e Andrea Lo Vecchio) Santino Rocchetti
    5-Quando Teresa verrà (Simon Luca e Marco Ferradini) Marco Ferradini
    6- Il mio amore (Marco Luberti e Enrico Fusco) Schola Cantorum
    7- Domani domani (Gian Pieretti e A. Nicorelli) Laura Luca
    8- Il buio e tu (Ciro Sebastianelli, Daniele Pace e Oscar Avogadro) Ciro Sebastianelli
    9- Tu sola (Anselmo Genovese e Luigi Capello) Anselmo Genovese
    10-Ora (Marino, Enrico Intra, Claudio Rego e Donatella Rettore) Dora Moroni

  8. Sante Longo ha detto:

    Mi mancava la tua pot 10