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LA TV ITALIANA RICORDA IL TERREMOTO DE L’AQUILA DEL 6 APRILE 2009. LINO GUANCIALE RACCONTA LA GENERAZIONE DIMENTICATA SU RAI2

3:32, 309, 6.2. Rispettivamente l’ora della scossa, i morti, la magnitudo. Il 6 Aprile del 2009 L’Aquila, città millenaria, ricca di storia e tesori d’arte, viene devastata da un terremoto che in pochi istanti provoca anche 1600 feriti, 10 miliardi di danni e la distruzione di gran parte del territorio. A ridosso del decimo anno dell’anniversario del sisma, l’attenzione torna inevitabilmente a concentrarsi sugli eventi che hanno portato al terremoto de L’Aquila e sulla ricostruzione della città.

Si parte questa sera su La7 alle 21:15 con “Speciale Atlantide – L’Aquila dieci anni dopo“. In questa puntata Andrea Purgatori cercherà di rispondere alla domanda “a che punto siamo?”. A che punto è la ricostruzione? Che cosa è successo in questi 10 anni? Nell’anniversario del terremoto, Andrea Purgatori torna sui luoghi del sisma per ripercorrere le tappe della tragedia e capire cosa abbiamo imparato e cosa resta da imparare dall’emergenza. Nel corso della puntata la testimonianza dell’ ex sindaco Massimo Cialente. All’interno dello Speciale, una parte sarà dedicata a La7 Ricorda: tra materiali di archivio tratti dai telegiornali e dai programmi di quel periodo, verrà ripercorso il primo anno successivo al terremoto: dalle prime drammatiche ore ai primi giorni di intervento della Protezione Civile e dei tanti volontari che raggiunsero l’Abruzzo, dai funerali di stato alla contestata organizzazione del G8 nella caserma di Coppito, dalla consegna delle prime case delle New Town alla Marcia delle Carriole nel centro storico de L’Aquila.

Il viaggio nella memoria continua, inoltre, con il film di Sabina Guzzanti: “Draquila”. Pochi mesi dopo il sisma l’attrice e regista realizza un’inchiesta concentrandosi sui progetti di ricostruzione e le polemiche sulle iniziative del governo. Un altro punto di vista con cui riesaminare a distanza gli eventi e le loro narrazioni, e riflettere sul modo in cui affrontiamo le emergenze del paese. Partendo dalla catastrofe il documentario indaga sull’organizzazione dei soccorsi, della prima messa in sicurezza e della successiva iniziale ricostruzione delle zone colpite dal sisma, coordinata dalla Protezione Civile, dipinta nel docu-film, come organo parastatale in grado di operare al di sopra della legge. “Draquila” non risparmia critiche né all’opposizione, accusata di inefficienza, né all’operato del Governo, all’epoca presieduto da Silvio Berlusconi, e della Protezione Civile rappresentata dal Capo del Dipartimento Guido Bertolaso, nominato per l’occasione Commissario Straordinario per l’emergenza.

Anche Nove scende in campo attraverso l’approfondimento Nove racconta con “La zona rossa – L’Aquila, 10 anni dopo‘” prodotto da Magnolia (Banijay Group) per Discovery Italia e in onda in prima tv assoluta il 4 aprile alle 21.25, che racconta cosa è rimasto di quei momenti terribili attraverso le storie di chi ha vissuto quella tragica notte. Lo speciale ripercorre le vicende dei soccorritori, di chi è stato soccorso, ma anche di chi ha subìto la perdita dei propri cari: dai momenti in cui gli aquilani sono scesi nelle strade del centro città per aiutare i propri concittadini intrappolati dalle macerie a quelli, terribili, in cui i parenti cercavano i propri congiunti; dagli interventi dei vigili del fuoco giunti dalle città vicine alle fasi dei soccorsi e all’attivazione di una grande camera mortuaria nella caserma della Guardia di Finanza, in cui un gruppo di psicologi locali si trovava ad offrire conforto ai parenti delle vittime.

All’interno della zona rossa si rivivranno le drammatiche condizioni di chi ha lavorato all’ospedale mettendo in salvo i bambini nati prematuri e di chi è sopravvissuto al crollo della propria abitazione. Si approfondirà la storia dell’Aquila Rugby, che per il suo aiuto alla città è stata insignita dello Spirit of Rugby. Lo speciale sarà disponibile anche su Dplay (sul sito dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play).

Rai2, invece, proporrà venerdì 6 aprile alle 21:20 il film documentario “L’Aquila, 3:32 – La generazione dimenticata“, prodotto da Stand By Me in collaborazione con Rai Cinema, che ripercorre gli avvenimenti della terribile notte del 6 aprile 2009 da una prospettiva unica, originale, significativa: la prospettiva degli studenti, una generazione dimenticata che ha attraversato il dramma del terremoto mentre stava attra­versando anni particolarmente complessi. Dei 309 morti a L’Aquila durante il terremoto, 55 erano studenti universitari fuori sede.
L’Aquila, 3:32” non è solo il racconto della tragedia, ma anche quello dei sogni che molti giovani tra i 19 e 25 anni, studenti provenienti da tutto il mondo, avevano riposto in quella città. Speranze infrante, vite cambiate per sempre in 23 secondi.

Il narratore di questo racconto emozionale è Lino Guanciale, attore e protagonista della fiction “La Porta Rossa” su Rai2, abruzzese di Avezzano che, nell’aprile del 2009, aveva trent’anni e tanti amici a L’Aquila.
Camminando tra le strade de L’Aquila, Guanciale accompagnerà lo spettatore sui luoghi simbo­lici della vicenda e incontrerà i ragazzi sopravvissuti: Matteo, rimasto diciotto ore sotto le ma­cerie; Francesco e Simone, amici e coinquilini per una notte che si ritrovano insieme sotto le macerie; Valeria, giovane studentessa di Ingegneria rimasta venti ore bloccata dai detriti; Ma­rianna, inquilina dello Casa dello Studente salvatasi per una scelta fatta quella notte; Roberta, laureata da poco e salva per aver dormito in macchina e infine Eleonora, giovane ragazza sor­domuta di Rimini, che rimane quarantadue ore sotto le macerie senza sentire alcun rumore e sarà l’ultima persona ad essere estratta viva a L’Aquila.

Il racconto è concentrato su 6 edifici, 6 simboli di quel dramma: tutti appartamenti abitati dagli studenti, compresa la famigerata Casa dello Studente. Attraverso l e testimonianze dei ragazzi sopravvissuti ai crolli causati da l terremoto, dei familiari delle vittime e dei soccorritori ricostruiremo quanto avvenuto a L’Aquila a partire dallo sciame sismico dei giorni precedenti, passando dalle 22:48 del 5 Aprile, ora della prima scossa, per arri­vare alle 3:32 del 6 aprile, quando la terra esplose, fino alle 21:30 del 7 Aprile, 42 ore dopo il si­sma, quando viene estratta viva l’ultima studentessa.
E poi? Cosa ne è stato di questi ragazzi? Chi sono i ragazzi de L’Aquila oggi a distanza di dieci anni? Come è cambiata la loro vita dopo il terremoto? Lo scopriremo attraverso i loro racconti.

Rai3 sceglie “La grande Storia – Anniversari“, in onda venerdì 5 aprile alle 23:05 per ricordare il tragico evento e non solo. Dall’anno mille ad oggi nel nostro paese si sono scatenati 98 terremoti di grado superiore al 9° della scala Mercalli, ovvero un fortissimo terremoto, con vittime e distruzione di edifici, mediamente ogni 10 anni. In occasione del decennale del sisma dell’Aquila del 2009, “La Grande Storia” presenta una puntata dal titolo “Terremoti in Italia“. Il racconto parte dal terremoto di Messina-Reggio Calabria del 1908 che, con 95.000 morti, fu la più grave catastrofe naturale in Europa a memoria d’uomo. Incredibili immagini video dell’epoca, mostreranno per la prima volta in televisione la devastazione delle due città. Dopo Avezzano, il Belice e il Friuli, il documentario si sofferma sui terremoti dell’Irpinia del 1980 e dell’Aquila del 2009. Con testimonianze inedite raccolte oggi dall’autore. Verranno raccontati i terribili momenti dei sopravvissuti rimasti ore sotto le macerie, i ricordi dei Vigili del Fuoco, i volontari accorsi da tutta Italia in Irpinia e la lotta degli Aquilani per ricostruire la città e non perdere la propria Storia.

Histoty channel proporrà ai suoi affezionati sabato 6 aprile alle 21:00 una produzione locale: “L’Aquila: Una città italiana“, un racconto che inizia dalla tensione dei giorni precedenti al sisma delle 3.32. Momenti di vita quotidiana, uniti all’ansia e all’indecisione che coinvolge cittadini e istituzioni. Da quel momento in poi si intrecciano le storie dei protagonisti, ognuna da un punto di vista differente: Tiziana, che quella notte perde due figlie; Eleonora, ragazza sorda, che rimane sotto le macerie per 42 ore; Milena che in quelle ore è in sala travaglio per dare alla luce Gabriella; la corsa contro il tempo di Roberto, ex guardia forestale, chiamato per prestare soccorso alla popolazione; l’impotenza di Vincenzo, medico chirurgo, davanti ad una catastrofe del genere; la praticità e concretezza di una famiglia numerosa, i Fidanza.

Tutti ripercorrono quelle ore terribili, ma nonostante le perdite la vita deve continuare e il post terremoto mette davanti agli abitanti dell’Aquila mille difficoltà e sfide. Nonostante la sofferenza, l’esigenza di ricostruire diventa vitale. Ogni protagonista assume un ruolo nuovo nella comunità, ogni persona inizia a rimettere in piedi la città non tanto dal punto di vista fisico, quanto sociale. Tiziana, che sotto le macerie ha perso due figlie, racconta come da un’immane tragedia possa anche nascere il bisogno aiutare il prossimo: oggi è volontaria della croce rossa. Roberto, guardia forestale e maestro di pugilato, dopo il crollo della sua palestra capisce subito che i suoi allievi, già sradicati e privati di tutto, non possono rinunciare anche al punto di riferimento e di incontro che è lo sport. Decide perciò di sistemare alla buona un garage e riprendere subito gli allenamenti: compra un furgone e tre volte alla settimana si improvvisa autista per recuperare uno a uno i suoi ragazzi sparsi nelle tendopoli di tutta la provincia.

Non hanno mollato neanche i fratelli Fidanza, che dopo aver perso il loro negozio del centro storico hanno deciso dopo dieci giorni dal sisma di metter su una ditta di traslochi con i mezzi che avevano, per togliere dalle case pericolanti e dalle macerie i mobili degli aquilani. Racconteremo la difficile gestione dell’emergenza abitativa da parte del Governo e della Protezione Civile, la creazione delle tendopoli e la realizzazione delle “New Towns”, attraverso la voce del giornalista Nello Avellani.
Cercheremo di capire qual è il volto dell’Aquila dieci anni dopo, e quali sfide si prospettano per il futuro dei suoi cittadini.

5 Risposte

  1. marta70 ha detto:

    hai fatto benissimo. Il mio abbraccio alla gente d’Abruzzo. Ricordo il dolore di quei giorni, le immagini e la paura per dei compaesani, giovani universitari di cui non si avevano notizie. Si sono salvati tutti, per fortuna.

  2. Markos ha detto:

    Ho voluto creare il post perché sono molto legato a questa città e all’Abruzzo tutto.

    Ho visitato L’Aquila post terremoto nel 2017 ed è stato un brutto colpo. Tutti se ne sono andati, la crisi si fa sentire e i giovani scappano. Ho ancora questo sconforto che mi turba…e pensare che prima era tutt’altra cosa 🙁

  3. Bubino ha detto:

    Grazie Markos! In questi giorni i vari Tg ritornano nei luoghi terremotati. Tra qualche bella luce ovvero lavori finiti (più per donazioni private o soldi di governi stranieri, 2 chiese note sono tornate come prima grazie a Francia e Germania) ma ahimè troppe ombre con alcuni paesi dove non è cambiato molto. E dubito cambierà qualcosa.

  4. Ital ha detto:

    Grazie Markos ….
    Una interessante carrellata degli appuntamenti di alcuni reti su un fatto indelebile per molti che hanno vissuto e non solo …

  5. fedosky ha detto:

    Tanti programmi ma tutti su ottiche diverse: vedrò Draquila per il lato denuncia; il programma di Rai2 con Guanciale per il lato emotivo e la Grande storia di Rai3 per l inchiesta.