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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: L’ALIENISTA

In molti hanno visto la serie, non tutti però ne conoscono la genesi:
L’Alienista, la trilogia di  Caleb Carr e il sequel in arrivo

“Nel XIX secolo, si riteneva che le persone che soffrivano di malattie mentali fossero alienate dalla loro vera natura. Gli esperti che le studiavano erano pertanto noti come alienisti”. Nozioni da manuale di psichiatria, direte. O di psicologia. Oggi però anche per i fanatici di crime è impossibile non saperlo. Se non altro, per la serie lanciata nel 2018 prima su TNT e poi (nel mondo) da Netflix, incentrata proprio sulla figura di un alienista, il dottor Lazslo Kreisler, chiamato a dare la caccia a un violento serial killer di minori che agisce nel lower east side di Manhattan.

È il 1896 e parlare di serial killer è di per sé follia: i serial killer ancora non esistevano, non erano classificati. Il dottor Kreisler anticipa i tempi e per la prima volta adotta una metodologia scientifica nella ricerca dell’omicida, divenendo di fatto un precursore dei moderni profiler. La serie, una dei must del 2018, è ispirata all’omonimo libro del 1994 scritto da Caleb Carr. Il suo debutto nel mondo fiction, dal momento che fino ad allora aveva pubblicato solo saggi storici di stampo militare. Non a caso, per farselo approvare dal suo editore lo presentò inizialmente come un nuovo scritto storico e solo all’ultimo momento della firma rivelò la verità.

Una mezza bugia, dal momento che qualcosa di veramente attinente al reale c’è. La ricostruzione della New York di fine Ottocento, ad esempio. Luoghi celebri come l’ospedale di Bellevue. E le figure che l’hanno animata, su tutte Theodore Roosevelt, che prima di diventare presidente degli Stati Uniti fu governatore di New York (è lui ad assegnare il caso a Kreisler). Citazioni di Freud, Meyer. Riferimenti a Jack Lo Squartatore. E persino il personaggio di Sara Howard, interpretato da Dakota Fanning, che suppoorta nelle indagini Kreisler (l’attore Daniel Brühl) e John Moore (nella serie Luke Evans), si ispira a una figura realmente esistita: Isabella Goodwing, la prima donna a diventare detective nel 1912. Storia e romanzo dunque si incontrano in un thriller psicologico efficacemente congegnato per raccontare, senza il rischio di annoiare, la genesi della moderna criminologia. La serie poi è stata affidata Cary Fukunaga, già regista e produttore della prima stagione di True Detective. Una garanzia.

The Alienist è parte di una trilogia: L’alienista (Newton Compton), L’angelo delle tenebre (Mondadori) e Surrender, New York, in Italia mai uscito. Dal secondo sarà tratto il sequel della serie, già annunciato da TNT. Nell’attesa, qui per chi volesse recuperare si segnala L’Alienista mentre di seguito per i più curiosi riportiamo la sinossi del secondo capitolo della saga:

“New York, estate 1897. All’uscita del Metropolitan Museum la figlia di un diplomatico spagnolo viene strappata dalle braccia della madre e portata via in circostanze drammatiche. Chi si cela dietro questo gesto? Quali segrete ragioni si nascondono dietro al rapimento? L’indagine è delicata e rischiosa perché la Spagna e gli Stati Uniti sono sull’orlo del conflitto e grossi interessi sono in gioco da entrambe le parti. Maestro indiscutibile del thriller psicologico, Caleb Carr nell’Angelo delle tenebre dipinge un altro straordinario affresco della New York di fine Ottocento, in cui accanto a eroi della finzione si muovono personaggi storici, fosche figure dalla doppia personalità e lucidi indagatori dei molteplici aspetti della natura umana. Un mondo in cui luci e ombre si intrecciano, in modo definitivo”