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L’AUDITEL E I TIGGI’ ITALIANI ORFANI DI TARGET GIOVANILE

Nonostante il mondo dei media in Italia sia in continua evoluzione, soprattutto per via del moltiplicarsi dei canali, dell’espansione dei social media e della presenza di diverse fonti d’informazione, lo stato di salute dei telegiornali del nostro Paese è assolutamente nella norma.

Secondo uno studio pubblicato recentemente da Omnicom Media Group e riportato da Klaus Davi sul Giornale di Sicilia e sulla Gazzetta del Sud, si analizza in primo luogo la presa sul target giovanile delle varie testate.

I risultati migliori sono stati ottenuti da Studio Aperto di Anna Broggiato e da SkyTg24 di Giuseppe De Bellis, rispettivamente con un’età media di 51 e 53 anni. Il notiziario più seguito – continua – resta il Tg1 serale diretto da Giuseppe Carboni, ma in questo caso l’età media si alza a 63 anni, segno che la rete che lo ospita ha una linea decisamente senior. E per le altre testate? La situazione non è poi così diversa.

Per esempio il Tg2 di Gennaro Sangiuliano, nell’edizione meridiana delle ore 13.00, si attesa su un’età media di 65 anni, mentre sul suolo Mediaset il Tg4 – tornato recentemente nelle mani di Rosanna Ragusa – va addirittura oltre con un’età media di 66 anni. Da questi primi dati è evidente – sottolinea Davi nel suo pezzo – come specialmente in Rai sia assai problematico attirare un pubblico difficile e al tempo stesso volubile come quello degli under 30.

A ciò si aggiunga una ricerca recente dell’Istituto Demopolis, secondo cui la fruizione giornalistico – televisiva degli under 30 è crollata vistosamente negli ultimi 10 anni (dal 76% del 2009 al 66% del 2019), mentre è cresciuta esponenzialmente quella dei social come fonte d’informazione, passata dal 31% al 75%. Ora vediamo nel dettaglio tutti i dati di testata e le relative età medie, tenendo conto delle principali edizioni meridiane e serali.

 

Fonte: Omnicom Media Group