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LINO GUANCIALE: SONO UN ANTIFASCISTA RADICALE… E NON HO PAURA A DIRLO!

Il Commissario Ricciardi ha monopolizzato la serata televisiva, debuttando con quasi 6 milioni di telespettatori e il 24,10% di share su Rai1. Una serie, quella tratta fedelmente dai romanzi di Maurizio De Giovanni, che ha ulteriormente alzato l’asticella della qualità delle produzioni italiane e in particolare di Rai Fiction.

Costumi, fotografia e scenografia da Premio Oscar. Una cura eccelsa di ogni dettaglio per la fiction interpretata da Lino Guanciale. Un attore che senza gossip ha costruito una carriera solida, fatta di studio, dedizione e impegno totale sul set, e al tempo stesso portando avanti progetti importanti in qualità di testimonial dell’Unicef.

Non mancano chiare prese di posizione di Lino Guanciale, per alcuni ovvie e scontate ma con tutto quello che purtroppo si legge e vede in giro, Italia compresa, non diamole affatto per scontate. Intervistato dal RadioCorriereTv, Guanciale, alla domanda su come ha vissuto il confrontarsi con una serie ambientata nel Fascismo, ha risposto:

Non ho paura di dire che sono un antifascista radicale, ma chi si pone in una certa sponda e lo fa senza timore, può tendere a dividere l’umanità un po’ fuori da una scala di grigi in bianco e nero. Studiare quel periodo e avere l’occasione di sprofondarcisi anche con l’immaginazione, sempre però nutrita da documenti, significa imparare che non tutto è così scontato. Attraverso lo studio impari anche l’opportunità di una messa nei panni dell’altro e che la realtà è più complessa”.

Lino Guanciale prosegue nel ragionamento: “È molto facile affermare con certezza oggi da che parte schierarsi in quegli anni, ma certe cose, per capirle, bisogna viverle. Solo così è possibile comprendere quanto costi schierarsi, opporsi e, in certi casi, morire per le proprie idee. In questo modo ci poniamo in una prospettiva che, pur non salvando nessuno, né giustificando, aiuta a relativizzare, a mettere in discussione le proprie convinzioni”.

Ho vissuto tutto il periodo dell’impegno su Ricciardi, fra le altre cose, chiedendomi se io, in quegli anni, avrei avuto il coraggio di affermare quelle che oggi sono sereno nel dire che sono le mie idee. Che cosa avrei fatto al posto di Modo o Ricciardi? Come mi sarei condotto in rapporto a un regime così violento?”. Guanciale conclude: “Sono domande sane da farsi ai giorni nostri, perché si rischia sempre di ignorare che costo abbia difendere le proprie convinzioni”.

1 Risposta

  1. marta70 ha detto:

    Attendo le scene di Modo e Ricciardi tra le grinfie dei fascisti. Questa fiction è anche educazione civica in un Paese con poca memoria