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LO SFOGO DI FAZIO CONTRO LA RAI: O LA PIANTATE O MI CACCIATE

Lo sfogo di Fabio Fazio apre la giornata televisiva. Una lunga intervista dove il conduttore di “Che Tempo Che Fa” non le manda a dire, tra un clima sempre più teso in Rai nei suoi confronti.

La situazione si è ulteriormente aggravata con l’ultima linea guida approvata dal CdA Rai e da alcuni ribattezzata come la norma anti-Fazio.

Un singolo agente non potrà rappresentare più del 30% degli artisti di una produzione e non potrà più vestire il ruolo di produttore e agente dei volti protagonisti. Una riforma che entrerà in vigore tra 90 giorni, il 17 settembre, e potrebbe avere numerosi effetti sui palinsesti della prossima stagione.

Fazio è anche produttore di “Che Tempo Che Fa” e molti degli ospiti fissi sono della medesima agenzia. Il problema va ben oltre Fazio e tocca molte altre figure che lavorano in Rai. Va tutto bene ma la tempistica di fare una rivoluzione a poche settimane dalla presentazione dei palinsesti non mi pare francamente normale, danneggiando più che aiutando la Rai.

Torniamo al buon Fabio che ricorda i continui attacchi. “Solo nel 2018-19 ho subìto 120 attacchi dall’ex ministro dell’Interno.” E dalla Rai solo silenzi, specifica nell’intervista.

Che Fazio costi troppo e renda troppo poco è una delle accuse più ricorrenti, in particolare di certa stampa. Il giornalista smonta la fake news: “Sono uscite notizie false, han ribaltato i costi di produzione attribuendomeli come guadagni: i 400mila euro diventavano uno stipendio da 12 milioni l’anno per 4 anni.”

E prosegue: “La Corte dei Conti ha dimostrato che il programma costa meno della metà di qualunque altro varietà della stessa fascia oraria.” Fazio pare arrivato al limite della sopportazione.

Non accetto più certe situazioni; quando ho intervistato Macron non hanno mandato in onda gli spot, né mi hanno rimborsato il viaggio, e ho avuto un servizio del Tg2 contro.

Il finale è amaro:

Voglio essere trattato da professionista che lavora in Rai. La piantate o mi cacciate. Ho un contratto ancora per un anno e sto lavorando a un nuovo progetto per Rai3: una storia agiografica della tv per il 2021-’22. Ma non è scontato il prolungamento del contratto oltre la scadenza del ’21.

L’intervista integrale è sul Fatto Quotidiano, a firma di Travaglio e Ferrucci.