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#IORESTOACASA, LETTURE PER PREPARARSI ALLA TV CHE VERRÀ: M – IL FIGLIO DEL SECOLO

Cosa leggere? Segnalazioni quotidiane di libri che hanno ispirato serie tv
in arrivo (o in preparazione) nei prossimi mesi

No, non farà parlare di sé. Farà proprio discutere, lo si può già dire. Così come fece il romanzo, quando uscì nel 2018. M – Il Figlio del Secolo, il “primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini”, scalò subito le classifiche raccogliendo consensi ma anche polemiche. Fino ad aggiudicarsi l’edizione 2019 del prestigioso Premio Strega. Scritto da Antonio Scurati, racconta in forma di romanzo l’ascesa del fascismo a partire dal 23 marzo 1919, il giorno della fondazione a Milano dei Fasci di combattimento. Si conclude quasi sei anni dopo, il 3 gennaio 1925, alla Camera dei Deputati con lo storico discorso in cui Mussolini rivendica la responsabilità “morale” (e non materiale) dell’omicidio Matteotti.

M – Il Figlio del Secolo è il primo volume di una trilogia (l’uscita del secondo è prevista per il 2020): RaiTre gli ha già dedicato un appuntamento serale: un reading letterario, trasmesso l’11 maggio 2019, con Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea e Marco D’Amore. Particolare la struttura: in testa ad ogni capitolo sono indicati il luogo, la data e il personaggio di cui si racconta. Figure di primo piano, ricordate nei volumi di storia, ma anche gregari, il cui ruolo, per quanto limitato, è stato comunque importante. Tutti realmente esistiti, nessuno inventato. Quasi a volere rivendicare la natura di “romanzo documentario”, il volume attinge a piene mani dai documenti dell’epoca, riportati fedelmente. Ciò nonostante proprio sull’efficacia del lavoro di ricostruzione si è scatenato il dibattito.

Un soggetto, anche per questo, più che appetibile per il mercato. Non a caso la Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani, già dietro L’amica Geniale e The Young Pope, ne ha acquistato i diritti per ricavarne una serie. “Pensiamo che possa essere qualcosa di controverso ma allo stesso tempo anche di molto interessante” ha commentato Mieli a Variety, aggiungendo che l’intento non è revisionistico, né di mera provocazione.

Per ora non trapela altro al riguardo, neanche la rete (o la piattaforma?) che si accaparrerà la serie (Hbo-Rai?). Ma di certo la curiosità, al di là del risultato finale, è anche e soprattutto per colui che verrà chiamato ad interpretare un ruolo così complesso da affrontare e per certi versi anche “ingombrante”: “il Figlio di un Secolo che ci ha resi quello che siamo”. Che sia forse uno dei tre sopra citati?

Di seguito la sinossi del romanzo:

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei “puri”, i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come “intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale”. Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell’Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d’inventato non c’è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D’Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l’autore attinge, ma soprattutto per l’effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un’opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall’interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo