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MA DOVE VUOLE ANDARE A PARARE L’ALLIEVA?

Editoriale a cura di Giulio – Il giallo, la comedy. Poliziesco, sentimentale. In parte anche medical. Un conglomerato di generi, L’Allieva. Molte identità, nessuna identità. Tanto da chiedersi: ma dove vuole andare a parare? Ecco, a poche ore dall’ultima puntata (forse l’ultima di sempre), una risposta ancora non c’è. C’è solo un’evoluzione, quella sì. E no, non è nella detection, relegata quasi sempre ai casi di puntata in posizione piuttosto marginale. E neanche nei tormenti amorosi di Alice e del suo mentore CC, sempre pressoché costanti ma più centrali, anche a fronte delle logiche di gradimento del pubblico.

Piuttosto in questi quattro anni l’evoluzione (o meglio la rivoluzione) è in quel senso di inadeguatezza che forgia il personaggio di Alice, nelle pagine dei romanzi di Alessia Gazzola ma anche nella serie di RaiUno, espandendosi all’intero racconto. La goffa specializzanda non ha mai abbandonato la sua sbadataggine, la sua propensione a combinare guai. Ma nel corso di questa terza stagione è molto più sicura di sé: per quanto confusionaria, d’altronde quella è l’indole, ora è ben consapevole di ciò che è, di ciò che vuole. Non è più un’allieva, contrariamente a quanto vorrebbe il titolo. E allo stesso modo la serie, divenuta un prodotto di punta del palinsesto della prima rete e tra le più seguite su RaiPlay.

Probabilmente questa è la più grande scoperta: nel passaggio dalla prima alla terza stagione l’inadeguatezza si è progressivamente risolta in una consapevolezza più marcata lasciando spazio a una dimensione più corale, come emerge anche dal promo in onda in questi giorni per lanciare la puntata (forse) definitiva di questa sera. Paolone e Lara, Cordelia, il fratello Marco, la nonna-guru Amalia. E Visone, il pm Einardi, Silvia, la Wally: personaggi di contorno che di stagione in stagione hanno progressivamente preso il sopravvento al punto da ritagliarsi storylines proprie. E a loro se ne sono aggiunti di nuovi, mentre altri come Yukino o Calligaris se ne sono andati, scomparsi nello stesso buco nero in cui sono finiti i genitori di Alice.

Ecco, L’Allieva non è più L’Allieva. L’Allieva non è più Alice. L’Allieva sono loro, nel loro essere insieme. Nel loro mondo. Un mondo che ha senza dubbio svecchiato la fiction Rai degli ultimi anni. Forse era qui che voleva andare a parare L’Allieva. O forse no. Ad oggi ancora una vera risposta non c’è. E probabilmente è proprio in questa non-risposta la ragione di un successo a cui oggi sarebbe più facile dire arrivederci piuttosto che addio.