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#PECHINOEXPRESS: “CHISSENEFREGA” DEL RESTO QUANDO RIESCI A FAR PARLARE LA TOLLERANZA

PECHINOEXPRESS: "CHISSENEFREGA" DEL RESTO QUANDO RIESCI A FAR PARLARE LA TOLLERANZA

È curioso come proprio nella settimana in cui RaiUno lancia Nero a Metà, fiction costruita anche sul tema dell’integrazione, RaiDue saluti una delle edizioni di Pechino Express più capaci nel tirare fuori il lato più intimo del proprio carattere, quello che al voyeurismo, a lati B e test di gravidanza predilige il racconto dello scontro-incontro tra culture diverse e delle molteplici forme in cui si manifesta.

Sarà forse il periodo storico in cui viviamo, contraddistinto inesorabilmente da un dibattito sempre più acceso su tolleranza e paura del diverso. Oppure la scelta di una location, l’Africa, così distante geograficamente ma così tangibile nei volti e negli occhi di chi vi è nato, sguardi che oggi incrociamo per le nostre strade.

Impossibile non riconoscerlo nella nostalgia del signore tanzanese che, in perfetto italiano, racconta di aver vissuto nel nostro Paese per molti anni fino alla morte della moglie. O nella malinconia della signora marocchina che approfitta dell’ospitalità offerta a una delle coppie per telefonare alla figlia in Italia che non vede da tempo. Impossibile non vederlo nell’entusiasmo di quegli scolari che insegnano ai viaggiatori i nomi di dieci animali in swahili. Impossibile non notare, nel passaggio da Tanzania a Sudafrica, come chi ha poco sia disposto a dare tanto e chi ha tanto non sia disposto a dare. Impossibile non riflettere sulle condizioni di miseria in cui si sono imbattuti i concorrenti, davanti a quei bambini che in un villaggio sperduto inseguono incessantemente i #Surfisti nella speranza di ricevere cibo da loro. Immagini che da sole valgono più di un talk di cinque ore sul tema.

E allora potremmo stare qui a scrivere dei limiti di questa settima edizione di Pechino Express. Degli ascolti ancora non brillanti. Dello scarso mordente: in certi momenti è sembrato più un cross-over tra Turisti Per Caso e Giochi Senza Frontiere che un adventure-game. Dell’esiguo appeal della maggior parte dei partecipanti: su venti, quelli ad aver lasciato davvero il segno si contano sulle dita di una mano (sì, due dita sono per le Signore della Tv). Macchisenefrega! Quando un programma riesce a parlare, a intrattenere, a far riflettere, anche con una certa leggerezza (e questo non è facile), poco importa se totalizza un punto di share in più o uno in meno. Ben vengano altre dieci, venti, trenta edizioni di Pechino Express, ovviamente rivedute e corrette. Perché di un restyling, sì, ce n’è bisogno.

27 Risposte

  1. Ammerde ha detto:

    Quindi l’unica idea propositiva è su un programma su cose che non vuoi.
    Propositivo, zero.

    Niente sogni, cose da fare, cose da imparare, cose da costruire, cose da realizzare… niente. Solo i no.

    Ti stanno rubando il futuro, Enrick, e te lo sta rubando il tuo Salvini che ti insegna solo i no, non certo gli immigrati…

    Se avessi un figlio cosa vorresti per lui?
    “non questo, non quello, non altro…”

  2. Ital ha detto:

    E’ un periodo storico particolare …con politici egoisti, edonisti , malati di notorietà…e non solo in Italia …
    A volte rimango deluso e disincantato della piega che ha preso la nostra società …
    Quando leggo però considerazioni, commenti e opinioni accorate come quelle per esempio di @Amy e @ Marta 70 …mi rincuorano e mi danno speranza ….

  3. Ital ha detto:

    Brava Amy …
    Enrick come i suoi amici fanno proclami senza contenuti ….
    La TV che vogliono ? Quella che idolatra ….i loro leader di plastica ….?

  4. Alessandro Stamera ha detto:

    Ecco, questo è uno dei momenti in cui ringrazio di aver bloccato Enrick

  5. Alessandro Stamera ha detto:

    Io non li detesto per definizione, detesto che ha il modo di Mediaset di gestirli.
    Questo programma è un esempio di reality gestito bene.

  6. marta70 ha detto:

    ce la fai a parlare e/o scrivere senza frasi fratte? Un pensiero non propriamente articolato lo riesci ad esporre? perche’ parli alla prima persona plurale di grazia? La mancanza di curiosita’ e le tue certezze granitiche ti limitano. Coltivare l’arte del dubbio fa molto bene, ma capisco che comporta fatica. Molto piu’ facile parlare per slogan e fare l’ultras.

  7. Atomth ha detto:

    Non je la fa’. Per questo il sovranista non ti risponde.

  8. Enrick81 ha detto:

    Io sono pro salvini

  9. Enrick81 ha detto:

    Chissene io penso prima a noi italiani e poi se ho tempo agli altri a cui vogliono imporci integrazione che non vogliamo

  10. Enrick81 ha detto:

    Un programma sugli italiani sulle loro difficoltà sulle loro paure sulla volontà di non avere a che fare con gli stranieri

  11. Beppe ha detto:

    Ascolti bassi a parte, nonostante qualche ripetitività di troppo nel game, resta uno dei migliori programmi degli ultimi 10 anni!

  12. Ammerde ha detto:

    Quanto è drammatico il bisogno di “sentirselo un po’ più lungo”/”Sentirsela calla” nascosto nel “io sto con salvini”, “io sto con corona”.

    Sembrano “io stavo col libanese”.

    Ma non vedi che il tuo mito è uno che hanno mollato tutte le donne della sua vita, che ha fatto figli con tizie diverse e ora deve pubblicare gattini, che per diventare il capo della lega ha dovuto aspettare vent’anni che “morisse” Bossi e coprire le sue malefatte tipo i 49 milioni di euro – 49.000.000 – rubati agli italiani?

    p.s. quando hai il raffreddore, o qualcosa di peggio, lo sai che l’antibiotico se l’è inventato un non italiano? Lì non vale “prima gli italiani”?
    Lo sai che quando usi il cellulare, l’hanno progettato e costruiti dei “non italiani”?
    Lo sai che quando prendi la macchina, la benzina non viene da “noi italiani” perché ne abbiamo poca in mano alla mafia (italiana)?

    Lo so, è tempo perso… ma prima o poi ci sarà il risveglio…

  13. Ammerde ha detto:

    Continui a non rispondere, vedi?
    Non…
    Non…
    Non…

    Ti ho chiesto una proposta, mica tante. Una.
    Ma non riesci ad andare oltre i “non”.
    Non hai nemmeno una alternativa da proporre a quello che ti hanno convinto a odiare.

  14. Ammerde ha detto:

    Guarda io in genere i reality li detesto proprio per definizione.
    E il giovedì c’è la fiction.
    Però dalla recensione, c’è qualcosa che mi sembra vada oltre e potrebbe prendermi…
    Magari recupero su raiplay.

  15. Enrick81 ha detto:

    Forse non spot pro immigrazione camuffati da reality visto che la maggioranza degli italiani è contraria agli immigrati

  16. Enrick81 ha detto:

    Forse talk non a favore di migranti, forse una Rai che non dia spazio alle cavolate di Saviano, forse una Rai che non dia spazio alle fake news di Cottarelli

  17. Alessandro Stamera ha detto:

    Guardalo.
    E’ l’unico reality decente di quest’anno.

  18. Ammerde ha detto:

    No, non è una risposta.
    Spazio per fare cosa?
    Quali sono le idee?

    Oltre al revanchismo, cos’è che ti rappresenta?
    Cosa vuoi su raidue al posto di pechino express?
    Quale storia? Quale vita?

  19. Enrick81 ha detto:

    Articolo orrendo grazie a Dio gli italiani vanno su altro e la pensano diversamente da voi come sancito il 4 marzo scorso

  20. Enrick81 ha detto:

    E poi prima noi italiani poi il resto

  21. Enrick81 ha detto:

    Forse un po’ di spazio che nella Rai non abbiamo

  22. Ammerde ha detto:

    Dai Enrick. Voi sovranisti cosa volete vedere in tv?
    Proponi.

  23. Ammerde ha detto:

    Bellissima recensione che fa venire voglia di recuperare tutte le puntate, non avendolo visto.

  24. Enrick81 ha detto:

    Ma la Rai quando cavolo dà spazio a noi sovranisti che governiamo l’italia sempre idee sinistroidi

  25. marta70 ha detto:

    che bell’articolo. Condivido tutto.

  26. Alessandro Stamera ha detto:

    Concordo. Il programma, pur necessitando di miglioramenti, è l’unico reality che merita di essere confermato. Anche se tuttavia devo dire che ho trovato carine alcune idee degli autori per quanto riguarda prove e giochi.
    Bene, e ora diamo inizio agli insulti.