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MAGALLI: SONO AFFEZIONATO AL COLLEGIO MA CHE IGNORANZA. IL GF? HANNO IL COPIONCINO

Giancarlo Magalli torna ad essere la voce narrante de “Il Collegio”, l’appuntamento cult dei giovanissimi che torna stasera su Rai2. In un’ampia intervista, analizza il mondo dei reality.

Sono ripetente, sono quattro anni che lo faccio“, esordisce così il conduttore con la consueta ironia. Magalli, tranne la scorsa edizione, è sempre stato la voce del reality. “Nei primi anni era ambientato nei Sessanta, gli anni della mia scuola. Mi sono rivisto dietro ai banchi, ho rivisto situazioni che conoscevo, atteggiamenti dei professori, metodi d’insegnamento, metodi puntivi che avevo nella memoria.”

“Anche le clip storiche che realizziamo riguardano fatti che mi erano noti. Poi, piano piano, la storia è avanzata, gli anni sono passati, siamo arrivati a quelli in cui le mie figlie andavano a scuola. A “Il Collegio” mi sono proprio affezionato.”

Cosa prova di fronte alle emozioni dei giovani protagonisti del programma? “Le lacrime sono vere e quasi sempre hanno tre diverse cause. La prima è il distacco dalla famiglia. Si tratta di giovani che si credono forti, indipendenti, poi magari la notte nel letto pensano alla mamma e al papà e scende loro una lacrimuccia.”

“Ci sono anche le lacrime per gli amori, piccoli innamoramenti, infatuazioni, che non sempre danno gioia. Molti piangono anche per insofferenza a un regime scolastico che non hanno vissuto. (…) Sono sintomi di una insofferenza a una disciplina a cui i giovani di oggi non sono più abituati.

Giancarlo teenager avrebbe partecipato a “Il Collegio”? Credo di no, i reality non mi piacciono oggi e non mi sarebbero piaciuti neanche all’epoca in cui andavo a scuola. I reality devono essere “reali”, lo era la prima edizione del “Grande Fratello”. Ero incantato a vedere quella umanità trasparente che mostrava i suoi difetti, i suoi pregi, senza filtri, che parlava di tutto, era un esperimento antropologico.”

“Negli anni successivi vedevi che ciascuno entrava con il proprio copioncino in tasca. I giovani sono più spontanei, però anche lì si capisce che ognuno ha un modello in testa a cui vorrebbe somigliare.”

Cosa rende questo programma vincente tra i ragazzi e non solo? È proprio questo “e non solo”. “Il Collegio” è un programma intergenerazionale. È così sin dalla prima edizione quando a guardarlo c’erano i ragazzi che vedevano se stessi, accanto, sul divano, c’erano i genitori che guardavano i loro ragazzi e quelli che erano simili ai loro figli.”

“Oltre a vederli insofferenti alla disciplina li scoprivano di un’ignoranza mostruosa, perché la scuola non è più quella di quell’epoca, non si imparano più i classici, non si studiano le poesie a memoria, la storia è molto limitata e quindi se chiedi a questi giovani chi era Garibaldi hanno seri dubbi nel rispondere. E poi i nonni, che rivedevano la scuola della loro infanzia.”

Fonte: RadioCorriereTv

4 Risposte

  1. Lorelfo ha detto:

    Quindi non gli piacciono i reality ma ne ‘conduce’ uno. Ha molto senso…

  2. Gius ha detto:

    Perche vuoi che va via se vince i fatti vostri contro italiano dimmi

  3. Elisa ha detto:

    Condivido la sua opinione sui reality e sulla prima edizione del GF, che infatti per certi versi mi piaceva.

  4. Alextv ha detto:

    Con tutto il rispetto ma quando ci libereremo di Magalli dando spazio a qualche volto nuovo ???