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MALGIOGLIO: I MANESKIN? CI SARÀ DA COMBATTERE MOLTO. SPIAZZERANNO IL PUBBLICO EUROPEO

Questa sera e giovedì, dalle 20.45 su Rai4, le semifinali dell’Eurovision Song Contest 2021. L’Italia sale sul palco sabato, questa volta su Rai1, nella finale dell’Esc. A rappresentarci ci sono i Maneskin. A commentare la serata, Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio.

Cristiano, pronto a commentare l’Eurovision Song Contest?

Ho ascoltato le canzoni e devo dire che sono pazzesche, mamma mia che meraviglia! Forse sono le più belle tra quelle degli Eurovision degli ultimi anni.

Cosa la appassiona di questa manifestazione?

Queste voci potenti, particolari, arrangiamenti che sono dei boati. Molti brani hanno arrangiamenti stile arabic music. C’è molto ritmo, ci sono voci che sono un incanto.

Dall’Italia arrivano i Måneskin…

Tifo naturalmente per loro, nessuno si aspetta dal nostro Paese un gruppo così trasgressivo, particolare, rock. Noi siamo connotati con la grande melodia. Questa volta saranno spiazzati. Loro hanno un’immagine pazzesca, una buona canzone, siamo con loro anche se la concorrenza è forte. Se devo essere sincero adoro il cantante dell’Austria, che porta una canzone favolosa che si chiama “Amen”, anche la Russia arriva con un brano straordinario. Meravigliosa anche la canzone albanese, apprezzo la modernità della voce della cantante, gli arrangiamenti sembrano fatti dai grandi numeri uno americani. Mi piacciono molto anche il cantante inglese e il gruppo portoghese, che finalmente non propone la solita canzone di Fado, e poi la cantante francese è molto dolce, ha una voce particolare. La sento molto vicina a Françoise Hardy. Sono tutte belle, sarà difficile, anche da parte mia, dare giudizi. Avrei voluto parlare male di qualcuno, ma è impossibile.

Che caratteristiche deve avere un artista per vincere l’Eurovision?

Dovrebbe andare in scena Cristiano Malgioglio (sorride).

Quanto contano look e originalità?

A volte niente, altre volte tanto. Pensiamo a Salvador Sobral, si è presentato sul palco in modo semplice, tranquillo. Lì hanno vinto la melodia e la dolcezza. Il look è certamente importante, ma ormai hanno inventato tutto, non c’è più niente di nuovo. Vedi questi grandi abiti, artisti che ballano in stile Madonna, Lady Gaga, Beyoncé, ma a me colpiscono molto le voci, quelle degli uomini sono meravigliose.

Certa critica definisce l’Eurovision eccessivamente “nazional popolare”, cosa si sente di dire ai detrattori della manifestazione?

I detrattori sono quelli che non capiscono mai niente, ma per fortuna ci sono, abbiamo bisogno anche di loro. Se non ci fossero sarebbe triste.

Nel 1964 Gigliola Cinquetti, nel 1990 Toto Cutugno, è il momento di tornare a vincere…

Non c’è due senza tre. Quelli di allora erano altri tempi, le canzoni erano diverse, altri tipi di melodie e di arrangiamenti. La musica è andata molto avanti, ci sono nuovi generi, si va alla ricerca, all’Eurovision Song Contest c’è della buona musica anche se spesso è difficile per il nostro palato musicale. Speriamo che possa venire fuori qualcuno che abbia successo anche in Italia. Penso che quest’anno anche le radio avranno delle belle sorprese.

Che look si aspetta dai Måneskin?

Naturalmente non andranno con la cravatta come fossero a un matrimonio. Avranno un look particolare, facendo rock devono essere trasgressivi al massimo. Sarà una bella sorpresa.

Un consiglio e un augurio per i nostri portabandiera?

Ci sarà da combattere molto, ma già essere su quel palco è una vittoria, l’Eurovision ti consente di farti conoscere a livello internazionale. Sono giovani ma hanno fatto la gavetta, sono bravi. A loro dico, ragazzi andate e spaccate tutto.

Fonte: RadioCorriereTv