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MARCO E TUTTI I RAGAZZI CHE SI RIBELLANO ALLA RETORICA DEGLI ADULTI

Si dibatte spesso ultimamente per via del successo clamoroso de Il Collegio, il docu-reality di Rai2, nelle fasce d’età più giovani della popolazione italiana, e come quasi sempre accade in Italia si scade nella retorica e nel qualunquismo senza andare veramente a fondo. In maniera molto semplicistica ci si chiede se questo programma sia diseducativo e già di per se nel 2019 questo fa sorridere, ci si scandalizza di fronte ai comportamenti di taluni protagonisti sui social quando gli adulti fanno ben di peggio. e ovviamente si drammatizza sullo stato attuale della generazione futura. Premetto che in un paese dove una donna di 60 anni cerca di impedire ad una bambina di colore di sedersi accanto a lei sul bus, dove padri litigano e discriminano ragazzini durante la partita di calcetto dei propri figli, dove genitori picchiano professori rei di aver giustamente punito il figlio/a per comportamento inopportuno, più che interrogarci sulla nuova generazione dovremmo fare riflessioni profonde su quelle precedenti. I giovani oggi sono molto di più di un like su Instagram, sono molto più consapevoli vedi il problema ambientale e ciò che è riuscita a muovere Greta Thumberg, una coscienza collettiva che non si vedeva dalla rivoluzione culturale del 68.

Oggi ho deciso di raccontarvi la storia di Marco (nome fittizio), è solo la storia di un ragazzo ma non rappresenta una rarità. Marco ha 16 anni i suoi genitori sono giovani 42 anni entrambi e godono di un lavoro molto redditizio, Marco ha un fratello gemello Alessio e una sorellina Laura di 10 anni. E’ un ragazzo sereno senza troppi grilli per la testa, è un bel ragazzo sportivo molto corteggiato dalle coetanee, ha deciso che da grande farà il ricercatore scientifico, lo ha deciso dopo che 1 anno fa un suo caro amico ha lasciato questa terra troppo presto a causa di una malattia che non lascia scampo.

E’ andato da suo padre Marco il giorno dopo il funerale e gli ha promesso che la sua missione sarà il progresso della medicina, affinchè in futuro un padre ed una madre non debbano piangere la morte di un figlio quindicenne. Mesi dopo ad un incontro a scuola Marco ha raccontato la storia del suo sfortunato amico, ha spiegato agli adulti presenti che la malattia che lo ha colpito è molto probabilmente scaturita dall’azione inquinante di un’azienda che per decenni ha operato nell’area in maniera scellerata e senza scrupoli, alla fine del discorso le sue parole sono state: “non vi dico di vergognarvi perchè so che non ne siete capaci, ma per un solo attimo, uno solo pensate a Davide e fate i conti con la propria coscienza”.

Marco qualche mese fa ha scoperto che suo fratello Alessio è gay, lo ha scoperto perchè lui è sempre attento alle persone che ama, e ha notato che il fratello era cambiato, si era incupito e non parlava più con lui. Ha scoperto che era stato preso di mira a scuola da un gruppo di bulli, senza dir nulla al fratello ha affrontato i bulli.  Non sono volate botte, durante un’assemblea d’istituto li ha messi sul fatto compiuto. Ha chiesto loro se domani qualcuno gli impedisse di amare liberamente come si sarebbero sentiti, se la società li giudicasse semplicemente perchè si innamorano di Tizio piuttosto che di Caio come avrebbero reagito, se qualcuno addirittura si senta in potere di picchiarti per i tuoi sentimenti cosa avrebbero fatto. Ovviamente loro non hanno risposto ma la stragrande maggioranza dei ragazzi presenti in assemblea lo ha osannato, poi è andato dal fratello lo ha abbracciato e gli ha chiesto scherzosamente chi fosse suo cognato, sottolineandogli che mai più avrebbe dovuto nascondergli qualcosa, e che per lui non sarebbe cambiato nulla.

Marco ha spiegato a tutta la famiglia come fare in maniera corretta la raccolta differenziata, ed ogni giorno è lui che divide tutti i rifiuti in maniera certosina, ha spiegato ai genitori i rischi che comportano le microplastiche e il danno reale che sta causando il surriscaldamento globale. Marco non è un santo, è un normalissimo adolescente del 2019, che si diverte, che fa errori, ma che come tanti, moltissimi della sua generazione è consapevole, è aperto mentalmente, è brillante. Usa i social ma non è schiavo, guarda Il Collegio e riesce a distinguere uno show costruito dalla vita reale, riesce a carpirne il messaggio, senza venirne influenzato passivamente o negativamente, perchè lui sa che è solo tv e che la realtà per colpa soprattutto degli adulti è decisamente peggiore.