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MASSIMO GILETTI FA CHIAREZZA FINALMENTE SUL TONY COLOMBO DEL 2019 (NON IL CANTANTE NEOMELODICO DEL 2014)

Una settimana fa avevo strabuzzato gli occhi nel leggere svariati commentatori che, dopo la visione di Live, imputavano a Milly Carlucci, ma anche a Simona Ventura, la colpa di aver portato in tv Tony Colombo.

Ieri sera, a “Non è l’Arena“, si è affrontato il tema con il direttore di FanPage, Francesco Piccinini, che ha portato alla luce, nel 2019, un’inchiesta giornalista molto forte su presunti legami del cantante neomelodico con la camorra. All’epoca della partecipazione a “Ballando con le stelle” nel 2014, come anche a X-Factor, era “solo” un cantante e basta. Nello specifico, il chiamarlo a Ballando era esclusivamente legato all’essere un popolare volto della musica neomelodica, il riscatto di un giovane del Sud che trova il successo grazie alle sue doti vocali.

Massimo Giletti è intervenuto, dicendo che:

Come mai siamo sempre e solo noi a raccontare chi erano i Marino? (Nel 2019 Tony Colombo ha sposato la vedova del boss Gaetano Marino, ndr). Io mi piglio le critiche, gli attacchi personali, però sinceramente è curioso che su questa vicenda tutti giochino alla principessa e alla coroncina, però poi alla fine la verità purtroppo è un’altra.

Selvaggia Lucarelli, presente al dibattito, ha aggiunto che:

La conduttrice di quel salotto ha chiamato Tina Rispoli ‘principessa con la coroncina‘, io non la chiamerei principessa con la coroncina. Tu non puoi avere davanti la vedova di un boss e Tony Colombo e lasciare che dall’altra parte ci sia, con tutto il rispetto, Veronica Maya, direttori di riviste di gossip. Gravissimo, ho sentito dire ad Alessandra Mussolini cose gravi come: ‘La camorra è dappertutto‘, quasi ridicolizzando e minimizzando la questione.

Il nodo cruciale, che si ricollega all’incipit, è però il giustificare (non è la prima volta) la presenza di certi ospiti con i loro passati trascorsi televisivi. Peccato che in alcuni casi, come questo nello specifico, si tratti di paragoni totalmente decontestualizzati e che rischiano di fuorviare il giudizio del telespettatore, come è poi avvenuto a leggere i social.

Giletti ha concluso così il dibattito:

La nostra responsabilità è enorme, soprattutto se si parla a un pubblico che non ha la capacità di sapere di chi si sta parlando. Non tutti sanno chi è Tony Colombo e chi è Tina Rispoli. Ma a che gioco gioca questa televisione?

13 Risposte

  1. Sabato ha detto:

    Insomma, se devi tornare indietro di un anno e mezzo, per la precisione ad una giornata eccezionale per via della crisi politica, per rinvenire un ascolto particolarmente positivo di Non è L’Arena (che superò Fazio dello 0,21% di share), significa che Giletti tanto bene non va.
    Detto questo, non ho mai affermato che Giletti vada male: ho detto che quest’autunno sta andando peggio rispetto al passato e che è ben lontano (altro che calcagna!) dal superare Che Tempo Che Fa anche ora che il talk di Fazio è trasmesso da una rete cadetta.
    [PS: cosa c’entra la mezz’ora di ritardo con cui sarebbe partito Giletti? Per confrontare gli ascolti di due programmi in onda in contemporanea solo per una parte della serata si guarda la sovrapposizione! Si vede proprio che non ne capisci molto, di TV…]
    Per quanto riguarda il discorso “La7 fu sul pezzo, Fazio no”, ti ricordo che Fazio conduce un talk che si occupa sì di attualità, ma non di informazione in tempo reale. Fazio approfondisce alcuni temi, anche inerenti al mondo della politica, ma non è compito di CTCF informare live sui fatti in corso: per quello ci sono gli speciali dei Tg, i talk politici e le reti all news. A questo punto mi chiedo per quale motivo non rinfacci alla De Filippi il fatto di non aver aggiornato il proprio pubblico sulle novità politiche (c’era Amici in onda).
    Trovo scorretto definire La7 “la rete meno vista delle prime 7”, in quanto sappiamo benissimo che la rete di Cairo si difende molto bene, nell’ambito dell’informazione, con alcuni programmi il cui successo non ha nulla da invidiare a quello di trasmissioni Rai e Mediaset. Per contro, molte prime serate di Rai2, Rai3, Rete4, Italia1 e addirittura Canale5 (vedi ieri sera) crollano al punto tale da imitare, nei numeri, le più piccole reti del digitale. L’unico personaggio TV di cui si può apprezzare il successo “nonostante la rete” è Crozza, che fa ascolti ottimi da anni pur andando in onda su Nove.
    Concludo sottolineando che non ho idoli e che, se li avessi, sarebbero più importanti di Fazio, per quanto io lo stimi come uomo e ne riconosca il valore come artista. Buona serata

  2. Jag90 ha detto:

    Ma è importante anche il TONO con cui si dicono le cose…il contesto in cui si dicono le cose..non buttare certe cose gravi in caciara.
    È anche questo che distingue un giornalista da una COMARE DI PAESE.

  3. Daniela ha detto:

    Il Gilettone sta alle calcagna di Fazio nonostante faccia un programma sulla rete meno vista delle prime 7.
    Il tuo idolo invece per il momento è ben sotto obiettivo della rete.
    E voglio ricordarti la storica puntata del 27 maggio 2018 quando, con l’Italia in piena crisi politica, Non è l’Arena fece il 13.5% di share sconfiggendo CTCF, nonostante Giletti parti’ con quasi mezz’ora di ritardo rispetto al solito.
    La differenza quella sera fu che La7 fu sul pezzo aggiornando in tempo reale su quello che stava accadendo. Invece Fazio ospitò i soliti amici suoi andando fuori tema

  4. Daniela ha detto:

    Giletti finisce sempre prima dell’1. La D’Urso chiude fra le 1.15 e l’1.30

  5. Daniela ha detto:

    4% dove? 6% ieri sera.
    Fazio non mi risulta abbia mai fatto inchieste. Non fosse stato per Giletti, ad esempio, la storia delle sorelle Napoli non sarebbe mai venuta a galla

  6. Mat ha detto:

    Ma Giletti riesce a portare a casa una puntata senza dover attaccare una sua collega? Pensasse a come risollevarsi da quel 4% nonostante si sia buttato pure lui sul caso Prati e ora su Tony Colombo.
    Visto che si vanta così tanto di saper fare giornalismo guardasse e imparasse da Fazio e Bignardi (per citarne solo due) o le restanti trasmissioni della sua rete.

  7. Massimo ha detto:

    La7 e Giletti devono ringraziare la d’urso che gli fa fare puntate su puntate a continuare a sparlare di lei… quante volte l’ha detto durante Live che tina Rispoli è la vedova di un boss? Quante volte l’ha detto anche a live la passata stagione che era la vedova di un boss e mandava i titoli dei giornali?!?! Però fa bene ed è bravo solo Giletti… meno male che c’è lui a tenere alta la bandiera dei giornalisti… si si.. l’importante è crederci…

  8. Mauro ha detto:

    Ha ragione Giletti, più che giornalisti li chiamarei giornalai a questi di videonews

  9. Alessandro Stamera ha detto:

    Ahimé devo dare ragione a Giletti, pur non apprezzandone il programma.

  10. Jag90 ha detto:

    Videonews non è una testata giornalistica…il vero giornalismo è altro.
    Ma la cosa grave è che trattano temi importanti con estrema superficialità, buttano fango su colleghi x giustificare il loro comportamento e purtroppo davvero contribuiscono al degrado culturale di questo paese.
    Ma l’Ordine dei giornalisti dov’è? un richiamino no?

  11. Sabato ha detto:

    Questo fa calare i valori assoluti e aumentare lo share… Per un confronto preciso fra due programmi aventi durata molto diversa serve la sovrapposizione.

  12. Mat ha detto:

    Considerando che finisce oltre l’una (ma giustamente cio viene specificato solo per la d’Urso) 😂

  13. Sabato ha detto:

    Ricordo che, dopo il suo debutto boom su La7, Giletti fu da molti considerato capace di battere la concorrenza di Che Tempo Che Fa, all’epoca in onda su Rai1: “Trema, Fazio!“, dicevano.
    Ovviamente ciò non è mai successo e non succede nemmeno ora che il talk di Fazio è stato sfrattato dall’ammiraglia e spostato su Rai2, in uno slot scomodo della sera più affollata della TV.
    Anzi, quest’autunno Giletti sta ottenendo ascolti decisamente più modesti – 1 milione (o poco più) di telespettatori e il 5,qualcosa % di share – nonostante le trovate acchiappa-pubblico come l’ospitata della Prati e simili.