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MASSIMO LOPEZ E TULLIO SOLENGHI, TRA IL SUCCESSO A TEATRO E #DOMENICAIN

«Sul divano nel salotto di Massimo, ci sono impresse le impronte dei nostri sederi», dice Tullio Solenghi. «È vero! E con Tullio ci siamo emozionati, ritrovandoci sul mio divano, come un tempo, con i fogli in mano, anzi, ormai con il computer, per scrivere il testo del nuovo spettacolo», conferma Massimo Lopez.

Due grandi amici, una lunga storia in comune che continua ad alimentarsi di nuove avventure teatrali. Fino al 14 aprile sono protagonisti dello show che porta i loro nomi e che approda, dopo quasi 200 repliche in giro per l’Italia, al Teatro Olimpico di Roma. «Con quelle che faremo nella capitale, arriveremo a 220 – precisa Solenghi – e sono già programmate altre 80 in tournée». «Un tour de force – aggiunge Lopez – che nasce dalla voglia di divertirci e divertire il pubblico, e pare che ci stiamo riuscendo…».

Dopo La strana coppia, che li vide insieme una quindicina di anni fa, i due artisti si spartiscono di nuovo un caleidoscopio di scene e scenette: i cavalli di battaglia? «Qualcuno potrebbe pensare a una sorta di revival, ma non è così – risponde Lopez – Certo, si riconosce l’impronta storica del nostro percorso umoristico, ma ciò che proponiamo alla platea sono cose nuove. Ivi compreso il fatto che, oltre a recitare, cantiamo, accompagnati dalla Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio». Conferma Solenghi: «Senza la presenza di Anna (Marchesini ndr), che comunque è sempre in mezzo a noi, il nostro racconto è un gioco di scatole cinesi». Tra i numerosi sketch, l’incontro tra i papi Bergoglio (Lopez) e Ratzinger (Solenghi). «Sì, ma stavolta li cogliamo in un siparietto di vita domestica», spiega Lopez. «Sono lì a decidere cosa fare per cena: devono fare la spesa», aggiunge Solenghi. E poi l’imitazione di Maurizio Costanzo (Lopez) e Giampiero Mughini (Solenghi). «Io farò anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – anticipa Lopez – ma non posso svelare cosa farò, altrimenti rovino la sorpresa, e Di Maio e Salvini sono solo evocati».

Un sodalizio, il loro, che dura da quasi quarant’anni. «Il Trio nacque alla radio nel 1982 – racconta Tullio – perché io avevo avuto la proposta di realizzare un varietà e mi venne in mente di chiamare i due colleghi-amici, Anna e Massimo. Due anni dopo passammo in televisione… seguì un fortunato periodo fino allo scioglimento del Trio nel 1994». Uno scioglimento che non fu traumatico. «Assolutamente no – dice Massimo – Ci lasciammo perché proprio io sentivo di non avere più idee per continuare a lavorare insieme, una crisi di fantasia, non avvertivo più il piacere a inventare. Proposi quindi agli altri di percorrere per qualche tempo strade diverse, per poi ricongiungerci…».

In tutto questo tempo, mai una lite? «Sembrerà strano ma è proprio così – afferma Tullio – Certo, qualche bagatella… per esempio riguardo alla cronica mancanza di puntualità di Massimo agli appuntamenti. Basti dire che un giorno, siccome era arrivato in orario, fece tre volte il giro del palazzo per confermarsi ritardatario». Conferma ridendo Massimo: «È vero, ma adesso è Massimo che rischia di arrivare in ritardo. E comunque lui ed io non possiamo litigare, perché abitando nello stesso palazzo siamo abituati alle liti del condominio». Conclude Tullio: «Riconfermiamo la nostra complicità». Massimo: «È sufficiente un’alzata di sopracciglio e ci capiamo al volo». (Corriere della Sera)

Massimo Lopez e Tullio Solenghi saranno tra gli ospiti di Domenica In: una bella chiacchierata con Mara Venier e un piccolo show dove daranno vita ad alcune divertenti imitazioni. Appuntamento domani alle 14:00 su Raiuno.

2 Risposte

  1. Saruzzo ha detto:

    Excellent idea!

  2. Bubino ha detto:

    Se Mara accetterà di rifare Domenica In, lancio l’idea di uno spazio fisso per Lopez-Solenghi. Una “copertina” dove, magari proprio nei panni dei Papi, commentano i fatti della settimana a modo loro.