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E SE L’ESPERIMENTO SFUGGISSE DI MANO? IL LATO OSCURO DI #MATRIMONIOAPRIMAVISTA

Recensione a cura di @giulio – Incuriosisce. Inquieta. Fa discutere. E in Real Time sembra aver trovato un porto sicuro. Non lo dicono solo gli ascolti ma anche il riscontro registrato sui social in queste settimane dalla quarta edizione di Matrimonio A Prima Vista, la prima targata Discovery. Due persone scelgono di sposarsi senza conoscersi, né essersi mai viste prima, affidandosi esclusivamente a un team di esperti che per mezzo di innumerevoli test psicoattitudinali ne valuta la compatibilità. Le telecamere li continuano a seguire anche nelle prime settimane dopo il matrimonio: quaranta giorni all’incirca per decidere se divorziare o meno. Per qualcuno follia, per altri solo un gioco. Ma è la scrittura stessa a rivelare il “no-sense” di un format che funziona proprio nella “non realizzazione” di quella compatibilità che si propone di ricercare scientificamente.

Perché anche a un occhio meno esperto, è evidente che Matrimonio A Prima Vista funziona se le coppie create non funzionano. Se tra i due sorgono attriti. Se scattano rivalità. Se non c’è convinzione. D’altronde chi lo guarderebbe se fosse tutto “rose e fiori”? Se i protagonisti, qualora non si conoscessero davvero in precedenza, finissero per piacersi da subito e andare d’amore e d’accordo? Per quanto la scienza possa averci messo lo zampino, è piuttosto palese che né Federica né Ambra (per limitarci all’edizione di quest’anno) fossero pronte, almeno psicologicamente, per affrontare una esperienza come questa. Ognuna per le proprio ragioni, sia chiaro. E nessuno qui ne mette in dubbio la volontà di partecipare. Ma non serve uno psicologo per percepire fin dai primi minuti il disagio e la poca convinzione di entrambe nell’essersi messe in situazioni “estreme” come queste. È un po’ come nel 2000 quando, nel boom del primo Grande Fratello, ci fu chi mise in discussione i meccanismi di selezione sostenendo che gli autori prediligevano ragazzi complessi, emotivamente vulnerabili, con esperienze dolorose alle spalle, perché “questo fa show”. Allora per il GF si parlava di “esperimento sociale”, proprio come oggi per Matrimonio a Prima Vista.

Ma l’esperimento, almeno all’estero, sembra essere sfuggito di mano: in Australia, ad esempio, durante la sesta stagione due delle coppie formate dagli esperti si sono separate a reality in corso. Dopo essersi conosciuti nello show, Jessica e Dan hanno deciso di lasciare i rispettivi coniugi “imposti scientificamente” e si sono messi insieme, chiedendo di poter comunque continuare a far parte del programma, nonostante insistenti voci di tradimenti precedenti. Quanta affinità (per la cronaca si sono lasciati anche loro poco dopo la fine dello show)! In molti hanno pensato a combinazioni realizzate più sui meccanismi televisivi che sulla scienza. E le proteste sono arrivate persino su Change.org, dove è stata lanciata una petizione per chiedere la chiusura dello show dopo il caso Jess-Dan. E non è stata l’unica: tra le varie create per boicottare lo show visti i contenuti troppo forti (violente risse ed esplicite scene di sesso), una è stata indirizzata a una psicologa del team, colpevole di aver usato toni offensivi nel rimproverare un concorrente (più di 50mila firme). In Italia siamo ancora molto lontani da tutto ciò, almeno per ora. E speriamo di rimanerci.

1 Risposta

  1. Ital ha detto:

    Francamente vedo questi show ….come ….delle fiction con gente comune ….
    Ovvero ….alla fine il canovaccio prevede …problemi e liti ….
    Naturalmente…quel che non e’ programmabile …e’ quanto diventino drammatici o decisamente trash perche dipende dalle persone ….
    Alzare asticella del becero ….certo puo portare ascolti ….ma rischia di portare alla ribalta e sotto i riflettori…comportamenti disdicevoli e senza valori di fondo.
    E certamente….non abbiamo bisogno di questo ….