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MEDIASET E RAI: TORNA LA GUERRA COME AI TEMPI D’ORO? “SERVE UNA FASE NUOVA, AGGRESSIVA”

La tv generalista è viva e vegeta, anzi vegetissima. A dispetto di pay tv, streaming e colossi stranieri sempre più forti e seguiti specialmente da un pubblico più giovane, il fascino, gli ascolti e il potere di Rai e Mediaset attrae e resiste al tempo, con qualche ruga in più, segno della piena maturità raggiunta. Due aziende in continua evoluzione e consapevoli delle sfide del futuro.

Secondo il bene informato Dagospia, mentre la Rai si prepara a ricambiare pelle con le nuove nomine, per Mediaset si prospetterebbe una fase più aggressiva. Chi ha vissuto la tv degli anni ’80, ’90 e parte dei 2000 sa quale euforia e “guerre” di palinsesti sono intercorse tra i colossi della tv generalista a suon di show, serie, eventi, calcio e telemercato dei volti più amati.

Le precarie condizioni di salute di Silvio Berlusconi hanno impresso una rapida trasformazione degli equilibri interni alle aziende del Cav. E’ Marina, la primogenita, ad avere raccolto le redini della baracca e ad aver disposto, con cipiglio guerriero, alcune fondamentali decisioni.

E’ stata lei, come dagoanticipato, a intervenire sul caso Mediaset-Vivendi, dove l’avvocato Carlo Montagna (partner dello studio Erede) ha a lungo duellato con i francesi senza cavare un ragno dal buco. Su input di Marina è subentrato l’avvocato Fossati dello studio Chiomenti che ha chiuso la querelle in un soffio (la disputa con la famiglia Bolloré ha anche sancito la “sparizione” dai radar dell’avvocato Ghedini).

E’ stata Marina la prima a “ripudiare” quello che per lei è un secondo padre, Fedele Confalonieri, quando questi si è lasciato incantare dalle sirene della Lega e di Salvini. E’ stata sempre lei a decidere di affidare la direzione de “il Giornale” a Nicola Porro.

Il fratello del Cav, Paolo, che formalmente è l’editore del quotidiano, conta come il due di coppe con briscola a denari, cioè nulla. Era lì a fare da schermo ai vecchi conflitti d’interesse.

La famiglia Berlusconi, negli anni, ha ripianato le pesanti perdite del quotidiano ma ora la “Cainana” vuole darci un taglio: ha chiesto al suo uomo di fiducia, Ernesto Mauri, ex Ad del gruppo Mondadori, di rimettere a posto i conti dando una sforbiciata alle spese (tradotto: 20 licenziamenti).

A masticare amaro è Pier Silvio, scavalcato dalla sorella. I due hanno avuto uno scambio di opinioni sul modo di gestire Mediaset. Marina ritiene che i vecchi metodi di “concertazione” con la Rai (evitare di farsi la guerra, incasellare i rispettivi palinsesti) sia ormai superato e che serva una fase nuova, più aggressiva.

Con una nota stampa, Fininvest smentisce il racconto di Dagospia. “Caro Dago, questa volta non ci hai preso neanche un po’. Nel tuo “Dagoreport” di oggi (26.5.21, pubblicato alle ore 16.26) incentrato sulle attività della famiglia Berlusconi non troviamo una sola riga che corrisponda alla realtà di fatti, ruoli e decisioni. (…) Fantasie totalmente senza fondamento”.