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MIRELLA POGGIALINI, LA STORICA CRITICA TV DI AVVENIRE, SORRISI E CANZONI E DEI TALK SULLA TV CI HA LASCIATO

MIRELLA POGGIALINI, LA STORICA CRITICA TV DI AVVENIRE, SORRISI E CANZONI E DEI TALK SULLA TV CI HA LASCIATOGigio Rancilio per Avvenire – “Ne abbiamo parlato tante volte – perfino scherzandoci su – ma ora che è reale la mano fa fatica a volare sulla tastiera. «Mi raccomando, quando scriverai della mia morte, non perderti in buonismi inutili o in giri di parole» mi ripeteva. Mirella Poggialini era così: diretta, acuta e allergica ai teatrini.

Non amava chi sprecava le parole, soprattutto non amava chi le tradiva. «Ricordati che sono toscana» diceva quasi a giustificare le sue scelte. Ci provo, Mirella. Il primo problema che ho è come raccontare la vita dura che hai avuto senza mancare di rispetto alla tua intimità. Facciamo così, metto la cosa per un attimo da parte, e intanto racconto chi eri professionalmente.

Per me, che ti ho voluto bene come un figlio e sono stato per oltre un decennio il tuo «capo» – come ti piaceva chiamarmi – sei stata innanzitutto la migliore critica televisiva italiana. Lo sanno bene i lettori di Avvenire che hanno apprezzato per decenni la tua rubrica L’Indice e lo sanno quelli di Sorrisi e Canzoni Tv, che ti hanno letto per anni, da quando ti chiamò a collaborare al settimanale televisivo per eccellenza, l’allora direttore Massimo Donelli. Sai Mirella, a un certo mondo della tv, per anni, hai fatto paura. Perché eri libera, scrivevi quello che pensavi e non cercavi di compiacerli.

I più intelligenti ti stimavano proprio per questo (anche il Maurizio Costanzo dei tempi d’oro, col quale spesso hai fatto scintille) gli altri invece non si capacitavano che tu non cercassi qualche tornaconto o il successo. Non ti conoscevano.

Ti vedevano come una signora catapultata «per caso» nel mondo della tv e non sapevano che i tuoi studi d’arte, il tuo infinito amore per il cinema (per anni sei stata un valente critico e un sostegno del San Fedele di Milano) e i tuoi anni di assistente universitaria ti avevano regalato un bagaglio prezioso, utile per radiografare in profondità tanti programmi tv molto diversi. Dall’alba a notte fonda vivevi con la tv accesa. Anzi, con più tv accese sintonizzate su programmi diversi. Con la tecnologia litigavi spesso, ma non ti arrendevi. Ogni novità che potesse aiutarti a fare meglio il tuo lavoro doveva diventare tua. Perché per te, la televisione – tutta, dai programmi più insulsi a quelli piu impegnativi – era lavoro.

E il tuo lavoro era per te una missione. Quando ti chiedevo come facevi a non rischiare l’overdose, rispondevi sorridendo: «Sono un soldatino». Poi aggiungevi: «scrivilo, quando firmerai il mio necrologio». Io cercavo di buttarla sul ridere: «Guarda che scriverò anche che alla tua età facevi collezione di peluche». «Anche di tartarughe, come Costanzo» rispondevi ridendo. «L’importante è non soffocare mai del tutto il bambino che c’è in noi». Leggendoti sul giornale, ascoltandoti a Radio InBlu o vedendoti a Tv2000 (prima al fianco di Massimo Bernardini ne Il grande talk, poi in Tv Talk con Alessandro Zaccuri e infine come critico puntuale) nessuno avrebbe mai immaginato che facevi tutto questo con addosso un carico di sofferenza e di problemi fisici che avrebbero tolto il fiato e l’energia ai più. Dalla tua nascita avevi subito un numero di operazioni così alto da essere legittimata a credere che la vita ce l’avesse con te.

Quando ti dissero che avevi un brutto tumore e che dovevi prepararti al peggio, regalasti una parte molto importante della tua sterminata biblioteca. Ma subito dopo chiedesti al direttore di allora di poterne scrivere, sotto mentite spoglie. Tu cronista e critico fino in fondo, volevi raccontare cosa si prova a vivere sulla propria pelle una notizia così forte. Vivevi il dolore, la malattia e l’avvicinarsi della fine con una dignità che ti ho sempre invidiato. L’ultima volta che ci siamo visti eri nell’ennesimo letto di ospedale. La stanza era caldissima ma tu avevi addosso un bel numero di coperte e uno scialle. Eri sciupata. Ancora più magra di quanto le precedenti malattie ti avessero già scavato. Per superare il dolore e il disagio, ho tentato qualche battuta. Ad alcune hai risposto a tono, altre sono volate vie come bolle di sapone.

Eri consumata dal dolore per l’ennesima operazione. «Non vedo l’ora di andare dal Signore. Speriamo mi voglia». Mi sono guardato intorno. Per la prima volta da decenni, la tv che avevi davanti era spenta. Ho buttato là: Mirella, stasera debutta un programma tv importante. Quando mi hai risposto «Non mi interessa più», ho capito che il soldatino voleva andare in congedo. Per sempre. Mi mancherai. Ci mancherai. Ai colleghi, ai lettori, ai telespettatori e al mondo della TV. Non immagini quanto.”

13 Risposte

  1. MarcoLovesBrittney ha detto:

    Non immaginavo che avesse passato così tante sofferenze fisiche. Era una donna lucida e molto arguta, una che non aveva paura di stroncare anche programmi importanti, ma sempre con stile e lessico appropriati. Anni fa a Il Grande Talk ricordo che non ebbe timore di criticare la De Filippi per il trash di Uomini e Donne con lei lì davanti come ospite. Pochi altri l’hanno fatto. Per oltre 10 anni ha tenuto una sua pagella ai programmi tv su Sorrisi. Riposi in pace.

  2. luky ha detto:

    Io non me la ricordo, e dire che sono anni che leggo sorrisi

  3. Sanfrank ha detto:

    Ho appena finito di leggere il pezzo di Gigio Rancilio e mi ha profondamente toccato. Sono commosso specie dall’ultimo periodo scritto. Sicuramente le ha voluto un gran bene e ne ha tratto un articolo pieno di amore, che ha reso al meglio il ritratto di una grande donna.
    Sono grato a Rancilio per quello che ha scritto e lo sarebbe anche lei.

  4. ermesy1993 ha detto:

    Me la ricordo a Tv2000

    Molto bello l’omaggio sull’Avvenire

  5. ¡MarKos! ha detto:

    L’ho conosciuta per le critiche su TvSorrisiECanzoni, triste notizia.

  6. Fyve21 ha detto:

    Proprio qualche giorno fa parlavamo de Il grande talk e di quanto allora fosse una trasmissione di critica televisiva tout-court con pochi smarchettamenti.
    Una delle colonne portanti di quel programma era proprio la signora Poggialini. Una grande donna. R.I.P.

  7. homer_simpson ha detto:

    Concordo bubino, siamo cresciuti con lei e con l’ottima versione di Sat 2000. Toccante il ricordo di questo giornalista. Rip.

  8. MatteoQuaglia01 ha detto:

    Mi ricordava qualcosa il nome , condoglianze

  9. _MissFairy_ ha detto:

    RIP

  10. darkap ha detto:

    Me la ricordo con i suoi giudizi settimanali su Tv Sorrisi e Canzoni.
    Spiace per questa perdita!

  11. Sanfrank ha detto:

    Mi spiace molto. Una donna molto simpatica e di grande spessore.
    Cordoglio alla famiglia. R.I.P.

  12. bubinoblog ha detto:

    Quando non c’erano i blog sulla tv, la Poggialini e la Vinciguerra erano tra i pochi punti di riferimento per gli appassionati del piccolo schermo.

  13. Cucciolo-88 ha detto:

    R.I.P