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NATHALIE GUETTA: DON MATTEO E’ UNA STRAORDINARIA PALESTRA MA MILLY CARLUCCI MI HA REGALATO LA LUCE (ESCLUSIVA)

Da 20 anni è l’amatissima Natalina nella fiction campione d’ascolti “Don Matteo”. L’abbiamo apprezzata come concorrente di “Ballando con le Stelle”. Ora debutta come scrittrice con il romanzo “Dodici in caso di stress”. Lei è Nathalie Guetta. Per la prima volta è graditissima ospite di BubinoBlog. (Intervista a cura di Bubino e Gianluca)

Ciao Nathalie, benvenuta su BubinoBlog. Abbiamo tra i lettori tanti appassionati di fiction e il tuo personaggio è tra i più amati. Complimenti per gli ascolti di Don Matteo! A quale stagione della ficton sei più legata in particolare? Hai qualche simpatico aneddoto capitato durante le riprese da svelarci?

Sono legata a tutte le stagioni di Don Matteo. Alcune sono state più difficili, altre meno. Forse quella a cui sono più legata, ne abbiamo fatte tante… tre stagioni fa, perché eravamo giunti ad un accordo che mi piaceva tanto per un impegno più limitato in Don Matteo. Mi ero stressata meno tra le andate e i ritorni. Gli aneddoti sul set? Migliaia, assolutamente migliaia! Se si facesse una serie su come si gira Don Matteo nascerebbe una serie a parte, molto divertente, solo con gli aneddoti.

Il mio cane Achille, che rimane in sala trucco e parrucco, si mette ad abbaiare ogni volta che devo gridare per esigenze di copione. Lui si mette ad abbaiare e l’assistente regista interrompe per mandare qualcuno a calmarlo. Un altro aneddoto riguarda la prima stagione di Don Matteo. Non avevo ancora il telefonino, abitavo in una casa a Gubbio e mi urlavano da sotto la finestra quando era ora di andare sul set.

Una sera c’era una festa di campagna a Gubbio, mi hanno detto che ero libera il giorno dopo e così sono andata. Sono rientrata alla 5 e mezza del mattino. Alle sei meno dieci hanno urlato sotto la mia finestra. “Non ci posso credere!”. Avevano cambiato il piano di lavorazione senza avvisarmi. Ci ho messo un po di tempo a capire dov’ero e chi mi stava chiamando. Avevo 20 minuti di sonno. Sono andata sul set e tutti a dirmi “Natalina, che faccia! Che hai?” e io “Lasciami perdere!”.

Sul set a volte vedi la troupe che non ne può più. La troupe fa un lavoro faticosissimo e un giorno ho detto ad un operatore di ripresa mentre giravamo “Smettila Marco di agonizzare”… e poi gli attacchi di risate. Le risate sono bellissime però fanno perdere tempo ma più sai che non puoi ridere e più ridi. In questa stagione mi è successo con Nino Frassica. Sono dovuta uscire, respirare profondamente e calmarmi, altrimenti bloccavo la lavorazione!

Sei stata ballerina a “Ballando con le Stelle”. Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta di Milly Carlucci? Lo rifaresti?

“Ballando con le stelle” è stata una bellissima sfida. Non conoscevo Milly Carlucci a parte averla vista in televisione. Ho scoperto una persona incredibilmente generosa, elegante nel comportamento, elegante in tutto! Milly mi ha accolto con una gentilezza incredibile. Non smetto di meravigliarmi di essere una sua amica. Mi ha fatto un grandissimo regalo facendomi la proposta di Ballando: una sfida che non avevo mai affrontato, ovvero giocare su me stessa davanti a una telecamera.

Recitare è diverso, prendi il personaggio, l’hai studiato e metti da parte i problemi della vita privata. Qui sei più allo scoperto. Altri meccanismi, altre energie. Solo il primo giorno ho avuto paura. Milly mi ha accolto talmente bene, si circonda di persone intelligenti, preparate, molto ironiche e molto fini. Con Simone Di Pasquale c’è stata intesa fin da subito.

Ho scoperto un dono che non avevo. La mia improvvisazione la conoscevo: sul set di Don Matteo molto spesso improvvisiamo. Non perché siamo sprovveduti ma perché siamo ossessionati dalla qualità e la qualità richiede ogni tanto di improvvisare. A Ballando devi giocare su te stessa, è come fare un tuffo e io mi sono tuffata. Milly ha puntato le luci su di me e non l’aveva mai fatto nessuno, assolutamente nessuno. Don Matteo mi ha dato una grandissima opportunità di apprendere, una straordinaria palestra. A parte “Dio e provvede” avevo lavorato poco e niente davanti ad una telecamera.

Milly mi ha regalato la luce e da questa luce sono venute fuori tante altre cose. Devo moltissimo a Milly. Rifare Ballando? È stata una tale fatica che non so… sono stata talmente felice che lo rifarei ma solo per il piacere di stare con loro. Un mese fa ho incontrato Milly al bar per caso, lei stava registrando e io ero ospite nello studio accanto. Per scherzare ho detto a Milly “Allora aspetto di essere nella giuria di Ballando.” Vivere un’esperienza con loro, con Milly, con Anna Di Risio, con gli autori sì… ma non come ballerina fracassata. Non ce la farei! L’anno scorso mi hanno fatto il regalo di tornare come ospite con Flavio. Molto, molto bello!

“In una Parigi adagiata sui suoi ponti e i suoi bar, sul cibo etnico e gli ascensori, si dipana la storia d’amore tra Chloé e Houssine. Lei, ebrea, ha 46 anni; lui, musulmano, di anni ne ha 28. Il loro rapporto è vitale nonostante le ansie e i sensi di inadeguatezza, le differenze culturali e anagrafiche, le idiosincrasie.” ovvero il tuo primo romanzo “Dodici in caso di stress”. Come è nata l’idea di questa storia? Come vedi la situazione attuale del mondo?

Più che un’idea, è stato un impulso, un’ispirazione. C’era un pezzo comico di Peppe Barra, che ho conosciuto da giovane a Napoli, che faceva più o meno così “Ho l’ispirazione, prendi l’ispirazione, la chiave dell’ispirazione”. Non avevo preventivato di mettermi a scrivere un libro. Mi ha molto colpito Houssine, mi ha ispirato lui. Una piccola storia d’amore, breve, sempre storie d’amore sono che durino un mese… oppure 50 anni… sfortunatamente a me non è mai successo! Ero a Roma, non stavo lavorando e così… “puff”… mi sono messa a scrivere. All’inizio si chiamava “Una giornata a Parigi” ma un amico mi ha detto che era un titolo talmente stupido, e l’ho cambiato. Mi fido degli amici.

Tra la devastazione, la deforestazione, le guerre, Bolsonaro, Trump… è tutto molto convulso! Abbiamo indossato e conviviamo con l’ansietà, non si sa che fine faremo. Stanno distruggendo il mondo ad una velocità allucinante. Ciò che hanno fatto In Amazzonia è nulla in confronto alla Foresta Boreale. Una devastazione completa ma il mondo non se n’è accorto. Gli alberi, gli animali, la fauna sono diventati per me e per tanti un’ossessione, come se ti togliessero un pezzo di gamba, un braccio. Smettetela, pietà, basta! I miliardari si mettano d’accordo e comprino ciò che rimane del pianeta per salvarlo. Certo, si possono piantare degli alberi ma la situazione sta diventando davvero allucinante.

Natalina sarebbe un’amica di Nathalie nella vita reale? E tu vorresti un’amica come Natalina? E quanto c’è di te nel personaggio che ti ha resa popolare nel grande pubblico?

Natalina mi farebbe una simpatia immensa. Ho avuto tra le mie amiche dei riecheggi, delle variazioni di Natalina. Le ho viste, le ho apprezzate. Potrei benissimo avere Natalina come amica, certo. Di me c’è moltissimo di Natalina. All’inizio, quando mi avevano proposto il ruolo, ho messo un veto subito sul fatto che Natalina non avesse femminilità. Non mi piaceva una caricatura asessuata. Non puoi togliere la femminilità ad una donna. Mi avevano chiesto, lo dico, di farmi crescere i baffi, di non farmi più le sopracciglia e di mettermi un po’ di rosso in faccia.

Erano in pieno delirio, era l’inizio ma posso comprenderlo. Ci siamo riattaccati il telefono in faccia, poi abbiamo fatto pace. Un braccio di ferro durato 20 anni con l’editore: no, sì, no, sì. Poi abbiamo aggiustato il tiro. Alla fine tra rancori, odio, paranoie, rimorsi, ripensamenti…. siamo rimasti al punto che ci amiamo! Natalina mi è costato un immenso sforzo.

La amo. Natalina è molto vicina a me perchè ho preso Natalina, il regalo che mi hanno fatto, e l’ho cucita su di me come un vestito che mi stava troppo largo, troppo sbragato o stinto, rendendola più glamourosa, peperina e, come dicono i romani, impunita. Traspare la bontà dal suo essere ogni tanto impunita, ribelle, disorientata. L’ho caricata di una umanità, di una tenerezza e di una ironia che l’hanno fatta diventare un personaggio, credo, abbastanza disarmante e molto comico.

Grazie Nathalie, ti facciamo un grande in bocca al lupo per la tua vita famigliare e professionale. E grazie da parte dello staff e della community di BubinoBlog.