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NICHOLAS VITALIANO, STORICO ANALISTA DI TV TALK: I RETROSCENA DEL TALK DI RAI3, L’INCONTRO CON LA CARRA’, UN MERITO AVERE UN DATO UNICO A DOMENICA IN, METTEREI DON MATTEO CONTRO MARIA, IL RITORNO DELLA RUOTA E OK, IL PREZZO E’ GIUSTO (ESCLUSIVA LUCAG)

Esclusiva LucaG per BubinoBlog Ciao Nicholas, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuto nella community più spietata del web ovvero quella di BubinoBlog! Da sei anni fai parte degli analisti di Tv Talk, sei il veterano; ci puoi raccontare gentilmente come nasce questa esperienza?

Grazie a te Luca e a voi di Bubino Blog! La mia esperienza a Tv Talk nacque quando, nell’ormai lontano 2012, sulla pagina Facebook del programma, venne inserito l’annuncio dei casting che si sarebbero tenuti di lì a breve; io mi iscrissi mandando il mio curriculum, sostenni il provino e venni preso. La mia primissima puntata fu nel novembre del 2012, poiché normalmente gli analisti nuovi ruotano un po’ prima di trovare eventualmente una loro collocazione. Io devo dire che mi trovai subito bene, piacqui evidentemente agli autori del programma e da li iniziò quest’esperienza.

Ormai posso dire di sentirmi a casa poiché Tv Talk per me significa 6 anni della mia vita, intensi, passati con tanti colleghi analisti, con tanti del cast del programma, con autori, redattori, stagisti, tecnici, con molti dei quali siamo proprio amici veri, siamo davvero molto legati, abbiamo passato insieme gioie e tristezze, ci siamo confidati, abbiamo riso insieme e devo dire anche pianto, più di una volta, anche molto recentemente.

Prima di fare il casting del programma ero un fedele telespettatore ma, avendo poca stima di me stesso (anche se non si direbbe per chi mi conosce), pensavo potesse essere inutile partecipare, convinto di un riscontro negativo: invece per fortuna fui smentito abbastanza in fretta. Ho avuto il piacere di incontrare fino ad oggi persone fantastiche, alcune di loro mi hanno cambiato anche la vita, vivendo delle situazioni bellissime, entrando in contatto con persone che senza quest’esperienza sarebbe stato impossibile conoscere. Posso dire che Tv Talk per me è stato ed è una grande e bellissima palestra di vita.

Come si prepara un analista di Tv Talk alla puntata? Ci puoi raccontare gentilmente le varie fasi prima della registrazione?

Un analista di Tv Talk si prepara anzitutto guardando molta televisione, ma questa è una cosa automatica e naturale, ovviamente; durante il corso della settimana ci viene mandata una scaletta con gli argomenti che verranno trattati, anche se generalmente delle modifiche dell’ultimo minuto ci sono spesso. Tra di noi abbiamo dei gruppi Facebook, della chat chiuse, su cui lavoriamo e segnaliamo temi, notizie, argomenti. Il seguente passaggio è quello prima della registrazione in cui si fa una riunione con gli autori, nello specifico con il capoprogetto che è Furio Andreotti, durante la quale si stabilisce chi parlerà di cosa durante la puntata, in base a tempi, argomenti e ospiti.

C’è da dire che la fase preparatoria è generalmente abbastanza tranquilla, il gioco si fa poi duro quando si entra al Tv2 di Corso Sempione, con le telecamere davanti, i microfoni, tutto lo studio pronto per la puntata: c’è sempre un’adrenalina che è molto molto forte ed è assolutamente una cosa diversa rispetto a tutte le altre. Può sembrare una passeggiata ma non lo è mai, servono sempre molta concentrazione e molta prontezza. Io poi tendo sempre a scherzare e a fare un po’ il cialtrone con tutti fino a un secondo prima che parta la registrazione, ma una volta che si inizia cambia davvero tutto e non è possibile distrarsi o scherzare, perché è lavoro, e lavoro molto serio, di tutti. Per me personalmente, anche dopo quasi 200 puntate, quell’adrenalina è sempre identica, non è cambiato nulla, è sempre come se fosse la prima volta… ma questo è ovviamente anche il bello di partecipare a questa trasmissione. Il giorno che questa sensazione non ci dovesse essere più vorrebbe dire che c’è qualcosa che non va, perché credo che l’emozione sia sempre l’ingranaggio principale che fa funzionare le nostre vite.

In questi anni hai avuto modo di porgere domande a quasi tutti i big della televisione italiana, ci puoi raccontare quale ti ha colpito in positivo?

Chi mi ha colpito di più è stata Raffaella Carrà, che è venuta in studio due volte da quando io partecipo al programma; è un’artista e una professionista straordinaria, meravigliosa, una di quelle rare persone che emanano luce, positività, gentilezza, intelligenza solo con la loro presenza, quando si muovono, quando arrivano da qualche parte: sfido chiunque a dire il contrario dopo averla incontrata. Essendo lei una vera star internazionale è una di quelle persone che anche quando si spegne la lucetta rossa della telecamera ti guarda negli occhi mentre ti parla (dote non comune a tutti), aspetto molto importante per me, che denota molto del modo di fare, dell’umanità, della correttezza e della bravura di una persona.

Dato il forte numero di persone appassionate di televisione che vorrebbero mettersi in gioco, mi metto in mezzo anche io, non pensi che un programma come Tv Talk sia sacrificato alla collocazione che ha in Rai? Con più appuntamenti settimanali dopo Detto Fatto, ad esempio il lunedì, mercoledì e venerdì, non pensi possa essere un ipotetico contenitore adatto a Rai2, avendo al suo interno molti giovani che ci lavorano, target di rete più affine?

Non penso affatto che Tv Talk sia sacrificato nella sua collocazione attuale: fare un talk di 90 minuti su tutta la televisione dei sette giorni precedenti non è una cosa semplice, è impossibile farlo quotidianamente, non sarebbe possibile metterci la medesima cura che c’è nel fare questa trasmissione da parte degli autori, della redazione e del cast, proprio perché non ci sarebbero sufficienti argomenti da trattare; quindi no, non sarebbe possibile farlo più di una volta a settimana.

Per quanto riguarda la collocazione il sabato pomeriggio su Rai 3 è secondo me assai efficace, se pensi che inizialmente la trasmissione andava in onda di sabato mattina è già un cambiamento notevole; il sabato pomeriggio è un buon momento, nonostante ci siano in onda in contemporanea tanti altri programmi anche molto forti. Anche se non tocca a me dirlo, il programma ottiene sempre dei buon risultati d’ascolto, in alcuni casi molto, molto buoni. Penso in sostanza che non ci sia rete migliore per Tv Talk se non Rai 3 e che non ci sia collocazione migliore del sabato pomeriggio.

Possiamo dire che siamo arrivati alla fine di questa prima parte di stagione. Partiamo ad esaminare il daytime feriale: ci puoi dare il tuo giudizio a fronte dei dati auditel ottenuti fino ad oggi?

Non voglio fare io l’esperto di dati Auditel, c’è già la mia amica Silvia Motta da cui ho solo da imparare; ovviamente, come è normale, li leggo anche io, però non ho la sua capacità di analisi. Diciamo che per quanto riguarda il daytime feriale mi sembra ci siano delle conferme molto positive, per esempio Uno Mattina di Franco di Mare e Benedetta Rinaldi che ha degli ascolti molto importanti, come anche L’Eredità, sia con la conduzione di Frizzi sia con quella di Conti. Per quanto riguarda il pomeriggio è evidente che Canale 5 primeggia decisamente su tutte le altre reti, ha una struttura iperconsolidata; poi vi sono le grandi corrazzate come Striscia La Notizia e I Soliti Ignoti che si attestano quotidianamente su numeri enormi per la televisione di oggi.

Ci sono delle fasce di sofferenza per Rai 1, quella dopo il telegiornale delle 13:30, ormai da anni delicata, però sul totale giornata Rai 1 rimane la prima rete anche in questo autunno, addirittura aumentando leggermente lo share totale, nonostante appunto alcune criticità durante il pomeriggio anche domenicale, che è evidentemente un punto critico al momento ma che sta piano piano risalendo la china.

La rivoluzione è avvenuta nel daytime festivo da Rai 1 dove ad oggi i risultati non sono stati entusiasmanti, secondo te cosa in cosa hanno fallito gli addetti ai lavori di Domenica In? Ai fini auditel non pensi sia un autogol rilevare con unico dato un contenitore e non dividerlo in più parti? Lo stesso Giletti rilevava in due e più parti una trasmissione di tre ore con dati alla mano partiva da 4 milioni e terminava a fronte di due milioni e mezzo.

Secondo me per quanto riguarda Domenica In non si tratta di un fallimento, si tratta di legittime scelte editoriali dell’azienda, che possono essere giuste o sbagliate, ma sono scelte; il fatto stesso che la Rai abbia scelto di non avere più L’Arena di Giletti la domenica ma che gli sia stata fatta una proposta di altro tipo è una scelta editoriale, pur discutibile quanto vogliamo, ma non di certo un’epurazione. Ho trovato nelle prime puntate della nuova Domenica In una Cristina Parodi costretta in un ruolo che non era il suo, è stato davvero un po’ straniante vederla ballare il trenino sulle note di Maracaibo con le maracas e Christian De Sica.

Quando ho rivisto il suo coté giornalistico, ad esempio con l’intervista alla madre della Hunziker, ho pensato: “finalmente rivedo la vera Cristina Parodi che conosco!”; infatti gli ascolti del contenitore stanno risalendo, anche se lentamente. La discriminante in tutti i programmi della nostra televisione secondo me è solo se si fa un lavoro onesto o meno; secondo me il lavoro di quest’anno di Domenica In è onesto, poi, che non ci siano degli immediati riscontri sul fronte dell’Auditel è chiaro ed evidente a tutti, bisogna anche considerare tutti i cambi di conduzione che sono stati fatti negli ultimi anni al programma rispetto al principale competitor che ha la stessa conduttrice da 6 anni.

E sempre parlando di onestà non penso sia un autogol rilevare con un unico dato Auditel un intero programma, anzi! Dovrebbe essere vietato scorporare i dati in maniera a volte così selvaggia, passami il termine… mi pare che qualche anno fa ci fu proprio una proposta di Antonio Marano in questo senso, di vietare questi scorpori diciamo…creativi.

Per quanto riguarda le prime serate non possiamo esaminare la triste situazione del sabato di Rai 1, Celebration è stato un vero disastro dal punto di vista dell’Auditel; a parer mio l’errore è stato quello di affidare un programma non fortissimo alla base a due volti di nicchia se pur con una Serena Rossi sulla cresta dell’onda, Secondo te cosa non ha funzionato? Ad oggi e fino a quando non inizierà Ballando, escluso qualche speciale, il sabato sera della prima rete pubblica è scoperto da una grande produzione che possa dare filo da torcere a Maria De Filippi. Fossi direttore di rete, quale programma proporresti e con quale cast?

A me Celebration è piaciuto molto, a mio avviso bisogna dividere la questione dell’Auditel dalla struttura e dal contenuto del prodotto: secondo me era un contenitore ben fatto. Certo, da quanto ho letto, è stato fatto in tempi ristretti poiché in quei sabati doveva esserci Massimo Giletti, ed anche in questo caso bisogna considerare che su Mediaset c’è una corrazzata presente da anni: andarsi a scontrare con una realtà cosi è molto complicato e farebbe tremare i polsi a chiunque. Ho trovato Rossi e Marcoré molto bravi, precisi, asciutti e presenti, e lo stesso contenitore aveva delle forti potenzialità, ma in quella collocazione dal punto di vista dell’Auditel è normale fosse difficile. Ribadisco, a mio avviso l’idea era molto valida e adatta al pubblico della rete, la musica è ormai da anni tornata fondamentale in televisione, in più ambiti. Se io fossi un direttore di rete proporrei di mettere la grande fiction per contrastare la De Filippi, secondo me potrebbe essere un’idea, ad esempio con Don Matteo, oppure con altri tipi di fiction (ovviamente non penso certo di essere l’unico ad averci riflettuto), non so se avverrà né come verrà strutturato il prossimo sabato sera autunnale di Rai 1, ma potrebbe essere una strada efficace.

Parliamo allora anche di fiction. Finalmente Mediaset è riuscita a individuare un giorno, ovvero la domenica, dove poter trasmettere i suoi cavalli di battaglia nonostante le Iene che tolgono target giovanile a Canale 5. Perché l’Isola Di Pietro e Rosy Abate hanno avuto un buon riscontro rispetto alle altre fallimentari fiction Mediaset?

Secondo me queste fiction che tu citi hanno avuto successo poiché sono fatte molto bene e in questo caso Auditel e qualità vanno di pari passo; ci sono state anche altre fiction Mediaset di cui ero un fedele telespettatore, che andavano in diversi casi anche molto bene sul fronte ascolti, come l’Onore e il Rispetto (proprio perché amo tutte i tipi di televisione, anche quella pop), ma il livello di recitazione di quest’ultima fiction, per esempio, in alcuni casi, non può certo essere paragonata a quelle citate nella tua domanda. A mio parere, dopo molti anni di crisi (non dimentichiamocelo!), la domenica di Canale 5 ha avuto dei buoni risultati grazie alla qualità dei prodotti andati in onda.

Parliamo del passaggio di Giletti a La7, cosa ne pensi del contenitore condotto dall’ex re della domenica dell’ammiraglia di Rai 1?

A me lo stile di Giletti non fa impazzire particolarmente, però riconosco il fatto che sia un ottimo professionista che svolge in maniera eccellente il suo lavoro, parlando al suo pubblico con un tipo di proprietà di linguaggio piuttosto raro da trovare nel panorama televisivo dei nostri tempi. Il contenitore che ha realizzato è perfettamente in linea con L’Arena, anche perché, a dispetto del titolo, è proprio L’Arena, e ha avuto anche in questo caso un buon riscontro. Grande intuizione di La7 quella di accaparrarsi Giletti. Penso che il suo programma continuerà a portare buoni risultati alla rete che lo manda in onda.

Infine ti chiedo quali sono i conduttori che fino ad ora in questa stagione non hanno avuto una posizione lavorativa ma che ti piacerebbe vedere in onda e perché. Qual è il format che speri di rivedere in onda un giorno?

I conduttori che vorrei rivedere in onda… una è sicuramente Georgia Luzi, conduttrice bella, giovane, pulita, molto in gamba, che ultimamente si vede poco sulle generaliste e mi piacerebbe venisse valorizzata. Poi io gradirei molto rivedere di nuovo Pippo Baudo, personaggio a cui io sono legato poiché ho sempre amato la sua televisione, già da quando ero bambino: noto che sia in Rai sia a Mediaset sia in radio c’è posto per Maurizio Costanzo, altro conduttore che ammiro molto, ma trovo che un programma, almeno uno, andrebbe dato anche a Baudo, poiché in questo campo non conta l’età ma la professionalità e le capacità che hanno questi professionisti e le capacità professionali di Pippo non possono certo essere messe in discussione da nessuno, perché Baudo ha sicuramente ancora tantissimo da dare alla tv, a dispetto dei suoi 80 anni. Questi due nomi sono i principali che io penso ma ce ne sono sicuramente altri che in questo momento non mi vengono in mente.

Invece i format che vorrei rivedere sono due, il primo è la Ruota della Fortuna, perché era un quiz bellissimo: tutte le edizioni di Mike che io da piccino guardavo con i miei nonni erano strepitose, non ne perdevo una puntata, era un programma ipnotico, in senso positivo ovviamente. Sarebbe bello rivederlo in onda, anni fa era stato fatto un tentativo con Enrico Papi abbastanza godibile, anche perché si tratta di quei format che non muoiono mai. Infine, per una questione personale da fan, mi piacerebbe rivedere OK, il prezzo è giusto, in questo caso con la conduttrice storica Iva Zanicchi, un personaggio che amo molto, con cui ho avuto il piacere di lavorare in più occasioni: la adoro in tutte le sue sfaccettature artistiche, e in particolare la amo come cantante prima che come conduttrice. Umanamente è una persona squisita, di classe, gentile, umile, timida. Quindi sarebbe bello rivedere questo programma con lei alla conduzione, un altro programma che ha segnato la mia infanzia televisiva.

6 Risposte

  1. Nicholas Vitaliano ha detto:

    Grazie mille a voi per tutti questi splendidi commenti che mi riempiono davvero di orgoglio e di gioia. Grazie di nuovo a Luca, a Bubino, e a tutta la vostra community. Leggo sempre questo blog che trovo molto interessante. A prestissimo!

  2. Fyve21 ha detto:

    Che bella intervista!

  3. raffaele ha detto:

    Complimenti a Tvtalk per il lavoro che fa (analizzare bene la TV, facendo buona TV) e Nicholas per i suoi interventi

  4. Beppe ha detto:

    Devo dire che questa è una delle interviste che ho letto qui, che più mi è piaciuta.
    Tra l’altro condivido molto di quello che dice questo giovane analista della tv: un ritorno de La ruota della fortuna sarebbe davvero il top, altroché The wall!

  5. Bubino ha detto:

    Grazie a Nicholas per la gentilezza e disponibilità!

  6. Fede ha detto:

    Ottimo! Condivido praticamente tutto!