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“NON NOMINATE IL NOME DI DIO INVANO!”: MARIO GIORDANO FURIOSO PER LE CELEBRAZIONI DI MARADONA

Mario Giordano per La Verità Dio? Proprio Dio? Davvero? Non Dio del pallone (che è già tanto). Non Dio del calcio. Non Dio degli stadi. No, proprio Dio. L’Eterno. L’Onnipotente. Il Creatore. Ma vi sembra normale leggere nell’ articolessa principale di Repubblica, nuovo vangelo di papa Bergoglio, che «Maradona non era un santo» (troppo poco) «ma era un dio» (tout court)?

Vi sembra normale girare pagina e trovare Roberto Saviano che, diventando all’improvviso clemente con i peccati di camorra, sostiene che Diego era «veramente Dio» e, perciò, ora che è morto «ci accorgiamo che Dio era mortale»? Vi sembra normale che persino il presidente francese Emmanuel Macron, dimenticando all’ improvviso la sbandierata laicité, dichiari: «C’era un re Pelé, ora c’è un Dio, Diego»? Vi sembra normale che il titolo del Corriere del Mezzogiorno sia «D10s è morto»? E quello del Domani: «Maradona, un Dio a Napoli»?

A me no. Non sembra normale. Scusatemi, questa volta sono proprio fuori dal coro, ma continuo a pensare che sarebbe meglio non nominare il nome di Dio invano. Lo dicono i comandamenti, che sono opera della mano del Supremo più di un gol all’ Inghilterra, fino a prova contraria. Per altro oserei sperare che il Dio in cui credo sia leggermente diverso da Maradona.

E che per lo meno, con rispetto parlando, non si faccia di cocaina, non sia alcolizzato (al massimo un po’ di vin santo durante la messa) e non si diverta ad andare a puttane. Vi sembra una terribile offesa a Napoli e alla sua voglia di riscatto se dico che Maradona è stato un fuoriclasse, un campione, il più grande di tutti, magari anche un simbolo se volete, ma che confondere lui e il Padreterno è e resta una bestemmia? Quel giocatore ha regalato sogni. Ha saputo farsi amare. Ma ha faticato a essere un uomo onesto. Figurarsi se può essere Dio.

Eppure tutto vale nello tsunami di retorica che ci ha travolti dal momento in cui è stata annunciata la morte del campione argentino. Abbiamo scoperto che Maradona, oltre naturalmente a essere Dio, era anche alternativamente Picasso, Caravaggio, Picasso e Caravaggio insieme, Mozart, Beethoven, Che Guevara, Jorge Luis Borges, Simon Bolivar, Evita Peron, napoleonico e kennediano (insieme), Mohammed Alì, il Neo di Matrix, l’ elettricista di Eraldo Pecci e un taumaturgo. Uno e trino, onnipresente, onnisciente.

Ogni cosa la faceva da padreterno qual era, fosse anche solo cucinare la pasta, come raccontano i compagni di squadra che rispuntano fuori come funghi. Tutti amicissimi. Tutti intimi. E tutti emozionati. Santo Maradona. E santi pure i suoi spaghetti. Che già nel momento di essere cucinati non erano cibo. Erano immediatamente reliquia. E in campo? Beh, lo sanno tutti: Maradona era una specie di Don Bosco in braghette corte, san Domenico Savio in versione mezzala. Non sudava: traspirava incenso. Non parlava: salmodiava.

«Non ha mai offeso un avversario», assicura per dire Ciro Ferrara. «Mai un’ intemperanza, mai un fallo di reazione», certifica Gigi Garanzini. Dimenticando forse alcuni episodi memorabili, come quello del 5 maggio 1984 quando colui che non ha mai offeso un avversario mandò un avversario all’ ospedale tirandogli un calcione nello stomaco a gioco fermo. Gli spezzò alcune costole e scatenò una rissa da far west in cui si distinse per come menava fendenti. Però, ecco, erano fendenti che non offendevano. Quasi carezze. Una benedizione impartita da un aspirante dio a un aspirante protomartire. E quando urlò «figli di p.» a quelli che lo fischiavano durante la finale dei mondiali in Italia? Non erano insulti, ovvio. Perché lui non ha mai offeso nessuno. Mai. Era una liturgia che noi, poveretti, non avevamo ancora capito.

Del resto chi è che può comprendere Dio? Lui «negli anni Ottanta era già nel futuro» (La Stampa). E perciò con lui «si chiude finalmente il Novecento». Capito? Ha oltrepassato la soglia del tempo e ha allungato il secolo breve fino a oggi, in barba al calendario. È stato contemporaneamente passato, presente e futuro. Ovviamente eterno. Lui, infatti, non era un uomo. E non era nemmeno un calciatore. Era, direttamente, il calcio. Niente meno. E adesso infatti, con la sua morte, «è finito il calcio»., come titolano in tanti. Le prossime partite? Non esistono.

Ronaldo e Messi? Probabilmente fanno i ballerini. Il calcio è finito, stop. L’ unico sport che rimane è il salto triplo dell’ iperbole. Il tuffo sincronizzato nella retorica.

E guai a voi se provate a dire che Maradona è «il più grande». Gente come Maurizio de Giovanni (Corriere del Mezzogiorno) s’ indigna: «Se dite così lasciate pensare che esista un metro di paragone. Lui non era il più grande. Lui era in una categoria a parte. Che gli altri si disputino pure la miseria di una graduatoria umana e terrestre». Lui non era né umano né terrestre. Lui era semplicemente Dio. Dal Te Deum al Te Diegum, osanna nell’ alto dei dribbling.

In effetti di Maradona si ricordano innumerevoli miracoli: quando moltiplicava gli stipendi dei giocatori, per esempio, o quando appariva contemporaneamente in più campetti di periferia a rotolarsi nel fango con i bambini, o quando spiegava a Wojtyla come si deve fare il Papa o quando frequentava i camorristi per fare festini a base di cocaina. Tutti eventi stupefacenti, si capisce.

Soprattutto l’ultimo, che però nelle agiografie a reti unificate viene minimizzato. Del resto uno che sa essere insieme napoleonico e kennediano, Che Guevara e Picasso, Mozart e Simon Bolivar, uno soprattutto che sa aggiustare il televisore di Eraldo Pecci, chi se ne importa se poi è tossicodipendente in combutta con i peggio criminali della città?

Infatti per onorarlo degnamente a Napoli hanno pensato bene di violare tutte le regole del coprifuoco, calpestando distanziamenti e zona rossa. Nessuno, però, si è indignato. Ovvio: la Messa di Natale si può sacrificare, la Messa di Diego no. Anche San Paolo appare ormai un nome indegno per lo stadio: verrà cambiato in San Maradona.

«È stato un fuoriclasse», ha scritto Luciano Moggi. Ma non un fuoriclasse sul campo. Non un fuoriclasse del pallone. Non un fuoriclasse per la sua capacità di interpretare la voglia di riscatto di una città e di un popolo. No. «È stato un fuoriclasse come uomo». In effetti, come non averci pensato prima? In fondo tutti noi sogniamo che i nostri figli prendano a modello fuoriclasse così.

14 Risposte

  1. Enzo ha detto:

    Il “giornalista”, per quanto riguarda la Messa di Mezzanotte di Natale, dimentica tanti particolari. Il primo è che in Vaticano, la Messa del Papa, sono 15 anni che si celebra alle 21 e 30, ma non lo può dire, è il suo pupillo, è il Papa emerito che è intoccabile, secondo lui. Secondo, c’è la Messa vespertina del 24 dicembre che si celebra alle 18, quindi? Cosa si altera a fare questo “giornalista”? Fa tutto il cattolico però non sa le cose più importanti e questo vale anche per il “sincero cattolico”

  2. Enzo ha detto:

    e poi vanno bene altri programmi della De Filippi…

  3. Ross Sa ha detto:

    Che senso ha fare un post amplificando le sue querule chiacchiere?
    Chi lo apprezza lo ha visto, chi lo evita come la peste si spaventa per la sua faccia “fuori” dal coro sbattuta in prima pagina.
    Pensasse anche lui ad evitare di nominare il nome di Dio invano, parlo di quello con la D maiuscola, tirato tanto spesso in ballo a sproposito.
    Questi sono idoli di passaggio per cui, nel momento della morte, la pietas cristiana ci spinge a ricordare il buono che ha fatto e a lasciare il giudizio sul resto all’onnipotente

  4. vander ha detto:

    Da quale pulpito uno si permette di criticare della stampa che è 100 volte più avanti di lui e non fare autocritica su se stesso!

  5. vander ha detto:

    Questo è il vero medioevo, non la Guaccero! Persona veramente triste che gioca sulle ignoranze di molte persone!!
    Non nominare il nome di dio invano è legato al solo fatto di non usare il nome di dio per fare guerre!! Ignurant!!!

  6. Oliver “team Queen Panicucci” ha detto:

    Pienamente d’accordo con Giordano, santificare uno del genere che è morto a sessant’anni non per cause naturali ma per alcol droghe e chi più ne ha e più ne metta, l’ho trovato diseducativo. Andava fatto un servizio ai principali tg e stop, questo è il mio modesto parere.

  7. Everglow ha detto:

    AMEN

  8. Shakleton ha detto:

    Non amo Giordano. Mi è antipatico. Non sopporto le sue scenette da avanspettacolo in un programma che dovrebbe fre informazione. Ma invece che offendere dando del “pagliaccio” non si dovrebbe prima entrare nel merito di ciò che ha detto? Per una volta credo che non abbia tutti i torti, anzi. Ha criticato alcuni giornalisti e certa stampa per gli esagerati aggettivi con cui si è parlato di Maradona’ così come molta stampa critica Giordano per le esagerazioni di quest’ultimo. Poteva fare di tutta l’erba un fascio, invece ha parlato solo di certi giornalisti e certe testate facendone il nome. Questo è un atteggiamento che apprezzo.

  9. Sabato ha detto:

    Il punto è che nel suo programma non è MAI fuori dal coro: vive di populismo, di slogan, di video virali… quindi non è “fuori dal coro” ma “dentro al gregge”!

  10. Alextv ha detto:

    Giordano deve essere fuori dal Coro a tutti i costi???
    Spero lo tolgano dalla prima serata
    Meglio relegarlo alle 18

  11. Sabato ha detto:

    Che pesantezza! Righe e righe per dire che alcuni, omaggiando quello che oggettivamente è stato un grande campione, esagerano attribuendogli qualità che non aveva oppure omettendo volutamente aspetti molto meno gloriosi della sua vita. Non solo: è la persona meno indicata a fare ramanzine!

    Ma la cosa più importante, l’unica veramente da sottolineare, è un’altra: cari napoletani, la dipartita del vostro mito non vi autorizza ad assembrarvi, peraltro spesso senza mascherina. Napoli, anche in questa occasione, ne esce malissimo! E non ditemi che sono anti-campano o che non rispetto i morti, perché siete voi, col vostro comportamento, a non aver rispetto per voi stessi e per i morti (di COVID). E la politica che ha voluto la Campania-zona rossa non controlla? Certe violazioni non dovrebbe essere sanzionate? Dove sono i militari?

  12. Alfio Grasso ha detto:

    che pagliaccio, abbattetelo

  13. Alessandro Impellizzieri ha detto:

    Sempre fuori dal coro!!!!!

  14. Alessandro Stamera ha detto:

    Non sono totalmente in disaccordo, per quanto Giordano sia complessivamente un pessimo giornalista.