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PAOLO BONOLIS: CIAO DARWIN? NON MI VA DI RIFARLO ORA. MI AUGURO UN PROGRAMMA NUOVO

Paolo Bonolis e la lunga chiacchierata dove parla di Avanti un Altro – Pure di Sera che tornerà anche dopo l’estate, di Ciao Darwin che per ora non vuole rifare e della voglia di progetti nuovi. Non per forza in prima serata ma novità. E Sanremo non è un capitolo chiuso. Ecco il sunto dell’intervista del mattatore di Canale 5 rilasciata al portale Tiscali.

Avanti un Altro, gli speciali serali

“Abbiamo vinto, è successo. Ora ci saranno nove puntate e probabilmente ce ne saranno altre 5 o 6 dopo l’estate. Però poi mi auguro che se debba esserci una prima serata ci sia una vera prima serata più che un preserale addobbato perché è un po’ faticoso farlo. Anche se il divertimento che ne scaturisce, per quanto agli studi ci si arrivi camminando sui gomiti, lenisce tutte le fatiche e ti fa stare bene”.

Bonolis e la voglia di programmi nuovi

“Mi piace l’idea di immaginare qualcosa di nuovo e di non rifare sempre le stesse cose. Se questo qualcosa di nuovo verrà accettato dall’azienda, potrebbe essere la circostanza nella quale si torna in prima serata. Però, insomma, l’importante è che quello che fai sia un buon prodotto. Che sia divulgazione, informazione o disimpegno. Poi che lo collochi nel preserale o in prima serata poco cambia. L’importante è che non sia la mattina presto perché dormo”.

Ciao Darwin? Per ora no

“Non credo che si possa tornare ora a fare “Ciao Darwin” sinceramente. Perché non mi va per una serie di ragioni: usura del prodotto, che meriterebbe un lasso di tempo per rasserenarsi e lasciare anche una scia di disponibilità emotiva da parte nostra per tornare a farlo. È un prodotto piuttosto incombente e ti assicuro che un conto è farlo a 35-38 anni, un conto farlo a 60. È veramente una mazzata. Però è molto divertente”.

Ciao Darwin e Game of Games

“È ovvio che quando una cosa funziona, altri provino ad attingere da quella cosa per creare nuovi satelliti. Ci mancherebbe altro”.

Lo stato di salute della tv generalista

“Non credo che siano stati fatti degli errori. Piuttosto dei tentativi, che come tali possono andare meno bene rispetto alle aspettative. Diciamo piuttosto che viviamo in un’epoca di aspettative esagerate. Ogni cosa o è un trionfo o è una sconfitta totale. Mentre ci sono anche prodotti che accontentano una fetta di pubblico magari inferiore a quello che si aspettava l’azienda. Ma le aspettative dell’azienda non sono colpa del prodotto. Quindi l’errore non è nel prodotto ma nell’aspettativa”.

Sperimentare format in streaming

“Sì, potrebbe interessarmi. Dipende da cosa si propone, che cosa si vuole fare. Non ho mai lavorato su una piattaforma differente da quelle della tv generalista. L’unico colloquio che ebbi fu con Discovery: si trattava di andare a Tokyo per fare dei servizi durante le Olimpiadi. Poi però sono saltate per via del Covid”.

Festival di Sanremo capitolo chiuso?

“I capitoli chiusi non esistono. Esistono capitoli già letti e capitoli che si possono scrivere meglio. Chiusi, no”.