PAOLO BONOLIS: LA TV ITALIANA SI STA TRASFORMANDO IN UNA GIOVANE CASA DI RIPOSO

Paolo Bonolis festeggia 40 anni di carriera. A gennaio tornerà su Canale 5 con la nuova edizione di Avanti un Altro, uno dei game show più amati e seguiti, specialmente dal pubblico più giovane. Sono previsti anche degli speciali in prima serata. Paolo ritroverà l’inseparabile spalla Luca Laurenti e alcune new entry del Minimondo come Ilona Staller e Clayton Norcross. Prima però c’è il tempo per una riflessione sulla tv italiana. Migliore o peggiore degli anni ’80 che videro il debutto di Bonolis?

Non è questione di capire se la televisione sia migliorata o peggiorata.

La tv in realtà è diventata qualcosa di diverso rispetto ai primi decenni in cui si è accesa. Prima si trattava di una tv pionieristica, mentre adesso è diventata coloniale, nel senso che se una volta si conquistavano territori nuovi di linguaggio e di argomento.

Oggi si tende a coltivare il terreno già scoperto. Non si fanno passi avanti per vedere se oltre questi confini ci sono territori nuovi da esplorare.

L’altro aspetto non secondario è che in tv non c’è un grande ricambio di volti. Le nuove generazioni si muovono su nuove piattaforme e i conduttori più “giovani” in tv hanno la mia età. Diciamo che lentamente ci stiamo trasformando in una giovane Rsa.

Intervistato dal Corriere della Sera, il mattatore di Mediaset fa il punto sul piccolo schermo, lui che ne è uno dei grandi protagonisti, dalla tv dei ragazzi con Bim Bum Bam al Festival di Sanremo, passando per Affari Tuoi, Il Senso della Vita e Ciao Darwin. Più ombre che luci nella disamina di Paolo Bonolis. Non c’è futuro per la tv generalista?