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I “QUATTRO PECCATI CAPITALI” DELL’INFORMAZIONE: PAPA FRANCESCO IN UN’IRRIVERENTE INTERVISTA TV

Immaginate se Papa Francesco ricevesse in Vaticano Alessandro Cattelan e si lasciasse intervistare per una delle prossime puntate del suo late show. Chissà che prima o poi non accada davvero. Intanto il colpo è riuscito a Jordi Évole, irriverente giornalista e comico spagnolo, conduttore di “Salvados”, programma di infotainment tra i più seguiti in Spagna, anche per le importanti inchieste condotte. Il corteggiamento piuttosto serrato è durato quasi quattro anni ma alla fine il Pontefice ha ceduto, complice una lettera scritta di proprio pugno dal conduttore e inviata direttamente a lui. Molti i temi affrontati durante il lungo faccia a faccia: migrazioni, abusi sui minori, guerre, capitalismo e povertà. Tra quelli più leggeri invece a fare il giro del mondo è stata una dichiarazione su Messi. “È un sacrilegio dire che Leo Messi è come Dio?” ha chiesto il giornalista. E il Papa: “In teoria è un sacrilegio. Non si può dire! Io non lo credo… tu lo credi?”. E aggiunge: “Sono modi di dire popolari, dei tifosi… certo che è bello vedere Messi giocare”.

Ma nell’intervista Papa Francesco ha parlato anche di giornalismo e nuovi media indicando le quattro minacce per l’informazione odierna. Al conduttore che gli chiedeva quali sono le “guerre dimenticate” dai media, il Papa ha risposto lamentando quattro modi sbagliati di “fare giornalismo”. “Peccati capitali” che riportiamo qui oggi, nel giorno in cui parte l’edizione 2019 del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

La “disinformazione”, quel dare le notizie solo per metà e non in maniera completa. E ancora la “calunnia“: ci sono media che diffamano senza problemi, forti del potere che hanno oggi sulle masse. Chi oggi si permette di giudicarli? E sempre parlando di “diffamazione“, il Papa sottolinea come ogni individuo debba godere della propria reputazione: tirare fuori storie dal passato ormai già chiuse, solo per il gusto di infangare è profondamente sbagliato. E infine Papa Francesco ha condannato lo “scandalismo“, quel continuo inseguire scandali, veri o presunti che siano. Superati questi quattro ostacoli, la comunicazione “è qualcosa di meraviglioso” e chi non cade in questi pericoli è “il fior fiore” del settore.

Al conduttore che gli ha fatto notare come ci siano media appartenenti alla Chiesa in Spagna che praticano “quei cattivi atteggiamenti di cui si lamentava”, il Papa ha risposto di conoscerne qualcuno e che non fanno altro che alimentare ulteriore confusione. “Per essere uno che non la guarda, ha fatto un’analisi della televisione attuale piuttosto importante” ha concluso ironicamente Évole. Il Papa ha parlato anche dei social: “Le reti sociali sono sempre una benedizione ma possono anche essere fonte di alienazione o semplicemente una pioggia di notizie non oggettive” e “ti creano una grande confusione”. C’è il buono e il “non così buono”. Nei social, come in tutte le cose.

1 Risposta

  1. andreatv99 ha detto:

    Se non è già previsto, potrebbero doppiarla e mandarla in onda anche in Italia, pure su Tv2000