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PARLA ALBERTO TARALLO (ARES FILM): NEL 1996 LA PRIMA FICTION PER MEDIASET, L’ONORE E IL RISPETTO LA PIU’ ESPORTATA, IL BELLO DELLE DONNE VOLEVANO CHIAMARLO “TRUCCO E PARRUCCO” – IL FUTURO? CONCLUSI I CONTRATTI CON CANALE 5, TANTO CINEMA E TEATRO

Mi è capitato tra le mani l’ultimo numero del 2017 di «FilmTv», lo storico settimanale specializzato di cinema, tv e spettacolo. Tra i servizi, una lunga intervista ad Alberto Tarallo, fondatore della Ares Film. Ho riassunto i passaggi più interessanti per i lettori del blog. Tante curiosità e anedotti sulle fiction più note della casa di produzione che debuttò nel 1996 (con un altro nome, ma sempre Tarallo era) con la miniserie La Signora della Città per Rete 4. Grandi ascolti e il passaggio a Canale 5. Tra i maggiori successi: Il Bello delle Donne, L’Onore e il Rispetto, Il Peccato e la Vergogna, Io ti assolvo, Io non dimentico, Baciamo le ManiPupetta. Fino all’ultima, Furore, che si concluderà domenica prossima. Al momento non ci sono notizie di nuove fiction sul set, per la prima volta dopo 22 anni. Un arrivederci o un addio?

IL BELLO DELLE DONNE

“Nasce come una soap per Rete 4, in quattro puntate, con una dimensione produttiva molto più modesta. A Mediaset volevano intitolarlo Trucco e parrucco. Fu Maurizio Costanzo a crederci da subito e a spingerlo in azienda. Ma furono le attrici che gradualmente vi entrarono a farlo crescere e a determinarne lo spostamento su Canale 5. D’altronde, nasceva da una considerazione di Virna Lisi (la prima ad aderirvi con entusiasmo) sul fatto che non ci fossero più, al cinema e in tv, ruoli per attrici mature.”

VIRNA LISI CI APRI’ LE PORTE

“Con lei la sintonia era nata nel precedente Occhi verde veleno, ma era anche il frutto di un amore che partiva da lontano, da quando ero bambino. Virna era il mio mito. Anche Stefania Sandrelli si entusiasmò. Avere lei e Virna ci aprì le porte. Tutte le attrici, italiane e non, volevano farne parte. Non ci facemmo mancare nulla. Da Anita Ekberg e Michèle Mercier, fino a Florence Guérin e Antonella Ponziani, che arrivava da Fellini (Intervista) e da Pozzessere. Oltretutto la Lisi è sempre stata un’attrice fortemente spendibile, il suo nome garantiva immediati finanziamenti. Lo stesso vale anche per Stefania.”

GIULIANA DE SIO

“Di lei si può dire quello che Michael Curtiz diceva della Davis: «Riesce a rendere credibili i personaggi più incredibili». Come cattiva a tutto tondo, sopra le righe, era la sua prima volta, e gli editor Mediaset erano scettici. Sfruttammo anche una certa rabbia che aveva contro il cinema italiano che l’aveva messa da parte.”

GABRIEL GARKO

“Ce lo segnalò un agente, dicendoci che sembrava un attore americano, anche se lo avevo già incontrato da giurato a Il più bello d’Italia. Gianni Garko non c’entra nulla. All’inizio era Garco con la “c”. Fu lui a suggerire di passare a Garko. Peraltro, a Mediaset non lo ritenevano adatto alla tv. Per averlo protagonista di L’Onore e il Rispetto, la fiction italiana più venduta al mondo, abbiamo preferito aspettare sei mesi: e abbiamo avuto ragione. Nei paesi arabi è un mito.”

LE PRIME FICTION PER RETE 4

“Lì si poteva sperimentare e io, dal cinema, ero diventato produttore per Rete 4. Con il direttore Giancarlo Scheri avevamo visto che La signora della città era andato benissimo, al 15% (la media di rete era all’8%), come pure il successivo Il morso del serpente. Aprirono uno spiraglio. In quei primi thriller, come anche Occhi verde veleno, ci piaceva rimescolare il noir americano anni 40 e 50 con il giallo italiano alla Lenzi e Martino.”

IL CINEMA DIETRO LE FICTION

“Salvatore Samperi era alla regia nella prima stagione de L’Onore e il Rispetto. Lo convincemmo a tornare a girare. Lui era stato dimenticato ingiustamente dal cinema italiano, pure dopo il successo di un film perfetto come Malizia. A Mediaset pensavano fosse morto. Era perfetto per la Sicilia che volevamo mettere in scena. Come tutti gli innamorati del cinema, guardava i film con gli occhi di un bambino mai cresciuto, ma era anche cattivello, con un’ironia acida. Con Samperi riguardammo Gelosia di Germi e Il giorno della civetta. Per la rivalità tra fratelli ci ispirammo a Il ricco e il povero, con Peter Strauss e Nick Nolte, piccolo classico tv anni 70.”

IL TRAINING DEGLI ATTORI

“Con la scusa di preparare il personaggio, mostriamo agli attori molti film. Per rendere Manuela Arcuri la nostra Lana Turner all’amatriciana le facemmo conoscere Monica Vitti e Claudia Cardinale. Per farla diventare la nostra “bella e sfortunata”, guardammo con lei La ragazza con la pistola, Teresa la ladra, tanta Lollobrigida. A Garko invece proponemmo soprattutto i film di Robert Mitchum, i suoi bad good guys. Lui, all’inizio, era respinto dal cinema classico, il suo film preferito era il King Kong con Jessica Lange, che da bambino lo spaventò al punto da farlo nascondere sotto le sedie al cinema, ma poi, quando vide Viale del tramonto, rimase affascinato.”

IL FUTURO

“Un’attenzione sempre maggiore per l’estero. Da tempo ci corteggiano in America. Anni fa volevano che facessimo da showrunner per una serie sulle gladiatrici, ma non ci convinse. Ora stiamo partendo con diverse co-produzioni (tra le altre, segnalo la commedia Bob & Marys con Rocco Papaleo e Laura Morante e il thriller Bent con Andy Garcia e Sofia Vergara, ndb), appena conclusi i contratti con Mediaset.”

SOGNI PROIBITI

“In un’altra vita, lavorare con Bette Davis; in questa, convincere Jessica Lange a recitare per noi. Intanto, abbiamo acquistato i diritti per il teatro di Che fine ha fatto Baby Jane? e lo faremo con Giuliana De Sio e Lina Sastri. Ma sogniamo un Viale del tramonto, con una vecchia diva sfiorita settantenne, prigioniera del suo passato, in un piccolo appartamento, magari a Piazza Vittorio.”