PIERPAOLO SPOLLON: CON DOC HO FATTO IL SALTO. PENSO DI SAPER CONDURRE UN TALK SHOW

Una fiction dietro l’altra per Pierpaolo Spollon, uno dei giovani attori più presenti sui set. Sono quasi due stagioni che lo vediamo su Rai1 senza sosta: L’Allieva, Vite in Fuga, Che Dio ci aiuti, Leonardo, Blanca e Doc. Un recordman di presenze ma chi è Spollon? Sui social è attivissimo nel commentare in diretta le sue interpretazioni con grande ironia e oggi si racconta.

“Sono felicemente esausto. Il lavoro non mi ha dato un minuto di tregua, ma se la stanchezza per essere felici è questa, allora viva la stanchezza. Quest’anno è stato pieno di lavoro come non mai, spero di avere lavorato bene”, così al Radiocorriere Tv. Ruoli che hanno lasciato il segno nel pubblico e i più giovani lo apprezzano per l’interazione su Twitter con i follower.

Il ruolo di Nanni in Blanca mi ha smarcato da un certo tipo di recitazione

“Sono molto felice che sia stato accolto come speravo il ruolo di Nanni, perché avevo bisogno di smarcarmi da un certo tipo di recitazione e di personaggio. Ringrazio Francesco Nardella (vice direttore di Rai Fiction) e Jan Michelini (regista di Blanca) che hanno avuto il coraggio di dare a uno che di solito fa il ruolo del buono, quello dello psicopatico”.

Con Doc – Nelle tue mani ho fatto il salto di qualità

“C’è sempre un momento in cui un attore, come per magia, fa un click. A me per congiunzione astrale è successo con “DOC”, dove sono stato un pochino più responsabilizzato. Ci sono giocatori dei quali dici “è bravo ma gli manca qualcosa”, poi capita che incontrino un allenatore e una squadra che gli danno fiducia, responsabilizzandoli, e sono costretti a fare il salto, per non disattendere le attese. Con “DOC” è successo questo”.

Mi piacerebbe condurre un programma come il Graham Norton Show

L’intervistatore gli chiede se ha mai pensato di poter essere un bravo intrattenitore in tv o alla radio. “Me lo stanno dicendo in tutte le salse (sorride), mi stanno mettendo questo tarlo in testa. Penso che potrei essere in grado di condurre un programma televisivo, è un’idea che si sta alimentando”.

“Penso a un appuntamento simile al Graham Norton Show di Graham Norton (talk show della BBC), in cui chiacchieri con artisti e cerchi di farli conoscere dal punto di vista di chi fa il loro stesso lavoro. Mi piace l’idea di umanizzare queste persone. Mi definisco “the normal one”, so fare sentire le persone a proprio agio”.