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QUARTA REPUBBLICA: L’IRRITAZIONE DEL PORTAVOCE DI MATTARELLA E LE SCUSE DI NICOLA PORRO

Ieri sera a Quarta Repubblica si è rischiato un incidente diplomatico, chiamiamolo così, tra Mediaset e il Quirinale. Dopo l’ospitata di Salvini, si è passati a parlare del rapporto tra politica e magistratura con Luca Palamara e Alessandro Sallusti.

Qualche dettaglio, non di poco conto, ha creato l’irritazione del Quirinale. Nei social Giovanni Grasso, portavoce del Presidente Mattarella, si è lamentato del taglio dato alla trasmissione.

Immagini continue del Presidente Mattarella in mezzo ai magistrati associate a discorsi su presunte trame contro il governo Berlusconi. Sallusti ripeteva: “Il Quirinale sapeva”. Slogan peraltro riportato in un tweet della trasmissione, poi cancellato.

Discorsi, immagini e tweet della trasmissione di Rete 4, condotta da Nicola Porro, che hanno aizzato il consueto odio social e in particolare una signora ha attaccato Mattarella. Il portavoce Grasso le ha risposto così:

Gentile signora sono il portavoce di MATTARELLA. Forse le sfugge che durante il governo Berlusconi Mattarella non era stato ancora eletto al Quirinale. Per cui se qualcuno si deve dimettere forse è la sua conoscenza storica.

A questo punto, Porro ha chiesto ufficialmente scusa al Presidente Mattarella, un tweet è stato cancellato e ne è arrivato uno per ribadire quanto detto in onda. Ma se non interveniva nei social il portavoce del Presidente, sarebbe successo qualcosa?

Ribadiamo quanto già’ detto in onda. Ogni riferimento al Quirinale nelle parole di Palamara e Sallusti non riguarda in alcun modo il Presidente Mattarella e il suo settennato. Ci scusiamo.

6 Risposte

  1. Grad ha detto:

    E mi chiedo dove sia l’Agcom quando c’è da sanzionare questi comportamenti

  2. Ital ha detto:

    Ecco …servita …la furba e meschina informazione o disinformazione sovranista ….
    Si mette in mezzo Mattarella….che non c’entra niente con quella storia raccontata …
    ( e anche quella storia delle trame contro B. e’ a tratti fantasiosa )
    Guarda caso lo stesso Mattarella che in queste ore sta gestendo una crisi di governo delicatissima e complicata ….
    Questo uso informazione a mo’ di randello vs l’ avversario o chi svolge attività politiche fondamentali ( e che ricorda tempi bui) ….da parte di giornalisti di Mediaset….e’ deprecabile….

  3. nico.ma ha detto:

    ieri sera, per sbaglio… ma proprio per sbaglio, mi sono sintonizzato per 3 minuti sulla trasmissione… è davvero vergognoso il modo e il tono… tristissimo…

  4. marta70 ha detto:

    Facimm ammuina. Tanto il livello medio del nostro pubblico quello è. Cosi si ragiona da quelle parti.

  5. Sabato ha detto:

    Complimenti a Bubino per come ha sintetizzato i fatti e posto le giuste domande: prima sparano attacchi e accuse in diretta, attraverso parole, immagini e tweet; poi, visto l’intervento del portavoce del Capo dello Stato, cancellano e si scusano.
    Ma se Grasso non fosse intervenuto? Semplice, il gioco era fatto: le falsità erano state trasmesse a milioni di persone, che le avevano “accettate” nella loro testa quali verità indiscusse e avevano probabilmente sviluppato disappunto nei confronti di Mattarella e, al contrario, stima nei confronti di Porro e dei suoi ospiti.
    Vorrei fare un ulteriore passo avanti nel ragionamento: l’intervento immediato di Grasso ha evitato il danno? La mia risposta è: solo in parte! Ormai, quelle false verità raccontate da Porro erano già virali e già radicate nella testa di molti… obiettivo raggiunto!
    È proprio questo, secondo me, il modus operandi dei talk di Rete4: la verità non conta, importa solo il messaggio che passa e che deve arrivare al pubblico come uno stimolo a odiare qualcuno e ad apprezzare (e votare) qualcun altro. A scapito di chi e di cosa va questo sistema? Dell’informazione, del voto consapevole, dell’analisi critica, del pensiero libero e indipendente…

  6. tex ha detto:

    Avrà pure sbagliato Sallusti a citare Mattarella che non c’entra nulla su questo tema .. ricordo però che nelle intercettazioni qualcuno diceva “Salvini ha ragione ma bisogna attaccarlo”.