RAI FICTION: MISTERY, FANTASY E ALDA MERINI. MONTALBANO? ANCHE SENZA ZINGARETTI

Maria Pia Ammirati, numero uno di Rai Fiction, presenta le nuove sfide della serialità della tv pubblica per il 2022 e oltre. Grandi novità tra innovazione e sperimentazione nel solco di un cammino iniziato con successo da Tinny Andreatta, oggi a Netflix. Un ventaglio di serie mai così varia e vincente in ascolti e qualità.

La sola Rai produce l’80% della serialità italiana

“La Rai non deve perdere quote di mercato: a oggi vantiamo numeri molto alti, sfiorando l’80% della produzione nazionale. Il Qualitel assegna inoltre ai nostri prodotti un punteggio medio dell’otto e mezzo su una scala di dieci. La mia ambizione è poter investire ancora di più su Rai1, che su Rai2, Rai3 e RaiPlay”, così la Ammirati la mensile Tivù.

Rai Fiction all’insegna dell’innovazione e modernità

“Il margine di innovazione è ampio ed è dettato dalla modernità di scrittura. Lo dimostra il successo di fiction come Un Professore che ha superato i 5 milioni di telespettatori, performando molto bene sul pubblico dei ragazzi 14-18 anni. Un titolo assolutamente inclusivo. Il tasso di innovazione può toccare il 50% anche se, ovviamente,  su questo fronte ci muoveremo con cautela”.

“Ci troviamo di fronte a un mercato che offre tanto, perfino troppo. Da spettatrice ho amato Squid Game ma, da direttore, non lo porterei mai in Rai. Sui nostri canali non troveranno mai spazio la violenza gratuita, il grottesco e l’esclusione delle categorie minori”.

Supervisiono tutti i set Rai e leggo tutti i copioni

“Ho supervisionato i set e letto tutti i copioni delle fiction in onda. Per esempio, ho chiesto un cambiamento sulle prime scene del Commissario Ricciardi e sono stata io a volere fortemente Blanca che inizialmente non rientrava nell’offerta di Rai1. Detto ciò sto lavorando al Piano Fiction 2022 che presenterò all’AD Fuortes e al CdA a gennaio”.

Rai Fiction si apre al mistery, fantasy e disaster movie

“Spingerò su nuovi linguaggi e sulla commistione di genere. La contemporaneità, intesa come sguardo sulla società e attenzione alle categorie minori, sarà la cifra distintiva delle produzioni”.

“Vorrei aprirmi a generi nuovi, che finora non sono stati battuti, come il mistery, la fantascienza o il disaster movie. Sono consapevole che si tratta di storie complicate ma ci piacerebbe sperimentare anche su questo fronte o, per lo meno, portare tali linguaggi all’interno di altri generi più tradizionali”.

Grande attenzione al filone ambiente, letteratura e grandi donne

“Uno dei grandi temi ancora poco raccontati dal servizio pubblico e che merita maggiore visibilità. Ho già in cantiere una serie su un grande disastro ambientale italiano, che denuncia il fenomeno dell’industria selvaggia tra gli anni ’60 e ’90”.

“Un altro filone la grande letteratura del Novecento, dalla quale estrapoleremo almeno un paio di titoli importanti, e non ultimo la serialità al femminile. Realizzeremo una collection che celebre le donne che sono state protagoniste del Novecento nei vari campi. Una di queste sarà Alda Merini”.

Montalbano? Avanti anche senza Luca Zingaretti

“A oggi Luca Zingaretti non vorrebbe continuare. Noi stiamo comunque ragionando con Palomar su un’ipotesi di serialità anche senza Zingaretti perché questa serie è troppo amata dal pubblico per rinunciarci”.