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RAI, LA RIVOLUZIONE DI SALINI: 8 DIREZIONI DI CONTENUTO E NEWSROOM UNICA PER LE NEWS

La rivoluzione Rai targata Fabrizio Salini (nella foto) sta prendendo sempre più forma. Oggi, in quel di Viale Mazzini, si svolgerà un CDA  preparatorio prima della presentazione ufficiale del piano industriale 2019-2021, prevista per il prossimo 6 marzo (il 7 dello stesso mese scadrà la proroga del Ministero Dello Sviluppo Economico). Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire i contenuti principali dei progetti che l’Ad proporrà all’azienda attraverso il reportage curato ed approfondito nei minimi particolari pubblicato in nottata dal blog LoSpecialista.Tv.

OTTO (FORSE NOVE) NUOVE DIREZIONI: In primo luogo, il cambiamento che balza subito agli occhi è quello riguardante la filosofia che Salini vuole adottare in questo piano industriale: da una struttura divisa per Reti si passerà ad una divisa per argomenti. In particolare, verrà alla luce una mega direzione “coordinamento contenuti” che si confronterà costantemente con le direzioni di palinsesto e marketing, La nuova struttura comprenderà 8 “sotto-direzioni”:

1) Intrattenimento prime-time

2) Intrattenimento culturale

3) Intrattenimento day-time

4) Fiction

5) Cinema/Serie TV

6) Kids

7) Documentari

8) Nuovi format

Queste ultime avranno una loro autonomia e un budget prestabilito. L’obiettivo è quello di razionalizzare il più possibile l’offerta Rai, renderla migliore e fruibile su tutte le piattaforme digitali e inoltre ridurre sensibilmente i costi, L’unico mistero di questa parte del piano è l’assenza del capitolo legato all’approfondimento giornalistico. Attualmente le deleghe di controllo sono equamente suddivise tra reti e testate giornalistiche. Passerà tutto in mano ai tiggì o al nuovo (e ancora non nominato) direttore dell’area informativa? Oppure nascerà una nuova struttura dedita all’approfondimento (come vorrebbe anche il presidente Foa)?

ECCO RAIDOC E RAIFORMAT: Nel nuovo piano targato Salini c’è spazio anche per due nuove strutture: RaiDoc e RaiFormat. La prima sarà dedicata al mondo dei documentari, mentre la seconda si occuperà della creazione di format originali. Le due nuove strutture si andranno ad aggiungere alle già esistenti RaiGold, RaiRagazzi, RaiFiction e RaiCultura, in modo da formare una moderna Media Company da poter sfruttare nelle piattaforme digitali, con un occhio di riguardo significativo anche per il portale RaiPlay, che nelle intenzioni di Salini dovrà diventare il vero fiore all’occhiello per sviluppare il prodotto Rai in Italia ed esportarlo oltreconfine.

MAGGIONI PER IL CANALE IN LINGUA INGLESE? Il nuovo canale in lingua inglese sarà – come spiega LoSpecialista.tv – edito da RaiCom, che non a caso ha di recente nominato come Ad l’ex presidente della Rai, Monica Maggioni, che da tempo si sta occupando della realizzazione di questo progetto. Tuttavia, ci sono alcuni interrogativi importanti che in qualche modo frenano (al momento) la mission editoriale di questa nuova creatura di casa Rai. Ci si chiede infatti come sia possibile che un canale previsto dall’articolo 12 del contratto di servizio possa essere prodotto dal braccio commerciale dell’azienda. RaiCom può prendere quindi i soldi da Rai Spa? E inoltre: chi sarà il responsabile? Sarà la stessa Maggioni? Chi lo finanzierà? E quale sarà il budget? Quel che è certo è che se il canale dovesse venire alla luce diventerebbe una location prelibata e non poco per i giganti del settore pubblicitario.

ENTRO IL 2023 NEWSROOM UNICA: Ultimo ma non meno importante aspetto del piano industriale messo a punto da Salini è quello riguardante la “Piattaforma multimediale unica”, con deadline nel 2023. I brand storici delle singole testate rimarranno, ma la redazione sarà una sola e dovrà produrre contenuti per web (unico portale) e per la tivù. Il 2023 sarà l’obiettivo d’arrivo, ma prima ci saranno diversi passaggi intermedi. Nel 2020 ad inaugurare le danze sarà l’accorpamento di RaiNews24 e Tgr, tra il 2021 e il 2022 quello di Rai Sport e Rai Parlamento e nel 2023 l’entrata di Tg1, Tg2 e Tg3. Sul portale web, ci sarà sicuramente il brand Rai, ma per il nome di testata e direttore è ancora presto (anche se dagli ambienti vicini alla tivù pubblica c’è chi sogna ancora l’arrivo di Milena Gabanelli).

 

2 Risposte

  1. lnt301 ha detto:

    intrattenimento è il tallone d’achille della rai… però non credo sia un male… averne troppo diventa noioso

  2. Tex ha detto:

    Con questa riforma i direttori di rete non avrebbero poteri e la Rai dovrebbe pensare più ai canali generalisti che a Raiplay.