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RAI, L’OMBRA DI FOA SUL PIANO NEWS: DUE IPOTESI PER RIVOLUZIONARE I TALK SHOW

Un mega direttore per la supervisione dei programmi giornalistici di Viale Mazzini. È l’idea che aleggia nella mente del presidente della Rai, Marcello Foa (nella foto in alto), che pare oramai aver preso in consegna la parte giornalistica del nuovo piano industriale della TV di stato (con l’Ad Salini impegnato sul fronte amministrativo e più strettamente televisivo)

Programmi come Porta a Porta di Bruno Vespa (sul quale pende la revisione delle cifre del rinnovo contrattuale e il numero di puntate della sua trasmissione), Report di Sigfrido Ranucci e Uno Mattina (che mette nel suo conto anche una parte di intrattenimento) – scrive su Repubblica il giornalista Aldo Fontanarosa – andrebbero sotto la lente d’ingrandimento del nuovo responsabile del giornalismo d’approfondimento sulle reti Rai.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE: Sotto il profilo economico – spiega Fontanarosa – l’operazione può reggere l’urto, ma su quello politico i dubbi sono tanti.

La Rai gialloverde, infatti, ha già ricevuto dall’inizio del suo mandato 2 richiami dall’Agcom (uno a dicembre e l’altro nella giornata di venerdì). Si teme, quindi, che questa nuova figura voluta da Foa possa esercitare poteri impropri sull’autonomia dei programmi delle varie reti.

IL PIANO B: Le stesse sensazioni negative – continua – sono presenti anche per il piano di riserva che sempre Foa avrebbe in fase di analisi per il dossier informazione. In sostanza, i programmi di approfondimento andrebbero a finire sotto la diretta responsabilità dei direttori di testata (Giuseppe Carboni per il Tg1, Gennaro Sangiuliano per il Tg2, Giuseppina Paterniti per il Tg3 e Antonio Di Bella per RaiNews24).

Tale soluzione svincolerebbe totalmente le reti dal controllo sui rispettivi programmi.
Inoltre, anche in questo caso, si creerebbe un forte problema (difficilmente risolvibile in caso di realizzazione) di autonomia editoriale, oltre ad una forte estensione d’influenza per quei direttori che sono sensibili al cambiamento climatico che aleggia sotto il cielo sempre variabile della politica.