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PUÒ LA REALTÀ SUPERARE LA FINZIONE?

PUÒ LA REALTÀ SUPERARE LA FINZIONE? IL VALORE DELLO STORYTELLING

E se come diceva Alfred Hitchcock la vita non è altro che un film a cui sono state tagliate le parti noiose? Nell’immensità di storie raccontate al cinema o in tv crederlo diventa difficile. Ma a volte nella quotidianità può succedere di vivere situazioni che sembrano essere uscite dalla penna di uno sceneggiatore Premio Oscar. Invece non c’è nessun set, non ci sono pose, cineprese, copioni: molto più semplicemente è la vita a renderti parte di un momento che, nel bene o nel male, ti resta inspiegabilmente addosso tanto quanto un tatoo sulla pelle.

 

Può essere l’incontro di una sera tra due sconosciuti, in una calda giornata estiva, all’angolo di una strada di una grande città. Una sigaretta insieme, in attesa non si sa di cosa, due parole, il piacere di raccontarsi, lo scoprire che diverso tempo prima le proprie esistenze avevano già avuto modo di sfiorarsi in un’altra città, a un grande evento, senza però avvicinarsi. Si finisce così per annullare ogni impegno preso in precedenza, proseguendo la chiacchierata in giro per la metropoli lasciandosi travolgere da quanto sta avvenendo. Come in quel film, come in “Midnight in Paris”. Ma questo non è un film.

 

Questa è la vita, dove ci sta tutto: l’imponderabile, il sorprendente, l’imprevedibile. E ci sta pure lo sbaglio. Fare lo sbaglio di non viversela fino in fondo, di non dare seguito a quanto sta accadendo decidendo nel momento clou di interrompere lì, di tornare a prendere la propria strada. Una strada che porta molto lontano, a migliaia di chilometri di distanza.  Senza lasciare troppe spiegazioni, ma con la flebile speranza un giorno di potersi rivedere, anche se il suo sguardo ti dice che non sarà così. Perché forse è meglio che tutto sia iniziato e si concluda lì, in quella sera, all’angolo di una strada di quella grande città dove è possibile che casualmente si incontrino, si sfiorino e si perdano due mondi all’apparenza distanti tra loro, per vissuto, esperienze e interessi, ma così vicini nei valori ricercati e negli obiettivi di vita da condividere.

 

Poi passano i giorni e quasi come in “Sliding doors” finisci ai “e se…”. E se avessi sbagliato? E se invece mi fossi lasciato trasportare fino in fondo facendo sì che quella conoscenza potesse continuare, senza precludere nulla, senza creare delusioni? Se quell’incontro di anime così casuale avesse in realtà un significato più profondo a cui non ho voluto dar peso? Ma ormai è troppo tardi: tardi per rintracciare, tardi per scusarsi, tardi per spiegare. Zero risposte, zero possibilità di contatto: No Peace. Eppure quanto vorresti farlo, se solo ne avessi l’opportunità. 

 

Forse aveva ragione chi diceva che sì, la vita è proprio come guardare un film: solo che ti sembra di essere entrato sempre dieci minuti dopo l’inizio dello spettacolo e nessuno vuole raccontarti la trama, perché sta a te capirla in tempo e scrivere il finale che ritieni più giusto. Nella consapevolezza che non c’è mai, davvero mai, la possibilità di rimanere per il secondo spettacolo.

 

Proprio come in questo caso, vero o inventato che sia. Finzione? Realtà? Indipendentemente da ciò, è comunque bello credere che qualche volta la vita possa riuscire a sorprenderti molto più di quanto possa fare il migliore storyteller in circolazione o il più bravo showrunner che la tv ricordi. Forse sì, a volte davvero la realtà può arrivare a superare la finzione: raramente ma capita. E quando capita, scordarsi questa sensazione e l’intensità che sprigiona è tutt’altro che semplice. 

3 Risposte

  1. Ammerde ha detto:

    Sarebbe la trama di “Lontano da me”?

  2. Giulz ha detto:

    Riflessione molto interessante, complimenti.

    Sono concorde nel ritenere che la realtà superi spesso (se non sempre) la finzione.
    Basti pensare che le emozioni nella realtà sono vissute in prima persona, senza un attore/attrice che le filtra per te e con cui puoi o meno entrare in empatia.
    Per questo motivo è inevitabile che si compiano “errori”: se potessi tornare indietro….non abbiamo un copione da seguire e non possiamo rifare le scene.
    Nella realtà è sempre “buona la prima” e se non fosse così, allora si che la finzione supererebbe la realtà.

  3. Modica2 ha detto:

    Non ho capito