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RECENSIONE & ANALISI AUDITEL: I MEDICI
– CON TARGET E GRAFICI –

A cura di Fede e VeuSicuramente il progetto più ambizioso della tv italiana degli anni Duemila. Questo è stato I Medici, coproduzione Lux Vide con Big Light Productions e Wild Bunch. Ovviamente, trattandosi di coproduzione, le conseguenze sono state parecchie, di cui due saltano immediatamente all’occhio del pubblico: la prima, la presenza di un cast per la maggior parte straniero (per i ruoli principali), l’altra, l’abbondanza di mezzi per la realizzazione dell’opera. E di opera e ambizione il progetto ne aveva molta e la realizzazione scenica ha rispettato le promesse.

Masters of Florence, il titolo americano. Sì perché se si tratta di coproduzione si guarda essenzialmente al mercato estero, soprattutto americano. E se I Medici come famiglia sono troppo legati alla terra d’Italia ecco che per l’estero ci vuole un titolo di richiamo. E Firenze, la culla dell’arte, quell’arte a cui il mondo guarda (con parecchia invidia) quando si parla di potenza e studio, di creazione e di magnificenza. Ecco Firenze è l’Arte. E allora, ecco che richiamando l’attenzione su Firenze, sull’arte, sulle basi della conoscenza artistica il mercato estero guarda più favorevolmente un prodotto. Lo sente in qualche modo “proprio” perché Firenze , quella Firenze quattrocentesca e rinascimentale, ha dettato l’arte di sempre , la prospettiva, la creazione di uno stile che si è imposto e da cui sono nate tutte le correnti dei secoli successivi fino a quell’arte moderna che pervade il secolo odierno e si riflette anche nella cultura di massa estera.

Firenze è il centro della scena. Firenze e l’arte. La Cattedrale di Firenze è il centro a cui si svolgono le vicende artistiche e pure politiche. La Cupola del Brunelleschi da realizzare. Questa è l’epoca del Quattrocento, periodo di incoerenze e complotti, periodo in cui si vuol staccare da quello che continuava ad essere il Medio Evo ed entrare in una nuova epoca che avrebbe avuto il suo fiorire proprio nell’arte.

Questa dualità di passato/futuro, di oppressione/speranza, di costrizione/libertà emerge nella serie e i personaggi ne sono l’esempio. Tutti hanno questa dualità, tutti possono essere puri e buoni quanto spietati e corrotti. Tutti si lasciano andare alle brame del potere per poi dimostrarsi inclini alla giustizia e alla lealtà anche nei confronti del peggior nemico. Tutto comincia con un delitto. Quello di Giovanni de Medici che viene trovato avvelenato con della cicuta nella sua vigna alle porte di Firenze. Da qui si dipana una storia che tra passato e presente collega una serie di vicende e permette allo spettatore di comprendere l’inizio della dinastia.

Cosimo (Richard Madden) è il personaggio centrale della serie che nelle prime puntate vediamo come signorotto e tramite alcuni flashback ne ripercorriamo l’adolescenza e scopriamo come è diventato quello che è grazie alle imposizioni del padre Giovanni. Il sogno di Cosimo è quello di essere un artista . Si scontra con un padre, interpretato dal grandissimo Dustin Hoffman, che è il padre padrone, che agisce per i suoi tornaconti personali, intervenendo sia nelle questioni private come quando arriva a pagare la lavandaia Bianca (Miriam Leone) perché lasciasse Cosimo in quanto non degna, a suo dire per il figlio, oppure quando approfitta di una confidenza fatta al figlio dal giovane erede del casato Albizzi, Rinaldo (Lex Shrapnel), per rovinare economicamente il genitore di quest’ultimo. O quando arriva prima ad allontanare poi a far morire Rosa (Giusy Buscemi), una giovane a cui il figlio Lorenzo (Stuart Martin) era legato. E il padre padrone decide il destino della famiglia.

È lui a imporre che la dinastia prosegua con Cosimo, ritenendo Lorenzo inetto agli affari, anche se Lorenzo inetto proprio non è, dato che sarà lui a finanziare una controffensiva, unitamente alla famiglia Sforza di Milano, contro il governo di Firenze pur di salvare il fratello. È il padre padrone ad obbligare Cosimo a sposare Contessina trattando sulle questioni del matrimonio. In tutto questo modo di agire comunque non si possono negare le qualità di stratega del Giovanni de Medici che ha gettato i semi per portare quella che era una casata qualunque ad essere la più grande casata di Firenze.

Cosimo e Giovanni, e anche Lorenzo, sono il trittico di personaggi principali della serie, tutti americani: Richard Madden, Dustin Hoffman e Stuart Martin. Così come americano è il nemico principale delle prime serate, Rinaldo Albizi – Lex Shrapnel. Accanto a loro, Contessina de’Bardi, interpretata dall’attrice britannica Annabel Sholey, il cui ruolo dimostra come dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Contessina è forse il personaggio meglio realizzato della serie: se Giovanni è descritto in maniera pressochè negativa o comunque “politica” e arrivista, Cosimo è in bilico tra dubbi e incertezze perché è un artista ma sa di non esserlo fino alla fine, è un politico ma la sua anima è legata al desiderio di mettere la casata al primo posto ed essere quello che vorrebbe essere, in un crescendo di tensioni che lo porta inevitabilmente ad essere “figlio di suo padre” (e lo vediamo sin dall’inizio quando decide di approfittare della corruzione che impera nella Chiesa del tempo per trovare favori, così come poi si offre, in età matura di sostenere una guerra per riportare il Papa sul trono di Roma per nuovi finanziamenti economici), Lorenzo appare remissivo e schivo, apparentemente lontano dalla famiglia.

Contessina è la Medici per eccellenza. È lei a tenere unita la famiglia, è lei a presentarsi alla Signoria di Firenze in groppa al cavallo bianco in una scena molto da filmone americano (inteso in senso positivo, perché i colpi di scena in una serie prettamente a carattere storico ci vogliono per movimentare la vicenda e romanzarla pure un po’) per evitare una guerra che Albizi avrebbe potuto far scoppiare, salvando il marito Cosimo dalla morte e Firenze dalla guerra civile. È sempre Contessina ad aiutare Cosimo in esilio a rientrare, è sempre Contessina a stare dietro alle vicende del figlio Piero (Alessandro Sperduti), ad incoraggiarlo e a sostenerlo, ispirando anche Lucrezia Tornabuoni (Valentina Bellè) e plasmandola a diventare consigliera per il marito e un sostegno per la famiglia. E Lucrezia sostegno e ruolo all’interno della famiglia Medici lo acquista sempre più (sarà lei infatti ad aiutare il marito durante l’esilio a Venezia, sarà lei a spingere Piero a difendere la Dinastia davanti alla Signoria dandogli la forza e la carica giusta per parlare e trionfare, sarà lei a sostenere l’innocenza di Lorenzo dall’infamante accusa mossagli da Cosimo di parricidio). E non a caso Lucrezia sarà la mamma del futuro Lorenzo il Magnifico.

La Signoria è il vero cuore del potere. Tutti lottano per la Signoria. C’è chi pur aspirando a un’ideale di grandezza utilizza il potere della signoria per annientare i Medici, come Rinaldo degli Albizzi e il figlio Ormanno (Eugenio Franceschini) nelle prime due puntate, oppure chi utilizza la Signoria per instaurare una dittatura, come Andrea de’ Pazzi (Daniel Caltagirone) che si serve di ogni mezzo per il suo obiettivo, anche commissionare l’uccisione dell’intera famiglia Albizi e spingere tutti, il Papa compreso, a credere che sia stato Cosimo il mandante dell’efferato delitto. La Signoria decide, la Signoria è il centro. Tutti ambiscono alla Signoria. I Medici vogliono restare nella Signoria, questa assemblea di persone che pur essendo tutte pressochè nemiche devono decidere il futuro di Firenze. E le decisioni della Signoria devono temperarsi con quelle del mondo di allora, con il garantire sostegno e decidere se far guerra, se condannare a morte o all’esilio.

Accanto al cast prettamente estero, però vi sono una serie di personaggi interpretati da attori italiani. Oltre ai già citati Sperduti e Bellè, grande rilievo è dato a Marco Bello, amico fraterno di Cosimo, interpretato da Guido Caprino, uomo inizialmente senza macchia e senza paura che però per devozione alla famiglia Medici si vede costretto a scendere a compromessi. Sempre dedito a proteggere Cosimo, sempre fedele al suo signore, dubita di tutti, si schiera sempre a suo favore, va in esilio con lui. E accusato di aver ucciso Giovanni De Medici decide di difendersi per dimostrare la sua innocenza. Un personaggio forte, anche violento che però segue nelle sue azioni un codice d’onore: rispettare sempre il proprio padrone, seguirlo, anche abbandonarlo se necessario, ma la sua lealtà non può venire meno. Mai. Merita poi considerare l’intensa schiava circassa, Maddalena (Sarah Felberbaum), donna usata inizialmente dai Veneziani per incastrare Cosimo per un presunto complotto con i Milanesi, in un sub plot molto da romanzo d’appendice. Maddalena, nella quale Cosimo rivede il suo amor di gioventù Bianca, viene portata a Firenze e qui inizialmente vive protetta da Cosimo per poi essere relegata al semplice rango di serva (nonostante le parole d’amore di Cosimo), disillusa ed anche umiliata, viene accettata da Contessina secondo le consuetudini del tempo. Sempre onesta (non accetta infatti di far passare il bambino che aspetta per figlio di Marco Bello per non ingannare l’unico uomo che le abbia mostrato di tenere veramente a lei), Maddalena sembra trovare un po’ di luce e pace nella speranza della gravidanza.

Le guest star italiane sono molteplici, i ruoli seppur brevi hanno incisività nella serie: Miriam Leone nel ruolo di Bianca la lavandaia che Cosimo da giovane aveva amato e che per un complotto di Giovanni viene costretta, dietro lauto compenso, a lasciare il ragazzo; Giusy Buscemi che interpreta Rosa la giovane amante di Lorenzo De Medici che viene scacciata ma , a differenza di Bianca, non accetta denaro ma incinta viene portata in un convento dove morirà (forse pure per un complotto) assieme al bambino che attendeva; Valentina Cervi che dà il volto a Alessandra degli Albizzi, moglie di Raniero e madre di Ormanno, donna dedita alla famiglia che crederà Cosimo colpevole del duplice efferato omicidio di marito e figlio. E poi ancora Valentina Carnelutti come Maria Tarugi, Andrea Tidona come Papa Martino V, Andrea Bosca come Sanuto e Lorenzo Balducci come Mario de Medici (entrambi fautori del complotto contro Cosimo in quel di Venezia) . Infine non si può non menzionare la grande interpretazione di Alessandro Preziosi nel ruolo di Filippo Brunelleschi, l’ideatore della Cupola, colui che tra genialità e un po’ di follia porta a realizzazione il sogno di Cosimo.

La fotografia è calda, curata, oscura quando serve, principalmente rassicurante come per tutte le produzioni Lux. La regia della serie rispecchia un taglio principalmente americano laddove riporta gli episodi della giovinezza di Cosimo in vari flashback sia nelle sequenze più ad effetto, su tutte la grande scena dell’imboscata e dell’omicidio di Albizzi in un’alternarsi tra i mercenari in azione e la Santa Messa a cui partecipano i Medici.

Di inesattezze storiche a uso e consumo del drama che si vuol realizzare ce ne sono e molte. Su tutte il giallo portante della serie (il delitto di Giovanni de Medici) che è una scelta autoriale per dare pathos alla storia (nella realtà Giovanni De Medici morì di vecchiaia), così come il romanzare diverse vicende quali l’amore di Cosimo per una lavandaia, l’omicidio di Rinaldo e Ormanno degli Albizzi, la morte di Lorenzo de Medici che ha cancellato la possibilità di una serie di subplot per il futuro con il ramo discendente di quest’ultimo. Insomma, non è una serie storica biografica, ma una serie storica pur con i dovuti rimaneggiamenti (che avevano caratterizzato anche serial americani, vedesi ad esempio i Tudors o i Borgia). Comunque nonostante queste scelte da romanzo storico, la serie ha avuto il pregio di lanciare un genere nuovo, sperimentare nuovi temi, riportare in tv un modello di serial (quello storico) che da anni, salvo qualche piccolo tentativo, era tutto appannaggio dell’America. E se vi saranno ripercussioni in termini di studio della Storia italiana e un maggior turismo, il Paese non potrà che beneficiarne.

La prima serie è finita. E con quell’epifania citata nel titolo dell’ultimo episodio siamo condotti, per le prossime stagioni, verso quella “Renaissance” proposta, interpretata da Skin e scritta da Paolo Buonvino, come colonna portante della serie.

ANALISI AUDITEL

Analizziamo ora il riscontro auditel della fiction di Rai1. Dalla brochure pubblicata sul sito Rai Pubblicità osserviamo come la Rai si attendesse un riscontro auditel piuttosto buono e precisamente 6,9 milioni di telespettatori. Come trapelato, questa stima così elevata per un prodotto nuovo e incognito era dovuta principalmente alla necessità di rientrare economicamente dall’enorme sforzo produttivo. Avrà il pubblico apprezzato le gesta della famiglia fiorentina? Andiamo a vedere quali sono stati i risultati con l’aiuto delle tabelle e dei grafici!

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Come possiamo osservare, c’era molta attesa per la fiction. I primi due episodi hanno superato gli obbiettivi che si era posta la Rai. Successivamente abbiamo avuto un calo, abbastanza marcato. La fiction si è comunque stabilizzata su un ascolto di oltre 6 milioni e la media finale, complice il successo della prima puntata si avvicina molto alla stima della Rai. Nel grafico seguente, possiamo osservare la variazione dello share – suddiviso per classi di età [ricordiamo G=under 35, TC=15-64, O=over 55] – nelle varie puntate.

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Si nota come soprattutto i giovani abbiano in parte abbandonato la fiction dopo la prima puntata: osserviamo infatti una differenza di circa il 5% fra lo share in questo target nella prima puntata e il dato assestato delle altre tre.

Per ottenere il seguente grafico abbiamo calcolato share e v.a. dei singoli episodi della fiction ponendo il dato medio – in ciascun target – pari a 100. Successivamente abbiamo calcolato la media fra il dato in v.a. e il dato in share [entrambi indicizzati su base 100] per ogni episodio. Notiamo così che – a titolo di esempio – il primo episodio ha avuto una presenza di pubblico giovane (media fra v.a. e share) pari al 133% della media finale. Riportiamo, per completezza, la tabella dalla quale sono stati tratti i dati.

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Concludiamo questa analisi andando a cercare la eventuale presenza di correlazioni fra gli ascolti de I Medici e quelli delle proposte televisive della principale concorrente, Canale 5. L’ammiraglia Mediaset proponeva – nell’ordine – una partita di Champions della Juventus, un film, una partita di Champions con squadre non italiane e un altro film.

Nel grafico sottostante sono evidenziati gli ascolti della fiction di Rai 1 sull’asse delle ascisse e dei prodotti di Canale 5 sull’asse delle ordinate. Possiamo notare la presenza di una certa tendenza per cui all’aumentare degli ascolti della fiction, aumentano anche gli ascolti della concorrenza. Diremmo che le due serie di dati sono correlate positivamente (indice di correlazione 0.89), ma in realtà questo fenomeno è giustificabile con il fatto che la prima puntata de I Medici ha avuto come concorrenza una partita di calcio abbastanza sentita; questo ha portato entrambe le ammiraglie a valori elevati. In ogni caso, possiamo pensare che la Rai sia decisamente soddisfatta del successo ottenuto. Che ne pensate?

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12 Risposte

  1. Ital ha detto:

    Gradevole e completo docu che conferma la serie, come la più interessante e innovativa fiction d’autunno ….
    Inoltre la più seguita autunno … valutando i dati auditel ….
    Il mix dei target e’ abbastanza variegato, confermandosi serie per tutti ….
    Qualche giovane in meno dopo la prima ? Forse spaventa la ” storia ” …. errore dei raga, visto che invece la fiction e’ ricca di colpi di scena, personaggi, avvenimenti, quasi come una fiction che racconta tempi contemporanei .
    Più facile e meno impegnativo …. probabilmente … per una parte di questo target il cazzeggio caprino di GF VIP e di Selfie.

  2. veu ha detto:

    Grazie a tutti!

    Micene,
    Miriam Leone ha fatto solo il primo episodio, mentre Giusy Buscemi è apparsa in due episodi (uno era solo un brevissimo flashback poi ripreso nell’episodio effettivo in cui lei c’era). Tra le due la Leone ha avuto più ruolo perchè ha parlato di più, la Buscemi è stata proprio un ruolo piccolo piccolo. Sì anche io le avrei messe di più tutte e due.

  3. #PEPPE ha detto:

    Stracomplimentoni a Fede e Veu per l’ottimo articolo molto curato e dettagliato. Come si evince c’era molta curiosità in tutti i target per la prima puntata poi questa si scema nel variare però personalmente posso dire che la terza puntata è stata quella più bella con un colpo di scena finale pazzesco
    Mi piacerebbe che questi articoli vengano pubblicate anche per altre fiction e poi viva la Contessina de Bardi :heart: :heart: :heart:

  4. Aladino ha detto:

    Ammazza che lavorone, complimenti!

  5. lucio voreno ha detto:

    bella analisi, complimenti a Veu e FEde

  6. Micenedisagitter ha detto:

    Bellissima analisi, ben vengano i prodotti di respiro internazionale e ben vengano i prodotti che riusciamo ad esportare all’estero.

    La seconda serie con l’addio di Madden e Scholey perderà un po’ di appeal, ma Ermesy disse che si stava contrattando con grandi nomi, che magari non li faranno rimpiangere. Peccato aver utilizzato poco la Leone e la Buscemi, mi sembra che abbiano fatto un solo episodio a testa.

  7. Modica ha detto:

    Complimenti Veu e fede, sembra un’analisi da addetti ai lavori 😉

  8. Tex ha detto:

    Scusate se non ho potuto leggere prima ..
    Complimenti a Veu e a Fede.. I Medici fiction di grande successo in tutti i target la seconda stagione deve avere dei flashback

  9. zeus ha detto:

    Complimenti a Fede e Veu ottima analisi!!

    Alla fine nei giovani è andata abbastanza bene credo che la media del 20% quasi nessuna fiction rai lo raggiunga in quel target

  10. GP 9❤❤❤VIKYIMMA ha detto:

    Complimenti a Fede e Veu .

  11. ct ha detto:

    Davvero complimenti per l’ottima analisi

    volevo aggiungere che da oggi la serie sara’ disponibile in Regno Unito con Netflix

  12. bubinoblog ha detto:

    Grazie a Veu per la dettagliata e attenta recensione e grazie a Fede per la corposa analisi auditel!