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RIVOLUZIONE DEL CALCIO IN TV: LA CHAMPIONS AL SABATO SERA E LA SERIE A IN SETTIMANA?

Emiliano Bernardini per Il Messaggero – Appuntamento fissato per oggi nella sede della Uefa a Nyon. Un incontro riservato ma programmato da tempo tra l’ECA, che rappresenta i club più potenti del calcio europeo, e l’organismo che organizza la competizione.

Una sorta di tappa d’ avvicinamento al 24 maggio quando il massimo organismo Europeo farà una mozione per quella che si preannuncia come una vera e propria rivoluzione. No, non si parlerà della Super Lega, un progetto lasciato indietro sia da Ceferin sia da Agnelli.

Il ribaltone riguarderà la Champions League. Dal 2021 o con maggiori probabilità dal 2024 alcune gare, quelle con maggior potenziale di attrattività dovrebbero passare da metà settimana al weekend. E possibilmente in prima serata in modo da attrarre più sponsor e diritti tv e quindi maggiori introiti. Ma non solo perché sarebbe pronto anche un piano che cambierebbe il format della competizione con l’inserimento di retrocessioni e promozioni, sulla falsariga di quanto avvenuto nella Uefa Nations League.

Questo però cambierebbe lo status di alcuni club all’interno del torneo che per altre squadre diventerebbe inaccessibile. Proposta quest’ultima che non è vista di buon occhio dalla stessa Uefa che dovrebbe mettere mano a tutti i campionati nazionali continentali, con una possibile conseguente diminuzione del numero delle di squadre per far quadrare i calendari. Oggi verrà trovata una prima quadra. Anche perché questa non è che una battaglia della guerra più grande che da qualche tempo stanno combattendo Uefa e Fifa. Una contro l’altra.

L’ALTRO VERSANTE

Dalla parte opposta della barricata la Federazione Internazionale del presidente Infantino, spalleggiata dal board dell’ European Leagues di cui è membro Javier Tebas che spinge per la riforma del Mondiale per club. Il numero uno della Liga spagnola poco più di una settimana fa, durante una riunione della Lega di Serie A, aveva illustrato pro e contro del possibile cambiamento di scenario delle competizioni europee e l’impatto sul sistema competitivo dei campionati nazionali. Dicendosi inoltre contrario alla riduzione dei campionati da 20 a 18 squadre, spingendo affinché i campionati continuino a giocarsi nel week-end e non a metà settimana.