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ROBERTO BASSANINI RISPONDE ALLE DOMANDE DELLA COMMUNITY: ECCO COSA CI SCRIVE!

https://bubinoblog.altervista.org/wp-content/uploads/2016/09/IMG-20160919-WA0002.jpgA cura di Roberto Bassanini – Scorrendo su questo blog i commenti legati ad altri temi, ho avuto modo di notare quanto i suoi lettori siano preparati e attenti. Questo spazio ne è un efficace spaccato dove ho molto apprezzato la qualità delle domande, sarebbe stato facile scivolare su curiosità televisive meno pertinenti al mio lavoro.

Fatta questa premessa, inizio raccogliendo in questa risposta le domande di Modica, David20, Winter, Cisco, Dan12, Sanfrank e Danyele sull’uso nel Daytime di ambientazioni spesso più neutre e lineari rispetto alle atmosfere della tv statunitense, o di ormai storiche produzioni nostrane come “Mezzogiorno in famiglia” e sui criteri di scelta progettuale usati per questa tipologia di programmi.

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Per molti anni la tv statunitense è stata un punto di riferimento, i suoi quiz hanno fornito il modello anche a grandi successi italiani del passato e del presente ed è indiscutibile la qualità di buona parte delle sue serie tv.

Ma, personalmente, credo che l’immagine scenografica dei suoi programmi sia rimasta ancorata a stilemi datati, escluse sporadiche eccezioni creative.

Replicare all’interno di uno studio televisivo elementi e materiali declinati da ambienti domestici, come ampie finestre, grandi tappeti, calde moquette, legni a decoro di pareti o pavimentazioni, è stata e può essere ancora, una facile scelta, rassicurante e familiare e in alcuni casi, anche pertinente.

In alcune vostre domande leggo una critica schietta, che comprendo e accetto nel rispetto dei gusti personali, ma l’immagine televisiva ha percorsi affidati ad una pluralità di segni non riducibili ad un solo codice. In alcuni casi, uno spazio neutro, che nell’arco del programma sa adattarsi a momenti diversi (collegamenti da studio, situazione talk, spazio social o di approfondimento), può diventare il percorso progettuale più efficace e funzionale a quel modo diretto e “quotidiano” di comunicare col pubblico dei programmi di infonews, dove la mission è di far entrare sempre di più la realtà nelle case di chi li segue, attraverso volti e nomi diventati familiari. Ed è anche una scelta d’immagine che si logora sicuramente meno nell’arco del tempo, pensando che alcuni programmi conservano la stessa scenografia per diverse edizioni.

La prossima risposta accomuna le domande di Fede, Bubino, Peppe e GLuca con contenuti comuni che insieme si integrano.

Come ho già avuto modo di raccontare nell’articolo di qualche mese fa, menzionato anche da Reno, l’ingrediente fondamentale in ogni fase del processo creativo e produttivo è la comunicazione tra le diverse figure che collaborando ad un programma. Solo mediante il confronto si può arrivare alla chiave espressiva più efficace e lo scenografo deve essere capace di tradurre in un progetto le indicazioni della committenza, anche grazie all’imprescindibile confronto col direttore della fotografia e il regista. Non va mai dimenticato che l’immagine scenografica è efficace solo se è funzionale alla ripresa, altrimenti anche l’idea più interessante resta un bel bozzetto da incorniciare, ma incapace di assolvere il suo compito. Nel percorso progettuale chi conduce il programma entra sicuramente nel merito se il suo contributo è anche autorale, o come in alcuni casi noti, è anche ideatore del format che conduce. E’ comunque buona cosa essere a conoscenza di ciò che può mettere a suo agio chi condurrà il programma. In fondo è quello che facciamo tutti invitando un amico a cena, non ci faremo dettare il menù, ma conoscere i suoi gusti, ci permetterà di cucinare piatti che sicuramente potrà gradire a tavola.

Un restyling scenografico viene solitamente fatto coerentemente coincidere con l’inizio di una nuova stagione televisiva e farlo durante il corso della stagione non risulta mai un buon segnale. Per quanto riguarda invece l’occasione di fare qualcosa decisamente sopra le righe, questa privilegiata opportunità l’ho avuta più volte e mi sta ricapitando proprio in questo periodo, grazie al credito della struttura con la quale sto collaborando ad un nuovo programma.

Reno – In un’intervista su questo blog ricordo, in riferimento al pavimento verde acqua utilizzato per pomeriggio5, mattino5 e domenica live, il fatto che parlasse di una scelta azzardata rispetto ai blu e ai grigi (normalmente utilizzati) e che aveva però trovato il consenso di Barbara d’Urso e delle due produzioni… Quindi la mia domanda a Bassanini è da cosa sia dipeso il ritorno al pavimento blu e da chi sia stato chiesto? E se lei ne è stato d’accordo? E volevo porre anche una seconda domanda. Ultimamente ci sono state polemiche e comunicati stampa da parte di lavoratori interni Rai in cui parlavano di progetti assegnati ad esterni e di corsie preferenziali (come Bocchini per Conti). La domanda è: in Mediaset come avviene l’assegnazione di un progetto ad un determinato scenografo?

Alla prima domanda di Reno rispondo confessando che il pavimento blu non è stata una scelta imposta, ma un suggerimento, quasi corale, venuto proprio dai lettori di questo blog a seguito dell’intervista alla quale accennava e vedo che anche, in questa seconda occasione di confronto, c’è chi ha apprezzato questo ritorno.

Resto assolutamente convinto del verde acqua della scorsa edizione, ma chi fa il mio lavoro deve essere in grado di accogliere le sollecitazioni degli addetti ai lavori come del pubblico, che è poi il reale fruitore del nostro lavoro.

La seconda domanda tocca un tema complesso, prova ne sono proprio le polemiche alle quali si riferisce. Personalmente credo che l’assegnazione di un progetto debba avvenire tenendo conto che lo scenografo è una figura artistica con un suo segno e un suo particolare modo di affrontare ogni fase del progetto e questo a prescindere che sia un professionista interno a un Centro di Produzione o un freelance. E’ quindi normale che se uno scenografo ha costruito un rapporto di reciproca stima con la propria committenza, questa lo richieda nel momento in cui nasce un nuovo programma. Allo stesso modo, se esistono comprovate professionalità all’interno di un Centro di Produzione, è importante valorizzarle, così che possano costruire, se ne sono capaci, lo stesso circolo virtuoso che descrivevo sopra. Qualsiasi altra strada sarebbe a mio avviso svilente della stessa professione.

AleImpe – Buongiorno, Che ne pensi di Graziella Evangelista, di Tullio Zitkowsky e di Sergio Giacon grandi maestri della scenografia a Mediaset ?

Confesso che la confidenza usata da AleImpe nel porgere la domanda e la curiosa scelta circoscritta a questi tre nomi, me la rende “sospetta”… e mentre lo scrivo sorrido… Detto questo, ai nomi citati potrei personalmente aggiungere quello di Mariano Mercuri, Claudio Brigatti, Egle Zanni, Mario Catalano, Gianni Villa, Armando Nobili e altri ancora. Per tutti, posso solo avere gratitudine per quello che mi hanno insegnato, o collaborando al loro fianco o attraverso il loro lavoro.

Rispondo ora a 1vs100, la storia di questo Festival ha insegnato che Sanremo è sempre dietro l’angolo per qualsiasi scenografo che abbia maturato esperienza e costruito negli anni rapporti di stima professionale, basta non considerarlo un punto d’arrivo, ma semplicemente una nuova sfida.

David – Buonasera, io volevo chiederle perché nel caso di Domenica live si è scelto di realizzare uno studio, a mio avviso molto impersonale e “povero”, con lo spazio disponibile non era possibile creare uno spazio più curato rispetto all’attuale composto da una semplice pedana posizionata in un angolo con quella griglia luminosa posizionata sul retro senza senso?

Concludo rispondendo a David semplicemente con due immagini dello studio che lui descrive e ringrazio tutti per le stimolanti domande e la pazienza nell’attendere le risposte.

Spero che altri professionisti accolgano lo stesso invito fatto a me da LucaG, una bella occasione di confronto che merita di essere arricchita da nuove testimonianze.

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7 Risposte

  1. Sanfrank ha detto:

    Mille grazie per la gentile risposta.
    Effettivamente è anche giusto osare, pur strizzando l’occhio all’imprescindibile gusto del pubblico che fa sì che si accetti una sorta di “compromesso” prendendo in considerazione anche i gusti dei telespettatori.

  2. #PEPPE ha detto:

    Grazie al sign.Bassanini che ha risposto in maniera molto gentile ed esaustiva alle nostre curiositá televisive.
    Detto questo sono molto curioso a questo progetto che é “decisamente sopra le righe”.
    Ancora grazie e in bocca al lupo per le sue prossime fatiche televisive 🙂

  3. Sanfrank ha detto:

    Devo dire che mi inorgoglisce il fatto che il parere della nostra Community venga letto e si decidano di fare piccoli accorgimenti in base alle richieste fatte dai lettori.
    BubinoBOOM!!! direi 😀

  4. Sanfrank ha detto:

    Un progetto sopra le righe potrebbe essere Selfie della Fascino oppure il programma musicale di Bonolis. Magari ho azzeccato :good:

  5. bubinoblog ha detto:

    Ringrazio molto Roberto Bassanini, e LucaG per averlo invitato qui, per l’estrema gentilezza e disponibilità nel confrontarsi con dei “semplici” telespettatori.

    Abbiamo imparato molte cose e, davvero, speriamo che altri professionisti vogliano mettersi a disposizione delle curiosità della community.

  6. gluca ha detto:

    Mille grazie…per le gentili risposte ma soprattutto per l’attenzione e il tempo che ci ha riservato !!

  7. 1vs100 ha detto:

    Grazie per la risposta e le auguro un giorno di curare la scenografia del Festival di Sanremo

    A me le scenografie di p5 e dlive non sembrano povere ma al passo con i tempi