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#SANREMO2019 – IL CONTROFESTIVAL: UN DEBUTTO… A FIATO CORTO

Facciamo le pulci alla prima serata del Festival di Sanremo 2019

Errori tecnici, contrattempi, battute involontarie che sanno di gaffe: sono gli scivoloni a rendere credibile un Festival che alla prima appare eccessivamente ingessato e in balia di una scaletta priva di guizzi. Né grande evento, né show dozzinale: una lunga rincorsa a chiudere il prima possibile. Ne agevola il ritmo, ma ne risentono le presentazioni, piuttosto frettolose e poco curate nella confezione. Soprattutto quelle dei superospiti.

Forse, piuttosto che farsi mancare il respiro, si sarebbe potuto proseguire nella direzione degli ultimi anni e dividere tra le prime due serate le ventiquattro esibizioni, mantenendo e prolungando così anche l’effetto sorpresa. Fin dall’inizio è evidente che per quanto si sia voluto innovare musicalmente, sul fronte dello show si è invece rimasti indietro. Inizio piuttosto classico, quasi somigliante a quello di un qualsiasi serale di “Amici“. Gag da avanspettacolo portate avanti a iosa (i due Claudio). Momenti piuttosto deboli e slegati dal contesto (la battle tra musical). L’evidente incapacità di coprire efficacemente i tempi morti. Non stupisce quindi che forse l’unica battuta degna di nota e di memoria sia quel “Ma sono venuta a fare un passeggiata o a cantare?” di Patty Pravo. E magicamente l’Ariston diventa una succursale di “Ora o Mai Più“.

Se sul fronte della scrittura si sarebbe potuto fare decisamente meglio, su quello della conduzione la sensazione è di essere ancora in fase di rodaggio. Claudio Bisio sembra soffrire, imbrigliato nelle griglia di una scaletta che non permette di lasciare libero sfogo alla sua vis comica. È emozionato e l’emozione va bene, ma non se finisce per limitare l’empatia. Riacquista la scena col monologo satirico sulle polemiche legate alle dichiarazioni di Baglioni sui migranti. Polemiche: lo spauracchio di questo Festival neanche tanto nascosto, a giudicare dai continui riferimenti, anche dello stesso Baglioni (“Non so se farò ancora questo mestiere”).

Virginia Raffaele invece fa Virginia Raffaele: niente maschere, niente sovrastrutture questa volta, solo lei e il palco. Un’operazione che sicuramente serve a distanziarla dalle sue precedenti partecipazioni, ma molto meno impattante sul fronte dello show.

Da teche i duetti di Claudio Baglioni con Andrea Bocelli e Giorgia. Le esibizioni di Simone Cristicchi e Loredana Berté. Gli omaggi a Frizzi e al Quartetto Cetra. Unici momenti in cui il fiato è mancato non per la corsa, ma per l’emozione e l’energia sprigionate.