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Privato del potenziale nostalgico, cos’altro resta del revival di Sarabanda? Poco, quasi nulla. Nel complesso un ibrido dove show e game convivono a fatica tra inutili lungaggini che finiscono per togliere ritmo alla sfida. A dominare è l’eccesso.

Eccessiva è innanzitutto la durata: tre ore di diretta sono tante, troppe per un quiz pensato e costruito per reggere al massimo un’ora di programmazione. Inevitabilmente la competizione ne risente, sovrastata da un’accozzaglia di intermezzi di vario genere che le tolgono appeal: difficilmente riescono a intrattenere fino alla fine lo spettatore, tentato più probabilmente dalla prospettiva di una sana dormita che di attendere fino a mezzanotte e oltre per conoscere il nome del vincitore.

Eccessivo è il clima autocelebrativo che aleggia nel programma, esasperato anche dalla conduzione di Enrico Papi, da sempre “sopra le righe”, ora quasi ansiogeno nel richiamare di continuo il web e i social. Dimenticabili i suoi monologhi a inizio puntata tanto quanto la (non) intuizione di collocare in studio disc-jockey. Eccessiva è l’accozzaglia di siparietti (imitazioni, ospitate) all’apparenza accostati e serviti al pubblico senza un vero filo logico.

Insomma, a vedere questo Sarabanda verrebbe voglia di ritornare davvero indietro di vent’anni e recuperare la spensieratezza e la spontaneità che contraddistinguevano quelle prime edizioni. Oggi rivive solo e in parte nei concorrenti storici, Valentina, Coccinella, Uomo Gatto, Tiramisù e gli altri che i telespettatori non hanno potuto né voluto dimenticare. Nostalgia, nostalgia canaglia.

4 Commenti

4 Commenti su SARABANDA 2017, LA RECENSIONE:
NOSTALGIA, NOSTALGIA CANAGLIA

  1. Su alcune cose concordo, su altre meno. Ovviamente niente a che vedere con il vecchio Sarabanda ma non voglio soffermarmi sullo show ma sulla gara, I campioni son sempre stati trattati male anche in passato subivano la perfidia degli autori ma mai così evidente come Sarabanda 2017, campioni sabotati al 100% e mi chiedo perché? Poteva uscirne fuori una bella sfida vera, pulita, giocata fino all’ultimo respiro. Invece no, facciamo di tutto per cacciare i campioni. Ai giovani cosa dire? Beh non si può dare la colpa a loro di una scelta già fatta a tavolino prima che iniziasse il programma, sono comunque bravi e preparati. Complimenti ancora al nostro Fabrizio, aspettando la sua intervista e sperando che non sia un’intervista organizzata come quelle che si fanno dalla Toffanin, spero sia sincero fino in fondo nel bene e nel male.

  2. Non condivido una singola parola di questo articolo..

    Con Sarabanda 3 volano
    Parte alle 21:10 e ti ritrovi a 00.00 senza che te ne accorgi, preso dalla gara e dal ritmo che nonostante gli imprevisti della diretta riesce a dare Enrico Papi

  3. Non sono d’accordo quasi su nulla. A me, il programma è piaciuto, ed in particolare ho trovato azzeccatissimo il casting, ed i concorrenti presi hanno reso la gara più interessante, ed i giochi sono ben costruiti. I veri difetti, a mio avviso, sono alcuni sketch di Papi e l’eccessiva durata del programma (che si vede lontano un miglio che è stato pensato per essere un quotidiano da un’ora).

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