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SCOPPIA LA PACE TRA MEDIASET E VIVENDI? SOLO 25 GIORNI PER TROVARE UN ACCORDO PER LA MANCATA CESSIONE DI MEDIASET PREMIUM AI FRANCESI, EVITANDO INUTILI LUNGAGGINI GIUDIZIARIE

SCOPPIA LA PACE TRA MEDIASET E VIVENDI?

Una questione in ballo da sedici mesi e un clima di incertezza che certamente non fa bene ai corsi di Borsa del gruppo televisivo privato più importante d’Italia. Da mesi si aprono discussioni e ci sono trattative su tavoli secondari, ma ormai la data del 19 dicembre – giorno in cui è fissata l’udienza sulla causa da 3 miliardi di euro tra Mediaset e Vivendi – è alle porte. A diradare le nubi ci pensa il Messaggero che in un recente articolo anticipa alcuni rumors che parlano di una soluzione entro la metà di dicembre. 

In Borsa il titolo Mediaset ha reagito positivamente alle notizie trapelate, vedendo una crescita importante nella giornata di ieri. A scaldare le quotazioni del titolo sono le indicazioni riportate dalla stampa secondo cui l’Amministratore Delegato di Telecom Italia, Amos Genish, sarebbe a Milano per accelerare le trattative con Mediaset e Sky sulla fornitura di contenuti alla joint-venture TIM-Canal Plus. L’accordo con TIM-Canal Plus prevederebbe un minimo garantito di circa 600 milioni di euro a Mediaset, spalmati in 6 anni per la fornitura di contenuti che vanno dallo sport, ai films, ai canali free to air per la piattaforma digitale.

SCOPPIA LA PACE TRA MEDIASET E VIVENDI?

Da alcune indiscrezioni si apprende inoltre che Mediaset starebbe poi negoziando con Vivendi un indennizzo per il mancato acquisto di Premium per ulteriori 700 milioni di euro in cash che metterebbe la parola fine ad un contenzioso portato avanti per troppo tempo. Tra le due ipotesi al vaglio delle media company interessate, Mediaset sarebbe privilegiata, vedendo incrementare il valore delle proprie entrate di 1.3 miliardi di euro e si aprirebbero interessanti ipotesi per le prossime aste dei diritti televisivi per la Serie A e le altre competizioni ancora non assegnate (Coppa Italia e la visione free delle competizioni della nazionale di calcio).

Infine, resta il nocciolo legato alla proprietà della maggioranza di Mediaset, dopo la scalata ostile fin quasi alla soglia del 30% da parte di Vivendi, malvista nel nostro Paese e irrispettosa delle normative in materia fiscale. Alla luce delle imposizioni dell’AGCOM di scendere sotto il 10% di Mediaset, Vivendi dovrà conferire nel breve termine il 19,1% di azioni detenute in un blind trust. Fatto questo e con lo scorporo della rete, si potrebbe procedere alla fusione Mediaset-Telecom Italia sotto il controllo di Vivendi per creare un operatore europeo dei contenuti.

SCOPPIA LA PACE TRA MEDIASET E VIVENDI?

Tante ipotesi allo studio ma anche tanti, troppi interrogativi che si spera possano essere risolti nel breve termine. Ma la strada sembra in discesa e, con queste nuove risorse, non è improbabile che il business della televisione free possa ritornare di primaria importanza anche nel gruppo Mediaset che può e deve comprendere quale sia il proprio core business e come può differenziare il proprio raggio d’azione rispetto al gruppo Sky che resta la sola solida realtà nell’affare della televisione a pagamento.