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SIGFRIDO RANUCCI: SE IN RAI CI FOSSE CENSURA, REPORT NON ANDREBBE IN ONDA. SPUNTA UN VIDEO SU RENZI…

Sigfrido Ranucci, conduttore di Report e vice direttore di Rai3, è intervenuto a Che Tempo Che Fa per chiarire la nota vicenda di Fedez al Concerto del Primo Maggio. Nell’occasione ha anticipato le nuove inchieste di Report.

“Dentro Rai 3, che è una grandissima rete, io posso dire che non è mai avvenuta una censura”, così ha esordito Ranucci mentre Fabio Fazio ha sottolineato che “L’idea di prudenze e di cose che non si possono dire, deve essere qualcosa che deve scomparire dalle possibilità. Una prudenza che non fa bene alla Rai per prima”.

Ranucci risponde che se in Rai ci fossero prudenze e censure “non andrei in onda” e anticipa che questa sera a Report ci sarà una puntata molto forte.

Trasmetteremo un filmato esclusivo che riprende un politico importante: Matteo Renzi, mentre parla con un agente segreto, uno 007 italiano con un passato molto controverso. E una registrazione che Silvio Berlusconi ha fatto al giudice, al relatore del collegio che l’aveva condannato.

Tornando al discorso di Fedez, del monologo sul DDL Zan e delle parole contro la Lega, con citazioni di esponenti del partito, Sigfrido Ranucci ha chiarito bene la situazione e le responsabilità della Rai e della società esterna che gestisce il Concerto del Primo Maggio, ovvero colei che ha chiesto di visionare il discorso di Fedez.

E’ stata una brutta pagina, sono contento che la Rai abbia chiesto scusa, come solo le grandi aziende sanno fare. Voglio precisare però che non sono scuse per una censura, che non è mai avvenuta, ci tengo a dirlo, ma scuse per la gestione, perché è grave anche solamente che una persona possa pensare di essere censurata in Rai.

Da quello che ho ricostruito è stato un grande cortocircuito di comunicazione, ci sono stati errori soprattutto nella gestione di questo evento. E’ stata data una delega a una società esterna, le voci al telefono che parlano di ‘sistema’ e dicono che in Rai non si possono fare nomi e cognomi, sono quelle di due persone che nella telefonata parlano di esigenze di un non ben identificato editore, che non è sicuramente la Rai.

Sono due persone che sono abituate a gestire anche eventi per la politica e che ragionano per logica di par condicio. E’ un fatto grave, bisogna prendersi delle responsabilità. Mi dispiace che c’era anche Ilaria Capitani, una collega bravissima di Rai3, che conosco personalmente e che sono sicuro non è mai stata animata da una logica di censura.

Però bisogna mettere le cose in chiaro, l’azienda semmai deve fare autocritica nella gestione di questi eventi, nel lasciare che vengano gestiti da personaggi che poi rispondono alla politica.