Crea sito

SIRENE, RAIUNO APRE AL FANTASY: ESPERIMENTO RIUSCITO?

È senza dubbio uno dei progetti più interessanti dell’autunno 2017. Un tassello importante nel percorso di crescita internazionale intrapreso da Rai Fiction. Sirene segna infatti il ritorno a un genere poco esplorato dalla serialità italiana, il fantasy, mai come oggi così spendibile sui mercati esteri. Non è stato un compito facile per Ivan Cotroneo e il team autoriale: la scrittura di un prodotto simile richiede di per sé uno sforzo notevole nell’ottica di dare coerenza  e credibilità all’intero impianto narrativo.

Trattandosi poi di una comedy occorre lavorare anche sulla briosità di situazioni e dialoghi senza incorrere in banalità né bassezze. In questa prospettiva Sirene sconta un’eccessiva semplificazione: sulla profondità introspettiva dei personaggi prevale una caratterizzazione caricaturale (saranno più ricordati i pettorali di Michele Morrone o la sua interpretazione?), mentre l’idea di fondo, rappresentare in chiave favolistica le grandi problematiche della contemporaneità, si perde talvolta nella ricostruzione fumettistica, a tratti confusionaria, del reale.

Nonostante ciò a Sirene vanno riconosciuti anche diversi meriti: oltre a portare una ventata di sana leggerezza in televisione, la fiction contribuisce a restituire un’immagine di Napoli alternativa a quella trasmessa dai media negli ultimi tempi. Senza sparatorie, né lotte di potere, la città può essere anche un’ideale cornice dove favole e sogni prendono vita. Forse è proprio questo il messaggio che Sirene riesce a trasmettere con maggior forza.

1 Risposta

  1. Ammerde ha detto:

    Premesso che a metà serie ho sospeso la visione:
    – l’idea del fantasy era ottima, anzi era proprio ora che la Rai la facesse
    – finalmente si ripristina anche un’idea di Napoli diversa da Gomorra, e in questo concordo con l’autore del post
    – le sirene però richiamano in almeno 2-3 generazioni l’immaginario romantico della SIRENETTA Disney, mentre delle 4 che sbarcano a Napoli le due principali sono odiose e prepotenti
    – la madre addirittura è una sfascia-famiglie senza remore, e la cosa non è divertente ma allontanante, e rovina subito la bella intuizione di farla salvatrice del naufragio
    – il percorso della figlia non sembra “imparare ad amare” ma “imparare ad obbedire a un uomo”, messaggio terrificante che mi ha fatto chiudere lì baracca e burattini.
    – la battuta omofoba sul tassista nelle prime puntate non è in nessun modo giustificabile, nemmeno se la scrive Cotroneo, perché i ragazzini che la sentono e la ripetono se ne fregano di chi l’ha scritta.
    – la Calzone è straordinaria e Denise Tantucci anche
    – Argentero e la Bellè sono fuori luogo, fuori parte, fuori tono e se uscissero proprio fuori dalle fiction sarebbe meglio.
    – tutta la fissa sul nudo stona con il target primo del fantasy che sono famiglie e ragazzi, e infatti sul target giovani Sirene ha perso in ogni puntata contro Tre rose (tranne l’ultima).

    Ultima cosa proprio sulle Rose: Cotroneo e company sono abituati ad ascolti tra i 6 e gli 8 milioni, contro Tre rose sono scesi per la prima volta a tre. E avevano la promozione Rai a favore. Segno che 3 milioni sui 6-7 a disposizione per la fiction hanno continuato a scegliere il brand di Canale 5, forse perché c’era più sentimento di quello trovato in Sirene.