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STEFANO LODOVICHI: #ILPROCESSO E’ UNICO, ATTUALE, SEXY MA NON CHIAMATELA FICTION, E’ UNA SERIE!

Esclusiva BubinoBlog – Ho avuto il piacere di intervistare Stefano Lodovichi, giovane e talentuoso regista che abbiamo apprezzato nella scorsa stagione su Rai2 ne “Il Cacciatore”. Domani sera, in prima serata su Canale 5, vedremo la premiere della sua nuova opera ovvero “Il Processo”, il primo legal thriller della serialità italiana.

Venerdì 29 novembre debutta su Canale 5 “Il Processo”, un legal thriller in 4 puntate che porta la tua regia. Com’è nato questo progetto?

Il Processo nasce dalla volontà di Mediaset, e in particolare di Daniele Cesarano, di realizzare la prima serie legal italiana. Nata da un’idea di Alessandro Fabbri (la serie è scritta con Enrico Audenino e Laura Colella), è stata prodotta da Lucky Red che ha portato il proprio know-how produttivo cinematografico e che mi ha permesso di realizzare questo progetto dandomi la libertà di mettere in scena la mia particolare visione, senza alcun tipo di costrizione editoriale o artistica.

Lo scenario è l’incantevole Mantova e Palazzo Te è uno dei set, lui e i suoi meravigliosi affreschi che sono anche lo sfondo se non i coprotagonisti della campagna promozionale. Com’è stata l’esperienza sul set?

Mantova è un luogo unico. La sua storia, il suo essere centro culturale e snodo politico e del potere durante il Rinascimento, la rende un piccolo gigante: parte della serie è ambientata a Palazzo Te, un palazzo magnifico, commissionato nel ‘500 da Federico II Gonzaga a Giulio Romano, noto in particolare per la Sala dei Giganti, una stanza coperta interamente dall’affresco “La Caduta dei Giganti” che crea l’illusionistica rappresentazione della battaglia tra i Giganti che tentano di salire all’Olimpo. Mantova è colonna portante dell’umanesimo che contraddistingue la nostra storia e l’ha resa il set perfetto dove ambientare questa serie. Girare a Mantova è stata un’esperienza meravigliosa non soltanto per il suo essere un set artisticamente stimolante e ricco ma anche per il rapporto che ha con la natura che lo caratterizza, con l’acqua in particolare che è elemento costante del progetto.

I protagonisti principali sono Vittoria Puccini, Francesco Scianna e Camilla Filippi, ritenuta l’unica colpevole del delitto che apre la serie. Com’è stato dirigere tua moglie?

Quando parlo di attrici o attori, li associo sempre a “campanelli d’allarme” che devono suonare quando sentono problemi sul proprio personaggio. Mi fido molto del cast che scelgo per un progetto perché la mia selezione degli interpreti non è mai soltanto legata al talento o alla vicinanza naturale ai personaggi per i quali vengono provinati ma prende in considerazione l’intelligenza e la sensibilità artistica delle persone che valuto di volta in volta. Più sono intelligenti e riescono ad avere una visione critica sul proprio personaggio più mi saranno utili. Sicuramente Camilla, da questo punto di vista – che potremmo tradurre con il termine “editoriale” – è il miglior campanello d’allarme che abbia mai trovato finora.

Nel cast troviamo due guest star di rango come Tommaso Ragno e Roberto Herlitzka. Cosa hai imparato da loro? C’è stato all’inizio più timore reverenziale o l’entusiasmo di un giovane regista a lavorare con due “senatori”?

La cosa bella dei grandi artisti è che non fanno mai pesare il proprio talento, la propria esperienza e saggezza. Ho imparato tantissimo sia da Tommaso che da Roberto. La diffidenza, che nasce da sponde differenti (per me sia dal timore che dall’entusiasmo, per loro magari dalla diffidenza per un giovane regista come me) si trasforma subito sul set perché si diventa compagni di viaggio, compagni di banco in qualche modo, e di colpo due grandi artisti come loro si mettono in ascolto, pronti a dare il 100% per l’esperienza che condividono con te. Spero proprio di lavorare con loro di nuovo perché ormai siamo amici ed è con gli amici che ti divertirti a giocare.

Tra i nostri lettori si leggono a volte lamentele per le tante serie con al centro delitti e indagini. I numeri premiano però il genere ma ti chiedo: che cosa ha di particolare e speciale Il Processo?

Il Processo è una serie che mi auguro sarà “speciale” ma che di sicuro ha tanti requisiti particolari che, almeno per me e spero per tutti, potrebbero renderla unica e amata. Il primo riguarda il genere: ci troviamo infatti davanti al primo legal della nostra storia. E sappiamo quanto il pubblico italiano ami da sempre la cronaca nera (da un certo punto di vista chi ama programmi storici come Chi l’ha visto o Un giorno un pretura troverà ne Il Processo pane per i propri denti).

Che poi il genere legal in questa serie sia ibridato con il thriller a mio giudizio rende la storia ancora più intrigante perché vena il rompicapo di un allure di mistero che mi auguro intrigherà quegli spettatori abituati anche ad altro (penso a chi ha amato The Killing) e che chiedono anche un brividino in più. E per raccontare un’indagine che, come ogni altra parte da un presupposto di presunta innocenza della persona accusata, abbiamo scelto di seguire due punti di vista precisi utilizzando una regola tanto divertente quanto estrema, quella del punto di vista assoluto.

Partendo infatti dal presupposto che sia impossibile sapere la verità su un evento come questo, abbiamo scelto di far vivere al pubblico un’esperienza il più totalizzante possibile: ed è così che capiamo fin da subito che Il Processo è la storia di chi quel processo lo farà veramente. Elena Guerra (Vittoria Puccini) e Ruggero Barone (Francesco Scianna) sono infatti i due punti di vista assoluti di questa storia. Ne Il Processo non troverete infatti scene che violino la personale esperienza di Elena e Ruggero, che vadano oltre ai momenti vissuti in prima persona dalla p.m. (accusa) e dall’avvocato difensore di Linda Monaco.

Oltre al genere abbiamo tutti gli ingredienti per fare una buona ricetta: una scrittura solida e supportata da un cast con personalità; una messa in scena che mi auguro possa risultare al livello delle aspettative dei nostri spettatori – di sicuro supportata da una fotografia affascinante che valorizza benissimo le atmosfere della serie e le bellezze paesaggistiche e storiche di Mantova affidata a Benjamin Maier e dalle musiche eleganti di Giorgio Giampà.

Per chiudere sulle musiche, non è un caso che abbia scelto Bury a Friend di Billie Eilish, hit in testa alle classifiche di mezzo mondo nel 2019, ad accompagnare la nostra sigla. Perché ci tenevo a precisare fin da subito che questa è una serie attuale, sexy e che può piacere anche a un pubblico più giovane abituato a un’educazione seriale differente dal solito, che potremmo definire più da “piattaforma”.

Com’è lo stato della fiction italiana in questo periodo? L’asticella della qualità si alza di anno in anno, progetti premiati anche all’estero, penso al tuo “Il Cacciatore” (che tornerà su Rai2 nel 2020) o “L’Amica Geniale”. Come dire, non dobbiamo sempre e solo imparare dagli altri ma anche noi abbiamo molto da dire e insegnare?

Mi considero uno spettatore internazionale. Guardo film e serie di ogni paese perché credo che i nostri progetti non debbano più essere pensati esclusivamente per l’Italia. Sono convinto non ci siano più confini culturali e questo è infatti il momento più bello per il nostro settore da quando ho iniziato a lavorarci. La possibilità di avere ogni tipo di prodotto in uscita, praticamente live in tutto il mondo e quasi sempre sottotitolato, ci aiuta a essere attuali e a non rimanere indietro come abbiamo fatto per troppo tempo fino a oggi.

Anche per questo motivo ci tengo a usare il termine “serie” al posto di “fiction”. Perché sono convinto che le nostre serie debbano essere chiamate come chiamiamo quelle internazionali che guardiamo sempre. Watchmen o Stranger Things sono bellissime serie con caratteristiche differenti dalle mie. Ma in fin dei conti, tecnicamente, facciamo tutti la stessa cosa: raccontiamo storie in più episodi. E allora viva le “serie”!

Ad un giovane che avesse la passione per la regia, quale percorso ed esperienze consiglieresti di fare?

Non ci sono regole per fare il regista. Posso soltanto riportare la mia esperienza personale e consigliare di essere curiosi, di studiare la storia dell’arte (anche da soli) e raggiungere il prima possibile i set. Perché l’esperienza, gli errori, la conoscenza dei meccanismi lavorativi sono elementi fondamentali per capire come chiedere quello che si deve chiedere ai propri collaboratori.

Si impara da tutti e in ogni momento. Anche dai film brutti, dai registi meno dotati, nei film più brutti. L’importante è ricordarsi sempre che da soli non si fa niente anche se il lavoro del regista, in fondo, è un lavoro solitario anche se non sembra. E se lo fai in compagnia, troppo in compagnia, allora lo stai facendo male.

Cosa ti aspetta nel 2020, nuovi progetti in arrivo?

Sto lavorando a un film e a una nuova serie per la prima volta come showrunner e anche come regista.

Ringrazio Stefano per la gentilezza e disponibilità a nome dello staff e dei lettori di BubinoBlog. Un grande in bocca al lupo per “Il Processo” e i nuovi progetti!

23 Risposte

  1. Ammerde ha detto:

    Diciamolo.
    E ce ne sono stati anche prima.
    Sospetti, Un caso di coscienza, L’avvocato delle donne.

  2. Bubino ha detto:

    Grazie Saro!

  3. Bubino ha detto:

    Grazie Tex!

  4. Veu ha detto:

    sì aveva un cast super e c’era pure Christiane Filangieri che era di fatto la protagonista, più ancora della Guerritore e una diva degli sceneggiati d’epoca che faceva la mamma delle due sorelle. Bellissima quella fiction.

  5. Stefano Lodovichi ha detto:

    Buongiorno. No, la seconda stagione de Il Cacciatore è diretta soltanto da Davide.

  6. Veu ha detto:

    Bella intervista!
    Bravo!
    Comunque questa fiction mi pare intrigante.

    Solo per ricordare però il primo legal thriller fu Amanti e Segreti circa 15 anni fa.

  7. Gaetano Di Nucci ha detto:

    Il mondo e’ andato avanti e la Fiction ,o serie che dir si voglia, rappresenta il core business di tutte le aziende TV e media .

    Assurdo che la TV commerciale Italiana non valorizzi questo prodotto . Dovrebbero essere trattate tutte le serie come dei gioiellini… Invece ? Buttano al macero prodotto sicuramente di qualità come ce ne sono stati

  8. Tex ha detto:

    Complimenti Bubino per l’intervista. Sembra interessante con la brava Vittoria Puccini avrei preferito in un altro giorno non contro lo show di Gigi e Vanessa

  9. Saruzzo ha detto:

    Domani qualcuno si “romperà” le ossa! Chi farà meno del 20? Appuntamento a sabato alle ore 10:15. Ahahahahahahahah (Scusate l’off topic).

  10. Saruzzo ha detto:

    Bellissima intervista!
    Non vedo l’ora di rivedere Vittoria su Canale5 dopo 15 anni, e dopo meno di un anno dall’ultima puntata di Mentre ero via.
    Scianna è un bravo attore che ho “conosciuto” nell’ultimo tv-movie tratto da un libro del grande Camilleri.

  11. Saruzzo ha detto:

    Con un sempre più bono Maurizio Aiello e l’affascinante Monica Guerritore con Orso Maria Guerrini.

  12. Veu ha detto:

    prego!

  13. Bubino ha detto:

    Domani serata ricchissima, anche troppo, ci sarebbe da sdoppiarsi.

  14. Bubino ha detto:

    Grazie Veu!

  15. Bubino ha detto:

    Grazie!

  16. Bubino ha detto:

    Grazie Gaetano!

  17. GP9⚽⚽⚽⚽🏁🏁🏁🏁 ha detto:

    Complimenti Amico ottima intervista.

  18. Gaetano Di Nucci ha detto:

    Bell intervista bubino …. Mi ha convinto a vederla … Poi sullo sfondo c’e’ la mia citta’ che e’ meravigliosa quindi…

    Detto ciò … Mi sembra da quello che leggo e ho visto un progetto di qualità con qualche sprazzo di innovazione quindi ha tutte le chance di fare bene. MA…. .

    Se floppa pure questo … Fino a quando ci sarà qualcuno , con questi prodotti alti, disposto a investire su canale 5 ? Non c ‘ e’ protezione. Farlo iniziare alle 21 e 5o ? Se trovo una cosa più interessante guardo altro ? Lo recupero ? No mi e’ passata la curiosità ‘

    Spero bene per questa serie cmq

  19. Bubino ha detto:

    Grazie Fabio!

  20. Bubino ha detto:

    si, lui e Davide Marengo in regia

  21. Fabio Turri ha detto:

    Ma il cacciatore 2 è sempre diretto da lodovichi?

  22. Fabio Turri ha detto:

    Complimenti e grazie a Bubi e Stefano
    Attesa alle stelle per questa fiction
    Non vedo l’ora del grande ritorno di vittoria Puccini su canale 5 dopo ben 15 anni!!!

  23. cry ha detto:

    progetto molto intrigante che guarderò sicuro
    anche perché gli show musicali di rai1 cominciano un po’ a stancarmi, specie se per 2 sere di fila preferisco vedere sabato lo show su battisti.