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TALE E QUALE SHOW: QUALCHE SUGGERIMENTO PER UN FORMAT ANCORA FORTE (A CURA DI ARCI)

Si è chiusa venerdì 23 novembre l’ottava edizione di “Tale e Quale Show”, uno dei titoli più premiati (ad onor del vero, pochi) dell’intrattenimento di Rai1. 23,04% di share e 4,602 milioni di spettatori nell’ultima puntata del torneo e una media del 21,44% e di 4,366 affezionati per l’intera emissione. Numeri lontani dalle edizioni precedenti, ma sempre buoni, ottenuti con una concorrenza non affatto trascurabile tra “Scherzi a Parte”, Crozza, “Propaganda Live”, “Bake Off”, “Quarto Grado” e altri.

Il format ha ancora molto da dare e basterebbero dei piccoli accorgimenti per farlo tornare ai fasti di un tempo:

La giuria. Tale e Quale è uno show sulle imitazioni… E mettiamole tre Imitatrici con “I” maiuscola: Loretta Goggi, Paola Cortellesi e Virginia Raffaele. In ogni puntata una delle tre veste i panni di uno dei suoi personaggi più apprezzati, si esibisce, a inizio o nel corso della puntata, e lo imita per tutta la serata. Non solo imitazioni di cantanti: vanno bene anche Marina Abramovic e Carla Fracci per la Raffaele, la giornalista di Vita in Diretta, la Leosini e la Moratti per la Cortellesi. D’obbligo Mina per Loretta Goggi. Alternanza dei quarti giudici, come è tradizione. Parlando di tre pezzi da novanta molto impegnati, sarebbe difficile da gestire la diretta. Non vedo però problemi nel trasmettere in differita. Potrebbero fare eccezione la finale dell’edizione classica e del torneo, in cui è previsto il televoto.

I concorrenti. Con il passare delle stagioni, mi è sembrato di scorgere una certa stanchezza del reparto trucco e parrucco, a cui vanno comunque fatti i più grandi e sinceri complimenti per l’ottimo lavoro svolto. Nelle prime edizioni si rimaneva davvero a bocca aperta per i miracoli fatti per cui gli imitatori erano fisicamente “tali e quali” agli originali. Il motivo, secondo me, potrebbe risiedere nel numero di concorrenti: troppi imitatori da truccare sono difficili da gestire! Porterei il numero dei concorrenti vip a otto, quattro donne e quattro uomini. A questi, si aggiungono due concorrenti nip diversi in ogni puntata.

Duetti ed esibizioni di gruppo. Introdurrei di nuovo i duetti e inserirei anche le esibizioni di gruppo. Vi immaginate un’imitazione di tutti i Cugini di Campagna?

La votazione. Manterrei lo stesso sistema di punteggio per la giuria, così come il voto tra concorrenti che possono però assegnare solo tre punti. Non si può votare se stessi e i compagni di esibizione per i duetti e le esibizioni di gruppo. Ogni vip e ogni membro della giuria ha poi a disposizione 2 punti da assegnare al nip preferito. All’ultima puntata, si sfidano i due nip con punteggio più alto. Verrà quindi dichiarato il vincitore della categoria vip e di quella nip. A questa modalità, si affianca il televoto nelle ultime puntate dell’edizione classica e del torneo. L’esito è la media pesata dei due.

Personaggi imitati. Distribuirei quasi equamente il numero di personaggi imitati tra contemporanei e del passato. Una piccola predilezione per i cantanti d’antan potrebbe essere motivata dall’intento di acchiappare il target over (che, diciamo la verità, è quello che fa fare i grandi numeri). “Tale e Quale”, soprattutto in passato, ha tuttavia dimostrato di sapere attirare anche i giovani, e l’occasione va colta. Un’unica richiesta: evitiamo di dire ad ogni puntata che il cantante imitato è più difficile del precedente! È capitato che qualcuno abbia imitato personaggi già presenti nel suo CV. Non c’è nulla di male, sia chiaro, a mettere in evidenza le doti di un artista. Va bene l’esibizione “trash”, va più che bene l’esibizione da fuoriclasse.

Periodo di messa in onda. Anche un format forte ha bisogno di riposo. Non sono dell’idea di concedere al programma un anno sabbatico. Mi piacerebbe, e il discorso vale per tutti i programmi, che questi venissero proposti ogni anno e mezzo. Tale e Quale potrebbe andare in onda, per esempio, in autunno 2019, primavera 2021, autunno 2022 e via dicendo…

Questi i miei suggerimenti. E voi che dite? Come direbbe Carlo Conti, “Saluto le opinioni di Arci e do il benvenuto a quelle di…”