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LA FORZA DI #TEMPTATIONISLAND? È LA NOSTRA IMMATURITÀ

In profondità. Molto in profondità. Ma Temptation Island riesce ancora a dire qualcosa. E no, non è quello che solitamente la gente coglie. Lo si trova invece nascosto dietro frasi a effetto, ascoltate tra un falò e l’altro, del tipo “in questi giorni sono riuscita finalmente a innamorarmi di me”. Frasi che suscitano reazioni di compiacimento spropositate, quando invece dovrebbero essere all’ordine del giorno e accolte come tali. Frasi che ci dicono quello che dovrebbe essere, ma non è. Perché non è forse vero che crescendo si dovrebbe già maturare la consapevolezza che il voler bene a se stessi è presupposto fondamentale nel dare amore a qualcun’altro? Eppure, anche a giudicare da queste reazioni, nella realtà dei fatti non è così scontato. Anzi, se lo fosse, probabilmente Temptation Island oggi non avrebbe più motivo d’esistere. E non perché non ci sarebbero più tradimenti, sia chiaro. Quello è impossibile. Ma perché se dopo sei edizioni (sette con quella vip) il reality continuasse ancora a far leva esclusivamente su corna e tradimenti, probabilmente avrebbe già da tempo cominciato a scontare gli effetti di una certa ripetitività, fatale per molti altri programmi.

E invece, a fronte di una edizione piuttosto debole in termini di dinamiche e cast (Katia esclusa), gli ascolti sono comunque lievitati. Superando anche le precedenti edizioni. Perché quello che ha capito Temptation Island è proprio questo. Che, esaurito l’effetto novità, bisognava andare all’origine: non puntare più solo sul voyeurismo legato a corna e tradimenti, ma ricercare nello storytelling quell’immaturità affettivo-relazionale in cui ognuno di noi, prima o poi, nel bene o nel male, arriva a identificarsi. Per quanto spesso non lo si voglia neanche riconoscere.

C’è la quarantenne che fatica a tenere a freno l’ormone, anche di fronte al palese disinteresse altrui. Ci sono coppie che si reggono esclusivamente su Instagram, incapaci poi però di affrontare insieme una reale quotidianità. C’è chi non riesce a camminare con le proprie gambe e rifugge la singletudine, preferendo nascondere la testa sotto la sabbia, l’orgoglio sotto i piedi e fingere di non vedere ciò che invece è. E c’è chi concepisce i rapporti solo come “do” oppure come “des”, non conoscendo minimamente cosa sia la reciprocità.

No, Temptation Island non vive più ormai solo su corna e tradimenti. Piuttosto di relazioni problematiche, servite a uso e consumo del telespettatore. Sbattendoci bellamente in faccia i nostri limiti, in ambito affettivo e relazionale. E gli ascolti salgono.

1 Risposta

  1. Ital ha detto:

    Un bel film ….con bravi attori e attrici …queste dinamiche e problematiche…sa raccontarle meglio …molto meglio …
    Diciamo che ci si accontenta del discount dei sentimenti ….
    E comunque complimenti a Maria che sa confezionare ….un prodotto di largo consumo ….al passo coi tempi….
    Da vera regina della people tv ….altro che caffeucci …