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LE CORNA NON CONOSCONO POPOLARITÀ: L’INCONSISTENZA DI TEMPTATION ISLAND “VIP”

 Al di là del bizzarro slogan, oltre i tablet brillantati: una riflessione critica sulla nuova versione del reality-show

LE CORNA NON CONOSCONO POPOLARITÀ: L’INUTILE LEZIONE DI TEMPTATION ISLAND VIP

RECENSIONE PER L’ARRIVO IN TV DI TEMPTATION ISLAND VIP

È un po’ come dire: le corna sono corna indipendentemente da chi le porta. Non guardano al conto in banca, né, come in questo caso, alla popolarità, termine che suona davvero male se accostato a gran parte dei protagonisti di Temptation Island Vip, per oltre il sessanta per cento degli emeriti sconosciuti. Ma poco importa. Quello che il pubblico ricerca in questo programma ha davvero poco da spartire col concetto di “vip” o di “nip”. E ieri sera ne abbiamo avuto conferma.

Quello che il pubblico esige da Temptation Island è l’ennesimo campionario di fragilità umane, immaturità affettive e relazionali. Esasperazioni comportamentali, cucite e confezionate come in un moderno feuilleton per stuzzicare quell’innata bramosia di giudicare che ci porta a commentare freneticamente sui social ciò a cui stiamo assistendo. Ad aspettare il primo passo falso di chi risulta antipatico per poi scagliarci in massa contro di lui. E viceversa a ridere e perdonare le debolezze di chi invece, per indole caratteriale o per la benevolenza del montaggio, suscita simpatia (stellare).

Temptation Island non ha bisogno di essere vip né nip. L’importante è restituire al telespettatore quel campionario, magari riuscendo ad innalzare sempre più l’asticella dell’indignazione, della disapprovazione o del compatimento in chi è a casa. Ai fini del format, poco cambia se a flirtare con un “tentatore” è Valeria Marini o una meno nota Martina Sebastiani. È l’atteggiamento di per sé a fare rumore, a suscitare dibattito, a scatenare il web.

Certo, la Marini come Bettarini fa televisione da molti anni, conosce il mezzo e le sue implicazioni, sa come rapportarsi con le telecamere, cosa mostrare e rivelare di sé al pubblico e come (non a caso ha scelto Ivan che all’estero ha all’attivo svariati reality): la differenza con l’approccio di un emerito sconosciuto che si trova per la prima volta su un set televisivo (o la seconda per gli ex Uomini e Donne) emerge in modo più marcato in questa versione, anche a causa delle pochissime, vere celebrities presenti nel cast. Nulla però che può indebolire lo spirito di un format che funziona per ben altre ragioni. Per la quota di esibizionismo dei partecipanti, per il livello di empatia che si è in grado di creare combinando scrittura e montaggio.

In questa prospettiva forse sarebbe stato altrettanto uguale realizzare un Temptation Island estivo e un Temptation Mountain invernale con un cast misto invece che distinguere le due versioni sulla base della partecipazione di nip o di vip: una differenziazione rivelatasi nel concreto alquanto aleatoria. Basti pensare a come Simona Ventura a Verissimo ha presentato la coppia partenopea: “Sono vip nel loro settore professionale”. Una giustificazione che fa sorridere anche perché detta da una professionista del piccolo schermo come lei. Timoniera efficace per quanto imbrigliata dal copione, è apparsa forzata soprattutto nel dover sottostare ai giochi di battute con l’ex. Certo, ripensando alle dirette di un tempo, non si può non notare come un programma preconfezionato ne limiti comunque l’estro. Ma il vederla misurarsi con le bravate di Bettarini e asciugare le lacrime della fidanzata vale il prezzo del biglietto.