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#TEMPTATIONISLANDVIP 2019, LUCI E OMBRE DEL DEBUTTO

È evidente che l’attesa fosse tutta lì. Per il momento “sbrocco” dell’ex re di “Gomorra”. Quello abilmente anticipato nei giorni scorsi. E non a caso collocato all’una di notte, quando la curva inesorabilmente sale. Un po’ per merito dei nottambuli più sfegatati. Un po’ per effetto dell’assenza (almeno ieri) di una controprogrammazione degna di tale nome. Per il resto, a giudicare dall’esordio, gli spunti davvero interessanti sembrano latitare in questa edizione di Temptation Island Vip.

Un debutto quasi in bianco e nero, sostanzialmente privo di colore. Neanche la più evidente pseudo-novità, la presenza di Alessia Marcuzzi, aiuta. O meglio, ci dice come può essere guidato il racconto. Limitandosi a ricoprire un ruolo predefinito, quasi subendo la narrazione. Oppure incentivandola. Colorandola con la propria personalità. Arricchendola con la propria verve. E questo al netto di ogni gusto o preferenza personale, indipendentemente dall’approccio più o meno accomodante che si adotta con i partecipanti. Perché colorare la narrazione non significa anteporsi alle coppie in gioco, ai protagonisti: al contrario li aiuta ad emergere.

Il solco tracciato dalla Marcuzzi non è, ad ora, particolarmente profondo. C’è ancora parecchio da scavare. E, anche a livello di cast, i tempi delle cotolette sembrano essere lontani. L’arrivo in corso di una nuova coppia suona quasi come un’ammissione in tal senso. Qualche sprazzo di luce però c’è. Uno risponde al nome di Anna Pettinelli. E non perché una delle poche, se non l’unica, a sapere come si padroneggia il mezzo. A costruire, non a subire, il racconto. Ma soprattutto per quei siparietti con la Caldonazzo, che di per sé danno un po’ di colore al reality.

Merita una sottolineatura anche l’operazione Er Faina: guardare un leone da tastiera sprofondare in un mare di lacrime all’interno del programma da lui stesso pubblicamente contestato (con la Marcuzzi che non perde occasione di farglielo notare) è qualcosa di estremamente indicativo sulla psicologia del web oggi. E infine c’è la storyline della Caldonazzo, da attenzionare se non altro perché si tira in ballo un nome sacro come quello di Troisi, neanche lontanamente accostabile a questa tipologia di intrattenimento. Dinamiche su cui è facile ipotizzare si continuerà a puntare anche nelle prossime settimane, ora che si è giocato la tragicomica fuga di Ciro Petrone.